1 ■■ K 6>ósy/ a-sffi/o &-/0 Anno XVIII. Gennaio-Febbraio-Marzo 1921 N. 1 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA DEL R. ISTITUTO SCIENTIFICO SPERIMENTALE DEL TABACCO ROMA - SCAFATI (Salerno) © SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 SOMMARIO G Lo Priore. Il verderame dei tabacchi occidentali La coltivazione nel tabacco in Italia nell 'esercizio iqiy-igiS: Estensione della coltivazione . Spese per la coltivazione .... Acquisto di tabacchi indigeni . Concessioni di manifesto ... Coltivazione in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali .... Campi dimostrativi .... Coltivazioni per l'esportazione . . . Istituto Sperimentale di Scafati Notizie Scientifiche e pratiche (Rivista della Stampa) Studi sugli ibridi di tabacco Little Dutch X Cuban in rapporto al carattere tendenza alla formazione dei succhioni, James Johnson .... Studi sperimentali intorno all'incompatibilità all' autoimpollina- zione nelle piante ermafrodite, Stout A. B. . Fecondazipne selettiva nei miscugli di polline, Jones D. F. Apomissia ed ibridazioni difficili in Nicotiana, R. Savelli Per prevenire le ruggini del tabacco Concentrazione dell' estratto di tabacco per mezzo del freddo, Ferretti U. ....*...-. Il raccolto di Smirne . . . . . Il raccolto 1020 del tabacco Samsun Il tabacco del Sud Africa L'avvenire del tabacco in Palestina La coltivazione del tabacco nella provincia di Quebec . Il raccolto del tabacco nella Repubblica Domenicana . Pubblicazioni ricevute Riassunto dei bollettini meteorologici dei mesi di gennaio, feb- braio e marzo 1921. . . . . . . . P a g- «3 16 «7 18 23 2 4 26 26 26 29 32 35 35 40 4 1 42 42 43 44 44 45 46 48 Anno XVIII. Gennaio-Febbraio-Marzo 1921 N. 1 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA B. ISTITUTO SCIENTIFICO SPERIMENTALE DEL TABACCO ROMA - SCAFATI (Salerno) SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 IL VERDERAME DEI TABACCHI OCCIDENTALI " O. Lo Priore BOTANICA!, ~""~ osa Quest'affezione , nota già da tempo nei tabacchi orientali, conosciuta anzi in Macedonia sotto il nome di Bassarà, equi- valente a quello di Verderame, era stata oggetto di mie osser- vazioni e quindi di una nota preliminare , comparsa in questo Bollettino Tecnico per la Coltivazione dei Tabacchi ( voi. XV., 19 16, pag. 79-85). Successivamente , in una breve permanenza fatta nel feb- braio 1917, presso l'Istituto Sperimentale di Scafati, ebbi occa- sione di studiare la medesima affezione in altre varietà di tabac- chi, sia indigeni che esteri, di proposito raccolti nei Magazzini della R. Manifattura di Roma e gentilmente messi a mia dispo- sizione dal ch.mo collega Dott. Achille Splendore. A Scafati ebbi pure occasione di raccogliere altro materiale, sia dalle collezioni viventi nelle serre dell'Istituto, sia da quelle secche, in gran parte esaminate nel momento stesso in cui sta- vano per passare alla lavorazione. Furono così una decina circa di varietà, evidentemente af- fette dagli stessi processi degenerativi, che vennero in esame e che tratterò brevemente qui appresso, soffermandomi sulle prin- cipali. Da questo esame risulta che, oltre alle varietà orientali, an- £3 che le occidentali, le americane, possono venire affette dal Ver- ~ derame, fra cui il caso più tipico è offerto dal Virginia Bright, che qui m'intratterrà più specialmente. R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO La caratteristica più importante del Verderame è quella di presentare macchie verdi di varia intensità sul campo giallo-do- rato della lamina, in conseguenza del disseccamento delle foglie e delle filze. Non mancano però forme di transizione ad altre affezioni più o meno affini, che appresso verranno esaminate. Occorre appena rilevare che le foglie affette dal Verderame perdono ogni valore industriale, poiché mentre il tessuto nor- male assume col tempo e col disseccamento il tono giallo-dorato caratteristico, le macchie di Verderame persistono invece nella tinta verde e finiscono con l'impartire agli elaborati un cattivo gusto. La persistenza del verde nelle aree verderamate si associa spesso alla bollosità di esse, come in genere suole avvenire nei tabacchi a largo fogliame. Foglie così deturpate fanno ricordare il cosiddetto Mal della bolla, ritenuto dal Dott. Achille Splendore come una forma più ampia e meno caratteristica del Verderame. L'esame delle macchie, da me iniziato* sulla varietà " Er- zegovina,, , esteso poi su altre varietà orientali ed occidentali, ha mostrato che mentre nessuna varietà levantina sfugge al male, ne sono invece indenni alcune varietà americane — meno, ben s'intende, il Virginia Brighi dianzi cennato. Quanto alla possibilità di riferire l'inverdimento delle mac- chie a determinate cause parassitarie, accennai già il fatto che l'inverdimento di zone limitate di tessuto — mentre il paren- chima fondamentale assume tinta diversa in conseguenza di processi normali di maturazione — può essere provocato da pa- rassiti vegetali od animali od anche da azioni traumatiche, ma che per il Verderame non può venire affatto ed utilmente in- vocato. Se poi si pensa che il Verderame ha tratti comuni ed altri di transizione con la cosiddetta " Marmorizzazione ,, ed il co- siddetto " Mosaico ,, , s' intende che le difficoltà di poter bene identificare il primo rispetto a queste altre affezioni siano mag- giori. Premesso questo cenno, farò qui seguire una breve descri- zione dei caratteri più salienti con cui le macchie di Verde- rame sogliono presentarsi nelle diverse varietà levantine ed a- mericane esaminate. BOLLETTINO TECNICO TABACCHI ORIENTALI I. Indigeno di Lecce (XantUYaka, cult, di Lecce) Le foglie presentano macchioline verdi-bluastre irregolar- mente stellate, ben distinguibili per trasparenza — guardando la lamina contro luce — dal fondo giallo-oro della foglia. Si hanno così due gradazioni di tinte, di cui non è sempre possibile di- stinguere la fondamentale dall'accessoria. La foglia può essere presa in tutta la sua estensione, sia con macchioline diffuse, sia con macchie a contorni delimitati. Le foglie raccolte verdi, restano tali in tutta la estensione e quindi si distinguono bene da quelle verderamate tipiche. La diffusione di queste può essere tale da far assumere un aspetto verde uniforme alla lamina. Soltanto l'osservazione più minuta permette rilevare l'inversione delle due tinte: la verde, fondamentale, e la gialla, che ne interrompe l'uniformità — o vi- ceversa. IL Basmà di Lecce Tabacco a foglie sessili, condizionato in ballette con lamine spianate. La varietà è 1' Yakà con diverse forme (Xanti, Drama, Xeres). E caratteristico l'aspetto sarcineforme delle macchie estese a tutto il lembo e che stabilisce quasi una transizione al Mo- saico. 111. Basci-Bagli di Macedonia Presenta macchie isolate (2-3) verso l'apice. Oltre a queste e di un bel verde-bluastro, si presentano macchioline puntifor- mi, allineate spesso in righe e tali da ricordare aspetti più o meno sarcineformi. In conseguenza della fermentazione iniziale, le macchioline assumono la tinta nerognola, più o meno marcata sulla tinta giallo-oro del tessuto fondamentale, per cui l'aspetto sarcinefor- me diventa più caratteristico. R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO IV. Samsun di Grecia Affine al Porsucian, coltivato sul Mar Nero, originario di Trebisonda. Presenta poche macchie d'un bel verde a contorni definiti nel terzo superiore della foglia. Il Verderame sembra raro in questa varietà. V. Argos di Grecia 11 Verderame non appariva abbastanza tipico, stante la cat- tiva conservazione delle foglie pervenute all'osservazione. In alcune foglie le macchie sono quasi polverulente, a punti minuti e gregari. In altre le macchie sono più grandi ed irre- golari. In altre infine i soli nervi rimangono colorati di un bel verde. VI. Basci-Bagli di Bulgaria E il Porsucian legato in fascicoli alla base. Le macchie caratteristiche sono più numerose lungo i nervi secondari, confluenti fra nervo e nervo verso l'orlo. Apparentemente estese, risultano invece, ad un esame più accurato, dalla confluenza di macchie più o meno gregarie e po- ligonali. Vi sono anche macchie verdi piccole e gregarie, special- mente numerose lungo i nervi di 3 e 4 ordine e più verso l'orlo che verso la zona longitudinale mediana. Simile aspetto dà luogo al passaggio dal Verderame alla co- siddetta Marmo rinatone. In foglie vecchie e più secche tale passaggio è più evidente, specialmente a causa delle zone più gialle e rugginose, rilevan- tisi sul fondo giallo dorato del tessuto. Le aree rugginose hanno una distribuzione più regolare, starei quasi per dire, più normale fra i nervi. VII. Basmà di Macedonia Macchioline per lo più quadratiche, confluenti fra di loro ed occupanti la parte mediana delle due metà longitudinali della foglia, sì che il giallo-oro persiste lungo la costola, gli orli e 1' apice della foglia. Le macchioline possono anche essere più minute e confluenti e diffuse nell'intera zona del lembo. In alcune foglie il verde è limitato quasi esclusivamente ai nervi, lungo i quali si associano altre macchie di un verde più intenso. BOLLETTINO TECNICO TABACCHI OCCIDENTALI Vili. Virginia Brighi Orig. Virginia, Carolina. Le macchie si riscontrano qui o lungo i nervi, dai quali nelle fasi avanzate del processo si distaccano, facendo rilevare il percorso interno dei nervi o in forma di zone di un bel verde-bleu, più numerose nella metà apicale della foglia e simili a quelle del Basci-Bagli di Macedonia. Havvi zone con macchie piccole, frequenti e ben delimitate, simili ajl'lndigeno o Xanti Yaka di Lecce. Questi caratteri così diversi ed il fatto di presentare mac- chie marmorizzate costituiscono transizioni, da una parte, alla Marmorizzazione, dall'altra, al Mosaico. La prima è affezione diffusa. Il Mosaico è invece più particolare e caratteristico. Alcuni dei caratteri sopraccennati essendo comuni a quelli delle varietà orientali fanno ritenere 1' affezione come non spe- cifica di queste, ma comune anche alle varietà occidentali. * * * Dall'esame comparativo delle diverse specie e varietà — più che dalla breve descrizione dei caratteri specifici, che il Verde- rame presenta in foglie morfologicamente diverse per dimensioni e spessore, nonché per condizioni di ambiente e di origine, ine- renti all'epoca della raccolta ed alla speciale preparazione delle foglie per la spedizione dal Nuovo Mondo — s' intende che il Virginia Brighi, pur presentando caratteri più prossimi alla Mar- morizzazione ed al Mosaico, tuttavìa, per i caratteri generali del Verderame, non differisce dai tabacchi orientali. Lo stato particolare, in cui alcuni tabacchi occidentali per- vengono in Europa in istato talora di fermentazione avanzata, fa pensare alle vicende del The, che arriva da noi per la via lunga di S. Francisco, facendo quasi tutto il giro del mondo. Il che trova sua ragione nel fatto che esso , passando per lo stretto di Malacca, suda, come suol dirsi, in conseguenza della temperatura caldo-umida, avviandosi verso una particolare fermentazione che ne deteriora le qualità. R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Anche il cosidetto The in mattonelle (costretto in forme si- mulanti mattoni), che ricorda alcune forme particolari d'imballo dei tabacchi, per giungere dai luoghi di produzione della Cina fino alla Siberia ed alla Russia, che, con la Mongolia, ne sono le principali consumatrici, compie l'intero percorso di 6 mila chi- lometri circa per la via di terra, mediante carovane, in non meno di sei mesi, mentre per mare ne impiegherebbe appe- na due. Accenno qui a tale relazione nei modi d'imballo e di spe- dizione , per la somiglianza che ne risulta anche in vista delle fermentazioni particolari, a cui le foglie nei due continenti vanno incontro. Lo studio della fermentazione di foglie verderamate potrà forse avere in avvenire qualche importanza per la biologia dello stesso Verderame. L'accenno fatto qui alle fermentazioni fa pensare ai virus, invocati dai Baur per spiegare la cosiddetta « clorosi infettiva » , capace di diffondersi nelle foglie delle piante, che ne vanno af- fette, anche se esposte alla luce. Ora la teoria virosa, da me accennata nella nota preceden- te, è scossa dalle numerose esperienze del Timpe, il quale non riuscì ad accertare un solo caso di passaggio dell'albinismo dalla marza al soggetto nelle piante più tipicamente colpite da questa affezione. Senza ricorrere a Virus misteriosi, dato che le correlazioni di innesto presuppongono una trasmissione di sostanza (fors'anche pa- togena) dal soggetto al nesto e viceversa, non pochi innesti spiegano l'apparente trasmissibilità di alcune affezioni dall'uno all'altro bionte congiunti da innesto, offrendo la prova sperimentale del passaggio di alcune malattie. L'assenza di parassiti vegetali ed animali fa invece pensare a cause d' indole fisiologica, che vennero da me esaminate nella nota precedente e su cui sorvolerò nella presente. Certo i fenomeni d'inverdimento, prodotti da alcuni fun- gini su foglie, su frutti ed anche semi , somigliano in alcuni tratti a quelli del Verderame, in quanto alla periferia delle macchie si presentano cellule esaurite dell'amido ed occupate dal micelio jàlino del fungo, mentre, concentricamente, riscon- trasi un'aureola verde costituita da grossi granuli clorofillici. BOLLETTINO TECNICO Non diversamente si comportano le macchie verderamate. L'esame microscopico mostra infatti un accumulo di amido nelle parti del mesofillo corrispondenti alle macchie ed un'iper- trofia degli elementi del palizzata. Il che rivela l'evidente squi- librio tra la funzione assimilatrice e quella di trasporto nelle regioni verderamate, in conseguenza del trasporto irregolare dei materiali assorbiti dalle radici. Su tale squilibrio tra la funzione assimilatrice e quella di trasporto mi permetto d'insistere per chiarire alcuni concetti empirici, che dominano fra i coltivatori del Leccese. Si ritiene là infatti che il Verderame sia, in alcuni terreni, più frequente nei primi anni di coltivazione del tabacco e che poi si attenui col ripetersi della coltura. Ora non potendo ammettere da parte della pianta la capa- cità di acquistare gradatamente un certo grado di immunità contro il Verderame, il cui agente specifico rimane ancora ignoto, si può invece più ragionevolmente ammettere che l'attenuazione del male sia effetto dei lavori ripetuti e diligenti, i quali ten- dono ad attenuare lo squilibrio fra assorbimento e trasporto di materiali, mettendo le radici in grado di meglio funzionare. L' azione miglioratrice dei lavori del terreno sull' apparec- chio assorbente radicale è provata per alcune affezioni in modo evidente. L'esame spettroscopico — compiuto col recente apparecchio adaman hilger Ld di Londra , gentilmente messo a mia di- sposizione dal Sen. Paterno, Direttore dell'Istituto Chimico del- l'Università di Roma — sia su foglie rammollite e chiarificate con mezzi diversi, sia su estratti alcoolici delle parti fogliari più tipicamente verderamate, ha confermato le osservazioni pre- cedenti. Lo spettro era sempre quello tipico della clorofilla con le caratteristiche bande di assorbimento: soltanto che queste erano di ampiezza diversa in relazione al diverso grado d' intensità degli estratti clorofillici. Sebbene questi siano stati fatti su quan- tità approssimativamente uguali di foglia, ridotta allo stesso grado di attenuazione polverulenta, tenuta a digerire per un periodo costante nella medesima quantità di solvente (alcool eti- lico od amilico), pure differenze sensibili si avevano nei corri- spondenti spettri. Per brevità basti dire che tutte le soluzioni presentavano 10 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO una banda di assorbimento più o meno ampia nella zona del raggio rosso e che, meglio di tutte le altre, quella del Virginia Brighi ne presentava una seconda meno ampia ma ben delimi- tata fra il rosso ed il giallo. Alla differenza, già rilevata, nei caratteri diagnostici corrisponde anche questa che avvicina mag- giormente l'estratto alcolico delle foglie verderamate del Virgi- nia Brighi a quello di foglie normali. Questo particolare comportamento delle specie occidentali, rispetto alle orientali, merita di venir rilevato in quanto ,può far rifluire i suoi effetti nella pratica. Le orientali, infatti, pur rimanendo sempre di cattivo aspetto e di pessimo gusto, per- mettono forse una parziale lavorazione ed utilizzazione della foglia, mentre le americane ed in genere le occidentali, in con- seguenza della più rapida fermentazione, cui vanno incontro per i sistemi speciali d'imballo e per la durata più lunga del viag- gio dal nuovo continente all'antico, subiscono un deterioramento più immediato e certamente più dannoso. Nondimeno per conservare nelle nostre regioni temperate i pregi di alcune varietà esotiche , specialmente tropicali, diffì- cili ad ottenere da noi, si può opportunamente seguire la cura forcala, che, introdotta dal Dr. Angeloni — qual frutto d' inda- gini scientifiche applicate alla pratica — mira appunto a correg- gere i difetti della vegetazione e ad integrare le defìcenze in- dustriali dell'ambiente, assicurando ai prodotti quei vantaggi che naturalmente non si possono conseguire nel nostro clima. L'accennata affinità fra il Verderame ed alcune ampelopa- tie, dovute appunto a squilibrio fra l'assorbimento ed il trasporto dei materiali, suggerisce di tentare lo studio dell' affezione che ci occupa con i metodi stessi impiegati per le malattie del- la vite. Fra queste l'arricciamento delle foglie (roncel o court noué) dei Francesi) è stato identificato , rispetto alle cause , da una serie di innesti opportunamente tentati dal Dr. Pantanelli. Il quale vi ha scorto , nelle alterne vicende della comparsa e scomparsa della malattia, correlazioni definite fra le attività fi- siologiche e le sofferenze dei vari membri della vite. Tali sofferenze consisterebbero appunto in uno squilibrio tra la funzione di assorbimento e quella di trasporto, fra organi sotterranei ed organi aerei, squilibrio che conduce alla deforma- BOLLETTINO TECNICO 11 zione delle foglie, come, nel caso delle foglie dei tabacchi, con- duce ora al Verderame, ora alla ÌVlarmorizzazione ed ora al Mosaico. La pratica dell'innesto, come mezzo per tentare la creazione di specie o varietà nuove di tabacco, è stata da tempo tentata nello Istituto Sperimentale di Scafati. Il riprenderla con altri intendimenti e metodi potrebbe forse guidare alla scoperta di nuovi criteri per lo studio del Verderame e dei mezzi atti a prevenirlo. Innesto ed ibridazione sono ormai i mezzi più acconci per lo studio di alcune affezioni e per trovare le forme ad esse più resistenti. Stabilito che anche le forme americane possono andare in- contro al Verderame, sarà compito di future indagini stabilire in che questo si differenzia da quello già noto per le varietà orientali e con quali mezzi si potrà più efficacemente prevenirlo. Modena, R. Statone Sper. Agraria, autunno ig20. 12 R. JSTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO MEMORIE CITATE Anqeloni L. Sulla costituzione e fissazione delle razze di tabacchi in Italia mediante acclimazione, selezione, rinsanguamento. — Boll. Colt. Tabacchi, Yol. I, pag. 5-8. Scafati, 1902. — Cura forzata dei tabacchi. — Ibidem, Voi. II, pag. 7-19, Scafati, 1903. Buccolini T. La coltivazione dei tabacchi in Terra d' Otranto — Rivista Tecn. e di Amm.ne per i servizi delle Privative, Voi. II, fase. 6°, Roma, 1898. Cavara Fr. Intorno agli effetti dell'azione irritante delle cocciniglie sui tessuti assimilatori - Boll. Orto Bot. R. Università, Na- poli, 1908. Joergensen I. e Stiles W. Carbon assimilation — A reviev of recent work on the pigments of the green leaf and the proces- ses connected with them - New phytologist, p. 189, Lon- don, 1917. Lopriore G. Ueber Chlorophyllbildung bei partiàrem Lichtabschluss Ber. d. Deutsch. Bot. Ges. Bd. XXII. Berlin, 1904. — — Il verderame dei tabacchi orientali (Nota preliminare) — Boll. Tecnico Coltivazione Tabacchi, voi. XV, pag. 79-85, Scafati, 1916. — — Sulla germinazione di semi verdi — Staz. Agr. Ital. Voi. LUI, pag. 414-418, Modena 1920. — — Genetica Sperimentale — Unione Tip. Editr. Torino, 1920. Montemartini L. Note di fisiopatologia vegetale — Atti R. Istituto Bo- tanico. Pavia, 1904. Pantanelli E. Esperienze d'innesto con viti arricciate - Staz. Sperimen- tali Agr. Ital. Voi. L. pag. 167, Modena, 1917. Splendore A. Bassarà o Verderame dei tabacchi orientali — Boll, tecnico del R. Istituto per la coltivazione dei tabacchi, Scafati, 1911. LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO IN ITALIA NELL'ESERCIZIO 1917-1918 (1) Estensione della coltivazione. — La coltivazione del tabacco ha subito nella campagna 19 17, ad eccezione degli esperimenti in cooperazione con lo Stato, una nuova contrazione in confronto alla superficie coltivata nel 1916. Ne è risultata infatti una di- minuzione complessiva di ettari 1748.48 che ha cause molteplici tutte connesse al profondo perturbamento che dallo stato di guerra è derivato alle varie branche della coltura della terra nel loro assetto economico. L'Amministrazione, però, decisa ad arginare tale discesa, e a ricondurre questo ramo della industria agraria sulla via del progressivo sviluppo in cui si trovava avanti la conflagrazione europea non indugiò ad attuare provvedimenti salutari e primo dei quali, quello che arrecò ai coltivatori, aumenti notevolissimi alle misure unitarie dei soprapprezzi che eransi istituiti per le consegne del tabacco nella campagna precedente. Inoltre a incorag- giare sempre più V esercizio e lo sviluppo della coltivazione suddetta, altre provvidenze vennero sancite col Decreto-legge i° ottobre 191 8, n. 1660, mercè il quale si stabilirono: a) premi alla terra coltivata a tabacco; b) concorso dello Stato nella spesa di costruzione o adat- tamento di locali sia per la cura dei tabacchi raccolti e sia per il successivo allestimento e il deposito dei tabacchi medesimi; (1) Notizie estratte dalla Relazione e Bilancio Industriale dei tabacchi per l'esercizio dal i° luglio 191731 30 giugno (918. (Minisr. Finanze, Direz. Gener. Monop. Industriali. — Roma, Tip. Coop. Sociale, 1920. 14 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO c) premi di organizzazione di private aziende per il ser- vizio della tabacchicoltura; d) premi di diligenza al lavoro a favore dei coltivatori, e di propaganda nell'interesse della coltivazione del tabacco; e) borse di studio per la preparazione, in campagna, di maestranze specializzate nella tabacchicoltura. I dati della superficie coltivata a tabacco nella campagna 191 8, comparativamente a quelli di dieci anni fa e della cam- pagna precedente, sono riportati nella seguente tabella : FORMA DI CONCESSIONE SUPERFICIE COLTIVATA nelle seguenti campagne agrarie 1907 1916 1917 Differenze nella campagna 1917 sulle campag. seguenti 1907 1916 Coltivazione perle manifatture Concessioni di manifesto. . Esperimenti in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali. . . . Esperimenti diversi di colti- vazione Totali per le manifatture Coltivazione per la esporta- zione Totali generali . Ettari a. Ettari a. Ettari a. 5,440 64 2,997.48 2,349.92 99 03 3370 51.68 589.43 2,189.12 2,161.28 > 15.76 14,32 6,129.10 5,236.06 4,577.20 205.10 29.91 8.52 6,334.20 5,265.97 4,585.72 1 Ettari a — 3,090.72 - 47.35 -+- 1,571.85 ■+- 14.32 1,551.90 196.58 Ettari a. - 647.56 -f- 17.98 - 27.84 - 1.44 - 658.86 - 21.39 680.25 Spese per la coltivazione. — Nell'esercizio 19 17-91 8, che comprende i risultati della campagna 1917, la spesa totale so- stenuta per i servizi delle coltivazioni ascese a lire 3, 045, 925. & con un aumento di lire 431,566.73 su quella della campagna 1916, come è dimostrato, più particolarmente dal seguente confronto: BOLLETTINO TECNICO 15 CAMPAGNA 1916 CAMPAGNA 1917 DIFFERENZE nella camp. 1917 Assegni fissi al personale di ruolo. . . Indennità di trasferimento, di giro e di missione, compensi e sussidi . . . Retribuzione ai verificatori subalterni e Personale ausiliario e mercedi agli operai Consumo di articoli e di materiali diver- Adattamento, manutenzione e migliora- Affitto di locali (demaniali e di proprie ià Lire e. 1,066,065.38 324,342.03 220,574.— 580,178.04 283,314,20 57,309,34 82,575.70 Lire e. 1,341,281.53 413,008,22 240,130.52 622,276.68 260,328.32 89,175.30 79,724.85 Lire e. + 275,216.15 -+- 88,666.19 -4- 19,556.52 -+- 42,098.64 - 22,985.88 -+- 31,865.96 - 2,850.85 Totali. . 2,614,358.69 3,045,925.42 -i- 431,566.73 Nella quasi totalità la maggiore spesa si deve alle accre- sciute indennità " caro viveri ,, agli impiegati e al personale operaio di cui al decreto Luogotenenziale 29 luglio 1917, n. 11 97, e ai miglioramenti di retribuzione ordinaria concessi agli impiegati e agli operai in applicazione, dal i° febbraio 1918, degli altri due Decreti luogotenenziali del io di detto mese n. 107 e del 7 aprile successivo n. 444, il primo dei quali ha pure deter- minato un elevamento delle indennità di giro e di missione. La spesa totale di lire 3,045,925.42 è attribuita ai servizi che la determinarono nel modo seguente : Lire 2,049,73139 per la vigilanza fiscale e tecnica di tutta la coltivazione; » 882,872.20 per il ricevimento, la cura e condiziona- tura dei tabacchi consegnati allo stato sciolto dai coltivatori autorizzati con le concessioni di manifesto; 16 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Lire 109,067.28 per il campionamento e ricevimento dei tabacchi condizionati in colli, coltivati dalle Fattorie autonome; » 4,254.55, per la condizionatura dei tabacchi per sughi. L'insieme della suaccennata spesa di vigilanza della colti- vazione venne attribuita come appresso alle diverse forme di concessione, le più in uso delle quali hanno subito un aumento di costo così in via assoluta che nel ragguaglio ad ettaro colti- vato a tabacco : FORMA DI CONCESSIONE CAMPAGNA 19J6 Spesa complessiva Spesa per ettaro CAMPAGNA 1917 Spesa complessi^ a Spesa per DIFFERENZE nella campagna 1917 Spesa complessiva Spesa per ettaro Coltivazione per le manifatture Concessioni di manifesto Esperimenti in cooperazio- ne con lo Sta- to Conce-sioni speciali . . Esperimenti diversi di col- tivazione . Totali per le manifatture. Coltivazione per la espor- tazione . . Totali gener. Lire e. 883,408.42 49,860.78 585,5(18.08 0,506.46 1,525,343.74 33,227.88 1,558,571 L. e. Lire e. 21)4,70 (u)l, 131,952,38 1479.54 87,563.03 267.42 794,110 77 41662 3 121.07 291.32 2,016,747.25 1110.93 32,984.14 295.97 2,049,731.39 L. e. 481,69 1694,33 367.42 217.95 440.6 1 3871.31 446.98 c- L. e. 248,543.96 -f- 186.99 37,702.25 -f- 214.79 208,602.69 -+- 99.96 3,445.39 - 198.67 491,403.51 -t- 149.29 243 74 +2760.38 191,159.77 151.01 (a) Questa spesa si riferisce per L. 1,068,127.58 alle coltivazioni dei tabacchi che sono stati conse- gnati in stato sciolto, e per L. 63,824.80 a quelle per la consogna dei prodotti condizionati in colli. BOLLETTINO TECNICO 17 Acquisto di tabacchi indigeni. — Per V approvvigionamento delle manifatture furono acquistati chilg. 4,825,669 di tabacchi indigeni per lire 10,056,701.77, con una diminuzione di chilo- grammi 2,122,732 e una maggiore spesa di lire 656,592.20. La suindicata minor produzione non è che il riflesso delle innumeri difficoltà — non ultima quella della grave penuria di mano d'opera — subite dalla tabacchicoltura a causa dello stato di guerra. II più speso deriva in parte dall'avvenuto acquisto — in proporzioni superiori dell' esercizio precedente — di tabacchi levantini che si pagano il doppio degli altri, ed è pure da ascri- versi alle notevoli migliorie introdotte nelle tangenti del sopra- prezzo ai produttori, essendosi riconosciuto equo ed opportuno di indennizzarli in misura più corrispondente al forte rincaro verificatosi nel costo di questa speciale coltura. Le consegne eseguite dai coltivatori appartengono alla pro- duzione effettuata sotto le diverse forme di concessione, nelle quantità qui di seguito indicate : Concessioni di Manifesto per prodotti allo stato sciolto del raccolto 1917 .... Kg. 2,439,878 per L. 2,987,562.52 Concessioni di Manife- sto per prodotti condizio- nati in colli del raccol- to 1916 » 238,161 » » 712,226.76 Concessioni in cooperazìone con lo Stato .... » 50,125 » » 98,732.15 Concessioni speciali (Fattorie autonome) . . » 2,033,320 » » 6,169,886.96 Esperimenti diversi di coltivazione » 41,120 » » 51,948.01 Tabacchi coltivati per l'esportazione » 23,065 » » 36,345.17 Kg 4,825,669 L. 10,056,701.77 18 R ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Concessioni di Manifesto. — Per la campagna 1917 i mani- festi di concessione, nei vecchi centri di coltura, stabilivano il contingente da coltivare in piante 132,620,000, giusta la seguente suddivisione, con un aumento di piante 1,235,000 su quello della precedente. CONCESSIONE PATTA SUI MANIFESTI di coltivazione CAMPAGNA 1916 CAMPAGNA 1917 DlFFtRENZE sella campagna 1917 , per prodotti da fiuto Piante Varietà indigene \ 1 d'impiego misto . . Id. 1,830,000 36,010,000 1,785,000 36,160,000 + 45,000 150,000 Totali delle varietà indigene riante 37,810,000 37,945,000 105,000 Varietà di seme esotico per pro- dotti da fumo a cura ordinaria tipo scuro .... Piante a cura giallo tipo 0- rientale . . . . id. a cura gialla uso brigt id. a cura ordinaria per trinciati comuni id. 51,975,000 32,000,000 4,20; 1,000 5,370,000 51,975,000 31,400,000 8,200,000 3,100,000 600,000 4,000,000 2,270,000 Totali delle varietà di seme esotico Piante 93,545,000 94,675,000 -f- 1,130,000 Con tingente totale . . Piante 131,385,000 132,620,000 H- 1,235,000 La coltivazione effettiva, riconosciuta in base ai risultati di prima verifica, fu di piante 48,635,61 1 ridottasi poi al campo — in seconda verifica — a piante 45,601,329; sicché rispetto alla cam- pagna precedente si ebbe una minore coltivazione di piante 16,557,750 nella prima fase e di piante 19,508,848 nella se- conda. BOLLETTINO TECNICO 19 Una sintesi comparativa di queste coltivazioni è contenuta nella seguente tabella: COLTIVAZIONE CAMPAGNA CAMPAGNA DIFFERENZE per concessioni di manifesto 1916 1917 nella campagna 1917 Concessioni di manifesto Piante 131.385,000 132,620,000 4- 1 ,235,000 Coltivazione richiesta Id. 120,994,490 92,492,020 - 2S,502,470 Coltivazione concessa dalle » commissioni provinciali. Id. 89,446,920 73,990,320 — 15,456,600 Estensione della coltivazio- ne effettiva . . . Ettari 2,997 2,350 647 Piante poste a campo (1. ve- rifica ) Numero 65,193,361 48,635,611 16,557,750 Piante deperite ... Id. 83,184 3,034,282 -t- 2,951,098 Piante rimaste a campo (2. verifica). ... Id. 65,110,177 45,601,329 — 19,508,848 Foglie addebitato . . Id. 726,521,662 485,075,385 - 241,446,277 L'andamento della stagione nella campagna 191 7 fu in ge- nerale sfavorevole alle coltivazioni del tabacco sia per i danni non lievi cagionati dagli insetti, specialmente nel Veneto e nella Romagna, come anche a causa della siccità che quasi dapper- tutto ostacolò il normale accrescimento delle piante nel primo periodo vegetativo. Le pioggie che caddero nei mesi di agosto e settembre avrebbero arrecato un rilevante beneficio ove non fossero state accompagnate dalla grandine che nell'alta e nella media Italia danneggiò molte coltivazioni. Per quanto il prodotto si riscontrasse in generale di discreta qualità, però, come quantità, si ebbe un minor raccolto di chi- logrammi 344 in media ad ettaro, e in complesso di chilogram- mi 1,707,335 sulla campagna' precedente, diminuzione la quale va attribuita oltreché alle suaccennate cause, alla deficienza di R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TARACCO mano d'opera, che in molte coltivazioni determinò perfino l'ab- bandono dei normali lavori colturali. Di queste coltivazioni, il prodotto di piante 583,718 di varietà Kentucky e similari e di piante 15,238,513 di varietà levantine rimase nei magazzini di privati industriali ove, per concessione speciale dell' Amministrazione e sotto la vigilanza dei suoi agenti, dovrà essere allestito a cura e spese dei mede- simi industriali e da essi riconsegnato, durante il venturo eser- cizio, in completa condizione di impiego nelle nostre lavora- zioni. Per cui i chilog. 2,439,878 di tabacchi, che i coltivatori hanno consegnato all'Amministrazione in questo esercizio sono il prodotto delle rimanenti 29,779,098 piante, e furono pagati in media lire 120.63 al quintale al netto della tassa di vigilanza e delle multe convenzionali come si scorge dal prospetto che segue : BOLLETTINO TECNICO 21 Quantità di tabac- CAMPAGNA 1916 CAMPAGNA 1917 DIFFERENZE nella campagna 1917 co netta da tare pagata ai colti- vatori .... chilg. 4,147,213 chilg. 2,439,878 - chilog. 1,707,335 Somma effettiva per quint. Somma effettiva per quint. Somma effettiva per quint. Somme liquidate in base ai prezzi di manifesto. . Premi e compensi Sopraprezzo. . . Lire e. 3,3(30,999.20 8,141,88 269,344,23 L. e. 81,19 0,1*0 6,49 87,88 Lire e. 2,039,006.11 4,198.81 944,357.60 L e. 83 57 0.17 38.71 Lire e. - 1,327,993.09 3,943.07 -+- 675,013.37 L. e. -t- 2.38 — 0.03 -+- 32,22 Totale . . 3,644,485.31 2,987,562.52 122.45 1.24 0.58 1.82 - 656,922 79 -f- 34.57 Ritenute: per tassa di vigi- lanza .... per penalità con- venzionali. . . 34,717.80 45,167.75 0,84 1,09 30,240.12 13,891.79 4,477,68 - 31,275.96 -+- 0.40 — 0.51 Totale ritenute. 79,885,55 1,93 44,131.91 - 35,753.64 - 0.11 Somma netta paga- la ai coltivatori 3,564,599.76 85,95 2,943,430.61 120.63 - 621,169.15 -f- 34.68 A paragone del prodotto della campagna precedente, quello del raccolto 191 7 è costato all'Amministrazione lire 34.68 in più al quintale; aumento che, nella quasi totalità, e propriamente per lire 32.22, è dato dal sopraprezzo corrisposto ai coltivatori in misura maggiore che nella campagna anteriore essendo stato elevato dall'8 per cento sul valore di perizia, a lire 40 al quin- R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO tale per i tabacchi pesanti ed a lire 80 al quintale per quelli di varietà levantine. Ma, per il Monopolio, il costo effettivo del tabacco non è quello indicato nel suddetto prospetto: vi si devono aggiungere altresì le spese, in lire 1,068,127.5» occorse per la direzione e la vigilanza fiscale e tecnica delle coltivazioni di Manifesto e così pure le altre lire 882,872.20 sostenute per il trattamento e go- verno dei tabacchi medesimi, essendo noto che il tabacco di tali colture lo si consegna in stato sciolto nelle agenzie del Mo- nopolio ove se ne completa la cura ed il condizionamento per l'impiego immediato nelle lavorazioni. Comprendendo tali spese, il vero prezzo dei tabacchi, giu- sta il seguente conto, viene a risultare in lire 200.59 a quintale in media, pur trascurando un altro elemento di rincaro qual'è quello che deriva dalla perdita di peso, (cali) in ragione del 6 per cento circa che il detto tabacco subisce nei trattamenti e durante la giacenza nei magazzini delle agenzie riceventi. BOLLETTINO TECNICO CAMPAGNA 1916 CAMPAGNA 1917 Pagate ai coltiva- tori, al netto di ritenute per tassa di vigilanza e per penalità conven- zionali .... Spese accessorie per la vigilanza Spese accessorie pel ricevimento, Ja cura ed alle- stimento dei ta- bacchi e per la loro spedizione. Assieme delle spe- se accessorie. Totali. Somma effettiva per quint. Lire e. L. e. 3,564,599.76 945,6u3.93 85.95 22.80 Somma effettiva per quint. DIFFERENZE nella campagna 1917 Somma effettiva per quint. Lire e. L. e. Lire 2,943,430.61 954,664.54 1 ,900,328.47 5,464,928.23 23.02 e. L. e. 120.63 1,068,127,58 43.77 621,169.15 512,702.58 882,872.^0 45 82 131.77 1 ,950,999 78 4,894,430.39 36.19 79.96 200.59 440,910.24 180,258.91 34.68 36.97 71,792.34 -H- 13.17 50.14 84.82 Coltivazione in cooperazione con lo Stato — Sotto questa forma di concessione la coltivazione del tabacco è esercitata in via transitoria per un breve periodo sperimentale da servire di ne- cessaria preparazione all'altra di concessone speciale (Fattorie autonome). Nella campagna 19 17 si sono avuti 57 esperimenti sopra una estensione di ettari 52 di superficie, con aumento di 12 esperimenti ed ettari 18 rispetto alla campagna 191 6. Eccone i risultati sommari di maggiore interesse statistico: 24 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO CAMPAGNA CAMPAGNA DIFFERENZE nella 1916 1917 campagna 1917 Esperimentatori . . . Numero 45 57 -+- 12 Superficie coltivata. . Ettari 34 52 -f- 18 Piante poste a campo. Numero 485,851 1,224.519 -+- 738,668 Foglie addebitate. . . » 5,688,832 24,864,935 -+- 19,176,103 I prodotti di tali coltivazioni dovranno essere consegnati al Monopolio nel venturo esercizio, dopo che siano stati, a cura dei concessionari, condizionati in colli. Per questo ì tabacchi acquistati dalla Amministrazione durante l'esercizio del quale si tratta, appartengono quasi tutti alla produzione della campa- gna 191 6 tranne due partite residuate della campagna 191 5 e ben poche di quella 1917. L'acquisto fu pagato lire 283."* per i levantini e bright e lire 161.09 per le altre varietà, con una media generale di lire 196.96 in confronto a quella di lire 156*3 risultata nei ricevimenti dell'esercio 1916-917. Concessioni speciali. — (Fattorie autonome). Come è noto, dopo un periodo di prove e semprechè queste abbiano dato una relativa sicurezza da poter ottenere buoni tabacchi da fumo, la coltivazione del tabacco è autorizzata sotto la forma di conces- sione speciale a private aziende industriali, dette " Fattorie au- tonome ,, che estendono la loro funzione oltreché alla coltura del tabacco, anche al suo successivo trattamento e condiziona- mento in colli in modo da consegnarlo all' Amministrazione in istato di definitiva preparazione commerciale. Nella campagna 191 7 esercitarono la coltivazione del tabacco 121 fattorie e cioè 13 in più che nella precedente. Coltivarono ettari 2 161 di superficie con piante 6,487,883 di tabacchi scuri (Kentucky) e piante 226,995,053 di tabacchi gialli (levantini). Diminuì di piante 2,726,910 la coltivazione Kentucky ma crebbe di piante 23,357.408 quella dei tabacchi levantini. BOLLETTINO TECNICO 25 I risultati complessivi di tali coltivazioni, per le due ulti- me campagne, sono contenuti nella seguente tabella: Concessioni speciali Num. Superfìcie coltivata Ettari Tabacchi scuri Num. Piante poste TabaccWialli a campo (Levu ntini e [ di tipobright) id. Tabacchi scuri id. J*°$ì e t Tabacchi gialli addebitate ) ,, „ ITO „ t; „; „ 1 (Levantini e di tipo bright) id. CAMPAGNA 1916 CAMPAGNA 1917 DIFFERENZE nella campagna 1917 108 121 + 13 2,189 2,161 — 28 9,214,793 6,487,883 - 2,726,910 203,637,645 226,995,053 -h 23,357,408 74,113,943 58,863,305 — 15,250,038 2,639,347,758 2,345,495,286 - 293,852,472 I tabacchi condizionati in colli, che le fattorie autonome hanno consegnato al Monopolio in questo esercizio, appartengono nella massima parte al raccolto 1916; vi è pure compreso un residuo del raccolto 191 5 e qualche partita del 19 17. I conces- sionari ricavarono in media per i tabacchi scuri lire 176.07 e per i levantini lire 425.45 al quintale; prezzi questi assai supe- riori a quelli ottenuti nel precedente esercizio che erano stati rispettivamente lire 137 e lire 252.88. II notevole aumento di prezzo sta a rappresentare il bene- ficio concesso dall'Amministrazione ai coltivatori, con elevare i soprapprezzi i quali infatti furono corrisposti pei tabacchi scuri in lire 55 a quintale, e per i tabacchi di seme levantino in lire 125 a quintale mentre eransi praticati in ragione del 12 per cento sul valore di perizia per tutti i prodotti della cam- pagna 1915. I concessionari conservano, nei loro magazzini generali, 26 H. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO quasi tutti i prodotti del raccolto 191 7, per sottoporli agli abi- tuali trattamenti e consegnarli al Monopolio debitamente condi- zionati in colli durante il venturo esercizio 191 8-9 19. Campi dimostrativi. — Nella campagna 191 7 funzionarono due campi dimostrativi ambedue coltivati a Kentucky. La coltiva- zione di uno di essi però, di quello di Cesena, venne distrutta per i forti danni cagionati dalla grandine quando le piante ave- vano raggiunto il massimo sviluppo. L'altro, con una superficie coperta a tabacco di are 102, dette una produzione di chilo- grammi 1 267, valutata lire 1 5 1 6.90 e corrispondente a chilogrammi 1242 e lire 1487 per ettaro e a lire 119.72 per quintale di pro- dotto non compreso il soprapprezzo. Coltivazioni per V esportazione. — Queste coltivazioni hanno continuato a decrescere anche nell'ultima campagna agraria 1 917 riducendosi ormai a ben poco. Furono, infatti, coltivati ettari 8.52 con piante 88,251, in confronto ad ettari 29.01 con piante 307,949 della campagna 19 16. Le notizie statistiche relative alla coltura del tabacco per l'esportazione sono riassunte nel prospetto che segue: Varietà Piante concesse Numero COLTIVAZIONE EFFETTIVA (Campagna 1917) 'a «> Esten- sione et- tari" 6 Piante di 1" verifica Numero Piante di 2" verifica Numero Foglie addebitate Numero Foglie consegnate Numero Quantità di prodotto immessa nei magazzini generali Chilg. Toscana Kentucky Marche » 349,660 100,000 8.27 0.25 85,39? 2,859 77,434 2,777 744,271 23,103 743,761 23,450 767,211 11,686 246 Tot* le generale 449,660 8.52 88,251 80,211 767,374 11,932 Istituto sperimentale di Scafati. — Oltre di aver compiute le consuete ricerche d'indole scientifica, l'Istituto ha rivolto la sua BOLLETTINO TECNICO 27 maggiore attività al perfezionamento delle razze di tabacco già coltivate, fra le più notevoli per resistenza a talune malattie e alla stanchezza del terreno, nonché per pregio di alto rendimento, precocità e bontà intrinseca dei prodotti. Nel contempo, si dedicò con particolare attenzione e pre- mura allo studio di nuovi sistemi di cura; tra i quali di preva- lente importanza tecnico-economica deve ritenersi quello basato sulla pressatura; sistema che determina attenuazione di forza nel tabacco e lo rende altresì impiegabile per lavorati appena ultimata la cura stessa, senza ulteriori fermentazioni. Annesso al riparto industriale dell'Istituto, venne attivato, e funzionò per 1' intiero esercizio, uno speciale laboratorio nel quale si ebbe agio di eseguire ampli e completi esperimenti di preparazione del tabacco indigeno fino a formarne degli ottimi sigari. Fu appunto in tale laboratorio che, in seguito ad oppor- tuni perfezionamenti di fermentazione, poterono ottenersi risul- tati molto considerevoli sull'impiego dei prodotti nostrani per normali manufatti. I molteplici servizi dell' Istituto richiesero la spesa di lire 246,484.01 con un aumento, sull'esercizio anteriore, di L. 85,003.80 che pur derivando in parte dal funzionamento del surricordato nuovo laboratorio contiene altresì, e in maggior proporzione, gli effetti dei miglioramenti agli impiegati ed operai nella mi- sura comune a tutti i personali addetti alle coltivazioni dei tabacchi. Ecco la suddivisione di detta spesa rispetto a quella del- l'esercizio 191 6-9 17 : 28 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO ESERCIZIO 1916-1917 ESERCIZIO 1917-1918 DIFFERENZE nell'esercizio 1917-1918 Assegni fissi al personale di ruolo . . Indennità di trasferimento , di giro e di missione, compensi e sussidi . . . Retribuzioni ai verificatori subalterni e operai contatori di foglia .... Personale ausiliario e mercedi agli operai Consumo di articoli e di materiali diversi e spese varie Adattamento , manutenzione e migliora- Affitto di locali demaniali (partita di giro) L. e. 41,148,24 715.60 78.608.57 11.610.70 15.000 - 14.397.60 L. e. 53.779.68 5.237.39 » 119.26885 41.000.49 12.800 - 14.397.60 L. e. -+- 12.631.44 -+- 4.521.79 » -i- 40.660.23 ■+- 29.389.79 — 2.200 — » Totali . . 161.480.71 246.4*4.01 -+- 85.003.30 NOTIZIE SCIENTIFICHE E PRATICHE (RIVISTA DELLA STAMPA) Studi sugli ibridi di tabacco Little Dutch X Cuban in rapporto al ca- rattere tendenza alla formazione dei succhioni. — James Johnson in Gene- tics, v. 4, n° 4, pp. 307 - 240 -+- 2 Fig. Tav. I • Vili. Princeton, New Jersey, luglio 1919. Dal Bollettino d'Informazioni Agrarie dell'Istituto Internationale d'Agri- coltura, N. 10, 1920. Si fece uso delle due varietà « Little Dutch » (Olandese piccolo) e « Cuban » per una serie di incroci reciproci. Little Dutch presenta lamine fogliari piuttosto strette e diritte, il numero delle ramificazioni (da quattro a sei) è piccolo, in confronto alla maggior parte delle varietà di tabacco ; il numero dei succhioni è pure assai limitato in media 4,55 ± 0,07 con un peso di 22,2 db 1,08 decigrammi. Cuban pre- senta ramificazioni molto abbondanti , il numero dei succhioni è di 18,32 ± 0,16, con un peso medio di 49,63 ± 1,14 decigrammi. Per quanto riguarda dunque il numero ed il peso dei succhioni si nota tra Little Dutch e Cuban una differenza di 1 3,7 succhioni per un peso di 22,43, in favore di Cuban. Trasmissione del carattere: « numero dei succhioni ». Il numero medio per due parenti presi globalmente nell'anno 1917 risultò paria 11,4. Per gli ibridi di F t abbiamo 11,28 ±0,22 e 11,6 ±0,24 (nei due incroci reciproci): l'ibrido dunque presenta condizioni intermedie, con esattezza quasi sorprendente. La variabilità però della discendenza in F i è alquanto superiore a quella dei pa- renti ed aumenta ancora nella F 2 . Abbiamo le seguenti deviazioni o scarta- menti tipici: Little Dutch 0,75 =fc 0,05; Cuban 1,64 =fc 0,14; F t 2,26 -f- 0,15; F t 4,07 =fc 0,14. Nella F z e successive generazioni si accentuano i fatti di segregazione o disgiunzione dei caratteri. Abbiamo delle famiglie (42 J 11) con una media di 4,11 + 0,09 succhioni da una parte, e, dall'altra, delle famiglie (42 V) ove il numero medio dei succhioni sale a 15,40 ±0,33. Mentre poi alcune famiglie presentano una certa stabilità (come ad esempio 42 J 11 e 42 A 11. con de- viazioni pari a 0,08 ± 0,065 e '> 22 — °>°8 rispettivamente) altre sono molto variabili (come ad esempio 42 G 21 e 42 M con deviazioni pari a 4,03 =fc 0,27 e 4,81 ± 0.23 rispettivamente). 30 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Tabella I. — Correlazione tra il numero dei succhioni e il peso dei succhioni in Little Dutch X Cuban. Numero dei succhioni 3 6 9 12 15 18 21 Totale 50 13 26 16 7 3 — — 65 150 3 18 31 20 16 7 — 95 250 — 15 16 20 15 10 — 76 350 — 10 11 18 16 12 1 68 450 — 6 6 16 10 6 1 45 550 — - 1 4 6 1 12 650 - 1 3 4 2 — 10 750 - — — - 1 — 1 850 — — 1 1 - — — 2 Totale 16 75 83 89 70 39 2 374 1 Trasmissione del carattere « peso dei succhioni ». Basandoci su dati otte- nuti nel 1917 osserviamo che Little Dutch ci dà un peso di 9,4 db 0,62 e Cuban 46,4 rfc 1,41. Per la F { , a parte gli effetti della eterosi , abbiamo dati che corrispondono alla media dei due parenti e cioè 30,5 dt 1,09 e 30,1 ± 1,25 nei due incroci Little Dutch + X Cuban + e Cuban 4. X Little Dutch +. Gli ibridi della F 2 presentano ancora condizioni intermedie, mentre nella F 3 , e successive , i fenomeni di disgiunzione si rendono bene evidenti. Ab- biamo nella F s la famiglia 42 A 11 con 14,3 ± 0,82 e la famiglia 42 G 21 con 48,8 ±1,61. Quanto alla variabilità essa è alquanto superiore nella F t a quella media dei due parenti ed aumenta ancora nella F 2 , pur rimanendo alquanto infe- riore alla aspettativa. Correlazione. Dall'esame dei dati raccolti si delinea già l'esistenza di una correlazione tra il numero ed il peso dei succhioni. Nella tabella I abbiamo la distribuzione e la correlazione di questi caratteri in 374 piante di F 2 Little Dutch X Cuban (1917). BOLLETTINO TECNICO 31 Numero delle foglie. <3J "e 1 «t «• evi co CM 0) 0> '£ co o - o - 0) IO 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 ©l 1 CM 00 1 tH -" - co Q* i-i 1 ©3 1 - l> 1 1 1 CO ©1 1 1 1 l ©1 1 ^ «o 1 1 1 co ©1 ©i <>> ' ! i ©T - lO iH 1 1 1 ■r^ SI CO 1 i-i iH 1 <— ' Oi ^ 1-1 1 ^ c^ >* CO •^ 1 " | 1 1 h- co ^ 1 ' TH ©1 1 ■^ 1 1 | 1 1 10 Cv* tH 1 1— ■* - ©1 ÌQ ©q ©1 1 1 1 00 1 1 151 ©1 1 1 CO ~ ! 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ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE C0LTIYAZI0NI DEI TABACCHI " LEONARDO flNGELONI „ SCAFATI (Salerno) © v SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 SOMMARIO . » «I , » 83 » 85 » 87 » 90 » Q2 » 93 » 93 • » 94 G. Emilio Anastasia: Leonardo Angeloni . . -. . p. 5 1 Il r. istituto sperimentale per le coltivazioni dei tabacchi intito- lato al nome di « Leonardo Angeloni » (R. D. N. 974 del 30 giu- gno 1921) » 73 A. Biasco: Qualche osservazione statistica sui prodotti dello Xanti-Yakà e dell'Erzegovina in Provincia di Lecce ...» 75 La coltivazione del tabacco in Italia nell'esercizio igig-jg2o: Estensione della coltivazione Spese per la coltivazione .... Compra tabacchi indigeni .... Concessione di Manifesto .... Coltivazioni in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali ..... Campi dimostrativi . . ... Coltivazioni per l'esportazione . Istituto Sperimentale di Scafati Notizie Scientifiche e pratiche (Rivista della Stampa): Anomalie delle plantule e anomalie di germinazione in Nico- tianae, R. Savelli . » 97 Studi intorno alla autosterilità, Easte E. M. . . . . » 115 Diminuzione nel rendimento del tabacco dovuto all'azione dei fe- nomeni meteorici avversi negli Stati Uniti d' America, Var- ren Smith «117 Prove d'ibridazione con alcune linee di tabacco Deli, eseguite a Sumatra, Honing J. A » 117 Coltivazione dèi tabacco nell'Australia occidentale . . •. » 118 Lema bilineata, coleottero nocivo al tabacco, nell'Africa del Sud, Vander Merwe • » 119 Sulla concimazione del tabacco, /. Wimmer G. . . . » 121 Coltivazione e cura del tabacco nell'isola Maurizio . . » 122 Perono,spora Hyoscyami dannosa al tabacco, nella Florida e nella Georgia, Smith E. F. e Mickmney R. E. B. . . . » 123 Il miglioramento del tabacco mediante ibridazione e selezione al- l'isola di Sumatra, Jochems J. » 124 La coltivazione del tabacco di Sumatra al Cameroun, R Thillard » 125 La crisi del commercio del tabacco in Tessaglia . . . » 127 Il colore e l'odore degli estratti del tabacco . . . . » 128 Applicazione del nitrato di soda al tabacco all'atto del trapianto, 0. Micron • » 128 Pubblicazioni ricevute . . » I2 9 Riassunto dei bollettini meteorologici dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, e settembre 1921 . . . . » 132 Anno XVIII. Aprile-Settembre 1921 N. 2-3 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA' DEL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIYAZIONI DEI TABACCHI " LEONARDO ANGELONI „ SCAFATI (Salerno) ss SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 LEONARDO ANGELONI LEONARDO ANGELONI " // sole cade e l'uomo fa l'aurora „ Pascoli La morte di Leonardo Angeloni ha destato in tutti gli am- bienti tabacchistici grande dolore e unanime compianto. Non così in quelli Agrari, se dobbiamo desumerlo dall' in- differente silenzio delle nostre Riviste. La immensa modestia come Gli nocque iti vita, non Gli è giovata in morte! E per molti è scomparso come un qualsiasi mortale, confuso, quasi, nella moltitudine che diuturnamente cade, senza il dovuto rimpianto e i giusti onori. Mentre molti sanno, e tutti dovrebbero sapere, che con Leonardo Angeloni non è scomparso soltanto il grande Maestro della tabacchicoltura nazionale, il tecnico insuperabile e geniale, l'uomo di Scienza, ma è scomparso un fervente preparatore della fortuna e della grandezza agraria d'Italia, un Uomo di immensa fede, un apo- stolo vero, che con la mente, col cuore e con l'azione mirò, più che al proprio, al bene comune. Mazziniano, non di partito, ma di fede, elesse il dovere a guidatore di tutta la Sua vita. E come fu modello di funzio- nario, fu cittadino illustre. Uomo saggio, virtuoso, eletto — com- pleto — alla maniera classica italiana. E nella famiglia Egli portò il sorriso, la purezza e la san- tità di un'anima veramente buona, eternamente giovane e bella. 62 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCÒ E la famiglia, che Lo cinse di vero e profondo amore, sa di aver tutto perduto con Lui, che era la luce e la fede ! E tutto sento di aver perduto anch' io, che immensamente L'amai, come un Padre; e per Lui dolci mi furono e sacrifizi e dolori. Ho tardato a scriverne, non per cercare parole altisonanti, o frasi peregrine. Il mio sentimento trova in sé le voci le più canore, e trova in Lui e nella Sua vita nobilissima il profumo di tutte le primavere e le ispirazioni le più profonde e più belle. Ho tardato, perchè il dolore, al ferale, fulmineo annunzio, mi colpì in pieno e mi travolse. Rimasi a lungo senza voce, senza pensiero, senza forza — come annientato. Così lontano e così isolato, non ho potuto neppure trovare conforto in un gran pianto. E dolore, è più dolor se tace. E, ancor oggi, a distanza di quattro mesi da quel giorno infausto, ho dovuto fare uno sforzo immenso per prendere la penna in mano — non solo perchè mi sento inferiore al compito, piccino dinanzi a tanta grandezza, ma per comprimere in fondo al cuore tanta doglia e spogliare i miei venticinque anni di co- munanza di ideali e di fede di ogni tristizia. Oggi, conviene dire di Lui serenamente, con pura anima — per esserGli più vicino — tanto, da sentirne tutta la santità e la soavità. E dovere ed è omaggio rievocare, esaltare, glori- ficare. Poi che quello che più occorre oggi alla Patria, così per- vasa da dissidi e così oscurata da materialismo, è la fede nei suoi destini — quella fede che animò tutta la vita di Leonardo Angeloni, e che tanto è affievolita negli animi di tutti. Glorifichiamo i Grandi che scompaiono, perchè coloro che rimangono sollevino un po' gli occhi e 1' anima dalle presenti brutture e credano ancora nella virtù e nella santità della vita, nella bontà, nella verità e nella giustizia ! * * * Leonardo Angeloni nacque, nel maggio del 1837, a Rocca- raso, in quella terra alta d' Abruzzo, dagli algidi verni e dalle lunghe e profumate primavere; e portò intatte nel Suo animo BOLLETTINO TECNICO 53 la semplicità, l'austerità e la fierezza di quei monti scoscesi, e portò insieme il profumo di quelle lunghe primavere. Nessun uomo, forse, portò impressi, come Lui, i caratteri della terra natia, che Gli cantava una eterna divina canzone e Gli sorri- deva nell'anima con l'azzurro sorriso della lontananza. Compì gli studi secondari ad Aquila e frequentò, poi, la R a Scuola Superiore d'Agricoltura di Portici, donde ne uscì Dot- tore in Scienze agrarie. Giovane di vivido ingegno, dalla sobria ma scultorea parola, nutrito di vasta cultura classica, poeta forte e gentile, fin d'al- lora si fece notare per quel che sarebbe di poi divenuto. E i più insigni Maestri e moltissimi compagni serbarono vivo ricordo di Lui e Lo seguirono nel Suo cammino, che, se fu luminoso, non fu del pari fortunato. Fu uno dei primi Dottori a entrare nelle Coltivazioni dei Tabacchi, nel 1885, fra un personale che non Gli fece e non Gli poteva fare liete accoglienze, e che della Sua dottrina do- veva per forza riderne. Allora , non era che fisco e frodi e verbali, il servizio. Ma Egli, immensamente buono e modesto, senza sdegni, riuscì a farsi estimare e a crearsi un ambiente a sé. Gli altri si adattarono e divennero fiscali. Egli portava nel petto il sacro fuoco del ricercatore e la fede degli apostoli ! Valutò alla svelta quell'arte insana di vessare, di opprimere i coltivatori, e tutto ciò che costituiva allora la negazione di una sana e vera coltivazione. Conobbe l'errore profondo che governava dall'alto al basso tutta quella schiera di funzionari, e sentì che quella era molti- tudine non animata da luce, non sorrisa da fede alcuna. E, con lucida mente sintetica, si tracciò la via da battere per dare al- l'Italia la sua coltivazione. Che, fin dagli albori della Sua car- riera, Egli, della nostra tabacchicoltura, ne fece una questione nazionale. E fra quei funzionari e coltivatori ignari, in un ambiente sempre ciecamente fiscale, Egli fu costretto a fare da Maestro a sé stesso, molto guardando e riguardando, vivendola la vita del tabacco dal campo ai magazzini, tutto annotando e segnan- do. Di vera passione , d'amore Egli cinse la pianta fatale, per dominarla e farla Sua. E fu tutto un attento provare e ripro- 54 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO vare, un lento germogliare di sapere e di tecnica, specie in quella piccola Cava ridente, laddove il Suo cuore gentile palpitò d'a- more per la Sua Donna divina. E furono gli studi e le esperienze di Cava che Lo fecero indicare, dopo la inchiesta del 1891, come l'unico capace a reg- gere le sorli della Sezione Coltivazioni, nell'allora istituito Ufficio Tecnico, presso la vecchia Direzione Generale delle Gabelle, con a capo l'Ing. Sandri. Ma solo qualcuno aveva fede e speranza nella nostra col- tivazione, e quell'Ufficio durò la vita dell'attimo fuggente, spaz- zato dal primo soffiar di tempesta. E poco dopo l'Angeloni, ad ogni lusinga rinunziando, ri- tornò al primiero Suo posto, ma con tutte le fedi intatte. E si rimise al lavoro con maggiore lena, più tenacemente di prima, con un fervore che pochi uomini conobbero. V'è una fatalità per tutti ! * * * Ma, costituita poco di poi la Direzione Generale delle Pri- vative, con a capo ancora l' Ing. Roberto Sandri, fautore della coltivazione indigena, surse l'idea di fondare una grande Istitu- zione per lo studio razionale di tutti i problemi della coltiva- zione e per la formazione di un nuovo e idoneo personale d'im- piegati e di maestranza, capace a diffondere un sano tecnicismo nei vecchi e in nuovi centri di cultura. Idea geniale e che lega indissolubilmente il nome del Sandri ai destini della nostra col- tivazione. E la vuota Polveriera di Scafati — un ammasso di fabbri- cati arginati e cinti da bosco — alle falde di quel Vesuvio cor- rusco e fumante, fu scelta a sede della nascente Istituzione. Ed a capo di essa venne chiamato l'Angeloni, l'Uomo del tabacco. Il compito non era dei più semplici e l'ambiente era pur sempre quello. Ma Leonardo Angeloni vi portò, oltre che il frutto dei Suoi profondi studi e delle Sue larghe esperienze, tutto l'en- tusiasmo e tutta la fede che Lo animavano. E gli uomini di fede son destinati a trionfare. Egli, più che il miope, che s'attarda e s'approssima di più, BOLLETTINO TECNICO 55 per veder meglio e veder tutto, fu a Scafati il veggente, che sa dove è il vero e conosce le vie e i sentieri che vi conducono e menano. Perciò fu sempre al disopra delle cose, non si smarrì mai e raggiunse la mèta. E nei verdi silenzi di quell'Istituto - lontano da centri abi- tati — chiuso fra un canale e un fiume — come perduto nella vasta piana del Sarno — silenzi rotti dal solo rombare dei tre- ni — Egli s i buttò anima e corpo a ricercare e a costruire, ar- tefice di bene, dimenticando la vita e il mondo — aiutato da pochi e devoti discepoli — sorretto nella Sua fatica e animato nella Sua fede dal sorriso e dall'amore di una Donna elettissi- ma — c he fece rinunzia di tutto — e, senza rimpianti, accettò l'esilio, per popolare di fiori e di sogni un deserto, perchè un Uomo divenisse e trionfasse ! E silenziosamente, quasi nell' ombra, fu 1' opera grandiosa compiuta. Non v'era la Scuola ed Egli la creò — non v' erano i di- scepoli e Lui li formò — piccoli e grandi operatori. E la nave della coltivazione approntò pel suo battesimo e pel suo varo, dopo cinque anni di intenso, mai interrotto, lavoro. Sacre e febbrili vigilie d'un tempo! Anni aurei! , co- m'Egli diceva più tardi, rimpiangendo. In quei cinque anni, brevissimi, per chi sa che sia l'Agri- coltura, nei campi di prova e sperimentali si erano di già stu- diati i più importanti problemi inerenti alla cultura del tabacco, dal seme alla raccolta, ai sistemi di cura e di trasformazione dei vari tipi di tabacco — sistemi nuovi e razionali — italiani — con relativi locali adatti all'ambiente: cura a fuoco diretto pei Kentucky; cura a fuoco indiretto pei Virginia scuri e brighi; cura forzata pei tipi leggeri e profumati. E non si esagera dicendo che non v'era la coltivazione ra- zionale e Lui la creò. * * * E nel 1900, l'Istituto di Scafati si ebbe 1' atteso battesimo alla grande Esposizione di Parigi, presentando tutta la gamma dei prodotti italiani — dando all'Europa la prova della genialità, della forza e dell'avvenire di una giovane nazione. 56 R, ISTITUTO SPERIMENTALE DEL tabacco La nave dell'Istituto si era tuffata sicura, veloce filava nel mare purissimo, a portare in tutto il mondo la voce d' Italia operosa e bella, il soffio del genio latino. E comparve anche a quell'Esposizione la preziosa pubblica* /ione Monografia dell' Istituto Sperimentale delle Coltivazioni dei Tabacchi, eh' esamina uno per uno i problemi culturali, curativi e di trastorma/ione dei vari tipi di tabacco e stabilisce la via da seguire e i fattori della produzione, Lavoro classico, che nulla, ancor Oggi, dopo un ventennio, della primiera tresche/za ha per- duto, e a cui le presenti e le future generazioni agrarie possono attingere Come a perenne limpida tonte. * * * E l'Istituto di Scalati fu d'un sùbito investito da una luce vivissima e duratura, e divenne tonte viva di dottrina e di sa- pere; scuola indagatrice e preparai rice; culla di abili funzionari e di abilissimi operai: la Scuola madre del tecnicismo tahacchi- StlCO italiano. D'allora tu mèta di studiosi e ricercatori italiani e stranieri, acquistando una fama che poche scuole possono vantare. A rendere COSÌ solida e duratura la struttura di questa Istituzione vi contribuirono, oltre che i larghi mezzi profusi dalla nostra Amministrazione, le conoscenze, gli studi, l'amore e la genialità dell' Angeloni. Che l'Istituto di Scafati e veramente una Scuola sui generis, senza precedenti, e che difficilmente si riproduce Porta le Stigmate dell'Uomo che dentro vi soffiò con l'ala del genio e con quella della tede. E, insieme, opera di Scienza e d'Arte capolavoro di sapienza e d'armonia. Perciò coloro, che dentro vi crebbero, soffrendo, cercando e adorando, non seppero, lontano, scordarlo, e vi tesero sempre con anima desiosa (.he ai luoghi ore regnaron le idee, in etti l'Aite e la Scienza pronunziarono il lori) alto colloquio con /'///- finiti), ri si ripensa, lontano, come a Patria perduta, Per questo \ isitatori stranieri, ammirando, augurarono alle loro Nazioni una scuola come quella di Scalati. Per questo altri stranieri, in uno scoppio di entusiasmo sincero, gridarono: Viva Angeloni, unico! L'Istituto di Scafati fu e sarà vanto, decoro dell' Ammini- HOI, LOTTINO TKCNICO 57 strazione Italiana, che ognora lo volle prospero e fiorente, che tutto farà per renderlo più grande. * * * Ma la tecnica sapiente e felice e i grandi resultati ottenuti non erano per Lui bastevole Si era andato con le prove pazienti, condotte con senno, misura ed amore, accumulando un immenso tesoro. Ma Egli voleva più a dentro e a pieno vedere, conoscere il quid delle cose. Sono i numeri e i dati che fanno la scienza fondata e se- cura, capace a diventare per gli altri il vero pan de la vita. Con sonda più lunga dell'occhio, coi mezzi dell'analisi pro- fonda, voleva che la scienza indagasse l'origine e il perchè delle cose. E, accanto ai campi di prova e d'esperimento, all'orto botanico e genetico, ai laboratori di cura e fermentazione, sursc il satellite Laboratorio Chimieo-Ximotecnico, che doveva provare e riprovare i fenomeni della vita, e portare la luce sui vasti e diversi processi complessi di cura e di fermentazione dei vari tipi di tabacco. Ed era venuto già Inori il Bollettino Tecnico, che doveva accogliere i resultali delle indagini, tutta I' attività speculativa nostra, ed essere, con note di tecnica e di pratica, organo di diffusione e di cultura. * * Ma nel 1905 il destino strappava I' Angeloni al nido di Scafati; a quel dolce nido che ro\\o è fuori - - radiche e stec- chi — ma dentro è tutto lana e lichene. Dal Maiorana e dal Sandri Egli veniva chiamato a reggere le sorti dell'Ufficio Tecnico Centrale delle Coltivazioni, in Roma. Fu un danno, e grave, per la Scienza e per la Scuola ! Vederlo partire, Egli ch'era la nostra luce, il nostro pensiero, la fede nostra, fu uno schianto. La vita partiva! E tutto ch'era dentro quel nido in tenera voce di pianto parlava ! 58 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Fu un bene, invece, per i servizi e per la classe. L' Amministrazione trovò in Lui sempre autorevole consiglio in tutte le grandi questioni di ordinamenti di personale e di regime fiscale e tecnico. E diede anche disciplina al nostro servizio, creando le at- tuali Direzioni Compartimentali, sollevando la classe al livello delle altre componenti l'Azienda — favorì, promosse e ordinò la coltivazione, a mezzo di Aziende autonome, in nuovi centri di tutta Italia — intese con l'autorevole parola, con l'azione, con lo scritto (i) a rendere più benevoli e sinceri i rapporti fra Mo- nopolio e produttori, fugando timori, contemperando la tecnica ai rigori del fisco: formando intorno alla coltivazione quella co- scienza nazionale mancante. E in dieci anni di sacrifizio e di lavoro, aiutato da pochi devoti e coscienti lavoratori, Egli seppe creare un Ufficio mo- dello, nucleo vitale, centro irradiatore di norma e di disciplina, incitatore di tutte le sane nostre energie, rispondente pienamente agli scopi e alle speranze dell'Amministrazione e ai bisogni della nostra coltivazione. Addimostrandosi, così qual' era, grande ordinatore e legi- slatore. * * Ma il danno subito da sperimentazione e ricerca e anche dalla Scuola, sentir già troppo s'era fatto di poi. Riparo occorreva portare. Ridare alle ricerche i prischi splendori. Che P Angeloni non era stato soltanto il tecnico accorto e sapiente, il grande Maestro, il fondatore della Scuola italiana del tabacco; ma, anche e più, un ricercatore profondo; non d'occa- sione, ma per indole, per metodo e per sostanza, vero ministro di Scienza. (1) Leggere a proposito: Ciò che occorre perchè l'Italia diventi una grande produttrice di Tabacco (1907) — Notile e consigli dedicati ai coltivatori di Tabacco (1907) — La coltivazione del Tabacco in Italia (1913)—// Tabacco nelV Agricoltara Nazionale (1920); che danno la prova tangibile della coscienza ch'Egli voleva creare intorno alla nostra Coltivazione. BOLLETTINO TECNICO 59 Già la Monografia dell'Iste Sperim. dei Tab. in Scafati dava la misura del metodo e della sostanza della Sua scienza — ac- cogliendo 1' esteso e chiaro programma di tutti i problemi e le indagini riflettenti il tabacco. Lavoro che merita ristampa e maggiore diffusione fra noi. Ma Suo è l'originale studio sul rinsanguamento delle ra{{e di tabacco, che dà il modo di riportare una razza, acclimata, ma svisata da un ambiente diverso dal primitivo, ai suo ori- ginario equilibrio energetico, a mezzo di polline di pianta ve- nuta da seme originario della stessa razza, cresciuta in condi- zioni d'ambiente pressoché uguali a quelle d'origine (in serra caldo umida). E risultati di molto tangibili si ottennero con questo pro- cesso sul Sumatra e l' Avana — tanto che i rinsanguati (dopo tre riporti di polline) nulla da invidiare avevano, per forma e bontà di prodotto, ai nati da seme esotico. La scienza e la pratica fraterno convito si davano in que- sto geniale lavoro. Suo il processo di migliorare e fermentare i tabacchi già secchi (i), non più in masse cieche e muffenti, ma a stendag- gio, in locale in cui l'uomo può accompagnarne le trasforma- zioni e regolare, a seconda i bisogni, i vari fattori (ossigeno e bacteri — temperatura e umidità) Il fermentatoio Angeloni fu classificato il locale dell' avve- nire, il locale che attende l'artefice che sappia renderlo il tra- ?formatore ideale del tabacco, perchè è ottimo per curare e fermentare insieme i tabacchi tropicali come i tabacchi pesanti, è un buon locale per Virginia oscuri e per bright. Suo il principio di riunire, allorquando la materia conserva ancora un pò di vita, i processi di cura e di fermentazione, perchè fossero a pieno sviluppate, nei tipi gentili e profumati, le caratteristiche di razza — cogliendo quel momento propizio, che dopo invano si cerca di creare (2). Principio che migliorò, prima pressando i tabacchi appena (1) Vedi: Fermentazione forcata a stendaggio. (2) Vedi: Cura forcata dei tabacchi. 60 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO ingialliti, e lo estese ai Kentucky, come vedremo più oltre, gettando le solide basi dell'industria agricola futura del tabacco. E Suoi, infine, i razionali, numerosi e poderosi studi sul Meticciamento (i) (che misero in luce leggi sin' allora ignorate e tanto proficue — sulle quali non è ora il fermarsi), condotti con bontà e superiorità di metodi e con vera sostanza scienti- fica, da far giudicare il sistema italiano (Angeloniano) di molto superiore a quelli, allor fuori conosciuti, germanico, americano e ungherese, e che assicurarono il miglioramento delle razze INDIGENE E LA FORMAZIONE DI NUOVI, PREGEVOLI E RIMUNERATIVI TIPI DI TABACCO. Da essi vennero fuori : P Italia (Kent.xRano): il tabacco tropicale italiano di grande produzione; il Sdento ( Cattar oXKent.), il tabacco giganteo dei terreni irrigui e concimati; il Salento-Kent. e V Italia- Kent., i veri tipi pesanti nostrali, da sostituire al Kentucky, e il combinato Salento-Kent x Italia- K, il Mammouth o gi- ganteo d'Italia, che aumentò enormemente la produzione dei tipi pesanti, sino a raddoppiarla, rendendo possibile e rimunerativa la coltura, là (Cava), dove col Kentucky più non si riusciva, o per stanchezza di terra, o per attacchi di Thielawia. E venne fuori P Italia-2 Sumatra, il tabacco principe, il vero tropicale d'Italia — così facile a coltivare e così pronto nella cura pressato-for\ata, dal tessuto gentile e resistente, dalla costola e dai nervi sottili, dal gusto delicato e tanto vicino da farlo confondere coi migliori Sumatra, dal delizioso profumo — che assicurerà, senza dubbio, all'Italia agraria futura la materia occorrente per i più fini lavorati. E basterebbero i soli resultati pratici raggiunti (e sui quali mi sono brevemente fermato), per dare valore a quest' opera e diritto a tutti i premi, a tutte le umane considerazioni ! Quan- do, partendo dal Kentucky (che è quanto di pesante e di gros- solano si possa immaginare), Egli giunge a creare VItalia-2 Su- (i) Angeloni L. — Costituzione e fissazione delle razze dei tabacchi a mezzo Meticciamento — Scafati 1906 —Tipografia Rinascimento. BOLLETTINO TECNICO 61 matra (che è quanto di delicato si possa desiare), ma vuol dire che Egli ha saputo dare alla tecnica italiana il mezzo sicuro, la potenza di tutto tentare e ottenere ! ! (i). Invece, trovò da noi silenzio e oblìo! e solo oltr' Alpe molta considerazione (2). Non ebbe fortuna ! A noi non resta che mettere solo all'estero in attività e in valore le nostre migliori energie, se non hanno senso di giusti- zia gli ambienti della nostra cultura ! Sono le sette e sono i partiti che tutto guastano, corrom- pono da noi ! E ben raro, infatti, vedere nostri liberi, non affiliati, uomini d'arte e di scienza, conquistare, per forza d'in- gegno e per eccellenza di opere, fama e fortuna ! Spesso si premiano e si esaltano i mediocri, e si dannano all' oblìo i più degni, col chiuder loro le porte dei templi e sbarrando le vie che menano alla gloria ! E soltanto varcando i confini speranza hanno gli obliati di trovare altrove ciò che in Patria sempre fu vano ! Domandatelo a chiunque ! Ognuno dirà che è triste, duris- sima battaglia far che da noi la Scienza governata sia da libertà e giustizia. O sacra terra di Dante e Virgilio, di Galilei e Colombo, di Savonarola e Bruno, che danni i figli tuoi migliori alla mi- seria, o all'esilio, alla tortura e alla morte ! * Ma fu un bene per noi se Leonardo Angeloni fu sempre costretto a rifar daccapo la Sua fama ! Che tanta nostrana in- (1) « È nel giuoco delle varie, sagaci combinazioni di ra^e che la tabac- chicoltura italiana, in mezzo alla varietà di ambienti di cui dispone, troverà campo nel quale spaziare con sicuro profitto. Le prove iniziali additano senza esitanza la meta fortunata ». Dalla Introduzione di Costituì e fiss. delle ra\\e di tabacchi a me\\o Me- ticciamento, dianzi citato. Nel comporre tale Introduzione — capolavoro di sintesi — Egli mi diceva: a me sembra di scrivere il mio testamento scientifico ! Tanto rimpiangeva, e dopo appena un anno dal suo allontanamento da Scafati, i Suoi studi diletti ! (2) Prof. C. Fruwirth, in Referate « Journal fur Landwirtschaft — Ber- lin 1907. (32 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO differenza pungolo e stimolo furono per Lui, e alimentarono sempre quel fuoco sacro che dentro gli ardeva. Egli conobbe la durezza, gli stenti, gli affanni di chi in- torno ricerca. E si lasciò bruciare dal sole, e intese, stilla a stilla aggiungentesi, a piccoli rivi, correre da pertutto il sudo- re — come un santo lavacro. E a bocca stretta, senza parola, andò innanzi, tutto e sempre ammirando e segnando. Egli, come un umile sacerdote, sempre con pure mani, levò sincera l'anima — ostia consacrata — al Dio della verità, sacri- ficando, adorando e creando ! Ora, va messa in maggior valore l'opera Sua scientifica. E dovere ! E ripresi vanno e proseguiti con sagacia e amore, specie gli studi sul Meticciamento, per la fortuna della nostra Istitu- zione, per quella agraria d'Italia. E più diffusi e meglio ristampati andrebbero codesti stu- di, dando forma meno ingombrante, più maneggevole al libro. Almeno, se nessuno più ode e vede Lui, che è ombra, ve- dano i nostri occhi una luce che addita la via ! * * * Tutti sapevano che l'Uomo era uno; e, al danno degli studi negletti, fu portato riparo ridando alla Scuola, alla scienza queir uno : Leonardo Angeloni; creando una grande Istituzione Scientifico-sperimentale-didattica del tabacco. Ed Egli, in sul finire del 191 6, ripigliando l'interrotto cam- mino, con fede uguale e con lena maggiore del passato, gettò le basi di quel grande Istituto, che la guerra immane non fece attuare, e che doveva quattro sezioni comprendere : una agro- nomica, una industriale, una chimica e una botanico-genetica. Ma a Scafati, che era stazione d'agraria e di genetica, for- nita di mezzi copiosi e razionali e di personale idoneo, ed era Scuola a un tempo, sorge nel 19 17, una sezione industriale per lo studio delle fermentazioni di tutti i tabacchi italiani, con an- nessa manifattura sperimentale; e vi si aggiunge la Sezione Chi- mica biologica di Roma -- annessa alla Manifattura — per la ricerca dei numeri, onde meglio spiegare i fenomeni ed essere di grande ausilio alle ricerche e alla tecnica. BOLLETTINO TECNICO 63 E l'Istituto fu, così, ordinato alla meglio, in attesa di tem- pi migliori per fondare la grande Istituzione tabacchistica tut- t'occfv' e tutto cervello. * * * Chi non Lo vide nel mondo gerarchico più in alto ascen- dere, ebbe a dire che non seppe lottare e far valere i meriti Suoi. Ma se fu un danno, e grave, L'averlo sì a lungo distratto da tecnica e da ricerca, Egli, che portava scritto in fronte, e per mano del destino: Lavora, adora. Sappi e crea. Sempre pia ! Ma se Egli sapeva di servire un'Idea, e non la Sua cara e bella persona! Ma se seppe durare a lungo, per anni e anni, nel Suo lavoro paziente, costante, senza affrettarne i saporiti frutti ! E anche quando erano in giuoco la sorte Sua e il nome, rimase in attesa serena, ma sempre silente, dignitosa e bella. Non conobbe intrighi e retroscene, non di clientele appoggi, né di partiti spinte. Cosciente della forza e del valore ch'eran riposti nelle co- se e in Sé, quando dagli altri non ebbe giustizia, senza pie- gare, chiese " alla messe il Suo pane, non al mietitore. „ Rimase com' aquila forte alto librata, disopra le umane contese : Noi serviamo a le cose ! Rimase come un'eccelsa montagna, sempre dal sole sorrisa nella vetta nevosa i cieli attingente, che pur s'oscura ogni tanto a la vista del piano, per atre e folgoranti nubi addensate sui fianchi, che poi l'istesso nembo disperde ! 64 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Ma, più spesso, siccome l'allodola: " col nido tra il grano, per terra, ma, sopra le nubi, col canto ! „ E seppe sempre lanciare nel sole il Suo grido ! Nessuno poteva cantare come Lui : " Io sono la lampada ch'arde soave ! lontano risplende V ardore mio casto aW errante che trita notturno, piangendo nel cuore, la pallida via della vita : s'arresta; ma vede il mio raggio, che gli arde nell'anima blando : riprende l'oscuro viaggio cantando. „ Più che nel centro, adunque, di ogni norma e ordine di vita, Egli rimase al disopra, e d'ogni lato e in ogni momento rifulse di vivida luce profonda. Per questo non ebbe mai di- sdegni, non ebbe rancori, e rimase il più corretto e fedele fun- zionario di Stato, lavorando sempre pel bene della Sua Ammi- nistrazione. E fu questa la Sua grandezza, la vera forza, che Lo fece estimare e rispettare. Per questo, appena caduto, l'Aliprandi, il nostro Direttore Generale, sentendo che un Grande passava, onore e giustizia render Gli volle, e propose al Ministro che, il grande Istituto di Scafati, il nome prenda di Chi gli diede vita e lo condusse ai fastigi e alla gloria ! « Noi serviamo a le cose » . * * Leonardo Angeloni esercitò sulla schiera dei funzionari e degli operai delle coltivazioni (e persino sulla classe dei produt- tori) — dovunque Egli fu — un'influenza potente e benefica, non solo per l'elevatezza della mente, per la immensa dottrina BOLLETTINO TECNICO 65 e per la semplicità e bontà del Suo carattere, ma per la grande rettitudine, pel senso di giustizia — ispiratore costante di tutta la vita — e per quella fede ch'ognuno perenne trovava in Lui, e che mai vacillò, o cenno. Influenza che fece generare intorno elevazione, sentimento profondo di dovere, dolce senso di sacri- fizio, amore e febbre al lavoro. Solo così si spiegano i miracoli compiuti in breve lasso di tempo. E non solo stima e rispetto, ma colse d'amore il fiore su- blime nel cuore dei Suoi. E godeva dappertutto di un'autorità indiscussa. Egli era, davvero la grande bandiera, intorno a cui tutti si sentono forti, di essere grandi, di essere in tanti sol uno. Potenza della fede di un Uomo! * * * Leonardo Angeloni nella Scuola fu insuperabile maestro, alla maniera del Giglioli. Le Sue lezioni, dense di pensiero, ricche di dottrina, pog- gianti sui fatti e da essi avvalorate — semplici, ma inspirate, ma eloquenti, perchè piene di critica alta e serena, e vestite di forma completa e perfetta — prive di vanità, di retorica, di ciar- latanesimo — come saette giungevano al fine. Chi ha dimenticata la Sua alta , possente conferenza al 3. Congresso dei Tecnici? Da più giorni si discuteva, seguendo sentieri tortuosi e fallaci. Avevamo smarrita la dritta via. Egli, freddo, muto, accigliato, assistette a quel lungo dibat- tito. Ma poi, levatosi, alto e solenne, con labbro tremante, com- mosso, per un'ora continua, strinse in ferreo cerchio i fattori della produzione, mettendo in grande rilievo il fattore uomo, tracciando a larghe linee la via ancor lunga da battere per dare all'Italia la sua ^'coltivazione, e terminò invocando un concorde lavoro, pieno d'amore, per potere toccare la mèta. Che giorno fu quello ! Io credo che ancora risuoni dei no- stri evviva la scuola di Scafati. In alto ci sentimmo sollevati: 66 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO là dove il destino Lo aveva situato. Era quella la voce di un Grande, davvero, di un Duce, che incita, che muove e conduce! Sempre premuroso con tutti i discepoli, Egli si piegò ancor più verso i deboli, per meglio imprimere nelle piccole menti le linee fondamentali del nostro tecnicismo, scartando i particolari ingombranti. E dalla Sua fucina uscirono artefici di grido, uomini forti, temprati per davvero a ferro e a fuoco. Anche i mediocri di- vennero qualcosa ! Sono i Maestri che fanno i discepoli, preparatori del pen- siero, della fede, della fortuna dei popoli. E certi Maestri non dovrebbero perire: dovrebbero sfuggire alla legge fatale de le Parche ! Ma, poi che più dura è la legge suprema, copriamo di sempiterni lauri e di rose la tomba del Grande, perchè il pro- fumo ne attinga i cieli e dica che noi, i rimasti a soffrire, ado- riamo ! * * V'è chi sostiene che negli ultimi tempi Egli visse quasi in isolamento Ma se son pieni di più vivida luce gli ultimi anni di vita Sua! Già le prove istituite nel 1 917 e nel 1918 nell'Istituto di Scafati, e condotte col solito amore dai Suoi devoti discepoli, avevano tracciata una nuova e più sicura via per la soluzione del problema tabacchistico nazionale. La cura forzata del Kentucky e tipi similari, lunga e peri- colosa, in mani inesperte, non dava sicurezza di resultati indu- striali. Quella pressata imprimeva troppo a fondo determinati ca- ratteri e uniformava tipi differenti di tabacco come il Kentucky e l' Italia — 2 Sumatra. Allora, Egli volle associate l'una all'altra, per ottenere alla svelta, con mezzi sicuri, tabacchi conservanti le tipiche caratte- ristiche di razza. Con la pressione si toglieva ai tabacchi, già bene ingialliti e scostolati, uno dei gravi difetti conferiti dall'ambiente (la spu- gnosità dei tessuti), favorendo la fuoruscita dei succhi e le sue- BOLLETTINO TECNICO 67 cessive trasformazioni. Poi, con graduali, successive fermentazioni, in massa, in breve volgere di tempo, sicuramente, si otteneva tabacco già pronto all'impiego. Altro che isolamento! E che fretta che aveva « Lavoriamo, produciamo: sono le opere che vincono! » spesso diceva. E, anche camminando, marciava più svelto, più ritto, co- m'uomo che ha a lungo, da tempo, cercato, e sente la mèta vicina Forse, vedeva anche il Fato Suo, che, fiero, attendeva a le Sinistre Porte, " come V auriga asceso già sul carro, la sferza in pugno, che all'eroe si volge, sopraggiungente nel fulgor dell'armi. „ Che un male tremendo minava la Sua robusta fibra! Ed io, che Lo rividi nell'ottobre 1920, col cuore in pianto, ebbi il presentimento della fine vicina Non era più il Suo viso illuminato da quel dolce sorriso; v'erano in quel viso certi sol- chi profondi e qualcosa di terreo e di morte. E quegli occhi, pensosi e ridenti, erano stanchi e senza più luce. Così l'ho rivisto, e con sommo dolore, dopo la fine, ripro- dotto in alcune nostre Riviste. Oh!.... dateci quello che manca in quel viso — quello ch'Egli ebbe nel lungo cammino: la luce degli occhi, il sorriso dell'anima, la Sua bellezza forte d'ABBRUZzo. Siano i simboli più belli del vero! Più bello, più caro di quello che era! Come Lo vedemmo nei giorni di fede, così rimanga nel nostro pensiero! * # * Ma Egli non si accontentò solo di dettare le leggi e d'a- vere trovato, volle essere artefice completo di bene e dare all'I- talia, prima di cadere, un pegno maggiore di fede, creando la grande Azienda agrario-industriale per l'avvenire della nostra ta- bacchicoltura. Sorretto da una fede che avrebbe vinto anche i deserti, aiutato da pochi fidenti e coraggiosi agricoltori del mezzogiorno, sostenuto dalla volontà e dal patriottismo dei reggitori del Mo- 68 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO nopolio italiano, dopo le larghe e ben riuscite prove del 1920, Egli fece sorgere nella piana di Battipaglia e di Pontecagnano, due grandi industrie del tabacco Kentucky pressato- forcato, get- tando fra manifattura e coltivazione un ponte superbo ! Dicono alcuni: non colse i frutti dell'opera Sua. Purtroppo è così. Ma mai per lo innanzi ne aveva raccolto. Per Lui non era scritto: semina e raccoglierai, ma : se- mina, che gli altri raccoglieranno. Appartenne alla schiera degli eterni seminatori, che non guardano al facile pane dell'oggi, so- spinti al lavoro da un bene, che viene di poi. Mietete voi, ora, a piene mani, il grano, o buoni figli Campani. Ma fate che al vento e a l'acqua quel grano non s'alletti. E, badate, che ha nemici anche da secco il grano: un tarlo che rode e che vuota Ricchi e grandi vi farete un giorno. Farete ricca anche la vostra terra. Egli morì povero! Ma non fu soltanto la terra e il cielo a fare quel vostro grano bello — da la lunga e ben guarnita spiga; fu anche la sa- piente man di un Uomo. E bene ricordarlo ai cari figli ed ai nepoti, e ripetere loro quel santo Nome. Incidetelo anche voi, sulla porta delle vostre Aziende, quel Nome! * Non ho reso sotto piena luce ideale la figura di questo Grande, che sì bene portava di Leonardo il nome, che era un apostolo, un simbolo, una bandiera. Chi mai di Lui saprà degnamente parlare ? Chi raccoglierà la face dalla Sua mano caduta ? Face lu- minosa, face santa, alta levata nei cieli d'Italia ? Non uno, ma tutti, quanti siamo, eredi legittimi del pen- siero, del tecnicismo e del Suo ideale ! Onoriamone la santa memoria. E dovere ed omaggio di cuori devoti. Ma onoriamola perpetuandone l'opera, perchè solo in essa Egli vivrà in eterno. Raggiunto sia il sogno del Grande : un'I- BOLLLETTINO TECNICO 69 talia tabacchi stica sicura e fiorente, non più serva di mercati stranieri. La terra del grano, della vite, dell' ulivo, degli aranci e de' fiori, sia la terra del tabacco. Noi, tecnici, seguendo il programma tracciato dalla nostra Amministrazione, essere veramente dobbiamo i fautori della no- stra coltivazione, con tutta purezza e sincerità, con fiducia, speranza e amore. Nell'ombra ogni dissidio, ogni vanità, ogni orgoglio. Stretti sempre più intorno alla nostra bandiera, illuminati ognora da quella gran Fede — quali che siano le spine del lungo cammino. Da un Uomo di fede, non possono generarsi che uomini di fede, per virtù di semenza ! Uno sia il nostro tecnicismo: quello che imparammo dalla bocca del Grande — quello che fiorisce nei campi dell' Istituto di Scafati — quello che canta un inno più alto e possente nei vasti piani del Salernitano ! * * * Avanti, dunque, le schiere dei seguaci, a portare alla vit- toria gli agricoltori d'Italia, nel nome santo di Leonardo Angeloni. Solo allora noi avremo reso i giusti onori al nostro Gran- de. Solo allora sentiremo profonda la gioia di esser fatti migliori e degni di Lui, e ci sembrerà di portarGli in omaggio, al sepolcro di Cava, o sull' ara di Scafati, la messe copiosa della grande ope- ra, ch'Egli, purtroppo, non vide compiuta ! Egli ci attende ! Al lavoro, al lavoro ! Sassari, i° Settembre del ig2i. G. Emilio Anastasia IL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIVAZIONI DEI TABACCHI INTITOLATO AL NOME DI LEONARDO ANGELONI BOLLETTINO TECNICO 73 R. D. N. 974 del 30 Giugno 1921 ( Pubb. G. U. N. 177 del 28-7-921) VITTORIO EMANUELE III. PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA Visto il R. Decreto del 17 Marzo 1895 N. 11 , col quale venne creato l'Istituto Sperimentale e di Tirocinio per le Coltivazioni dei Ta- bacchi in Scafati (Salerno); Considerati i meriti insigni di tecnico eminente del compianto Com- mendatore Dott. Leonardo Angeloni, Direttore Capo dei Servizi Spe- rimentali e Didattici dell'Azienda dei Tabacchi, così da essersi reso degno di un tangibile attestato di gratitudine e ricordo; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le Finanze; ABBrAMO DECRETATO E DECRETIAMO Il R. Istituto Sperimentale e di Tirocinio per le Coltivazioni dei Ta- bacchi in Scafati sarà intitolato al nome di " Leonardo Angeloni „. Ordiniamo che il presente decreto , munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma addì 30 Giugno 1921. firmato: VITTORIO EMANUELE controfirmato : Giolitti idem Facta QUALCHE OSSERVAZIONE STATISTICA SUI PRODOTTI DELLO XANTI-YAKÀ E DELL'ERZEGOVINA IN PROVINCIA DI LECCE (A. Biasco) Confrontando i dati relativi alla produzione unitaria dello Xanti-Yakà e dell' Erzegovina in provincia di Lecce durante il periodo 1904-908 (°). Xanti-Yakà Erzegovina d'osservazione prodotto per Ha. Kg. media quinquennale Kg. prodotto per Ha. Kg. media quinquennale Kg. 1904 •9°5 1906 1907 1908 930 884 972 696 658 [ 828 I I IO 1075 10Ó5 825 833 981 con quello del periodo 1915-919 (°°). Anno Xanti-Yakà Erzegovina d'osservazione prodotto per Ha Kg- media quinquennale Kg. prodotto per Ha. Kg. media quinquennale Kg. 1915 1916 1917 .9.8 1919 1004 902 654 806 906 ( 854 1231 1039 682 836 913 ( 940 si scorge: 76 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO a) per le medie quinquennali: che la produzione media ad ettaro dello Xanti ■ Yakà au- menta, mentre quella ^qW Erzegovina si abbassa (i); b) per i singoli anni di osservazione: che le curve di produzione delle due « specie » , nel primo periodo, hanno un andamento perfettamente autonomo, nel se- condo affettano una spiccata iniziale convergenza, poi tendono a raggiungere il medesimo livello, fin quasi a fondersi a causa della sempre minore ampiezza degli scarti fra i rispettivi pro- dotti annuali medi. Il fenomeno risulta meglio appariscente sostituendo, alla serie dei dati forniti dalla osservazione, le corrispondenti curve paraboliche di 2° grado — come quelle che permettono di se- guire meglio l'andamento generale delle serie stesse, prescindendo dalle più lievi osservazioni. ! ' n •'";•:'-■ v.- ; i j noo i ! -■■ X \..:-{v i904 0o5 <)ob £ }fi] 90 S L3#; • coltivata e quella dichiarata, la mescolanza dei semi e dei prodotti — in parte dovuta a negligente selezione, in parte voluta ad arte dal coltivatore — certo non è facile de- terminare, ma è facile però intuire in qual senso questi fattori abbiano manifestata la loro influenza. Come è anche ovvio che la presenza di individui incrociati abbia dovuto imprimere nei prodotti le caratteristiche quantitative intermedie dei genitori e la specifica stabilità loro (4). A differenza dell' Erzegovina — la cui notoria rusticità fa si che si mostri meno sensibile alle influenze dell' andamento meteorico dell' annata, presenti cioè, a parità di condizioni, un più ristretto «campo di variabilità» (5) — Io Xanti-Yakà pre- senta le più forti oscillazioni nei prodotti là dove particolari condizioni di terreno fanno più spiccatamente sentire alla colti- vazione gli effetti della siccità. Ora, a sopraelevare la produzione media unitaria dello Xanti, e a dare alla coltura il carattere di una maggiore stabilità produttiva , non può essere stato as- solutamente estraneo il fatto che la coltura medesima, in questi ultimi anni specialmente, si sia andata estendendo su terreni freschi e relativamente fertili (6). Questa ipotesi basa sullo stu- dio dei dati rilevati in un' azienda del basso leccese durante il periodo 1904-913 relativi alla produzione dello Xanti su due appczzamenti di diversa natura: uno calcare-argilloso, piuttosto compatto, profondo, fresco; l'altro silico-calcareo, sciolto, prò- 78 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO fondo, messi a qualche centinaio di metri di distanza ed in con- dizioni di perfetta comparabilità. La produzione media unitaria decennale è risultata di ql. 11,01 6 di foglia sul terreno calcare argilloso, di ql. 10,238 sul terreno silico calcareo: Vìndice di variabilità di 0,191 nel primo caso, di 0,201 nel secondo, ciò che significa che • il campo di variabilità » dello Xanti su terreni fertili e freschi è più ristretto e la coltivazione presenta quindi minori rischi (7). Il fatto che in singoli casi concreti presi in esame non è stato notato aumento nella produzione media unitaria dello Xanti, né diminuzione per quella dell' Erzegovina e che i rispettivi campi di variabilità •> non hanno subito delle sostanziali varia zioni, sì che il loro rapporto si è mantenuto pressoché costante nel tempo, ci fa lecito il concludere che: la maggiore produzione unitaria dello Xanti e la minore produzione de\V Erzegovina, desunte dalle medie generali dell'ul- timo quinquennio, non sono da ascriversi a probabili mutamenti nei metodi di coltivazione usati nel passato; il più elevato indice di variabilità de\V Erzegovina ed il di- minuito indice dello Xanti non sono da attribuirsi ad una ri- spettiva minore o maggiore rusticità indotta nelle « specie » dalla prolungata coltura; infine, le medie generali dell'ultimo quinquennio non sono attendibili perchè affette da errori. Istituto Tecnico — Lecce. BOLLETTINO TECNICO 79 NOTE (°) Dati ricavati da " Relazione e bilancio industriale „ — Azienda dei Tabacchi — Esercizi 1Q04-05 a 1Q08-0Q. ( 00 ) Dati gentilmente comunicati dal Dott. P. Famularo. (1) — Si noti che da qualche anno è stata introdotta la coltivazione dell' Erzegovina Gigante i cui elevati prodotti unitari avrebbero dovuto, se non determinare un lieve incremento della media, almeno opporsi al verificarsi del fenomeno. (2) — Il campo di variabilità dei termini che compongono una se- rie è espresso dal rapporto fra lo scostamento quadratico medio dei termini e la media aritmetica : ■v (X)' cfr. R. Benini: " Principi di statistica metodologica „ U. T. E. T. Tori- no 1906 p. 110. (3) — " una coltura — coeteris paribus — è tanto meno rischiosa quanto " maggiore ne è la stabilità produttiva " E. Marenghi : " Ricer- che statistiche sui prodotti delle aziende agrarie " Giornale degli Econo- misti e Rivista Statistica — Roma, aprile 1914. (4) — Tenendo presente che Xanti-Yakà ed Erzegovina sono pro- dotti d'incrocio delle medesime varietà tipiche e che diverse condizioni di terreno e di clima abbiano potuto determinare il predominio di un sangue sugli altri, non s'intende qui escludere che individui ritenuti co- me derivati da incrocio di X. X E- possano rappresentare invece pro- dotti degenerati di X. o di E. per influenza dell'ambiente colturale. (5) — Ciò vale per VE. Stolach e non per VE. gigante la quale, in condizioni poco opportune di suolo o di andamento meteorico, perde con grande facilità la caratteristica quantitativa che la distingue e quindi ha un campo di variabilità molto ampio. (6) — Nel periodo 1904-1908 le coltivazioni di Xanti Yakà e di Er- zegovina raggiunsero l'estensione approssimativa di qualche centinaio di yy R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO ettari di terreno destinati precedentemente alla semina dei cereali; nel- l'ultimo quinquennio lo Xanti Yakà da un' estensione minima di ettari 1024 [1916] sale un massimo di ettari 2192 circa [1919], l'Erzegovina di ettari 253 [1915] ad ettari 1744 [1919] circa: e tali ultime estensioni sono costituite prevalentemente da terreni già occupati da pingui vigneti di- strutti dalla filossera. (7) _ Da questa osservazione scaturisce che una maggior quantità di elementi utili alla vita vegetale non solo induce un aumento di prodotto ma rende meno saltuaria la produzione. L'uso appropriato di fertilizzanti quindi, aumentando la ricchezza del suolo ed inducendo economia di acqua, varrebbe in determinati limiti ad elevare i prodotti e contempo- raneamente renderne più sicuro l'ottenimento. LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO IN ITALIA NELL' ESERCIZIO 1918 - 1919 (1) Estensione delia coltivazione. — Nella campagna 1918, che ebbe il suo svolgimento entro l'esercizio 191 8-9 19, furono colti- vati a tabacco ettari 7847.es con una differenza in più, sulla campagna precedente, di ettari 3261.96 e di ettari 930.43 pure in più, in confronto alla coltivazione di dieci anni fa. E' questo un risultato molto soddisfacente il quale sta a denotare come i provvedimenti adottati dall' Amministrazione, per far fronte alle difficoltà sorte dallo stato di guerra, abbiano dato P effetto cui si mirava che era appunto quello di far ri- prendere alla coltura del tabacco indigeno quel cammino ascen- sionale che si era verificato negli ultimi anni precedenti alla guerra. La superfìcie coperta a tabacco nella campagna 191 8 è qui di seguito posta a confronto con la coltivazione di dieci anni fa e con quella del 1917, secondo le diverse forme di coltivazione. (1) Notizie estratte dalla Relazione e bilancio Industriale dei tabacchi per l'esercizio dal i° luglio 191 8 al 30 giugno 1919. (Ministero Finanze, Direz. Ge- ner. Monop. Industriali — Roma, Tip. Coop. Sociale, 1921. 82 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO SUPERFICIE COLTIVATA FORMA DI CONCESSIONE nelle seguenti campagne agrarie Differenze nella campagna 19T8 sulle campag. seguenti 1908 1917 1918 1908 1917 Coltivazione per le manifatture Concessioni di manifesto . . Esperimenti in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali Esperimenti diversi di colti- vazione .... Totali per le manifatture Coltivaziooe per la esporta- zione Totali generali . Ettari a. Ettari a. Ettari a. Ettari a. Ettari a. 5,090.13 2.349.92 3.345.74 - 1,744,39 -I- 995.84 198.03 51.68 491.86 -+- 293,83 -r- 440.18 623.79 2,161.28 3,987.25 -h 3,363.46 -1-1.825.97 » 14.32 14.46 ■+- 14 46 -+- 0.14 5.911.95 4,577.20 7,839 31 -l- 1,927.36 -4-3,262.11 1.005.31 8.52 8,37 — 996.94 — 0,15 6.917.26 4,585.72 7,847.68 -+- 930.42 +3,261 96 Che tale coltura abbia ripreso la via del progresso in cui si trovava prima della guerra, lo si desume chiaramente anche dal confronto seguente appunto istituito fra i dati che stanno a rappresentare la estensione della superficie occupata dalla colti- vazione del tabacco per le manifatture del Monopolio nelle due campagne 1914 e 1918. Si vedrà infatti che l'ultima campagna ha superato di ettari 213 quella del 19 14 sebbene siasi avuto un non lieve regresso nella coltivazione per concessioni di ma- nifesto esuberantemente compensata — e in ciò risiede un vero e più apprezzabile beneficio — dall' impulso che si è affermato nella coltura per concessioni speciali. (Fattorie autonome ed espe- rimenti in cooperazione dello Stato). BOLLETTINO TECNICO 83 FORMA DI CONCESSIONE Coltivazione per le manifatture. Concessioni di manifesto Esperimenti in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali Esperimenti diversi di coltivazione . Totali per le manifatture SUPERFICIE COLTIVATA nelle seguenti campagne agrarie differenze nella campagna 1918 1914 1918 Ettari a. 4,766.03 67.03 2,751.41 41.71 Ettari a. 3,345.74 1,491.86 3,987.25 14.46 Ettari a. — 1,420.29 -f- 424.83 -+- 1,235.84 — 27,25 7,626.18 7,839.31 -f- 213,13 Spese per la coltivazione — 1 molteplici servizi attinenti alla coltivazione del tabacco nella campagna 191 8, costarono all'Am- ministrazione lire 6,277,454.53 vale a dire lire 3,231, 529. 1( di più che per la campagna 19 17. Se ne ha la conferma nel se- guente confronto nel quale le spese delle due suddette campagne sono distinte in speciali suddivisioni : 84 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Assegni fissi al personale di ruolo . . . Indennità di trasferimento, di giro e di missione, compensi e sussidi . . . Retribuzione ai verificatori subalterni e operai contatori di foglia Personale ausiliario e mercedi agli operai. Consumo di articoli e di materiali diver- si e spese varie Premi e concorsi a favore della coltiva- zione Adattamento, manutenzione e migliora- mento di locali Affitto di locali demaniali e di proprietà privata Totali . CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella camp. 1918 Lire e. 1,341,281.53 413,008.22 240,130.52 622,276.68 260,328.32 89,175,30 79,724.85 3,045,925.42 Lire e. 2,601,474.50 889,531,70 302,876,33 1,004,270.86 393,115.66 900,323.35 108,716 43 77,145.70 6,277,454,53 Lire e. +1,260 192.97 4- 476,523.48 -f- 62,745.81 -l- 381,994.18 ■+- 132,787.34 -+- 900,323.35 -f- 19,541.13 — 2,579.15 +3,231,520.11 La maggior spesa che ne risulta, se in parte è giustificata dal notevole sviluppo della coltivazione — ricordando che furono coperti a tabacco ettari 3261 in più della campagna antece- dente — principalmente però l'aumento di spesa ha origine dai miglioramenti di stipendio e assegni accessori agli impiegati ed al personale operaio e per lire 900,323.35 dai nuovi oneri per premi, rimborsi e concorsi dello Stato conferiti in virtù del Decreto Luogotenenziale 1660 del i° ottobre 1917, recante prov- vedimenti a favore della coltivazione indigena del tabacco. Escluse le lire 900,323.35 dei nuovi oneri suindicati, la spesa complessiva residua a lire 5,377,131.18 e, a seconda dei servizi che la determinarono, risulta così attribuita : Li re 3,5 r 5,303-29 P er la vigilanza fiscale e tecnica di tutta la coltivazione; BOLLETTINO TECNICO 85 Lire 1,106,577.50 per il ricevimento, la cura e condiziona- tura dei tabacchi consegnati allo stato sciolto dai coltivatori autorizzati con le concessioni di manifesto; 755> 2 5°-29 P er il campionamento e ricevimento dei tabacchi condizionati in colli, coltivati dalle Fattorie autonome e per esperimenti eseguiti in cooperazione con lo Stato. Nella seguente tabella, la spesa per la vigilanza fiscale e tecnica è ripartita fra le diverse forme di coltivazione, compa- rativamente a quella dell'antecedente campagna, e se ne ha in evidenza il rispettivo ragguaglio per ettaro. FORMA CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella DI campagna 1918 CONCESSIONE Spesa Spesa Spesa Spesa Spesa Spesa complessiva ettaro complessiva ettaro complessiva per ettaro Coltivazione per le manifatture. Lire e. L. e. Lire e. L. e. Lire e. L. e. Concessioni di mani tesi . 1,131,952.38 481.69 1,675,612.08 500.82 -f- 543,659.70 -4- 19.13 Esperimenti in cooperazione con lo Stato 87,563.03 1694.33 407,767.31 829.03 -l- 320.204.28 —865.30 Concessioni speciali . . 794,110.77 367.42 1,413,280.71 354 45 -4- 619,169.94 - 12.97 Esperimenti di- versi di col- 1 tivazione . . 3,121.07 217.95 » » — 3,121,07 » Totali per le manifatture. 2,016,747.25 440.61 3,496,660,10 446.06 +1,479,912.85 -4- 5.45 Coliivazione per la espor- tazione . . 32,984.14 3871.31 18,643.19 2227.38 — 14,340.95 -1643.93 Totali gener. 2,049,731.39 446.98 3,515,303.29 447.94 -4-1,465,571 90 -4- 0.96 Compra tabacchi indigeni. — Per le lavorazioni del Monopolio si acquistarono chilogrammi 6,816,198 di tabacco indigeno, per 86 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO un importo di lire 18,497, 680. I9 con un aumento di chilogram- mi 1,990,529 ed una maggiore spesa di lire 8,440,978.43 sull'e- sercizio precedente. La semplice enunciazione di tali risultati sommari lascia intendere come 1' aumento di spesa non stia soltanto a rappre- sentare l'importo della maggior quantità di tabacco acquistata; in vero a determinare quell' aumento contribuirono in modo prevalente, assieme alla migliorata qualità dei prodotti conse- gnati al Monopolio, i più elevati sopraprezzi concessi ai colti- vatori sui tabacchi dell'ultimo raccolto, che rappresentano quasi il 60 per cento dell'intiero acquisto. Basti dire che, mentre per il raccolto 1917 i sopraprezzi dei tabacchi di Manifesto erano stati fìssati in lire 40 al quintale per i tabacchi scuri e lire 80 per i levantini, pel raccolto 19 18 quei sopraprezzi si elevarono rispettivamente a lire 105 e lire 200. Così pure per i tabacchi in colli del raccolto 1918 si pa- garono, a quintale, i sopraprezzi di lire 140 per i tabacchi scuri e di lire 315 per i levantini, di fronte a lire 55 e lire 125 che si erano pagate rispettivamente sui prodotti del raccolto 1917. 1 tabacchi acquistati si riferiscono alle coltivazioni eseguite nelle seguenti forme di concessione : Concessioni di Manifesto per prodotti allo stato sciolto del raccolto 1918 Kg.3, 894, 602 per L. 7,692,169.60 Concessioni di Manifesto per prodotti allo stato sciolto del rac- colto 19 17, non acquistati nel pre- cedente esercizio » 290,472 •> » 369,272.39 Concessioni di Manifesto per prodotti condizionati in colli del raccolto 1917 » 186,562» » 628,35397 Concessioni i n cooperazione con lo Stato per prodotti condizio- nati in colli » 45?853 » » 94,108.35 Concessioni i n cooperazione con lo Stato per prodotti allo stato sciolto » 82,439» ' 170,669.35 A riportare . . Kg. 4,499,928 » L. 8,954,573.47 BOLLETTINO TECNICO 87 Riporto . . . Kg. 4,499,928 per L.8,954,573. 47 Concessioni speciali per pro- dotti condizionati in colli ...» 2,270,473 » » 9,446,599.^ Concessioni speciali per prò dotti allo stato sciolto » Esperimenti vari di coltiva- zione » Tabacchi coltivati per l'espor- tazione » 33,429» . 64,117.74 10,413 » - 28,980 . 20 i,955 34o8 90 Kg. 6,816,198 L. 18,497,680. 10 Concessioni di Manifesto. — Nei vecchi centri di coltura i Manifesti di concessione stabilivano, per la campagna 19 18, il contingente da coltivare in piante 174,920,000 con un aumento di piante 42,300,000 rispetto alla campagna precedente. CONCESSIONE FATTA SUI MANIFESTI di coltivazione CAMPAGNA i917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella campagna 1917 / per prodotti da fiuto Piante Varietà indigene d'impiego misto . . id. 1,785,000 36,160,000 1,785,000 51,180,000 » ■+- 15,020,000 Totali delle varietà indigene Piante 37,945,000 52,965,000 -+- 15,020,000 ; a cura ordinaria tipo scuro .... Piante 1 a cura giallo uso 0- Varietà di seme rientale • • • id - esotico per prò- \ dotti da fumo a cura giallo uso 1 bright . . . . id. I a cura ordinaria per trinciati comuni id. 1 51,975,000 31,400,000 8,200,000 3,100,000 50,955,000 59,700,000 8,200,000 3,100,000 — 1,020,000 -1- 28,300,000 » Totali delle varietà di seme esotico Piante 94,675,000 121,955,000 -+- 27,280,000 Contingente totale Piante 132,620,000 174,920,000 -+- 42,300,000 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO La coltivazione effettiva fu riconosciuta in prima verifica di piante 63,529,279; però rimasero al campo, giusta i risultati della seconda verifica, piante 59,392,299. Rispetto quindi alla campagna precedente si ebbe una maggiore coltivazione di piante 14,893,668 nella prima fase e di piante 13,790,970 nella se- conda. Delle coltivazioni di Manifesto, nelle due ultime campagne, sono date qui appresso sommariamente le notizie di maggior rilievo. COLTIVAZIONE per concessioni di manifesto CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 Concessioni di manifesto Piante Coltivazione richiesla » Coltivazione concessa dalle commissioni provinciali, id. Estensione della coltivazio- ne effettiva Ettari Piante poste a campo [1. ve- rifica] Numero Piante deperite . . . . Id. Piante rimaste a campo [2. verifica] LI. Foglie addebitate . . . . Id. 132,620,000 92,492,020 73,990,320 2,350 48,635,611 3,034,282 45,601,329 485,075,385 174,920,000 184,633,490 149,656,660 3,346 63,529,279 4,136,980 59,392,299 707,110,262 DIFFERENZE nella campagna 1918 42,300,000 92,141,470 75,666,240 996 14,893,668 1,102,698 13,790,970 222,034,877 L'andamento della stagione, che da principio si era mo- strato piuttosto sfavorevole per la forte siccità, andò poi miglio- rando, sicché se ne è ottenuto un raccolto in massima discreto. I prodotti di queste coltivazioni, consegnati al Monopolio, in stato sciolto, furono pagati in media lire 195.55 a quintale deduzione fatta dei recuperi per tassa di vigilanza e multe con- venzionali, contro lire 120 6J del precedente raccolto. L'aumento di lire 74.93 al quintale è da attribuirsi, come già si e avvertito più sopra , alle migliorate qualità dei prodotti e sopratutto al- BOLLETTINO TECNICO 89 l'essersi notevolmente accresciuta la misura dei sopraprezzi cor- risposti ai coltivatori. Ecco il conto di costo dei tabacchi suddetti: Quantità di tabac- co ne ito da tare pagata ai colti- vatori .... CAMPAGNA 1917 chilog. 2,439,878 Somme liquidate in base ai prezzi di manifesto . . Premi e compensi Somma effettiva per quint. CAMPAGNA 1918 chilog. 3,894,602 DIFFERENZE nella campagna 1918 chilog. 1,454,724 Lire e. 2,039,006.11 L. e. 83.57 Sopraprezzo Totale . Ritenute: 4,198 81 0.17 944,357.60 38.71 Somma effettiva per quint. per tassa di vigi- lanza . . per penali là con- venzionali . . . Totale ritenute. Somma netta paga- ta ai coltivatori 2,987,562,52 122.45 Lire e 3,465,602.83 6,730.18 4.219,836.59 7,692,169.60 197.50 L. e. 88.98 0.17 108.35 Somma effettiva 30,240.12 124 13,891.79 0.58 44,131.91 1.82 Lire e. +- 1,426,596.72 «- 2,53137 t- 3,275,478.99 per quint. L. e. +- 5,41 -69.64 4,704,607.08 45,915,60 1.18 30,233,71 2,943,430.61 120 63 76,149.31 7,616,020.29 1.95 H-75.05 15,675.48 16,341.92 195.55 32,017,40 0.06 0.19 4,672,589.68 0.13 -f-74.92 Ad integrazione del prezzo risultante dal conto sopra espo- sto occorre siano aggiunte, per avere il vero costo effettivo dei tabacchi, le spese sostenute per la direzione e sorveglianza delle 90 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO coltivazioni, nonché quelle di trattamento e governo dei tabac- chi stessi presso le agenzie: Con l'aumento di tali spese — e pur non considerando le perdite di peso che i prodotti subiscono per circa il 6 per cento nei trattamenti cui sono assoggettati e nella giacenza che suc- cede l'allestimento in colli — il costo medio viene a corrispon- dere a lire 290^0 a quintale, cioè a lire 89.5! in più del rac- colto antecedente, come risulta dalla seguente tabella : CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella campagna 1918 Somma effettiva per quint. Somma effettiva per quint. Somma effettiva per quint. Pagate ai coltiva- tori, al netto di ritenute per tassa di vigilanza e per penalità conven- zionali. . . . Lire e. 2,943,430.61 L. e. 120.63 Lire e. 7,616,020.29 L. e. 195,55 Lire e. ■+- 4.672.589,68 Lire e. -+■ 74.92 Spese accessorie per la vigilanza Spese accessorie pel ricevimento, la cura ed alle- stimento dei ta- bacchi e per la loro spedizione 1,458,366,51 882,872,20 43,77 36,19 1,675,612,08 2,006,900.95 43.02 51.53 + 217.245.57 4- 1.124.028,75 — 0.75 -f- 15.34 Assieme delle spe- se accessorie 2,341,238.71 79,96 3,682,513,03 94.55 290.10 -t- 1.341.274,32 + 14.59 Tota'i 5,284,669.32 200,59 11,298,533,32 -+- 6.013.864 — +- 89.51 Coltivazioni in cooperazione con lo Stato — Questa forma di coltivazione costituisce il periodo sperimentale di preparazione a quella di concessione speciale, che ha carattere prettamente industriale. BOLLETTINO TECNICO 91 Nella campagna 191 8 si ebbero 425 esperimenti con una superficie complessiva di ettari 491 86 e cioè 368 esperimenti in più che nella campagna 1917 ed un aumento di superficie di ettari 440. 18 . I principali dati relativi a questa forma di coltivazione sono posti in evidenza nel seguente prospetto: CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella campagna 1918 Esperimentatori . . . Numero 57 425 +- 368 Superficie coltivata . . Ettari 52 492 H- 440 Piante poste a campo . Numero 1,224,519 t6,098,9U] -l- 14,874,382 Foglie addebitate » 24,864,935 248,584,478 + 233,719,543 1 prodotti di tali coltivazioni sono rimasti in parte presso i coltivatori che dovranno consegnarli al Monopolio nel venturo esercizio, già condizionati in colli. Però, a differenza del pas- sato, altra parte del raccolto dell' ultima campagna è stata ac- quistata allo stato sciolto in questo esercizio, giacché 1' Ammi- nistrazione, al fine di attenuare le difficoltà create alla coltiva- zione del tabacco durante il periodo di guerra, consentì, per la campagna 191 8, la esecuzione di esperimenti limitati al solo periodo colturale, esonerando così gli esperimentatori dai lavori di manipolazione e condizionamento in colli dei prodotti rac- colti; lavori che esigono la disponibilità di speciali e dispendiosi impianti, oltre che di maestranze per la cui preparazione tecnica si richiede tempo non breve. Oltre questi tabacchi del raccolto 191 8, furono acquistati i prodotti del raccolto 1917, condizionati in colli. I prodotti allo stato sciolto del raccolto 1918 furono pa- gati in media lire 1 86 23 a quintale per la varietà Kentucky e lire 33 8 -96 per le varietà levantine; quelli condizionati in colli appartenenti al raccolto 19 17, furono pagati in media lire 174.5 al quintale per i Kentucky e lire 375^ per i levantini, con una media generale di lire 193. 40 in confronto a lire 19696 dei pro- dotti in colli acquistati nell'esercizio precedente. 92 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Le lievi differenze di prezzo, tra i tabacchi sciolti del 191 8 e quelli in colli del 1917, sono dovute al fatto che i sopraprezzi dei primi sono molto superiori a quelli dei tabacchi in colli del 19 17, tanto da far quasi scomparire la differenza di tariffe che effettivamente sussiste. Concessioni speciali. — (Fattorie autonome). La coltivazione per concessione speciale è autorizzata laddove, in seguito a ri- petute prove fatte, si sia acquistata una relativa certezza di ottenerne buoni tabacchi da fumo; e, come per gli esperimenti in cooperazione con lo Stato, i prodotti di tali coltivazioni de- vono essere consegnati al Monopolio dopo che a cura e spese dei concessionari siano stati condizionati in colli, ciò che gene- ralmente avviene nell'anno successivo al raccolto. Nella campagna 19 18 si ebbero 214 coltivazioni per con- cessione speciale e cioè 93 in più che nella campagna 1917. La superficie coltivata nelle dette fattorie fu di ettari 3987.25 con piante 13,730.940 di tabacchi scuri (Kentucky) e 409,463,908 di tabacchi gialli (levantini) in tutto con piante 423,194,848, derivandone, rispetto alla campagna precedente, un aumento di coltivazione di ettari 1825.97 e piante 189,711,912, come si de- sume dal seguente confronto : CAMPAGNA 1917 CAMPAGNA 1918 DIFFERENZE nella campagna 1918 Concessioni speciali .... Num. 121 214 -+■ 93 Superficie coltivata .... Ettari 2.161 3.987 -+- 1.826 Tabacchi scuri Num. 6 487.883 13.730.940 + 7.243.057 Piante poste a campo Tabacchi gialli ( Levantini e di tipo bright) id. 226.995.053 409.463.908 -t- 182.468.855 Tabacchi scuri id. 58.863 305 113.715272 ■+- 54.851.967 Foglie addebbitate Tabacchi gialli C Levantini e di tipo brieht id. 2.345.495.286 4.381 623.293 -+- 2.036.128.007 BOLLETTINO TECNICO 93 In questo esercizio, le Fattorie autonome hanno consegnato al Monopolio, in completo stato commerciabile il tabacco del raccolto 19/7 ed alcuni resti delle campagne 191 5 e 19 16 nonché molte partite del 1918. I tabacchi scuri in colli furono pagati, in media, lire 173.36 al quintale e quelli levantini imballati lire 547.77 mentre nell'eser- cizio 19 17-9 18 i concessionari avevano ricavato, per i tabacchi del genere rispettivamente lire 176.07 e lire 425.45 a quintale. Non vi ha, come si vede, divario apprezzabile nei prezzi dei tabacchi scuri; è però alquanto sensibile invece l'aumento nei levantini poiché oltre alla migliorata qualità del prodotto, l'ac- quisto fattone appartiene alla campagna 191 8 ed ha quindi be- neficiato del sopraprezzo di lire 315 in luogo di quello di lire 125 assegnato ai prodotti della campagna 191 7. Campi dimostrativi. — Nella campagna 191 8 si ebbe in at- tività un solo campo dimostrativo in quel di Cesena (provincia di Forlì), il quale fu coltivato a Kentucky. La superficie coperta a tabacco misurò are 92; se ne otr tenne un prodotto di Cg. 735 valutato lire 2025 corrispondente a lire 275. B1 per quintale. Coltivazioni per l'esportazione. — Queste coltivazioni vennero effettuate solamente in Toscana, né risultarono di importanza maggiore di quelle dell'anno innanzi. Infatti nella campagna 1918, come si rileva dai risultati sommari qui appresso inseriti, fu* rono destinati a tali coltivazioni ettari 8. 37 con piante 98,111 in confronto ad ettari 8. 52 con piante 88,251 coltivate nella cam- pagna 191 7. Varietà Piante concesse Numero COLTIVAZIONE EFFETTIVA (Campagna 1918) 19 O 'Se ai « Esten- sione Piante di 1" verifica Numero Piante di 2" verifica Numero Foglie addebitate Numero Foglie consegnata Numero Quantità di prodotto immessa nei magazzini et- are tari generali Chilgr. Toscan a. Ktiitucky 140.000 8 37 98.111 91.141 748.647 748.647 10.182 94 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Istituto sperimentale di Scafati. — Si sono continuati e in- tensificati gli studi ed i lavori riguardanti la scelta delle piante da seme e quelli relativi agli incroci, alla creazione di nuove varietà di pregio commerciale ed al miglioramento delle razze già costituite. In materia di cure dei tabacchi, particolare attenzione è stata data al perfezionamento del sistema fondato sulla pressa- tura a verde che ha già dato risultati tali da far ritenere che in un prossimo avvenire questo sistema possa, con notevoli vantaggi sia dal lato tecnico che dal lato economico, avere la sua larga applicazione nel campo della tabacchicoltura nazio- nale. Nel contempo, largo sviluppo è stato dato agli esperimenti comparativi di fermentazione coi prodotti indigeni per normali manufatti, ottenendo anche qui risultati di non lieve impor- tanza. L'Istituto, infine, ha iniziato in questo esercizio il primo corso di borse di studio concesse, per concorso, ai figli di col- tivatori e di operai che attendono alla coltivazione del tabacco, di cui al Decreto Luogotenenziale n. 1660 del i° ottobre 19 17. Le spese di funzionamento dell'Istituto hanno anch'esse su- bito un rilevante aumento, per ripercussione delle cause che ebbero ad influire sulla economia di tutte le altre branche di servizio dell'Azienda. Eccone il confronto con quelle dell'eserci- zio anteriore. BOLLETTINO TECNICO 95 ESERCIZIO 1917-1918 ESERCIZIO 1918-1919 DIFFERENZE nell' esercizio 1918-1919 Assegni fìssi al personale di ruolo . . Indennità di trasferimento , di giro e di missione, compensi e sussidi . . . Retribuzioni ai verificatori subalterni ed assegni ai volontari verificatori . . Consumo di articoli e di materiali di- Adattamento, manutenzione e migliora- Affitto di locali demaniali ( partita di giro ) Lire e. 53,779.68 5,237,39 » 119,268.85 41,000.49 12,800.- 14,397.60 Lire e. 86,758.78 20,094.75 » 219,338.71 50,097.78 3,753.45 14,397.60 Lire e. ■+- 32,979,10 -+- 14,857.36 » -+- 100,069 86 -h 9,097 29 — 9.046.55 Totali. . . . 246,484.01 394,441.07 -+■ 147.957.06 NOTIZIE SCIENTIFICHE E PRATICHE (RIVISTA DELLA STAMPA) Anomalie delle piantole e anomalie di germinazione in NicoHanae. — H. Savelll (Estratto dal "Bollettino della Società Botanica Italiana „). I. Le anomalie connesse con lo sviluppo embrionale attrassero già da tempo I attenzione dei botanici perchè le più comuni fra esse, riguardando il numero dei cotiledoni, venivano ad alterare un carattere posto a base delle prime clas- sificazioni naturali ed effettivamente ancor oggi ritenuto importante; ma il rinnovato interesse per lo studio delle anomalie non più tanto per il loro va- lore morfologico quanto per la loro genesi ed ereditarietà, torna ad esercitarsi sui fenomeni teratologici in parola perchè, iniziandosi questi in fasi assai pri- mordiali del nuovo individuo, quando le sue condizioni di vita dipendono ancora da quelle della pianta madre, e la massima parte dei suoi caratteri sono ancora latenti e modificabili, si potè da qualcuno supporvi una congiun- zione probabile fra le alterazioni d'un capostipite e le eventuali alterazioni della discendenza, sembrò di potervi scorgere la manifestazione esteriore di un disturbo embriogenetico capace di azione profonda e di effetti lontani. Co- munque sia, gli studi del De-Vries e di altri, mostrando le connessioni che talvolta legano le anomalie delle plantule con anomalie posteriori e additando in esse un esempio di eversporting tipico e di facile studio, le hanno poste fra le più interessanti della teratologia vegetale. II. Avendo dunque notato che in tutte le forme di Nicotiana che ho avuto occasione di osservare si presentano diverse di queste anomalie, decisi di far- ne oggetto di ricerca apposita tanto più che, per quanto mi consta, tutte le cognizioni in proposito, pel genere Nicotiana, si riducono alla osservazione del Penz.g di piantine di N. Tabacum « nelle quali i cotiledoni erano con- cresciuti in una lamina t (i) — Le mie osservazioni, iniziate nel Luglio 1916, furono proseguite fino ad oggi col proposito di conoscere le anomalie presen- tate dalle germinazioni di Nicotiana, la loro frequenza e l'eventuale grado di ereditarietà. Il metodo seguito fu quello di far germinare un grandissimo nu- mero di semi su sabbia sterile, in scatole di Petri, disponendone non più di (1) — Penzig. — Pflanzenteratologie — 1891, V. 11, p. 17,9. 98 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO un migliaio per ciascuna scatola; isolare ed allevare fino a fruttificazione un certo numero di plantulc anomale e normali di confronto (scelte con criteri appropriati allo scopo delle singole ricerche) e studiare campioni sufficiente- mente ampi del seme ottenutone, previa rigorosa autofecondazione, procedendo in ogni caso all'esame ed al computo di tutte le piantine nate, per ottenere la percentuale delle anomalie, non tenendo conto di quei saggi di germina- zione nei quali, per qualsiasi causa, si verificò qualche fallanza appena note- vole, niente garantendo che le mancanze di germinazione si distribuiscano ugualmente fra i semi normali ed anormali e non alterino le percentuali. Questa ricerca, estesa ad oltre 450.000 plantule, portò all'osservazione di ben 2,800 casi di importanti anomalie morfologiche cui sono da aggiungersi, oltre a qualche anomalia fisiologica, una quantità di variazioni che, notate una volta tanto per la loro connessione con i casi teratologici, non furono rite- nute meritevoli di esatta registrazione numerica. III. Procedo ad un cenno sulla natura delle anomalie riscontrate: a) Tricotilia — In tutte le forme osservate di Nicotiana è l'anomalia di gran lunga più comune; se ne trovarono 2,650 casi, comprendendovi tanto i casi di tricotilia perfetta ove i 3 cotiledoni, uguali fra loro e completamente liberi, segnano coi loro apici i vertici di un triangolo equilatero; quanto i casi, più frequenti, di tricotilia imperfetta ove i cotiledoni non appaiono comple- tamente uguali e indipendenti ed i loro apici segnano i vertici di un triangolo isoscele. La tricotilia generalmente proviene dalla divisione longitudinale di uno dei cotiledoni di una plantula normale; la tricotilia imperfetta si ha quando questa divisione è incompleta ed il cotiledone viene ad essere più o meno profondamente bifido; spesso, pur essendo la divisione apparentemente com- pleta nei primi stadi della ; lantula di Nicotiana, appare poi in 2 cotiledoni una concrescenza interessante quella parte subpicciolare che in essi si mani- festa quando il loro sviluppo si avanza. Alcune particolarità di certe plantule anomale riscontrate in altri generi si spiegano meglio ammettendone la deriva- zione da una forma anomala originaria a 3 cotiledoni di cui 2 tornino a saldarsi fra loro: quando ciò avvenga in modo completo si giunge ad una falsa di- cotilia, ad un mendace aspetto normale; quando la saldatura è incompleta si ha un altro genere di tricotilia imperfetta diverso dal primo. (1) Riconoscere sulle plantule di Nicotiana la differenza, del resto assai sottile, di queste 2 origini, sa- rebbe arduo anche col sussidio della ricerca anatomica; la semplice osservazione morfologica delle tricolitiche imperfette mi suggerisce come più probabile il pri- mo modo d'origine: difatti i 2 cotiledoni parzialmente congiunti sono spesso più piccoli del cotiledone libero e sembrano bene risultare dal dimezzamento d'un cotiledone normale. Ma spesso tutti e 3 i cotiledoni delle tricotiliche perfette, appena svolti dal seme, sono più stretti e più appuntiti del normale, ciò forse per mutua compressione subita entro il seme in seguito al loro aumento di (1) Vedi Gain — Sur la tricotylie et T anatomie des plantules de Phaseohis tricotylès. fRev. gèn. de Bot. Paris 15 Octobre 1900 T. Xll N. 142) p. 380-381 e Guillaumin — Remar ques anatomiques sur la sincotylie et la monocotylie de quelques plantules de dicotyledones jRev. gèn. de Bot. Paris 15 Juin 1912 T. XXIV N. 282 p. 225J — BOLLETTINO TECNICO 99 numero. Va segnalata una variazione, non rara, nelle plantule tricotiliche di Nicotiana, per la quale uno dei 3 cotiledoni, e generalmente quello indiviso, corrispondente ad uno dei 2 normali, si riduce in tutti i gradi fino a divenir piccolissimo; può anche abortire ed allora si ha un tipo di plantula dicotilica, ma non normale, perchè i suoi 2 cotiledoni derivano dalla scissione di un solo abbozzo cotiledonare primitivo: il riconoscimento di questi casi, all'esame este- riore, è oltremodo difficile. Molto spesso la tricotilia trae seco una influenza perturbatrice del numero e della disposizione delle foglie, che può spingersi più o meno in alto lungo la pianta. Gain, (1) anzi, nel fagiolo, considera che la tricotilia non sia per- fetta quando, oltre al verticillo cotiledonare, anche quello delle prime foglie, non sia trimero e alterno col primo. Una designazione così netta è possibile soltanto in quelle piante che normalmente hanno le prime foglie disposte in un verticillo dimero, in alcune piante ciò non avviene affatto, in altre le 2 prime foglie appaiono separate da un internodio estremamente raccorciato che in seguito si allunga: tale è il caso di Nicotiana ove le 2 prime foglie non hanno uno sviluppo simultaneo né conservano per lungo tempo quella dispo- sizione opposta che dapprima sembrano avere. Tuttavia, se non così netta- mente come nei casi del fagiolo osservati da Cevidalli (2) e da Gain, pure anche in Nicotiana appare evidente che l'alterazione determinante l'aumento dei cotiledoni spesso prosegue a far sentire la sua influenza per un tratto più o meno ampio dell'asse e ciò avviene con maggior frequenza e in modo più marcato nei casi ove la tricotilia delle plantule è perfetta. Ivi si manifesta una alterazione più o meno notevole della fillotassi data da una diminuzione della divergenza fogliare; questo raffìttimento delle foglie è però sempre limitato al tratto inferiore dell'asse dove anche gì' internodi si mostrano ravvicinati, neppure nei casi più caratteristici se ne ha traccia lungo la metà superiore della pianta. P. es. nella N. rustica avviene talvolta che le piante provenienti da embrioni mostranti tricotilia perfetta presentino verso il basso una diver- genza fogliare di 1J4 anziché di 3(8 come normalmente. In queste 2 tassie fo- gliari i numeri di foglie disposte lungo un egual numero di giri della spirale generatrice stanno fra loro come 3 a 2, rapporto che ricorda appunto quello del numero dei cotiledoni. Sia detto di passaggio che se questo carattere si fosse potuto fissare ed esaltare, il risultato avrebbe avuto un certo interesse pratico, ma, come dirò, non si è potuto riuscire a questo intento. Ciò esposto, mi permetto di domandare se le numerose variazioni di fillotassi notate da Anastasia nella sua « Araldica Nicotianae » (3), e cui egli attribuisce valore fi- logenetico, non sieno, almeno in parte, variazioni susseguenti ad anomalie em- brionali nel qual caso sparirebbe ogni valore filogenetico inquantochè queste alterazioni si presentano nello stesso modo in svariatissime specie (4). [t] Gain — loc. cit. p. 380. — [2] Cevidalli - Policotilia ereditaria ed anomalie varie nel Phaseohis valgaris L. [con 2 tavole) [atti soc. dei Nat. e Mat. di Modena ser. IV, voi. II, anno XXXIII Modena 1900,; ree. in G. B. I. Vili. 1901, p. 107. CSJ Anastasia. Araldica Nicotianae - B. tee. colt. tabacchi iqi4 Scafati p. 66-68 e p. 187 e 194. (&J In un saggio su Thuya orientalis ebbi un 6 °| (J di tricotili. Nel normale, al verticillo cotiledonare dimero succede, in disposizione decussata, un primo verticillo di foglie aghiformi pure dimero, seguono verticilli tetrameri talora un po' alterati da spostamenti fogliari. Nei 100 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO b) Tetracotilia — Proveniente dallo sdoppiamento di ambedue i cotile- doni, molto rara e da me constatata solo in 8 casi ove appare imperfetta e le alterazioni di fillotassi che ne seguono non sono molto notevoli (i). e) Monocotilia — Proviene dall'aborto di un cotiledone; 15 casi. Fra le piante dicotiliche è comunissimo trovarne qualcuna con un cotiledone un pò ridotto e non è raro che la riduzione si spinga anche a 1 [4. . . 1 [6 del nor- male; questa tendenza all'atrofia, spinta all'estremo, è quella che conduce ai rari casi di vera monocotilia. d) Sincotilia — La saldatura di un margine fra i cotiledoni normali non è rara e può essere più o meno completa. Generalmente la plantula mo- stra una lamina bifida, le 2 parti che la costituiscono formano in sezione un angolo ottuso e le loro dimensioni corrispondono press'a poco a quelle dei co- tiledoni normali. Nelle plantule dicotiliche, in Nicotiana, è relativamente fre- quente una variazione di pochissimo conto; ma che può in certo modo consi- derarsi come un indice della tendenza alla sincotilia, e consiste in uno sposta- mento dei 2 cotiledoni per cui le sezioni delle loro lamine anziché essere rap- presentate da due linee parallele, lo sono da due linee convergenti ad angolo ottuso in modo che i lembi dei cotiledoni si toccano da un lato senza però giungere a saldarsi. Quando la sincotilia è così profonda da dar luogo ad una sola lamina spianata e con un solo apice, l'aspetto esteriore è simile a quello della monocotilia salvo una probabile maggior dimensione della lamina risul- tante dalla fusione di 2 cotiledoni: anche con la ricerca anatomica riuscirebbe nel più dei casi difficile distinguere le due diverse anomalie; tuttavia un cri- terio può esser suggerito dalla disposizione delle prime foglie le quali, al loro primo apparire, conservano press'a poco la posizione che dovrebbero assumere nelle plantule normali per cui nelle monocotiliche la loro disposizione rimane quasi alterna rispetto all'unico cotiledone rimasto, mentre nelle sincotiliche, avendo subito il piano di inserzione dei cotiledoni una rotazione di 45 - 90 , la lamina cotiledonare che ne risulta viene generalmente ad assumere una di- sposizione opposta alla prima foglia che successivamente si svolge. Questo ge- nere d'anomalia derivante dalla saldatura dei 2 cotiledoni normali è quello che Hegelmaier (2) chiama pseudomonocotilia e che meglio direbbesi vera sincoti- lia; ma ho già ricordato come nelle plantule tricotiliche possa trovarsi ridu- zione di un cotiledone, quando la riduzione divenga soppressione e la tricotilia tricotili, anche il 1. verticillo di foglie è trimero, alterno con quello cotiledonare, seguono 3 verticilli generalmente pentameri, talora uno è esamero ; ma i successivi tornano tetra- meri: anche qui una perturbazione notevole, ma che s'estingue presto lungo il decorso del- l'asse. Cosi pure nel Garofano, ove queste anomalie son frequentissime. (\) E nota l'esistenza di plantule a 4 cotiledoni derivanti, anziché da schizocotilia, dalla saldatura di 2 embrioni, quando in plantule così fatte si ha l'aborto di un cotiledone si ar- riva a un tipo speciale di tricotilia; la policotilia può dunque esser legata alla poliembrionia, anche in Nicotiana ho trovato indizio di simile derivazione da me osservata anche in Dian- thus cariophyllus ed in Anagallis arvensis v. Phoenicea ove pure le anomalie embrionali sono frequentissime. (ì) Hegelmaier- Vergleichende Untesuchungen ùber Entwickelung dicotyledoner Keime mit Berùcksichtigung der pseudo-Monocotyledonen fStruttgart. E. Schweizerbart' sche Ver- lagshandlung E. Koch 1878 III. 211 S.y ree. in I. B, 1878 -1- p. 82. BOLLETTINO TECNICO lUl sia soltanto parziale, il cotiledone soppresso essendo quello indiviso, si ha sulla plantula una lamina cotiledonare bifida la quale non deriva già dalla fusione parziale dei 2 cotiledoni normali; ma anzi dalla incompleta scissione di un sol cotiledone: si ha insomma una monocotilia accompagnata da incipiente scis- sione del cotiledone, e ciò potrebbe designarsi col nome di pseudosincotilia. Non ho potuto decidere caso per caso a qual genere di sincotilia si dovessero riferire le 92 plantule trovate, ma nella loro grande maggioranza esse mi ap- parvero veramente sincotiliche. In alcune plantule sincotiliche di Nicotiana io ho potuto osservare il medesimo fatto che Guillaumin ha riscontrato in una delle 4 plantule sincotiliche di Brassica da lui esaminate (1), cioè il notevole ritardo nell'emissione delle prime foglie a confronto delle plantule normali coetanee. Delle monocotiliche e sincotiliche trovate solo pochissime mi riuscì di mantenere in vita, ed in queste non osservai alterazioni di fillotassi notevoli. e) Anficotilia. — La saldatura dei 2 cotiledoni margine a margine da ambedue i lati conduce, in Nicotiana, ad una formazione ovata-appuntita che, per la forma, può ricordare lo sporogonio di un musco e dentro la cui cavità dovrebbe svilupparsi la gemmula. Ma non mi è riuscito di portare avanti nessuna delle 6 anficotiliche trovate: una di esse ha i margini completamente saldati le altre presentano soltanto all'apice una piccolissima disgiunzione (2). f) Tri-sincotilia.— Molto rara: 7 casi. E' una combinazione singolare della tendenza alla saldatura e della tendenza alla divisione; la plantula porta una sola lamina spianata con 3 apici e si può supporre che prenda origine da una tricotilica imperfetta in cui un lembo del cotiledone incompletamente diviso si saldi, pure incompletamente, col cotiledone adiacente indiviso (3). g) Acotilia.— L'assenza completa di ambedue i cotiledoni dà luogo a stranissime plantule composte soltanto di un corpo cilindrico terminante ai 2 estremi con 2 apici conici dei quali l'uno, radicale, è munito di pochi peli assorbenti, l'altro, appena verde è completamente liscio oppure, a mediocre ingrandimento, mostra 1' epidermide fornita di rade papille appena rilevate; nell'interno non è possibile scorgere nessun accenno di tracce cotiledonari. Non mi è riuscito di portare avanti nessuna delle 3 plantule, trovate tutte in N. rustica v. texana, il cono vegetativo avendo perduto la facoltà di produrre foglie. Dopo aver visto questa serie di anomalie riguardanti l'embrione per se stesso, notiamo altre anomalie riguardanti il modo come l'embrione è conte- nuto nel seme: h) Poliembrionia.— Rara: 6 casi. (1 seme, di dimensioni ordinarie, con- tiene 2 piccoli embrioni normali da cui provengono piante normali ma di non (1) Guillaumin — loc. cit. pag. 228 e rìg. 3. [2] Tutte le anficotiliche trovate, come alcune sincotiliche. non hanno la plumula , che deve continuare la vegetazione al disopra dei cotiledoni, perchè questi , concresciuti da un margine o d;i ambedue, oppure saldati faccia a faccia, assumono posizione terminale presen- tando il fatto teratologico visto la prima volta dal Morren in Gesnera Geroltiana. Vedi in proposito il mio lavoro: Variazione brusca in Nicotiana Sylvestris Speg. Annali di Botanica voi. XV (Nota aggiunta nella revisione delle bo^ej. (3) Figurata da De Vries per Amarantus Speciosus in Mutationstheorie II. 1903 p. 226. 1Q2 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO grande sviluppo. Per accorgersi di questa anomalia occorre seguire attenta- mente la germinazione del seme che emette due apici radicali e lascia scorgere poi 2 plantule in cui i 4 cotiledoni rimangono impegnati per qualche tempo entro lo spermoderma (1). i) Rovesciamento dell'embrione. — Rarissima anomalia segnalata soltanto, per quel che mi consta, da Jaccard in Ephedra (2). Precisamente come in quel caso, ho trovato che i semi emettono i cotiledoni dalla estremità micro- pilare, mentre la radichetta resta immersa nell'endosperma ed avvolta dallo spermoderma come da una cuffia. Di questa curiosa anomalia ho trovato 13 casi di cui oen 7 in pochi semi prodotti dall'ibridazione N. rustica v. texa- na + N. chinensis + ; non sono, per ora, in grado di stabilire se si tratti di semplice coincidenza o se vi sia relazione tra l'origine ibrida dell'embrione e quella ignota alterazione embriogenetica che porta al suo rovesciamento; mi riservo di continuare le ricerche. Altre variazioni di minor conto, oltre quelle già accennate per la loro connessione con i casi teratologici propriamente detti, sono la pìcciolatura e subpicciolatura dei cotiledoni che, in via anormale, si manifesta sin dal primo loro svolgersi dal seme, altre modificazioni di forma dei cotiledoni per cui divengono asimmetrici, a cuore, oppure appajono stretti e lanceolati anche in quelle specie ove la loro forma è normalmente ovale, ecc. Va segnalata una deformazione, specialmente frequente in N. rustica v. texana, per cui l' ipocotile si presenta ipertrofico, verrucoso, della grossezza talora anche di mm. 1 e ([2 in plantule nate da poco: non mi è mai riuscito di tirarne avanti nessuna. Infine è notevole il fatto che sono frequenti nella semenza di molte forme di Nicotiana dei semi assai più piccoli del normale'che danno plantule 4-6 volte minori dulie ordinarie: esse mostrano una diminuita capacità di accrescimento e le piante che ne provengono accennano ed un certo grado di nanismo: ciò è comprensibile sapendo quanta influenza abbiano su tutto il decorso della vita della pianta le primitive condizioni di nutrizione alterate qui dalla scar- sità delle sostanze di riserva a disposizione dell'embrione e delPimpiccolimento dell'embrione stesso. Oltre a ciò, spesso, in tutte le forme osservate, qualche plantula si pre- senta albina per intero oppure limitatamente ad un cotiledone o a mezzo co- tiledone. Una notevole anomalia, più che altro fisiologica, trovata solo in N. rustica, consiste nella germinazione dei semi entro la cassida che li produce, appena dopo che questa ha completata la sua maturazione. Questo fatto fu riscontrato in 2 cassule di N. r. v. brasìlia « Erbasanta » che presentavano alcuni semi in via di germinazione ed anche qualche plantula coi cotiledoni perfettamente verdi completamente liberati dallo spermoderna. In una pianta (1) Questa anomalia derivante dallo sviluppo di più embrioni in un solo ovulo non va confusa con quell'anomalia che spesso : teratologi chiamano molto impropriamente poliem- brionia e che sarebbe meglio chiamare falsa poliembrionia o polispermia consistente nello sviluppo di più ovuli e quindi di più embrioni in frutti in cui normalmente un sol ovulo e suscettibile di sviluppo (quercia, tee). (2) P. Jaccard— Note sur trois cas de teratologie vegetale (Lausanne, Bui. soc. Sci. nat. (4) t. 32, 1896, p. 30-32 pi. I) ree. in Rev. gèn. de Botanique Paris T. XVIII, 15 Mars 1906, N. 207, p. 132. BOLLETTINO TECNICO 103 di N. r. v. texana il fenomeno fu più spinto: quasi tutte le cassule della pan- nocchia apicale presentavano qualche seme in via di germinazione ed alcune di esse mostravano moltissime plantule. già completamente svolte. Il seme che non era in via di germinazione, raccolto e posto in camera umida, cominciò ad emettere gli apici radicali dopo 3 ore mentre al seme normale di confronto occorse 1 giorno e i[2 di dimora nelle medesime condizioni di temperatura e d'umidità: si vede dunque quanto fosse spinta nei semi prodotti da questa pianta la tendenza alla germinazione. Giova osservare che il seme normale di 104 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO t^ cn foco cn io - «" d o O ai H y o o o H < 05 W H c/5 < 05 O Uh suoijq -uie,iiep ojuetn -■BIOS -eAOH co t^ IN «mojjq -raeijoj in -oov CO -utstjx t> «ITI* -oouav co — co •ni* -oouis in — i co OìOO m — co c> BIJI^OO -onou e •- co — viji^oa -•Bj^eX -00{J£, CO in C Tj- - ■O ~ CO e co or, coCNtNro — CO C> in in oAissejit -UIOO '^J CO m CO co - N O CO co CO co ■tf- m co r^ — co Ci H">00 - tNtn O tJ- O tJ- -t- in in — VO — l^'O 'CON co co Ci C O O - co -i "O co •n co Ci co C >n Ci'O tt O 'O C^ CO -sfr - O OO - m O co O - - CO Tf m ^f'O ci O co — co co co H r> O li C/5 IH g o U C3 c • *-■ CC Cd CU C3 u oc o C/5 Z Z « +o C/3 « al -e • I x o+ _n. ^ c/3 CO Ci li > s +o+o c/3 n • — C/3 • C/3 C H C (U u w e w e .= C/5 o+-x: Q c/3 -< ti "z* 1/3 *-t U tri e/3 5P + + Z «-2 X e ^ a S>< « c/3 CU li OS 33 0+*- -° c/3 > > 5 ,J ,J e *-> C .— . c/3 c/3 J33 s s- M< H o a 0) cn cu ri ed gg Mi ci 3 <* .2 « ZZZ ZZZ B0LLLETT1N0 TECNICO T05 N. rustica anche se viene raccolto da cassule non completamente mature, po- sto in ambiente umido, germina senza bisogno di attraversare un periodo di riposo: questo fatto costituisce certo una condizione predisponente all'anoma- lia indicata, la quale sarebbe più notevole se si presentasse in un seme che normalmente avesse bisogno di passare un lungo periodo di riposo prima di germinare (i). IV. Considerate così, dal punto di vista descrittivo, queste anomalie, passo a qualche indicazione sulla loro frequenza nelle forme di Nicoziana esa- minate, ed espongo i risultati di alcuni saggi fatti sul grado d'ereditarietà di qualcuna di esse. In tutte le forme considerate il primo saggio fu fatto sur un campione di qualche migliaio di semi non provenienti da una sola pianta madre, la ricerca fu poi proseguita più o meno ampiamente soltanto nei casi ove parve promettente, perciò il numero di plantule esaminate varia notevolmente da forma a forma. Ne dò un quadro riassuntivo a pag. 104. Consideriamo ora più da vicino le forme su cui la mia ricerca fu prose- guita oltre il saggio preliminare: esse furono la N. chinensis, la N. rustica « Erbasanta » e la N. rustica v. texana; queste forme richiamarono la mia attenzione fin dal principio per la relativa abbondanza e per la varietà delle anomalie ch'esse presentarono, mentre la N. glauca, che pur ne mostrò una percentuale notevole, dovette rimaner trascurata per la sua poliennalità e per il suo grande sviluppo, che avrebbero introdotto nelle ricerche una complica- zione eccessiva : a) Per N. chinensis il punto di partenaa delle ricerche fu costituito da un campione di seme che dette N. 12,139 plantule di cui 91 anomale corri- spondenti ad una percentuale del 7,5 %o- Le plantule ottenute da questo cam- pione di seme, discendendo da capostipiti ignoti, nulla può presumersi intorno alla loro potenza ereditaria rispetto alle anomalie che si considerano, fra esse dunque vennero scelte ed allevate 9 plantule tricotiliche, una sincotilita e 10 normali; tutte vennero lautamente concimate e poste in eguali condizioni, per giungere alla conoscenza ed alla comparazione della loro percentuale eredita- ria. Giunte a fioritura, sulla loro infiorescenza terminale si lasciarono svilup- pare soltanto il fiore apicale e 6 laterali; il frutto prodotto dal fiore apicale li) La germinazione nel flutto non è rara del resto: ma nel caso nostro, trattandosi d'un frutto secco, non esistono le condizioni d' umidità che potrebbero renderla facile e mante- nere le plantule in vita per un certo tempo. Nelle germinazioni endocarpiche di popone di Mac Keller (Melon wiih seeds germinating Gard Chron. London 1898, p. 128, ree. in Revue gèn. de Bot. Paris T. XVIll, N. 207, p. 134) le piantine affondavano la radice nella polpa del frutto; nel limone, ove il fenomeno si manifesta così spesso, e vi è stato segnalato an- che dal Costerus (Kieming van Zaden buinen de vrucht. Gent, bot. Jaarbock Dodonaea t. io 1898, p. 135-141, 1 fig. ree. come sopra) la condizione di frutto succoso può del pari essere ritenuta favorevole, lo stesso ho riscontrato molte volte, entro i limoni, semi germinati e plantule anche molto sviluppate; una di esse misurava 5 centimetri e tp e affondava l'apice radicale nel cordone centrale, di tessuto placentare da cui irraggiano gli spicchi ; un' altra piantina presentava le foglie della plumola concresciute in una spessa lamina verde. Nel gran- turco bianco del Friuli, indipendentemente da cause meteoriche, per impulso proprio una cariosside sur una spiga quasi matura aveva emerso una germinazione verde, lunga 3 cm. — Tutto ciò ha ben poco che fare col vero viviparismo ( in senso fisiologico) che avviene per uno stretto rapporto organico tra il seme germinante e la pianta madre. — 106 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO generalmente matura prima, è un po' più grosso, contiene un maggior numero di semi, che sono anche in lieve misura più pesanti di quelli prodotti dai frutti laterali, perciò in ogni singola pianta si raccolse a parte la semenza del frutto apicale e quella dei laterali e si procedette poi allo studio delle germi- nazioni dell'intero prodotto della cassula apicale e della metà del prodotto delle laterali, ritenendosi che questa metà costituisca un campione sufficiente- mente ampio per ottenere una percentuale attendibile e, d'altra parte, non troppo diverso da quello del frutto apicale per poter essere con esso confron- tabile. Dal complesso dei campioni riguardanti le 9 piante tricotiliche si eb- bero plantule 63,818 e si registrarono 419 casi teratologici corrispondenti ad una percentuale del 6,6 °[ 00 ; si vede dunque che, in complesso, da questa pri- ma scelta di piante anomale non si è avuto nessun progresso sulla percentuale d'anomalia del campione di partenza. Dai campioni riguardanti le 10 piante normali si ebbero plantule 69.862 con 394 casi teratologici (percentuale 5,6 °[ 0o ). La differenza fra questa percentuale data dalle piante normali e quella data dalle tricotiliche è inferiore alle differenze che si verificano fra le singole piante di ciascuno dei 2 gruppi e non può con certezza considerarsi come indicante una differenza reale nei 2 gruppi medesimi. Nel gruppo delle tricotiliche, in- fatti, la percentuale massima delle anomalie è data da una pianta che le pre- sentò nella semenza del fiore apicale in ragione dell'i 1,3 °[ 00 , e la percentuale minima, da un'altra che le dette in ragione del 3,4°[ O0 ; nel gruppo delle piante normali la massima è 9,7 °[ 00 , la minima del 3,3 °[ 0o . Si vede dunque che da un campione di semi, tutti appartenenti alla medesima forma e provenienti dallo stesso luogo ma non però da un unico capostipite autofecondato, si ot- tengono piante la cui percentuale ereditaria oscilla entro limiti assai ampi, e ciò appunto impedisce di stabilire un serio confronto fra le percentuali eredi- tarie delle piante anomale e di quelle normali quando tutte non sieno sorelle. Infine dai campioni della sincotilica si ebbero 6.535 plantule di cui 45 anomale (percentuale 6,9 °[ o0 ): è notevole che fra queste solo una era sincotilica; si os- serva dunque che il carattere dell'anomalia della pianta madre non ha avuto influenza sul carattere dell'anomalia degli embrioni prodotti, ma questi pre- sentano la medesima enorme prevalenza di tricotilia che si riscontra nel com- plesso di tutte le discendenze: questo fatto è stato più volte confermato nel seguito delle ricerche. Ma un altro fatto fu potuto rilevare in questa serie di ricerche e cioè la ripercussione che sembra avere sulla percentuale delle anomalie quella diver- sità già accennata fra frutto apicale e laterale e che credo di poter riferire per intero ad una diversità di nutrizione; su 19 delle piante considerate fu notata una percentuale d'anomalia maggiore nel fiore apicale che nei laterali; la dif- ferenza massima fu data da un caso che la presentava in misura del 3 °[ 00 (8,3 l'apicale: 5,3 le laterali); la differenza media è dell'i, 3 °[ 0o ; solo in un caso si riscontrò percentuale praticamente uguale tanto per l'apicale quanto per le la- terali. E già ben nota 1' influenza che hanno le condizioni di nutrizione sulla attivazione di questi caratteri teratologici latenti, resta peraltro difficile stabi- lirne sicuramente l'entità perchè appunto riesce difficile di realizzare due con- dizioni che non differiscano tra loro altro che pel fattore nutrizione. Il con- fronto or ora eseguito credo si scosti assai poco da questa condizione poiché le semenze confrontate appartengono allo stesso individuo e maturano press' a poco sotto le medesime condizioni di clima e di età della pianta; ma appunto per questo le differenze di nutrizione che così spontaneamente si realizzano BOLLETTINO TECNICO 107 fra il fiore apicale e i laterali non sono così rilevanti da poter pretendere una rilevante differenza nelle percentuali dell'anomalia. D'altra parte, confrontando due gruppi di piante diversamente nutrite, se questi gruppi non sono numero- sissimi, si viene ad introdurre nell'esperimento il fattore delle differenze indi- viduali sul cui grado d' influenza, anche se si tratti di piante sorelle, non è lecito fare congetture; confrontando due stati di nutrizione molto diversi nel medesimo individuo considerato in epoche diverse, si introduce il fattore sta- gione, il fattore età, i quali contengono differenze che non sono puramente differenze di nutrizione. Ma si può ritenere che il complesso di queste osser- vazioni, ove sieno concordanti, fornisca indicazioni sufficienti intorno al feno- meno ricordato anche senza ricorrere a difficili esperimenti di divisione in parti dello stesso individuo o di alterazioni artificiali della distribuzione della nutrizione ai suoi rami, ciò che introdurrebbe del resto il fattore trauma, i cui effetti non sarebbero tutti facilmente valutabili. Perciò a conferma delle osservazioni precedenti intorno alla variabilità individuale della potenza eredi- taria, intorno alla influenza esercitata dalla nutrizione sulla attivazione dei caratteri teratologici ed infine come prova di ulteriore selezione; venne orga- nizzata un'altra serie di osservazioni, che si portarono questa volta su piante sorelle provenienti da genitore noto ed autofecondato ed appunto da quella pianta tricotilica già segnalata, la quale dette la massima percentuale eredi- taria che nel frutto apicale risultò dell'i 1,3 °[ 00 e nella sua media generale de! 9,7 °\ 0o . Se ne scelsero 6 plantule normali e 6 tricotiliche tutte apprezzabil- mente della stessa dimensione, ritenendo che si debba tener gran conto anche di questo fattore (dimensione dell'embrione) come quello che, influendo sulle condizioni della nutrizione iniziale della pianta, è capace di ripercuotersi su essa con effetti duraturi; queste piante vennero tutte allevate nelle medesime buone condizioni di nutrizione; furono anche scelte 20 plantule normali e io tricotiliche che vennero invece allevate in regime di denutrizione, su sabbia quasi sterile, poco inaffiate. Oltre a queste piante sorelle, vennero allevate 3 piante di derivazione ignota, di cui 2 sincotiliche ed 1 tricotilica. Per quel che riguarda la differenza della percentuale ereditaria nelle 12 piante sorelle, normali e tricotiliche, si notò innanzi tutto un lieve vantaggio a favore di queste ultime, infatti le 6 normali dettero una percentuale media del 7,2 °[ 0o , mentre le tricotiliche det- tero il 7,9 °[ o0 ; ma questa differenza fra le medie dei due gruppi, oltre essere per sé stessa poco notevole é anche minore delle differenze individuali riscon- trabili in ciascun dei 2 gruppi analogamente a quel che si osservò per le piante provenienti direttamente dal campione di partenza. Queste differenze indivi- duali fra piante sorelle, ugualmente nutrite, provenienti da embrioni di gran- dezza apprezzabilmente uguale, sono certo meno notevoli delle differenze no- tate nella serie precedente, fra piante prese a caso ; ma sono sempre notevoli: la massima percentuale fu data da un individuo la cui semenza presentava il 9,4 °[oo di anomalie, la minima era del 6,3 °[ aj ; anche qui fu constatato un lieve ma quasi costante vantaggio della percentuale d~i frutti apicali rispetto a quella dei laterali. Giova osservare come, in complesso, né la percentuale media del gruppo né alcuna delle singole percentuali individuali abbia segnato un pro- gresso sulla percentuale della pianta genitrice, che anzi esse tornano ad acco- starsi alla media del campione di partenza ed alla media generale delle piante da esso provenute e di cui la loro pianta genitrice costituiva soltanto una 108 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO vantaggiosa eccezione. Complessivamente, dalla semenza di queste 12 piante sorelle si ebbero 82.973 plantule con 632 casi teratologici. Le 30 plantule (20 normali e 10 tricotiliche) sorelle alle 12 precedenti furono allevate nell'indicato regime di denutrizione per studiare appunto in che misura questo potesse riflettersi sulla percentuale ereditaria. E naturale che lo stato di nutrizione delle piante può avere una influenza sulla attiva- zione dei caratteri anomali latenti soltanto in quanto si riflette sullo stato di nutrizione dei singoli embrioni ed abbraccia quello che, col De Vries, può chiamarsi «periodo di sensibilità » (1) durante il quale i loro caratteri si deter- minano e possono essere deviati. Se viene a verificarsi il caso che la minor nutrizione consentita ai singoli frutti si esplichi con la diminuzione del nu- mero dei semi da essi prodotti può essere che questa diminuzione di numero sia tale da compensare per ciascun seme la diminuzione di nutrizione e che i pochi semi prodotti conservino grossezza e peso quasi normale: per la mede- sima ragione non è sempre costante la differenza sagnalata fra 1 semi del frutto apicde e dei laterali (2); ho riscontrato più volte che in N. rustica cas- sule di uguale grossezza contenevano pesi di seme quasi ugu.di, ma il loro numero, ed inversamente la loro grossezza, variava moltissimo, in certi casi come da 1 a 1,7; il meccanismo di questa variabilità può prospettarsi come dipendente da un numero grande di fattori, fra cui hanno iudubbiamente una grande importanza quelli che determinano la fecondazione di un numero mag- giore o minore di ovuli da cui dipende appunto il numero di essi che tenderà a svilupparsi. Tenendo dunque presenti questi concetti, il regime di nutrizione delle mie 30 piante fu regolato in modo più largo dall'epoca della formazione degli ovuli a quella della fecondazione loro, e fu mantenuto più rigorosamente stretto, anche col sussidio della sfogliatura delle piante, dopo il giorno della fecondazione fino alla maturazione del frutto abbracciando così sicuramente tutto il tempo della differenziazione dell'embrione e facendo in modo da avere molti ovuli e quindi molti embrioni in concorrenza pel poco nutrimento. Seb- bene la valutazione e l'applicazione di questi concetti debba esser ritenuta piut- tosto arbitraria, pure, giudicando dagli effetti, debbo asserire di essere riuscito' allo scopo propostomi, che era quello di far risentire al seme gli effetti di una denutrizione assai spinta; ed infatti, se alcuni dei frutti da me ottenuti riu- scirono assolutamente privi di seme e molti con seme fenospermico (senza em- brione) dimostrando che ivi la denutrizione fu troppo spinta, nel maggior nu- mero dei casi potei avere una semenza completamente germinabile e così mi- nuta da contenersene dai 21 ai 27.000 semi in un grammo, mentre normalmente in N. chinemis si contengono dai 9 ai 13.000 semi in un grammo, con mag- gior frequenza intorno ai 10.000: si vede dunque che si è riusciti a forzare ,'i) De - Vries — Species and varietes, ecc. Trad. it. di F. Raffaele Voi. I p. 369-374, più particolarmente pag. 373. (2) Non sempre il fiore apicale è il primo fiorito, ed i vantaggi di nutrizione segnalati sono propriamente del primo fii rito, occorre anche osservare che alcune delle difleienze tra la semenza delle apicali e quella delle laterali debbono ritenersi casuali: se si fossero os- servate separatamente le singole laterali si sarebbero travate anche fra esse piccole variazio- ni: ma è l'insieme dei risultati e la loro costanza che, in tal caso, han valore probatorio. BOLLETTINO TECNICO 109 enormemente le caratteristiche specifiche del seme di N. chinensis che è ve- nuto ad assumere un peso così esiguo da ricordare quello proprio di specie molto diverse. Le piante che dettero questo seme raggiunsero generalmente appena i 20 centimetri di altezza con 8-10 foglie e produssero in tutto 1-3 cassule di 15-18 mm. d'altezza contenenti ciascuna gr. 0,040-0,080 di seme. I semi ottenuti furono fatti germinare ed esaminati tenendoli distinti pianta per pianta: nessun campione di questo seme si mostrò totalmente privo d'anoma- lie, le percentuali in tutto il gruppo delle piante (senza distinzioni tricotiliche e normali che si comportarono ugualmente) andarono dall'i °[ 0o al 5,9°[ 00 . con una media generale del 2,4 °[ 00 . Le plantule complessivamente ottenute furono 21.712 con 52 casi teratologici. Risulta da questa ricerca che una denutrizione così spinta ebbe una effettiva e notevole influenza sulla percentuale delle ano- malie: basti ricordare che questa percentuale nelle 12 piante sorelle ben nu- trite è stata notevolmente superiore al 7 °t 00 ; ma risulta pure evidente che questa denutrizione spinta così all'estremo da portare in qualche caso alla morte o al non sviluppo del seme è stata però incapace a vincere del tutto questa incoercibile tendenza della specie ad anomalizzare; non é dunque da esagerarsi il valore della nutrizione come fattore determinante la attivazione dei caratteri anomali latenti. Ed un'altra cosa è ancora degna di nota; che ad eccezione di una plantula sincotilica le plantule anomale ottenute furono tutte tricotiliche: si sarebbe potuto credere che il regime di denutrizione avrebbe dovuto favorire l'attivazione di quelle anomalie che consistono in una ridu- zione (monocotilia, sincotilia, ecc.) e vediamo invece che, almeno in questo caso, le condizioni fisiologiche non hanno esercitato nessuna azione elettiva sulla attivazione dei caratteri anomali, questi si sono confermati ancora sullo schema generale proprio della specie considerata, per quanto questo dia la pre- valenza ad anomalie portanti ad un aumento nel numero dei membri (1). Altre osservazioni feci intorno a questo medesimo soggetto sulle 3 piante (2 sincotiliche ed 1 tricotilica) di ignota origine allevate in regime di nutri- zione ordinaria, contemporaneamente alle precedenti. In esse fu lasciato ma- turare soltanto il frutto apicale in modo chj esso solo godesse del nutrimento che poteva mettergli a disposizione la pianta; poi, a maturazione compiuta, fn lasciato che le piante svolgessero tutti i loro fiori e frutti in concorrenza; in- fine, a stagione inoltrata, furono protette le piante in serra e furono conser- vati quei pochi fiori che dopo una certa sosta, nell'inverno, per influenza delle condizioni d'ambiente nuovamente favorevoli, le piante produssero: questi fiori dettero frutti miseri e denutriti con semi poco numerosi e assai leggeri. 1 semi raccolti in vari tempi in ciascuno di questi individui hanno maturato in con- dizioni le quali, evidentemente, non differiscono per il solo fattore nutrizione, (\) Anche i semi d'Erbasanta mostrarono di poter essere notevolmente influenzati dalla denutrizione della pianta madre: ottenni semi terminabili tali da contenersene più di 8.000 in un grammo, mentre normalmente se ne contengono in media 4.000 ^Splendore nella sua « Sinossi descrittiva e iconografica dei semi del genere Nicotiana » p. 26, dà per questa forma 4.530 semi in un grammo, ma nella media delle condizioni dei miei esperimenti questo nu- mero si mantenne più basso,/. Anche questi semi denutriti contenevano embrioni tricotilici; ma in questo esperimento, impiantato ad altro scopo, non feci registrazioni numeriche e per- ciò ve ne dò solo un cenno incidentale nel presente lavoro. 110 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO perciò questa esperienza non ha, se mai, che un valore di conferma. I semi raccolti dalle cassule apicali e dalle ultime prodotte furono fatti germinare tutti; del grandissimo numero di semi raccolti durante il grande periodo di fioritura intermedio fu esaminato soltanto un campione sufficientemente ampio per dare una idea abbastanza attendibile delle condizioni di tutto il complesso. I risultati sono esposti nella Tabella seguente; emerge da questi risultati, di- PIANTA FIORITURA N. Piantale esaminate N. Anomalie N. SEMI in 1 gr. Percentuale Anomalie Sincotilica ) N. i apicale media finale Q20 10.229 2.586 .6 146 ■5 8.020 1 1.500 13.000 '74 %o 14.3 » 5.0 » Sincotilica ) N. 2 apicale media finale apicale media finale 1.802 7.325 3 220 18 5' 20 10.200 10.900 1 1.300 IO » 7 6.2 » Tricotilica i I 903 6.229 12.497 '5 76 9.100 1 2.000 14 200 7.8 » 6.7 » 6.1 >' versi ma del resto nelle linee generali concordanti, che passando dalle prime alle ultime cassule, parallelamente a quella azione che ha diminuito il peso dei semi, un'altra azione si è svolta che ha diminuito la percentuale delle ano- malie e sulla scorta delle precedenti osservazioni non mi sembra troppo arri- schiato il supporre che il principale fattore di queste azioni sia stato appunto la nutrizione. A rendersi conto ancor meglio del fatto suaccennato si può anche consi- derare più da vicino la costituzione di questa grande popolazione di plantule che ho esaminato finora in complesso e si vedrà che essa è composta d'indi- vidui le di cui dimensioni variano naturalmente entro certi limiti che possono ritenersi normali ed oltre a questi si noterà un esiguo gruppo di individui piccolissimi (di cui ho già fatto cenno) che escono in questo senso dai limiti della fluttuazione normale; le più piccoie fra queste plantule sono tali che ne- cessita ricorrere alla lente per rendersi conto del numero e dei rapporti dei loro cotiledoni. Sull'origine di queste diversità di dimensione fra i semi di uno stesso frutto e fra le plantule che ne provengono poco potrei dire, solo accen- ti) — L'autet'econdazione della cassula apicale della sincotilica N. 1 riuscì male e vennero pro- dotti pochissimi semi, ciò che dà ragione del loro peso eccezionale. Del resto anche nelle altre 2 piante il numero dei semi prodotti dall'apicale fu assai esiguo. Si noti V alta percentuale d' ano- malie date da tutta la pianta. Queste piante sincotiliche non mostrarono nelle anomalie della loro discendenza nessuna maggior tendenza verso la sincotilia, conformemente a quel che s'è già visto in precedenza. BOLLETTINO TECNICO 111 nero che, aprendo gli ovari di tabacco in periodi di poco successivi alla fecon- dazione, si vede che in queste prime fasi si ha una grande ineguaglianza di sviluppo degli ovuli, derivante forse dalla loro non contemporanea fecondazione; è assai verosimile che quando qualcuno degli o\uli « rimasti indietro » si trovi completamente circondato da ovuli già grandi e in piena attività di crescenza e sia costretto a subirne la energica concorrenza, gli effetti di questa svantag- giosa situazione non possano altro che accumularsi nel proseguire del tempo (i). Comunque sia, le mie osservazioni provano in modo sicuro che anche in ovari assai ben nutriti si ha qualche ovulo in cattive condizioni di sviluppo che dà luogo ad un seme estremamente piccolo. Orbene, se esaminiamo il modo*come si distribuiscono le anomalie nelle plantule secondo le loro dimensioni vediamo che, se è vero che la maggior parte di esse si trovano fra le plantule più grosse, che spiccano per la loro altezza e per l'ampiezza dei cotiledoni, non è men vero però che le plantule eccezionalmente piccole, tanto piccole da do- versi ritenere anomale solo per questo, molto spesso presentano tricotilia. Noi, sottoponendo alcune piante di N. chinensis a quella rigorosa denutrizione che s'è vista, non abbiamo fatto altro che diffondere su tutti i semi una condizione di cose che si verifica ordinariamente solo per alcuni di essi, rendere domi- nante un tipo che normalmente esiste in misura assai esigua. Risulta dunque confermata l'influenza della nutrizione sulla frequenta dell'anomalia; ma ri- sulta anche evidente che, in questo caso, l'accennata influenza si muove entro certi limiti e non esercita un'azione elettiva per quel che riguarda il genere delle anomalie che si manifestano, e la comparsa di queste trova nella buona nutrizione una condizione favorevole si, ma non indispensabile. b) per la N. rustica V. texana il campione di partenza dette 6.566 plantule e 95 casi teratologici (comprendenti, tra l'altro, due plantule tetra- cotiliche e 1 acotilica) corrispondenti alla percentuale 14,5 °[ 00 . Si allevarono, provenienti da questo campione, 2 plantule normali, 1 tricotilica e 2 tetraco- tiliche. Del molto seme prodotto da ciascuna di queste piante si fece germi- nare un campione tale da ritenersi sufficientemente ampio per poter dare in- dicazioni attendibili sulla percentuale d'anomalia, proporzionando la quantità del seme esaminato alla quantità del seme ottenuto. Ecco qui sotto i risultati: PIANTA N. plantule N. casi teratologici Percentuale Normale N. 1 (2) 8.558 36 4-2 °[oo id N. 2 (3) 7.566 130 "7- 2 .. Tricolitica 4844 4 0.8 „ Tetracotilica N. 1 7057 66 9-3 v id. N. 2 5.940 65 '0-9 „ fi) Le cause del fatto accennato, possono ricercarsi anche in fasi antecedenti alla fecon- dazione: nel gineceo di Nicotiana vi sono spesso ovuli estremamente piccoli, ma normal- mente costituiti, in mezzo a quelli di ordinario sviluppo. (Nota aggiunta durante la revi- sione delle bo^ej. (2) Oltre le anomalie contate presentò le germinazioni endooarpiche indicate. (3) Produsse molti casi di sincotilia. 112 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Si vede che nella loro media generale queste piante, come già in N. chi- nensis, non segnarono nessun progresso nella percentuale d'anomalia in con- fronto del campione di partenza, che la tricotilica e le tetracotiliche non det- tero affatto una media d'anomalia maggiore delle normali; si può aggiungere che neanche dal punto di vista qualitativo le anomalie della loro semenza erano molto notevoli, che anzi i casi di tetracotilia, così singolari e particolari alla N. r. v. texana, comparvero nella semenza di piante normali. Ma quel che sopratutto si noterà in questa tabella è l'enorme differenza di percentuali che fra sole 5 piante si poterono osservare, ed i cui estremi stanno fra loro come 1 a 20, senza che queste differenze appaiano in nessun modo collegate alla natura normale o anomala delle piante stessn: forse ciò che determina la per- centuale d'anomalia è in relazione con molti fattori (1) indipendenti le cui variazioni avvenendo in ogni senso, nel maggior numero dei casi si compen- sano e determinano uno stato medio, ma, potendo anche convergere nel me- desimo senso, gli estremi della variabilità sono lontanissimi: da qui l'impor- tanza del fattore individuale. Numerosissime le variazioni di poca importanza. e) Per N. rustica « Erbasanta » il campione di partenza dette 11.270 plantule con 36 casi teratologici (fra cui notevole una germinazione rovesciata e un caso di poliembrionia) corrispodenti ad una percentuale del 3,2 °[ o0 . Si allevò una sola pianta tricotilica della cui semenza fu esaminato un campione che dette 8571 plantule con 41 casi teratologici (fra cui notevoli 2 casi di te- tracotilia), pari ad una percentuale del 4,8 °[„ ; se ne isolarono 3 piante sorelle: una normale, una tricotilica ed una tetracotilica. Ecco i multati ottenuti dai campioni presi in misura proporzionale al loro prodotto totale: PIANTA Normale (2) Tricotilica Tetracotilica N plantule 5- 12 4 5-3°4 4.685 N. casi teratologici 22 36 24 Percentuale 4-3 Lo 6.8 „ Si vede che neanche da queste cifre può desumersi nessuna sicura rela- zione fra i caratteri visibili delle plantule e la loro percentuale ereditaria. Ma quello che in queste osservazioni fu tenuto presente in special modo fu l'even- tualità d'una correlazione fra queste anomalie delle plantule e la produzione di anomalie fiorali che 1' « Erbasanta » presenta abbondanti; in primo luogo si potè osservare che le piante provenienti da embrioni anomali non presen- tano da questo punto di vista nulla di speciale, si fece poi una particolare ri- cerca per vedere se le cassule triloculari e quelle provenienti da fiori sinantici presentino nella loro semenza un maggior numero di anomalie e si potè con- statare che fra le due cose non c'è costante relazione, ma solo in alcuni casi una qualche coincidenza. In ogni modo nelle piante ove ciò si verifica io sarei disposto a riconoscere in questo parallelismo, piuttosto che una relazione di (1) Adopro questa parola non in senso mendeliano. (2) — Notevole la presenza di 2 plantule anfieotlliche. BOLLETTINO TECNICO 118 dipendenza fra i 2 fenomeni (1), l'effetto di una influenza comune, antecedente, efficace sull'uno e sull'altro genere d'anomalie, e questa potrebbe essere la nu- trizione: i fenomeni di variazione meristica in più, possono essere favoriti da condizioni di lauta nutrizione come lo prova p. es. la maggior frequenza con cui si manifestano nei fiori apicali; ma questa appunto è anche una condizione favorevole allo svolgersi delle anomalie embrionali. V. c Risulta dal complesso delle osservazioni precedenti che l'isolamento di piante anomale, ossia la selezione indiretta non conduce ad un elevamento della percentuale ereditaria ed i risultati dell'inizio di selezione dirette (2) ten- tato in N. chinensis non furono tali da consigliarne la prosecuzione, abbiamo dunque da fare con razze povere. Possiamo ora domandarci in che consista il grado di ereditarietà dell'anomalia. I fenomeni teratologici, tanto più vengono studiati e tanto maggiore è il numero dei casi in cui perdono il carattere di accidentalità prima attribuitogli, manifestandosi come rappresentanti di carat- teristiche specifiche, i quali però anziché rendersi esteriormente manifesti in ogni individuo, appajono periodicamente una volta ogni tanti individui; sia che si considerino nello spazio, cioè in una popolazione che, ad un dato momento, costituisca una frazione qualunque della specie; sia che si considerino nel tempo, cioè lungo la linea discendente delle generazioni provenienti da un capostipite. La frequenta della comparsa esteriore dell' anomalia può indicarsi con una percentuale che deve considerarsi come un carattere specifico esprimibile in numeri al medesimo diritto come lo è, p. es., un indice biometrico: il fatto che la N. chinensis produce tutta una serie d'anomalie e, potrei dire, tutto uno sciame di forme, e che ogni migliajo dei suoi semi contiene quasi sicura- mente qualcuna di queste forme, costituisce un carattere non meno connesso alla sua natura specifica di quel che lo sia il color rosso dei suoi fiori o la picciolatura delle sue foglie e forse non è più variabile di quanto questi Io sieno. L'esistenza costante e perciò, in un certo senso, normale delle plantule tricotiliche in una data semenza non può venir trascurata per quanto minimo sia il grado della loro frequenza; il carattere dicotilia risulta inadeguato a rap- presentare le attitudini della specie perchè bisogna tener conto di tutte le sue possibili manifestazioni, di tutte le forme in cui può presentarsi, ove non se ne voglia avere un concetto troppo astratto; la scarsità delle conoscenze che abbiamo in proposito non ci permette di precisare le condizioni di formazione e le ragioni di preponderanza di una forma piuttostochè dell' altra , ma forse se P ontogenesi si svolgesse in altre condizioni, si potrebbero vedere invertiti i rapporti. Possiamo pensare, per un paragone grossolano, ma suggestivo, agli stati allotropici, alle forme isomere ecc. Si può dire fin d'ora che non v'e ra- gione di circoscrivere i caratteri della specie soltanto a quelli ch'essa presenta nel maggior numero degli individui di cui si compone. V'è però una grande differenza tra quei caratteri semplici che si presentano in tutti gli individui, entro il ciclo vitale di ciascuno di essi (in N. chinensis colore dei fiori : rosso) e queste altre caratteristiche polimorfe (rapporti dei cotiledoni: liberi o saldati, numero dei cotiledoni: 2 o 3) le cui forme essendo incompatibili fra loro non (1) Vedasi Blaringhem — Mutation et traumatismes — Paris 1908. (2) Vedasi De Vries — La sélection directe dans les ligneés pures — Scientiam 1 — 7 1917 — Serie II, p. 26. 114 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO possono simultaneamente esplicarsi in ciascuno individuo e si manifestano, l'una o l'altra, in individui diversi, nella misura indicata da una percentuale che stabilisce i loro rapporti di produzione. Ma questa impossibilità di simul- tanea manifestazione esteriore non significa che la caratteristica numero dei cotiledoni non esista in ciascun seme determinata in tutta la complessità della sua natura, così come lo è in tutta la specie: infatti un sol seme con embrione dicotilico è capace di dare una pianta che, autofecondata, fra le sue molte migliaia di semi ne darà anche parecchi con embrione a 3 cotiledoni; ciò di- mostra che il carattere tricotilia era ben presente anche nell'embrione dicoti- lico, sebbene non improntasse di sé la sua forma esterioTe: anche nell'embrione tricotilico il carattere dicotilia è tanto presente che attende solo la fase ripro- duttiva della pianta per manifestarsi in tutta la sua forza nella discendenza. In questo senso la percentuale dell'anomalia che risulta dall' esame della pro- genie d'una pianta si considera come un carattere da attribuirsi alla pianta stessa e si designa col nome di « percentuale ereditaria » di essa: a stretto ri- gore non si tratta di un carattere della pianta, ma della manifestazione poste- riore e misurabile di un carattere che nella pianta era latente e perciò impon- derabile. Perciò si può asserire che in ogni embrione di ciascuna delle nomi- nate forme di Nicotiana esistono insieme i caratteri dicotilia e tricotilia, l'uno dei due già manifesto, allo stato attuale, l'altro nascosto, allo stato latente o potenziale, in attesa di manifestarsi nella discendenza: tuttavia il loro rapporto è diverso da quello che intercede fra i caratteri antagonisti negli ibridi, e ci manca qualsiasi indicazione sui motivi che determinano l'attivazione del ca- rattere latente, la misura variabile in cui questa attivazione avviene, il perehè in un medesimo frutto l'attivazione avvenga in un seme piuttostochè in un altro, ci manca insomma qualunque indicazione sul meccanismo che presiede alla attivazione medesima. Gain (1) ha affacciato l'ipotesi che gli embrioni tri- cotilici provengano dallo sviluppo delle sinergidi; quando nei semi si avesse lo sviluppo, tanto dell'oosfera che delle sinergidi si avrebbero semi a più embrioni, dicotili e tricotili; allora la tendenza alla tricotilia sarebbe nient'altro che una tendenza ereditaria allo sviluppo delle sinergidi; durante le mie osservazioni su Nicotiana ho trovato un certo numero di casi poliembriomia; ma in cia- scun seme ambedue le plantule erano normali, non ho quindi nessun fatto da poter addurre in appoggio di questa ipotesi. Qualunque sia il meccanismo di questa attivazione, la percentuale d'anomalia di un gruppo d'individui indica il rapporto secondo il quale si trovano gli individui portanti allo stato attuale il carattere anomalo rispetto agli individui che lo portano latente; e, da que- sto punto di vista, la differenza fra razze ricche e povere consiste nella misura della diversa facilità di attivazione del carattere anomalo e nella diversa faci- lità di isolare una discendenza in cui questa tendenza sia elevata e suscettibile di esaltarsi. A questo proposito uno dei punti più importanti da mettere in chiaro, con esperimenti da portarsi su materiale più favorevole di quello ora studiato e su esemplari di una stessa linea di discendenza, è quello di vedere se la misura con la quale un dato carattere si attiverà nella generazione suc- cessiva sia veramente e sempre indipendente dal fatto che la generazione pro- li) — loc. cit., p. 374. BOLLETTINO TECNICO Hfr venga da una pianta in cui il carattere era già attivo o provenga invece da una pianta in cui era latente; insomma se e fino a che punto il carattere ano- malo attivo in una pianta madre conservi, anche durante l'embriogenesi e nel soma dei discendenti, una parte di quella preponderanza che aveva nel soma della pianta madre. Alcune delle esperienze note sembrano accennare chiara- mente al manifestarsi di questa influenza. In ogni modo credo che la soluzione dei numerosi problemi cui danno luogo i curiosi fenomeni delle eversporting- varieties debba cercarsi in ragioni assai profonde di cui i caratteri somatici sono soltanto una espressione esteriore, superficiale; non saprei accogliere l'o- pinione del Gain il quale crede (i) che una pianta la quale realizzasse una tricotilia anatomicamente perfetta con effetti propagantisi fino agli ultimi in- ternodi avrebbe, per questo, la massima probabilità di renderla facilmente ere- ditabile, e non credo che oggi possa più sostenersi l'importanza generale di queste anomalie delle plantule come sintomo di variazioni veramente profonde. Concludendo, il qualsiasi interesse del presente lavoro sta nell' aver mo- strato ancora una volta la grande ampiezza dei confini entro i quali si muove la variabilità teratologica di una data specie così come appare quando se ne faccia ricerca vasta e sistematica col mezzo di colture appropriate. Il com- plesso delle nostre cognizioni in proposito, per essere quasi totalmentente co- struito sulla base di osservazioni casuali, per quanto queste sieno ormai in numero immenso, credo che sia ben lungi dal rispecchiare qualitativamente e quantitativamente il vero stato delle cose. Mi riprometto di riprendere fra breve, con materiale ben più adatto, l'interessante argomento della ereditarietà teratologica e dei problemi cui essa dà luogo. Perugia — Laboratorio Botanico — Agosto igig. Sludi inforno alla auloslerililà.— East E. M. (Harward University) in Genetics, v. IV, n. 4, p. 341-363, bibliografia di 7 pubblicazioni. Princeton, New-Jersey, lug. 1919. Dal "Bollettino d'Informazioni Agrarie dell'Istituto Intemazionale d'A- gricoltura n. 1, 1921. Nel 1917 EAsr e Park descrissero il comportamento delle piante sterili all'autogamia; attualmente si hanno intorno a questo soggetto 3 lavori, che trattano: 2) della relazione fra piante fertili all'autogamia e piante sterili all'auto- gamia; 4) della fecondazione selettiva, 3) del comportamento di numerose fa- miglie di piante sterili all'autoimpollinazione nei vari tipi di fecondazione. I. Relazione fra piante fertili all'autogamia e piante sterili alla'auto- gamia.— Esperienze eseguite da Compton (1912-13) con Reseda odorata dimo- strarono che: 1) Le piante sterili all'autogamia incrociate fra loro diedero esclusivamente progenie sterile all'autogamia.— (2) Alcune piante fertili all'auto- gamia produssero, autoimpollinate, piante fertili all'autogamia e piante sterili all'autogamia approssimativamente nel rapporto 3:1.-3) altre piante fertili (1) — loc. cit., p. 386. 110 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO all' autogamia produssero, autoimpollinate, esclusivamente piante fertili all'au- togamia. Queste esperienze furono convalidate dall'A. incrociando tanto la Nico- tiana Forgetiana quanto la N. alata colla N. Langsdorffii, che è costante- mente fertile all'autoimpollinazione. L'A. riferisce dei dati i quali dimostrano che nella Nicotiana la sterilità all'autoimpollinazione è dovuta alla presenza dell'allelomorfo di un fattore dominante di fertilità F. Quando una popolazione è omozigotica per questo fattore ff, é sterile all'autoimpollinazione. I fattori che governano il peculiare e sistematico comportamento delle piante sterili all'autoimpollinazione, se incrociate fra loro, sono completamente indipendenti da questo fattore, il quale può essere trascurato nell' interpreta- zione del loro significato. La sterilità all'autoimpollinazione, manifestantesi col vario grado di pseudo fertilità, è dovuta ad uno o più fattori sussidiari ereditati; ma nulla prova che gli altri fattori funzionino anche in assenza del fattore principale ff. II. Fecondazione elettiva. — 11 concetto del « gene » è innegabilmente il fondamento della genetica. L'A. ritiene possibile che i « geni » abbiano una particolare posizione nello spazio, per cui è possibile un sistema di azione più complicato di quello per semplice rottura dei cromosomi. 1 « geni » pas- sano a caso all'una o all'altra cellula figlia ed i gameti così formati si accop- piano a caso. Per mettere alla prova la possibilità della fecondazione selettiva, furono fatte delle esperienze colle specie sterili all'autoimpollinazione: Nicotiana Forgetiana, N. alata e N. angusti/olia. Si comparò la distribuzione della frequenza di formazione del tubo pollinico nelle piante ad elevata eterozigosi o relativamente omozigotiche, si indagò anche l'influenza delle impollinazioni compatibili sulle impollinazioni incompatibili. Né nell' uno né nell' altro caso si ebbe alcun indizio di fertilizzazione selettiva. In parecchi animali ed in parecchie piante, specialmente negli incroci fra specie, si formano dei gameti incapaci di funzionare. L' A. nota che il colore del polline di Nicotiana è ereditato come carat- tere materno; ciò convalida le esperienze di Bateson con piselli odorosi (1909). Nel lavoro di Belling (1914) con « velvet bean » (Sti\olobium) il 50 °j del polline della generazione F t risultò abortivo in un certo incrocio. Questi fatti portano alla conclusione che, a meno che non si usino dei miscugli di polline (od anche di spermatozoi) di differenti individui, la fecondazione selettiva è molto improbabile. III. Famiglia di piante sterili all'autogamia completamente sterili all'im- pollimazione incrociata fra di loro. — L'A. ha constatato che è possibile di ottenere dei semi da piante effettivamente sterili all'autogamia e da combina- zioni che sono fondamentalmente incompatibili. Egli ha registrato gli incroci non fertili o fertili fatti con 54 piante di una famiglia ed ha confrontato il numero dei semi contenuti in capsule provenienti dalle combinazioni presu- mibilmente pseudofertili in questa famiglia col numero dei semi nelle capsule delle stesse piante se impollinate con polline della pianta della generazione F»; (N. Forgetiana X N. Langsdorffii); ha inoltre registrato i risultati di impol- linazioni fatte su 25 piante di questa stessa famiglia col polline di un' unica pianta sterile della generazione F 2 dell'incrocio suddetto. Il comportamento di parecchie famiglie di piante sterili all'autoimpollinazione in varie modalità di BOLLETTINO TECNICO 117 accoppiamento fu descritto in un precedente lavoro (Genetics, v. I, p. 311-333). I risultati di tale lavoro uniti a quelli del presente portano 1' A. ad asserire che una continuata autogamia è possibile quando si insista sull'autoimpollina- zione sin proprio alla fine della stagione di fioritura; essa dovrebbe provocare l'omozigosi fra loro stessi nei fattori secondari influenti sul comportamento delle piante sterili all'autoimpollinazione. Quando è raggiunto un tal punto, la popolazione risultante non solo dovrebbe essere sterile all' autoimpollina- zione, ma dovrebbe spettare ad un'unica classe, tutti i membri della quale sono sterili alla staurogamia fra loro. Diminuzione nel rendimento del tabacco dovuto all'azione dei fenomeni meteorici avversi negli Stati Uniti d'America. — Varren Smith in Monthly Weather Revieiv, v. 48, p. 446. Washington, D. C. Agosto 1920. Dal 'Bollettino d'Informazioni Agrarie dell'Istituto Internationale d'Agri- coltura. N. 2, 1921. Diamo un elenco dei fattori e fenomeni meteorologici più dannosi al ta- bacco negli Stati Uniti d'America. II danno viene espresso mediante la per- centuale di perdita sul rendimento. 1) Deficienza di umidità 8,7 — 2) Umidità eccessiva 3,7 — 3) Alla- gamento 0,6 — 4) Gelate e freddi 1,1 — 5) Grandine 0,8 — 6) Venti aridi 0,2 — 7) Temporali 0,3 — 8) Danni prodotti dalle avversità meteoriche comples- sivamente 15,8 — 9) Danni prodotti complessivamente da fenomeni meteorici avversi: malattie; insetti ed altri animali nocivi; cattive qualità della sementa ecc. 30,5. Come risulta dalla comparazione dei numeri 8 e 9 l'azione negativa dei fenomeni meteorologici è senza dubbio dominante rispetto a tutte le altre av- versità. Si aggiunga poi che certe malattie, come ad esempio la ruggine, sono la conseguenza diretta di condizioni meteorologiche sfavorevoli. Prove d'ibridazione con alcune linee di tabacco Deli, eseguite a Medan (Sumatra). — Honing J. A. in Mededeelingen van het Deli Proefstation, se- conda serie, n. X, p, 1-41, Medan (Sumatra), 1921. Dal Bollettino d' Informazioni Agrarie dell'Istituto Internazionale d'Agri- coltura. — N. 2, 1921. Vengono esposti i risultati di numerose prove di ibridazione tra le seguenti linee di tabacco Deli: Linea bruno chiaro n. 72: foglie numerose e color bruno dopo fermen- tazione. Linea 774: grande riunione di foglie, lunghe ma alquanto ristrette alla base, fioritura tardiva. La linea chiara n. 1. possiede lembi di color chiaro, lucidi, lunghi e larghi specialmente alla base; dopo la fermentazione divengono di color bruno-chiaro o verde-rossastro. La linea scura n. 3, possiede lembi di poco più corti della liscia e di co- lore più scuro (bruno-verde, bruno-rosso). 118 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO I. Dall'incrocio delle due linee n. i e n. 3 si ottiene in F t una progenie omogenea a caratteri intermedi. Nella F 2 e F 3 si manifestano fenomeni di di- sgregazione dei caratteri con la comparsa di individui intermedi e di individui aventi i caratteri parentali. II. Incrocio n. i X n - 72: il n. 1 rispetto al n. 72 presenta il vantaggio di avere un fogliame più denso e lembi molto lunghi. Il n. 72 a sua volta pos- siede un gran numero di foglie e possiede una buona tinta. L'incrocio fu eseguito allo scopo di riunire, se possibile, in un tipo co- stante le pregevoli caratteristiche delle due linee. Gli ibridi della F, posseggono in media una o due foglie più della linea n. 1. Quanto alla lunghezza e larghezza dei lembi esse sono ad un dipresso identiche a quelle della linea n. 1, mentre la percentuale delle foglie scure è più elevata negli ibridi che non nella linea n. 1. In complesso si può dire come le discordanze ibride danno in F 2 un mi- scuglio di tipi, alcuni dei quali si accostano molto ai parenti. Molti caratteri sono accoppiati e limitano la possibilità di risultati positivi mediante ibrida- zione: così, per esempio, le piante con foglie lunghe alla base fioriscono prima di quelle a base ristretta. III. Dall'incrocio linea n. 1 X linea n. 774 (quest' ultima caratterizzata da un numero maggiore di foglie 8-9, dalla base del lembo molto ristretta e dalla fioritura tardiva) si ottennero in F t e F 2 individui aventi ad un dipresso il numero delle foglie della linea n. 1. Sembra dunque vi sia dominanza com ~ pietà del carattere « foglie poco numerose ». Per ciò che riguarda la lunghezza dei lembi in F 2 abbiamo gli stessi dati che per la linea ri. 1, la quale resta un tantino indietro al n. 774; e, per la larghezza, caratteri intermedi, per quanto le differenze siano piccolissime. La maggior parte degli individui di F 2 hanno lembi ristretti così come il parente n. 774, e dai dati raccolti pare vi sia segregazione dei caratteri gover- nata da due fattori con dominanza del carattere « base ristretta del lembo ». Anche qui il carattere base ristretta del lembo si mostra legato al carat- tere fioritura tardiva e forse anche con numero elevato di foglie. Coltivazione del tabacco nell'Australia occidentale —Department of Agriculture, Fruit Industries Brandi, Bulletin n° 74, 8 p. Perth, 1920. Dal 'Bollettino di Informazioni Agrarie dell' Istituto Internationale d'A- gricoltura, n° 3, 1921. Opuscolo destinato agli agricoltori che intendano coltivare del tabacco. Secondo il «Tobacco Expert » del dipartimento di Agricoltura dello Stato di Vittoria, in Australia, il quale ha fornito le informazioni qui esposte, le terre sabbiose o scistose sono le più adatte per la produzione di tabacchi leggèri ( « bright >' ). Quanto meno argillosi essi sono, tanto migliore riesce la qualità della foglia. Le terre più compatte, contenenti una certa proporzione d'argilla convengono per la produzione di tabacchi pesanti, che si vendono a minor prezzo unitario, ma che danno maggiore produzione ad ha. Le terre dove l'acqua ristagna sono assolutamente inadatte alla tabacchicultura; una buona fognatura è per questa indispensabile. Alta temperatura e piogge moderate costituiscono le migliori condizioni BOLLETTINO TECNICO 119 climatiche. La stagione asciutta durante il periodo di maturazione impartisce aroma al tabacco; anche le rugiade autunnali hanno effetto favorevole sulle foglie. Le piante non dovrebbero mai ricevere acqua dopo la cimatura, giacché essa può riuscir loro dannosa durante la cura. Si consigliano le varietà seguenti : Su terre sabbiose leggere: tabacchi da sigarette : Little Ori- noco; Yellow Pryor; Bonanza; Hyco; Granville Yellow. Su ricche pianure alluvionali: tabacchi da pipa : Medley Pryor; Blue Pryor; Lax. Su terre color cioccolata: tabacchi da pipa : Nestor; Con- quercr. Su terre contenenti dal 50 al 70 °[ di s a b b i a : tabacchi da sigari: Connecticut Seed Leaf; Avana; Comstock. (Quando il titolo in sabbia è alto e le foglie sono sottilissime occorrono o piogge regolari od irrigazioni). Su terre rosso-cioccolata di medio impasto o su terre forti sabbio-argillose: tabacco da sigari: Vuelta Abajo; Comstock; Pensylvania. Per i ha. occorrono da 7 a io gr. di sementa per tabacchi pesanti e 16 a 35 gr. per tabacchi da sigari, che si piantano più fìtti per avere foglie di tes- situra migliore: per un semenzaio dell'area di 50 m 2 occorrono 34 gr. di se- menta. Per una più uniforme distribuzione della sementa è consigliabile di mescolarla con circa 20 volte il suo peso di cenere stacciata di legna, di sabbia secca o di farina d'ossa Durante il periodo vegetativo ha grande importanza la conservazione della freschezza del terreno mediante le cure culturali, sino a che le piante sono diventate tanto grandi che non è più possibile lavorare negli interfìlari. Per la concimazione di terre magre si consiglia la formula seguente in q. ad ha. : calce 3,4 + solfato di potassio 2,2 (evitare l'uso di cloruro di po- tassio) + 1,1 di farina d'ossa -+- 62,7 kg. di sangue fresco; la calce da som- ministrare in autunno ed il resto da spargere in copertura subito prima del collocamento a dimora e da interrare coll'erpice. Bisogna evitare di cimare le piante subito dopo la pioggia e nelle prime ore del mattino. Dopo che il tabacco è stato sottoposto alla cura (per essiccamento delle piante intere), alla separazione delle foglie dal fusto ed alla formazione dei mannocchi (operazioni descritte particolareggiatamente) e dopo che il tabacco è stato di nuovo appeso nel locale di conservazione bisogna mantenerlo « dolce » sino alla primavera mediante fuochi o mediante la ventilazione a seconda dei casi; il locale di conservazione va tenuto al buio. Si consiglia di eseguire l'o- perazione seguente, cioè l'ammucchiamento quando la nervatura mediana si screpola per 2 / 3 della foglia e quando le foglie, strette nella mano, si riaprono da sé se lasciate libere. La quantità massima di umidità che le foglie devono contenere per po- ter essere imballate senza pericolo è del io°[ al t2°[ . Nello Stato di Vittoria si suol vendere il tabacco in balle di 08 a 113,5 kg. Lema bilineafa, coleottero nocivo al tabacco, nell'Africa del Sud. Vander Merwe C. P. in Union of South Africa, Journal of the Department of Anticulture, v. II, n. 1, pp. 28-38, 3 figg. Pretoria, genn. 1921. 120 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Dal Bollettino di Informazioni Agrarie dell' Istituto Internationale d'A- gricultura, n. 3, 1921. Dal 191 1 in poi è stata segnalata ripetutamente nel Natal e altresì nello Stato libero d'Orange, nella Provincia del Capo e nello Swaziland la presenza di Lema bilineata Germar — crisomelide originario, a quel che pare, dell' A- merica meridionale — che potrebbe diventare una seria minaccia per la colti- vazione e l'industria del tabacco nell'Africa del Sud. Quest'insetto, conosciuto sotto i nomi volgari di « tobacco slug » e » to- bacco leaf slug », attacca il tabacco nel semenzaio, nel campo, nelle tettoie di essiccamento e anche quando il prodotto è già disposto in balle. Nel campo, le larve, che vivono da prima aggregate, colpiscono soltanto la pagina inferiore delle foglie. In seguito si separano e con le loro erosioni producono larghi fori nelle lamine fogliari. Se molte larve si trovano riunite su una stessa foglia, in breve di questa non resta più se non la nervatura mediana e qualcuna delle nervature laterali più grosse. Nei semenzai, il modo d'attacco è simile; le piantine centrali, strette fra di loro, sono danneggiate per prime. In alcuni semenzai la metà delle piantine è andata distrutta e doz- zine di larve sono state trovate su una stessa foglia; in alcune località, si è avuta la distruzione completa delle piante tanto nei semenzai che nei campi. Il tabacco è danneggiato dal coleottero nelle tettoie di essiccamento e nelle balle soltanto quand'esso è ancora verde. Nel distretto di Piet Retief si usa recidere l'intera pianta e appenderla sotto la tettoia per farla seccare. L'essic- camento richiede oltre un mese, tempo sufficiente perchè le larve, presenti su le piante, si sviluppino fino a raggiungere la maturità. Il danno che si constata nelle tettoie è considerevole e, forse, relativamente maggiore di quello che l'insetto produce sul campo, poiché nelle tettoie gli individui del coleottero sono meglio protetti contro i loro nemici naturali e contro le avverse condi- zioni atmosferiche. Tale danno può esser evitato ricorrendo ad altri metodi di essiccamento del tabacco; si può inoltre ritenere che il danno nelle tettoie diventerà trascurabile se 1' insetto sarà convenientemente combattuto sul campo. È data qui una particolareggiata descrizione morfologica e biologica del- l'Insetto e sono ricordati i suoi costumi. Il coleottero ha un numero di gene- razioni variabile a seconda delle regioni. In Durban (Natal) se ne contano sino a otto all'anno. Oltre che sul tabacco le larve di L. bilineata sono state trovate in atto di cibarsi su varie altre Solanacee (Physalis spp., Nicandra physaloides, Da- tura Stramonium e D. Tatula). A Cedara (Natal) l'insetto ha arrecato lievi danni anche alla patata. Sembra che gli adulti abbiano le stesse piante ospiti delle larve, ma essi non sono cosi voraci né così dannosi. Per la diffusione dell'insetto il maggior pericolo é rappresentato dalla sua presenza nelle balle di tabacco trasportate da una località all'altra. A quel che pare, l'umidità del tempo e del terreno favorisce in modo notevole lo sviluppo e quindi i danni del coleottero. Fra i nemici naturali delle larve sono da ricordare, in ordine di impor- tanza, i Formicidi Pheidole punctulata e Myrmicaria eumenoides. Tra i Rincoti specie varie della fam. Reduvidae sono state viste nell'atto di attaccare gli adulti e le larve del coleottero. Un aracnide è stato segnalato come predatore di larve e di adulti di BOLLETTINO TECNICO 121 L. bilineata. I polli e i tacchini si cibano volentieri delle larve. Bozzoli del coleottero lasciati esposti sono stati trovati rosicchiati a quel che pare da un gatto o da un topo. Fra i mezzi di lotta artificiali si sono dimostrati efficaci lo schiacciamento dell'insetto eseguito a mano; le irrorazioni di arseniato di piombo (se l'arse- niato è sotto forma di pasta, 400 g. per hi d'acqua; se in polvere 200 g. per hi d'acqua; la polvere è in generale preferibile alla pasta); l'applicazione mo- derata e uniforme, su le piante, di arseniato di piombo in polvere; l'immer- sione delle cime delle piantine di tabacco, prima del collocamento a dimora, nella stessa soluzione di arseniato di piombo adoperata per le irrorazioni. Sulla concimazione del tabacco. — I. Wimmer G : Ùber den jetzigen Stand unserer Kentnisse und Erfahrungen in der Tabakdùngung, in Mittei- lungen der Deutschen Landwirtschafts-Gesellschaft, a. 36, n. io, p. 166-168. Berlino, 5 marzo 1921. — II. Van Due l : Bemestingsproeven bij de tabak op het veld in 19 19 in Mededeelingen van het Deli Proef station te Medan- Su- matra, Serie 2 a , n. 14, p. 3-38, anno 1920. Dal Bollettino d" 1 Informazioni Agrarie deli Istituto Internationale d'Agri- coltura N. 4, 1921. I. Lo stato attuale delle nostre conoscente ed esperienze sulla concima- zione del tabacco. — Concime fondamentale del tabacco è il letame povero di cloruri, meglio se misto, vaccino e cavallino. Il nitrato sodico è poco usato nella concimazione del tabacco, da una parte perchè tabacco cosi trattato spesso non brucia bene, probabilmente per la deposizione nelle foglie di nitrati alcalini facilmente fusibili, dall'altra perchè le foglie disseccano male. Per lo più usasi il solfato ammonico (0,5-1 q. per ha.) o il nitrato calcico di Norvegia (dose doppia) il quale ultimo sembra molto adatto anche per la sua ricchezza in calcio. Il nitrato ammonico, secondo molte esperienze, anche dell'A., conferisce al sigaro poca durata di accensione. La cianamide ha bene corrisposto e grandi speranze viene suscitando V urea arti- ficiale. Dell'azione del sovescio sulla combustibilità non si hanno prove con- clusive. La concimazione potassica ha speciale importanza per il tabacco. In Al- sazia, si usa concimare il terreno da tabacco in autunno con letame e 4 kg per a., di silicato potassico (martellino). Non si usa il solfato potassico perchè si ri- tiene comunichi al tabacco gusto allappante, ciò che non è stato notato in Ger- mania. Le esperienze di Kitzinger, intese a stabilire l'effetto della concimazione sulla qualità dei sigari, non diedero impressioni uniformi presso tutti i fuma- tori. Neppure si hanno prove concordanti sull'efficacia del carbonato potassico. Una abbondante concimazione letamica rende superflua la fosfatica. Tut- tavia, là dove la concimazione fosfatica è richiesta, si raccomanda V uso del guano del Perù e delle scorie (1), evitando i concimi ricchi di solfati. (l) Risultati confermi dalle scorie si ebbero in Italia. Cfr. Ampola e Jovino: 11 (erro nella combustibilità del tabacco, in Ga^^etta chimica italiana, v. 1 , p. 367. Roma, 1903. (N.d. R.) 122 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Il tabacco è calciorìlo e quindi torna opportuno, dov'è necessario, 1' am- mendamento calcare. Senonchè tutte queste regole di concimazione passano in seconda linea ri- spetto al trattamento del tabacco durante e dopo la vegetazione, specie quanto ha rapporto alla principale prerogativa dei tabacchi da fumo: la combustibilità. II. Piove di concimazione del tabacco in pieno campo. — Esperienze ese- guite a Sumatra nel 1919 per notare l'effetto della concimazione sulla produ- zione in foglia e sulla robustezza del caule. I concimi impiegati furono: per- fosfato, cenere, solfato ammonico e guano. Per quanto riguarda la robustezza del caule, i migliori risultati si ebbero con una concimazione comprendente azoto, anidride fosforica e potassa nella proporzione 1 : 3,6 : 1. Per quanto si riferisce alla combustibilità del tabacco fermentato i mi- gliori risultati complessivi si ottennero da una formula di concimazione 1 : 3,3 : 1. Un eccesso di perfosfato esplicava un'azione negativa sullo sviluppo del tabacco. Coltivazione e cupa del tabacco nell'isola Maurizio. - Bulletin of the Imperiai Institute, v. xvni, n. 2, p. 252-256. Londra, apr.-giug. 1920. Dal 'Bollettino di Informazioni Agrarie dell' Istituto Interna\ionale di Agricoltura, N. 5, 1921. I risultati di esperienze eseguite nel 1916-17 con tabacco di Réunion nel « Botanic Garden Pamplemousses ed in 2 altre località dell'isola sono già stati riferiti. Nell'annata 1917- 18 furono piantate a tabacco 12 are a Pamplemousses, 12 are a Riche Terre e 2 are a La Ferme. Queste prove hanno mostrato che il « tabac bleu » è più resistente alle malattie dei tipi Virginia, Sumatra e tabacchi turchi precedentemente speri- mentati, quantunque anch' esso sia in certa misura soggetto agli attacchi. Si stima che 100 piante rendano circa 5 kg. di semi. Le piante di tabacco del tipo Réunion si mostrano particolarmente sensibili all'acqua e, a condizione che la pioggia sia abbastanza uniformemente distribuita per tutto 1' anno, si può fare a meno dell'irrigazione. In generale, i mesi più adatti per la semina nell'isola Maurizio sono da dicembre a febbraio. Le piante sono mature circa 4 mesi dopo essere state piantate in campo; dopo averle tagliate a 8-10 cm. sopra terra, si può lasciare crescere dai ceppi un nuovo raccolto di ributti, ma la loro produzione rara- mente supera 1 / 3 del primo raccolto e non pare proficuo lasciar crescere più di un raccolto di ributti. II raccolto in foglie verdi varia molto a seconda delle condizioni locali; in media è di 9 a io t. ad ha. Il rendimento in mannocchi o « carote » di foglie curate (una « carota » consiste di un fascio acuminato alle due estremità del peso di 8 a io kg. coperto con un involucro di foglie secche di banana detto « empondres » e strettamente legato con funicella di sisal) è di circa il io°[, di quello in foglie verdi; il rendimento in tabacco manifatturato è di circa il 34% delle « carote », cioè il 3,4 °/o delle foglie verdi. BOLLETTINO TECNICO 123 Peronospora Hyoscyami dannosa al tabacco, nella Florida e nella Georgia. — Smith e. f. e mckenney r. e. b., in United States Department of Agriculture, Department Circular iy^, 6 pp. Washington, D. C, aprile 1921. Dal Bollettino d'Informazioni Agrarie dell Istituto Internationale d'Agri- coltura N. 6, 1921. A richiesta di coltivatori di tabacco della Florida, i semenzai situati in prossimità di Quincy furono ispezionati il 29 marzo 1921 e trovati gravemente colpiti da un'infezione fungina, subito riconosciuta diversa da ogni altra ma- lattia del tabacco per l'innanzi osservata negli Stati Uniti d' America e simile invece, sotto certi rispetti, a talune malattie segnalate nella Malesia e nell'Au- stralia. La malattia di cui qui si tratta comparve nella contea di Gadsden (Flo- rida) su quattro semenzai, molto distanti fra loro, quasi contemporaneamente, cioè verso il 21 marzo. Manifestatasi di solito in vicinanza d'una estremità del semenzaio, di qui s'estese sul resto del semenzaio stesso sia per diretto allargamento dell'area infetta sia per lo sviluppo di altre piccole zone infette e il successivo allargamento di queste. Nella maggior parte dei casi l' intero semenzaio diventò infetto nello spazio di una settimana dall'epoca della com- parsa della prima area colpita nel semenzaio. Il 5 aprile l'infezione s'era già diffusa in almeno ventisei semenzai della contea di Gadsden; 1' 8 aprile essa era segnalata in numerosi semenzai della finitima contea di Decatur (Georgia). All'epoca in cui la malattia fece la sua comparsa, nelle due indicate con- tee si lamentava la mancanza di piogge, al che in molti semenzai di tabacco fu ovviato mediante aspersioni dall'alto. Durante alcuni giorni immediatamente prima dello sviluppo della malattia e per pochi giorni dopo si notarono nella stessa regione una intensa rugiada e una forte nebbia ogni mattina, dissipate prima delle nove antimeridiane dal calore asciutto del sole. Durante il periodo susseguente questa rugiada e queste nebbie non si manifestarono più. I semen- zai radi furono colpiti non meno gravemente di quelli fitti. La malattia è, a quel che pare, prodotta da Peronospora Hyoscyami originariamente descritta da De Bary su Hyoscyamus niger in Europa. Non sembra ch'essa abbia mai colpito il tabacco in Europa, ma consta che ha at- taccato gravemente per molti anni questa pianta in Australia (Nova Galles del Sud e Victoria). E' stata anche osservata nell'Africa del Sud. Nel 1885 fu segnalata nella California meridionale su Nicotiana glauca, pianta ivi intro- dotta dall'Argentina La malattia deve esistere pure nel Texas, poiché nelle collezioni micologiche del Dipartimento d'Agricoltura degli Stati Uniti si tro- vano piantine di tabacco raccolte nel 1906 a Hallettsville e colpite da una Peronospora ritenuta identica a quella di recente osservata nella Florida. S'ignora come la malattia sia stata introdotta nella Florida. Non è pro- babile che ciò sia avvenuto per mezzo del poco seme colà importato. Non è invece impossibile che la malattia possa essere stata importata negli Stati Uniti mediante le stuoie, frequentemente di seconda mano, usate per l' imballaggio del tabacco e importate annualmente da Sumatra. D'altra parte, la malattia può essere pervenuta nella Florida dalla California e dal Texas, particolarmente se la specie non produce oospore e se il fungo trovato su N. glauca nella California è identico; o in questo caso l'infezione può essere stata importata direttamente per mezzo dei rifiuti accumulati su la costa dell'Atlantico meri- dionale o del Golfo, giacché le indagini fatte nel!' Erbario nazionale dagli 124 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Stati Uniti hanno rivelato che N. glauca è stata raccolta a Camden nel New Jersei (1897), Quarantine Station nella Carolina meridionale (1889) e ripetuta- mente a Pensacola nella Florida (1880, 1897, 1903, ecc.). La rapida diffusione della malattia nelle due contee è facile a spiegarsi. Il fungo produce una gran quantità di conidì secchi, polverulenti, leggerissimi, e inoltre le condizioni atmosferiche erano particolarmente favorevoli. L'osserva- zione dimostra in modo che non ammette dubbio come a questa diffusione del male da semenzaio a semenzaio abbiano largamente contribuito i visitatori i quali passando dai semenzai infetti a quelli sani recavano aderenti ai piedi e agli abiti i conidii del parassita. La diffusione del fungo in uno stesso semen- zaio è indubbiamente dovuta in larga misura all'opera del vento; pure a que- sto ultimo è forse da attribuire in parte la diffusione della malattia da semenzaio a semenzaio. Non si possono ancora far previsioni circa l'ulteriore comportamento della malattia negli Stati Uniti. Ma è probabile che il coltivatore di tabacco da ora in poi avrà da lottare contro un'altra grave malattia e che egli potrà riuscire ad ottenere un buon prodotto soltanto se adotterà tutti i mezzi a sua dispo- sizione per combattere il nuovo nemico e in particolare semenzai con terreno sterilizzato, seme di accertata purezza e regole igieniche nella cura delle pian- tine così che la malattia non possa essere introdotta da altri semenzai nei proprii. All'uopo i semenzai dovrebbero essere distanti fra loro quanto più possibile e l'accesso dei visitatori dovrebbe essere severamente proibito. Dato il clima umido della Florida e il metodo di coltivazione quivi se- guito per il fine tabacco da involucro (campi ombreggiati da graticci o da velari), il quale determina un aumento dell'umidità ambiente e considerato che le malattie di nuova introduzione riescono molto più dannose di quel che non siano nel loro paese d'origine, non sembra affatto prudente di piantare a dimora in questi campi ombreggiati della Florida le piantine apparentemente sane provenienti dai semenzai infetti. Inoltre non dovrebbe essere permesso l'ingresso nei campi sani alle persone che abbiano frequentato i semenzai infetti. Subito dopo constatato la presenza della malattia fu raccomandata la di- struzione dei primi pochi semenzai che erano interamente colpiti. Fu inoltre raccomandato di irrorare i semenzai non ancora attaccati o colpiti soltanto leggermente con una soluzione diluita di poltiglia bordolese la quale, contra- riamente a quel che fu osservato in Australia, sembra abbia dato buoni risul- tati in quei semenzai della Florida nei quali questo trattamento è stato già applicato. E' da ritenere che migliori risultati ancora si otterranno applicando la soluzione di poltiglia bordolese nel tardo pomeriggio allorché le foglie delle piantine di tabacco mostrano una certa tendenza a prendere la posizione eretta, il che permette una più pronta applicazione del rimedio su la pagina fogliare inferiore, dove è più probabile che l'infezione abbia a localizzarsi. Il miglioramento del tabacco mediante ibridazione e selezione all'isola di Sumatra.— Jochems J. in Mededeelingen vari het Deli Froefstation te Me- dan, seconda serie, n. xix, p. 1-25. Medan, 1921. Dal Bollettino di Informazioni Agrarie dell'Istituto Internationale di Agricoltura, N.° 6, 1921. Vengono esposti i risultati dei lavori per il miglioramento del tabacco BOLLETTINO TECNICO 125 eseguiti alla Stazione di Medan (Sumatra) lungo due vie: ibridazione seguita da selezione o selezione per linee pure. Ibridazione. — Studio delle discendenze dall' incrocio linea chiara N. i X linea scura N. 72 condotti allo scopo di individuare ed isolare un ibrido a caratteri costanti. I risultati sono anche per questa volta rimasti negativi: le progenie non si presentano mai omogenee; e si hanno individui simili alle due forme parentali estreme con tutte le graduazioni intermedie. Si riporta una tabella di dati relativi alla F 2 e alla F 3 generazione. Linee Incrocio Generazione Scure Chiare Miste 2184 2 '44 2223 2174 2267 2229 2231 2233 72 X 1 » » » 1 X72 » a » F 2 ^3 F 3 F 3 Fi F* F 3 ^3 58,4 % 3°-9 41,6 33,5 37,° 31,0 3°,5 38,1 '8,7% 45,3 27,9 37,o 3 '.5 4°',7 3',' 37,3 22,5 % 23,4 30,1 29,1 21,5 38,0 24,1 Dal complesso dei rilievi eseguiti sonosi tratte le seguenti conclusioni : 1) La percentuale di foglie scure nella maggior parte degli ibridi è più elevata che nella linea 1, mentre la percentuale di chiare è più bassa. 2) Le percentuali che si osservano negli ibridi differiscono assai poco da quelle della linea 72. 3) Fra i pochi ibridi che si possono ritenere superiori va segnalata la linea N. 2155 la quale fornì tabacco superiore alla linea 1 (Consorzio di Deli). 4) Nelle piantagioni Soenger Bahasa X ibrido 2255 si addimostrò supe- riore alla linea 72; nella tenuta di Goenoeng Rinteh il N. 2229 tiene il pri- mo posto. 5) Non si è ancora potuto isolare un ibrido veramente fisso nei suoi caratteri. Sono pure allo studio incroci tra le linee 1 e 774 (a molte foglie); i dati sino ad ora raccolti non permettono però ancora di formular giudizi o pre- visioni. Linee pure: Continua lo studio con esito favorevole per le seguenti linee 774; 97 6 ; 542 e 553. La coltivazione del tabacco di Sumatra al Cameroun. — R. Thillard. Da « UoAgronomie Coloniale » Anno 6°, N. 40, Aprile 1921. —Editore E. Larose. Parigi. Di questo interessante studio dell'Ingegnere R. Thillard, Direttore Gene- rale della « Compagnie Des Tabacs du Cameroun » riproduciamo qui il primo capitolo: Cenni storici. « Da molto tempo gl'indigeni del Cameroun si sono dedicati alla coltiva- zione del tabacco, principalmente a Yaundè, a Ebolowa e nel Bamun; ma sola- 126 R. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO mente nel 1907 furono intrapresi i principali esperimenti per la produzione di foglie destinate alla formazione di sigari. Questo primo tentativo ebbe luogo a Bibundi e non pare abbia dato buoni risultati a causa del clima troppo umido e della vicinanza del mare. Una seconda prova ebbe luogo in migliori condizioni a Esosung, con semi bene accertati della varietà « Sumatra Deli » in una regione che presenta le seguenti caratteristiche: « Terreno precedentemente coperto di alte foreste e d'erba d'elefante (Pen- nisetum macrophyllum) essenzialmente vulcanico, ineguale e accidentato con ba- cini stretti a suolo basaltico profondo, ricco e leggero. Clima piacevole degli altipiani con la caduta di frequenti pioggie da maggio a dicembre e caldo re- golare da dicembre ad aprile. Notti fresche con nebbie abbondanti durante il medesimo periodo ». Questa prova, eseguita su parecchi ettari, dette per rendimento circa 800 kg. per ettaro di un tabacco che fu giudicato simile a quello di Sumatra e considerato come un buon tabacco da fascia. La caratteristica principale era, con la finezza del tessuto a costola e nervature poco pronunciate, una grande lunghezza e larghezza delle foglie. La migliore qualità di questo lotto (circa 4 botti) fu pagato in Europa, a quell'epoca, fino a fr. 18,75 al kg. In seguito a questi risultati, tentativi su maggiore estensione furono suc- cessivamente effettuati nelle regioni di Esosung, d'Ekote e d'Ebunge, di Nyombè, di Penja e Banga, di Ngale e Djunge, col concorso di molto personale europeo e di numerosi operai indigeni. Da questa epoca si riconobbe la necessità di coltivare il tabacco in avvicendamento con altre piante (riso, mais, patata, ara- chidi) che avevano il vantaggio di permettere al terreno di riposarsi e di for- nire il nutrimento necessario al sostentamento degli operai. La rotazione adottata predisponeva il ritorno del tabacco sul medesimo terreno nel corso della seconda annata, poi 1' abbandono del suolo durante sette anni. Grazie al clima d'Esosung, in questa regione il tabacco si può coltivare durante tutto l'anno, ma le colture erano generalmente distanziate. Fu riconosciuto possibile distinguere annualmente due periodi di coltura: l'uno che s'inizia in aprile con la raccolta in fine luglio o principio d'agosto; l'altro con la semina in agosto e raccolto in dicembre. La preparazione del terreno si effettuava tutto l'anno. Si fabbricarono anche dei sigari ricorrendo al concorso di operai sigaristi abitanti il Bakossi. Questi operai sono ancora oggi rinomati per la loro abilità a cernire e classificare il tabacco. Si stima che ciascuno operaio possa confezionare cento sigari al giorno. Questi sigari nel Cameroun avevano la reputazione di essere leggeri e di un gusto gradevole. Si tentò di preparare del tabacco « tipo inglese » ma poiché 1' utile ottenuto non fu soddisfacente, questa fabbricazione fu abbandonata. Varietà coltivate. Sembra che siano state provate, accanto al Sumatra Deli, numerose va- rietà di tabacco senza ottenere d'altra parte molti successi con esse. Fu così che il tabacco di Java probabilmente il « Kanari » fu abbandonato a causa del suo tessuto grossolano, della sua costola e nervature pronunciate. L'Avana, il BOLLETTINO TECNICO 127 Kentucky, il Connecticus, il Landfried, e un esperimento con tabacco della Turchia non diedero risultati migliori. Al contrario il Deli Sumatra dava del tabacco di buon aspetto. Se si deve credere alle informazioni indigene, sementi del Cameroun furono vendute a dei piantatori di Sumatra, allorché questi ebbero una raccolta difettosa o di conseguenza semi dì scarto. Un litro di semi era ceduto in simili contingenze a 1000 franchi: Qualità dei tabacchi secondo le piantagioni. Dal punto di vista della qualità dei tabacchi del Cameroun, quelli di Ba- kossi sembrano avere ottenuto il migliore prezzo (fino a fr. 18,70 il kg.). Il ta- bacco si distingue per le sue foglie di grandissima dimensione a tessuto fine. Ver- rebbero in seguito per ordine d'importanza: I tabacchi di Djungo a foglie egualmente grandi; I tabacchi di Pendja, a portamento elevato, a foglia grande, ma che sof- frono del calore eccessivo dopo le coltivazioni d'agosto: I tabacchi di Banga identici a quelli di Pendja; Infine i tabacchi di Nyombé, di cui le foglie, più piccole, non trovano in certe annate, sul mercato, i prezzi offerti alle altre qualità. Si stima che in generale i prezzi del tabacco del Cameroun oscillassero, prima della guerra, da fr. 5 a fr. 1 1 il chilogramma. La crisi del commercio del tabacco in Tessaglia. Il Bollettino di notizie commerciali del Ministero d'Industria e Commercio pubblica: Da un rapporto della Camera di Commercio di Volo si rileva che la pro- duzione del tabacco in Tessaglia durante l'anno 1920 fu di 6,575,780 oche, di cui 2,775,780 oche nella provincia di Tricala e 3,800,000 in quella di Larissa. Alla fine dell'anno rimanevano i seguenti depositi: circa 9 milioni di oche presso i produttori; circa 4 milioni di oche presso i commercianti: circa 5 '/a milioni di oche invenduti all'estero. Nel rapporto è fatta rilevare la forte crisi che, come in altre parti della Grecia, anche in Tessaglia ha colpito il commercio del tabacco, e le cui cause si fanno consistere: a) nell'eccessiva produzione; b) nell'incompetenza di parecchie persone che si sono recentemente dedicate a questo commercio; e) nelle forti spedizioni di tabacchi russi, bulgari e di altti paesi de) Levante, in concorrenza ai ta- bacchi greci, sui mercati principali d'Europa e di America. Il mercato di Tessaglia si trova perciò sovraccarico di rimanenze di vec- chi raccolti, il cui collocamento è oltremodo difficile. Si pensa di portare ri- medio a tale stato di cose, limitando la coltivazione per alcuni anni, fino a che non sieno in gran parte esauriti i depositi ora esistenti sia in paese che sui mercati esteri. 128 K. ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO Il colore e l'odore degli estratti di tabacco. Dalla « Rassegna della stampa agraria estera ». O. Micron < Italia Agri- cola » Anno 58 , n. 6. E' generalmente diffuso il convincimento che la for^a di un estratto di tabacco si possa desumere sia dall'odore, sia dal colore. V. I. Safro, in The Journal of Economie Entomologa, dichiara la cre- denza assolutamente erronea. L'odore dell'estratto di tabacco è dovuto in gran parte ad olii essenziali e ad altre sostanze non ancora ben definite; in uno dei tanti saggi dell'Autore risultava che un « estratto » col tre per cento di nicotina aveva un più acuto odore di un altro con il 43 per cento. Si ammette anche che quanto più alta è la concentrazione in nicotina, tanto più intenso è il colore. Osserva, però, al riguardo, il Safro che la ma- teria colorante è pressoché interamente dovuta a principi nettamente distinti dalla nicotina. Applicazione del nitrato di soda al tabacco all' alto del trapianto. Dalla « Rassegna della stampa agraria estera » O. Micron « Italia Agri- cola » Anno 58 , p. 4. E' entrata nelle abitudini di alcuni coltivatori di tabacco, che eseguiscono il trapianto a macchina con apparecchio di innaffiamento, di porre una certa quantità di nitrato di soda nell'acqua allo scopo di offrire un alimento pron- tamente assimilabile alle piante non appena radicate. Furono però in propo- sito registrati vari insuccessi: il nitrato, anziché favorire la vegetazione, deter- minava in breve andare l'avvizzimento e la morte delle piante che avevano ricevuto, invece dell'acqua semplice, la soluzione nutritiva. La Stazione sperimentale agraria del Kentucky ha voluto chiarire il mec- canismo di tale fatto con esperienze espressamente istituite, ed è risultato che anche in soluzione ridottissima, e cioè soltanto a concentrazione di poco supe- riore del 0,3 per mille, il nitrato determina un passeggero avvizzimento delle piante, avvizzimento che può essere permanente e fatale con soluzioni più concentrate. Il relatore non parla del grado di concentrazione cui può giungere caso per caso la soluzione a contatto delle radichette in conseguenza della evapo- razione più o meno rapida dell'acqua dopo il trapianto, questione che pur sarebbe molto importante di considerare. PUBBLICAZIONI RICEVUTE Door Hj. Jensen. — Ziekten Vari De Tabak In De Vorstenlanden. — N. V. Boek- handel en Drukkerij — Voorkeen - E. J. Brill — Leiden, (921. Department of Agriculture of South Australia: By C. H. Beaumont. — Spraying — An Address Given at Mu r ray Bridge Agri- cultural Bureau. 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ISTITUTO SPERIMENTALE DEL TABACCO LU .> UJ G O O O -J o oc o LU H UJ CM 2 M ss sì oiuuuiiuop o^uo^ 52 ) 5 2 ) 3 3 otoS uoo mqqou uoo 1 1 1 ' 1 1 i C 1 1 i 1 1 1 C imijq uoo «p^iSru uoo co 1 1 1 1 1 1 C «* 33 C3 CD 03 CD L u Rsim 1 IH Oì co 1 1 | IU0J8S S3 OS CO 03 IO 03 03 ISOAOld co tH oo 00 IO CD CD uilui ì il ciSSoij q co" OS o o co OS 03 OS rH 03 03* -< o ed co uimuiui ripara 00 co 00 co co co os co co CD CO EH i — i i — i CO co co co co CO L— LO CD P ^luissuiu GO o OS 00 t CO CO co LO CO lO o o CO CO lO CD — 1 ,—< t - OS 03 co O o ■ ■^ Ti 03 OJ 03 o • fi E OS -. 33 CO CD os «* ■r-1 L~-i O co -tf tH o -4-> - 1-H *"" c^ 03 03 03 o o 1 CD 1 1 1 1 1 13UIIUIUI ^ipoiu finissimi oo" W co co 2 C/3 « rvi O Pd cd ■BUIIUIUI ^ipoui ^UIISSI? LU LU CO LU co 00 CD os co ■«* OS io 00 lO o lO co LO t~ i> !>■ c- c- CD ■Q" -* lO Tfl Iffl «* CO CD tH CO lO o IO LO LO 1» <~ l~- L— c- L^- O CD co "* lO T-\ Q3 CD CD e*/ CD os lO L'- io CD O o o 'bc O g be bc CO o cu & ^! ex CP S O J < ce Anno xviil. atfobre-Hovembre-Dicenibre 1921 fl. 4 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA DEL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIVAZIONI DEI TABACCHI " LEONARDO HNGELONI „ SCAFATI (Salerno) & SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 Anno xvill. OttiliR-flmiHmlni 1921 N, 4 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali ollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA DEL R, ISTITUTO SPERIMENTILE PER LE COLTIY AZIONI DEI TABACCHI " LEONARDO fiNGELONI „ SCflFRTI (Salerno) SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1921 NEVA 4ÌA* CENNI SULLA COLTIVAZIONE DEL TABACCO IN VAL LAGAR1NA (>) ( Dr. A. Splendore ) La coltivazione del tabacco in Val Lagarina, sotto il pas- sato dominio austriaco, é rimasta limitata ai distretti giudiziari di Ala-Mori e Rovereto e di Riva nei comuni di Nago e Torbole. Secondo notizie frammentarie raccolte, notizie che meritano di essere meglio controllate in base a documenti ufficiali, nel 1722 il tabacco si coltivava negli orti roveretani, ma la colti- vazione sarebbe stata concessa in larga misura verso il 1740 dal- l'Imperatrice Maria Teresa, di poi riconfermata da Giuseppe 11° e dal Principe Eugenio — Viceré della Cisalpina — e quindi con diversa vicenda continuata. Il tabacco coltivato in Valle Lagarina va sotto il nome ge- nerico di •> Nostrano » di cui quest'anno é stato possibile iden- tificare due forme. Una a foglie ovato - lanceolate acute, subpicciolate, la più diffusa, detta « a foglie spine » ; una a foglie subrotonde, ugualmente subpicciolate, poco dif- fusa, detta « a foglie rotonde o Campese » . Fino al 1890 sembra si coltivasse largamente il Nostrano a foglie rotonde che in seguito venne sostituito con 1' altro a foglie spizze. (1) Notizie stralciate da una relazione presentata nell'anno 1 9 1 9 al Mini- stero delle Finanze dal Dr. A. Splendore, Ispettore Superiore Tecnico dei Mo- nopoli Industriali. 186 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVA/IONE TABACCHI La varietà a foglia subrotonda, come afferma del resto l'O- rigo (2), ha qualche riscontro con il tabacco « Moro di Cori » , mentre l'altra si approssima nel suo insieme, ad eccezione della picciolatura, oWAvanetta del Brenta. Difficile però riesce, pel momento, l' intcrpetrazione filoge- netica del tabacco di Valle Lagarina. Seguendo gì' insegnamenti del Comes, tanto il Nostrano a foglie rotonde, quanto quello a foglie spizze, dovrebbe ritenersi derivante dalla Tabacum varietas fruticosa, varietà questa da ritenersi di dubbia esistenza ed in ogni caso incerta. A nostro avviso le due forme di tabacco deriverebbero dalla N. chinensis, che riteniamo specie elementare genuina e come tale meritevole di essere elevata al grado di varietà. Nell'Istituto, tra i tanti derivati di incrociamento, si hanno quelli della N. chinensis con la Texana e con la Longiflora. Dalla filiazione di Texana x Chinensis oltre le forme di ta- bacco similari a quelle coltivate in Cina, ne sussiste una a pic- ciuolo schiacciato appena alato, a consistenza piuttosto grosso- lana, ricordante il Nostrano a foglie ovato-arrotondate ; ed una di N. chinensis x Longiflora, sessile, grossolana che ha partico- lare riscontro con le forme di tabacco del Canal del Brenta. Tutto ciò indurrebbe ad ammettere che il ceppo materno originario, sia della sorte di tabacco di Valle Lagarina come del tabacco del Canal del Brenta, debba considerarsi unico: il ceppo Chinensis, Fisch. Con riserva di riesaminare con maggior agio la questione, si può intanto rilevare che il tabacco di Valle Lagarina si è af- fermato nella regione con le seguenti caratteristiche: grossolanità della foglia che per giunta è cartacea; preco- cità di maturazione; deficiente combustibilità; gusto piuttosto forte; attaccabile dalla ruggine o fersa; adatto, in tali condizioni e nelle condizioni in cui si produce e si cura, principalmente per prodotti da fiuto, tanto prediletti dalle popolazioni del Trentino. Da notizie direttamente assunte, risulta che, specialmente in territorio di Mori, furono tentati esperimenti di coltivazione di (■z) Bollettino Tecnico, 1906. BOLLETTINO TECNICO 137 tabacco da fumo con le varietà White Burley, Rhetat, Ava- netta, Cucchctto, Avanone, Stolak, Villanica, Nevrocop, sotto forma pura o meticciata. Sembra però che gli esperimenti in parola, eseguiti sotto la pressione delle autorità politiche del Trentino, fossero sempre ostacolati dal governo austriaco, il quale riteneva più conve- niente allargare le coltivazioni in Dalmazia, Bosnia ed Erzego- vina, dove poteva ritrarre tabacchi gialli di tipo erzegovese di pregio industriale abbastanza notevole, a prezzi di gran lunga inferiori del tabacco della Valle Lagarina. Le forme di tabacco giallo allevate in territorio di Mori, a giudi/.io di alcuni impiegati della Manifattura di Sacco, riusci- vano di bello aspetto, di buona combustibilità e di rilevante reddito. I singoli coltivatori di tabacco giallo erano obbligati a con- segnare i prodotti allo stato secco. Si sarebbe frattanto d'avviso di ritentare le prove con cri- teri non offuscati da prevenzioni, affidandole in prima linea ai maceratori, che in generale sono anche provetti coltivatori e di- spongono di locali e ordegni e mano d' opera per condurre gli esperimenti a buon fine. Più che i classici tabacchi orientali dovrebbero essere messi a prova i tipi erzegovesi, nei pressi delle macere di Sacco, Brcn- tonico, Mori e Lizzana. • 138 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI ci , s G N o 3 _1 t^ •*■< 3 _o cj o ci S -a rn OJ K n ^ * tS ci N o O 1 o i- l! • u ° a£ -ci E Cu \r> i>r co^ CN o" CN. co 1 f M C e o o u u o *-> co o u o < CO Ctì cu CJ LO co" IO o co o LO co CO- lo" ■^ "^ co vO. LO~ co ! w ♦j CO ctf tf -a s ■*-* o o _ u ■*— ' 0) o Uj . .-. o ^ o l>- h- r- ^ o o LO o o o rH "O CO r J CO e — I m co O- h- ■«* o o t> co o i— i o LO vO 1 JD o CN o 00 CN — i 1—1 LO o o o l-H CN co 1 0) CO H lo IO LO "^ LO LO "«* <* LO ^ LO *tf LO co o 'n * 3 U "O ce; cu o la. a CJ < e C .2 co CN 1 co CN T3 Tj CN CN co CN IH CN ! CN TJ !H o 1 ed S e <-t-l 1 +•» e o OS CJ 11 o o O CN ì— i O o r— i o CN "* o t> u -a . — « o r- o 00 LO CO 1— I r— ( 00 oo CN h- LO a ' J o 00 o r— 1 CN CN o i — l o LO 00 o LO 1 JD cr CAD cu T— < h- o CO LO o O CN CN LO r~- co co co > co co co co co co CN CO CO CO CN co CN j— U o H f^ 00 "tf CN r-^ co o co Z e io 1 LO 1 l co o o co CN «-H o ìCi 1 1 (/) < CN CN CN 1—1 o 1— e i — i t— i o o C^ 00 r— 1 i—i 1—1 CO Cu s 0) cu •— » CJ ctf <£5 CO T— 1 00 r^ h- LO LO CN -sf ^t 00 i—l 1 1 1 o r-- O OO t- oo »n t> OJ 1 Lì cu X co 1 1 1 co CN CN CN OJ OJ OJ OJ CN 1 O C/3 7, o CN co ^ LO O r- oo o i— i OJ co "St o o O o o o o o o o i—i , — i y o 0> o> o o o c^ o> On o> o e* o c^ o < 1 BOLLETTINO TECNICO 139 ELENCO DELLE VOCI PIÙ COMUNI IN USO PER LA COLTIVAZIONE E CURA DEL TABACCO IN VAL LAGARINA Accertamento — È il contamente) prima della raccolta per accertarsi che non manchino piante e foglie. Arelle — Graticcio costituito di un telaio di murali e di un fondo di can- niccio delle dimensioni m. 3,80 per m. 1,65, destinati a met- tere in prosciugamento le Strazze e qualche volta le foglie per pacchi. Butti o Rebutti — Sono i germogli. Cavicchio — Piantatore di legno con puntola di ferro. Classifica — Divisione dei prodotti di classe secondo il capitolato d'o- neri. Contaìviento — È l'operazione di prima verifica. Corde — Si chiamano così le filze dei pacchi dolci di 80 a 100 foglie. Costiera — Posto ben soleggiato presso il quale si formano le aiuole dei semenzai. Crivelli — Sono a l'ondo di rete metallica a maglie di diverse dimen- sioni (da un mezzo cent, a 2. mm.) destinati a separare i frasami di varie dimensioni e a purgarli dalla terra. Drazi — Sono crivelli con fondo a graticcio costituiti di nastri sottili di legno con fori quadri di circa cent. 1 \\2. —Servono per cer- nire le strazze per separarle dalla terra e dai frasami minuti. Ferza o Ferro - S'intende la ruggine del tabacco. Insinuazione — La domanda che fa il coltivatore per ottenere la conces- sione o altro diritto regolamentare; come per esempio, l' auto- rizzazione della raccolta e trasporto alla macera. Lldratura Rincalzatura. 140 Et. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI Lenzuoli — Teloni da m. 1,20 x 1.60. Loppia - Malattia non bene accertata delle piantagioni. Macera -- L'insieme dei locali dove viene eseguito il ricevi nento dei tabacchi verdi e la cura. Macera — (mettere in) — Significa 1' operazione con la quale si dispone il tabacco in concalda per favorire l' ingiallimento delle foglie destinate a ottenere " pacchi „ e " strazze „. Manelle — Mucchietti di 18 a 20 foglie soprapposte che si mettono per rammarronamcnto sulle scaliere. — Le foglie ammarronate ser- vono a costituire le mule, le pile e le rosette. Miglili — Sono i frasami in genere. Monti — Massette di deposito del tabacco che si formano dopo ulti- mata la cura. — Molte volte questo nome si confonde con quello di pila. Mule — Massette di tabacco ordinariamente lunghe 2 metri e larghe 1, alte da 45 a 60 centimetri, destinate per la cottura della co- stola delle 'foglie dei pacchi greggi. — Sono costruite mettendo due file di foglie con i picciuoli all'interno, lasciando tra i pic- ciuoli delle due file uno spazio di 20 a 30 centimetri. - La mula è chiusa ai lati con le stesse foglie ed anche superiormente. — (Mettere in mula significa costruire la mula). Nebbia - Si dicono foglie affette di nebbia quelle magrissime traslucide che ingialliscono con facilità, destinate ad ottenere pacchi dolci. m Pacchi — Foglie spianate allo stato secco Si hanno: pacchi dolci co- stituiti da foglie leggere che dopo la cura restano di colore giallo scuro tendente al marrone; pacchi greggi costituiti da fo- glie sostanziose che dopo la cura risultano di colore marrone scuro; pacchi nostrani costituiti da foglie meno sostanziose dei pacchi greggi che dopo la cura rimangono di colore marrone piuttosto chiaro. Patari — Foglie vicino terra che all'atto della raccolta vanno in parte distrutte insieme con le foglie inservibili. Perizia — L'insieme delle ocperazioni ocorrenti per stabilire la classifica delle parti consegnate allo stato verde. — È l'applicazione delle tare ed il prezzo del tabacco. BOLLETTINO TEGNIGO 141 Pertica — Misura di superficie locale equivalente a metri quadrati 3,60. Piazza Spiazzo attiguo alle macere per poter esporre al sole le arelle. Pila - Massetti di foglie, alta da 30 a 40 cent, lunga 2 o più metri, formata da 2 ordini di foglie sovrapposte per circa Un terzo dalla parte delle punte e con i picciuoli all'esterno. Sono desti- nate per completare l'ammarronamento e diminuire l'umidità. — La pila si compone dopo 24 - 36 ore e dopo aver ottenuto la temperatura di circa 30 gradi C. Piloto — Specie di cella alta tre metri e più, profonda circa tre metri e larga da metri 1,50 a 2 destinata a curarvi il tabacco per ot- tenere le strazze di piloto. - Nel piloto le strazze si follano. Reluzione — S'intende la liquidazione. Rigatore — Rastrello con pinoli per tracciare le file pel trapiantamento a distanze determinate. Rosetta — Massetta conica arrotondata alla cima con un vuoto interno di circa 3 ) centimetri di diametro. — Le foglie sono disposte embricate col picciuolo verso il foro interno. - Le rosette sono destinate alla cottura delle costole mediante una fermentazione leggera che non supera i 50 gradi C. — Si ottengono pacchi nostrani di color marrone piuttosto chiaro. — (Mettere a rosetta significa costruire la rosetta). Scaglie — Sono i frasami minuti. Scaliere — Scansie costituite di murali attaccati a! muro o sospese alla tettoia per collocare le foglie dopo la macera riunite in "ma- nelle per pacchi e i fusti „. Scartazione Separazione, delle foglie guaste dalle buone che vanno poste in monti. Scarzatuìu — Remozionc dei germogli. Squazzarolo — Innaffiatoio. Stanghe — Regoli di legno che corrispondono agli smussi del Canal del Brenta destinati a sospendere le foglie per l'ulteriore prosciuga- mento dopo la fermentazione in mula o in rosetta. — Le foglie si sospendono all'uso brentano. Strazze — Sono le foglie sfustate cioè privale dalla costola mediana. - 142 R. ISTITUTO SPKRl MENTA LE COLTIVAZIONE TABACCHI Alle strazze si passano le foglie dalle quali non si possono otte- nere " Pacchi „. Tabacchi morbidi — S'intendono i tabacchi molto acquosi. Tare — Le detrazioni che si 'fanno all'atto della perizia, sul peso totale della partita a titolo di acqua per rugiada o per pioggia, di terra e di parti di stelo rimaste attaccate alla foglia di cima du- rante la raccolta. Terreni morbidi — S'intendono i terreni umidi. Torsi o tronchi — Sono gli steli delle piante. Vaglio — Vaglio ventilatore, tenuto nella Manifattura per purgare i fra- sami non bene cerniti dai maceratori. VERSO UN NUOVO ASSETTO DELLA PRODUZIONE DEL TABACCO "KENTUCKY,, IN ITALIA (1) ( Dr. M. Benincasa ) Da parecchi anni l'Amministrazione dei Monopoli Industriali incoraggia in tutti i modi la coltivazione indigena del Kentucky, data la importanza che questo tipo di tabacco ha pel consumo nazionale: è noto, infatti, che col Ken- tucky vengono confezionati i sigari toscani e napoletani, i quali costituiscono da soli il 30 °[ del totale consumo del tabacco in Italia. Ma, bisogna confes- sarlo, gli agricoltori italiani hanno risposto, fino ad ora, in modo molto mo- desto all' incitamento del Governo. Nell'ultimo ventennio, come appare chiaramente dal seguente quadro, la produzione del Kentucky non ha avuto un incremento apprezzabile; nel 191 1 era già superiore a quella dell'ultima campagna, 1921: ancora non produciamo un quarto di quanto si consuma, ovverosia ancora oggi importiamo dall'A- merica del Nord oltre 150 mila quintali della foglia occorrente alla fabbrica- zione dei sigari toscani e napoletani. Il fatto è tanto più degno di nota, se si considera che, invece, un altro tipo di tabacco, il levantino o orientale che serve alla fabbricazione della popolarissima « Macedonia », con incoraggiamenti minori od addirittura nulli nel periodo iniziale, durante lo stesso ventennio ha avuto uno sviluppo talmente vertiginoso, che già la produzione supera il fabbisogno pel consumo nazionale. fi) Il manoscritto di questo articolo fu inviato contemporaneamente alla nostra Redazione ed a quella del " Giornale d'Italia Agricolo ,,. In quesf ulti- mo periodico fu pubblicato nel numero del 18 Dicembre u. s- Detto articolo, fra altri, ha dato lo spunto ad uno scritto del pari in- teressante, che riteniamo opportuno riportare in appresso, comparso sul quo- tidiano "La Tribuna,, del 30 Dicembre, col titolo "Sulla produzione del tabacco Kentucky in Italia ,, e firmato A. S. N. d. R. 144 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI ESTENSIONE DELLA COLTURA DEI TABACCHI KENTUCKY E LEVANTINI NEL REGNO Campagna Ettari e oltivati Kentucky Levantini 1902 2639.03 142.81 1903 3042.86 .32.89 1904 2982.42 130.04 >9°5 3092.60 332.53 1906 2789.79 394-33 1907 353 2 -'4 414.86 1908 361 1.94 370.92 1909 421 1.99 54240 1910 4925 26 663.81 101 1 5073-79 792.21 1 g 1 2 4296.58 9' 3 87 ' 9 • 3 4428 77 826.23 1914 4466.42 1 1 1 5.20 '9'5 4039 93 1637.03 1916 2356.45 1520.25 1917 1836.81 1596.58 19.8 3 '974' 3117.83 ■9'9 2890.95 4°59-45 1920 3246.43 772 1 .88 1921 5054.15 (1) 1 5222.38 Superfìcie occor- rente pel consumo interno. 20000. — (1) Superf. approssimativa. Quale è la ragione di quesla, dirci cosi, resistenza passiva, che ostacola lo sviluppo della coltivazione del Kentucky in Italia? A parte l'aiuto multiforme dato dall' Amministrazione, certamente oggi non è a' parlare più di fiscalismo, e nemmeno di poca convenienza economica, poiché gli stessi agricoltori affermano che il reddito del tabacco è superiore a quello di qualsiasi pianta industriale: trattandosi di una coltura che richiede largo impiego di mano d'opera, in questo momento in cui si lamenta il ma- lanno della disoccupazione, vi è pure coincidenza- d'interessi con le aspirazioni BOLLLETTINO TECNICO 145 delle masse lavoratrici. Eppure, come dicevo, noi, tutto sommato, in un ven- tennio non abbiamo fatto un passo decisivo in avanti. Ora io credo che questa crisi nella coltivazione del Kentucky tragga ori- gine dal modo come sono ripartite le fasi della produzione tra i diversi fattori della produzione stessa. Ed in vero, nella produzione del Kentucky la fase più importante è la cura. Pensate un po' che per un ettaro occorre un locale di cura il quale oggi mediamente costa dalle 15 mila alle 20 mila lire; e per l'essiccamento ci vo- gliono 60 e più quintali di legna, che a dir poco importano yoo lire. A parte ciò, la cura è operazione difficilissima, che, come dicono gli americani, ri- chiede, oltre a una grande diligenza, anche una buona dose di intelligenza; è un lavoro complesso e fastidioso a cui il nostro contadino malvolentieri si adatta. Da ciò consegue che la coltivazione del Kentucky è rada, perchè non tutti i proprietari di terre si trovano in condizioni di anticipare sì forti capi- tali in fabbricati, e, quand'anche siano disposti a farlo, non tanto facilmente riescono a vincere l'opposizione dei contadini; che la cura nelle prime prove facilmente riesce male, e di conseguenza il tabacco non ha quel valore e quel prezzo che il produttore si aspettava; che, essendo così sparpagliata la colti- vazione, l'industriale, ossia il raccoglitore del tabacco greggio, incontra le mag- giori difficoltà ad impiantare un maga\\ino per il concentramento e l'allesti- mento dei prodotti, e per lo più finisce per lasciare scontenti i coltivatori e fare magri affari egli stesso. Molto diversamente invece vanno le cose pei tabacchi orientali. Per questi la cura è operazione facilissima, equivalente presso a poco all'essiccamento dei fichi al sole, che richiede, sì, largo impiego di mano d'opera, rna un capitale irrisorio per fabbricati e materiali. Ne consegue che la coltivazione è densa, e l'industriale trova ad impiantare facilmente i suoi magazzini di allestimento. Perciò, mentre nella sola provincia di Lecce nella campagna 1921 troviamo 300 ditte industriali che lavorano complessivamente 100 mila quintali di ta- bacco levantino; nel resto d'Italia, invece, abbiamo 290 ditte (che per lo più sono gli stessi produttori) che lavorano complessivamente 2S mila quintali di tabacco Kentucky. * * * Se questa è la causa della crisi che travaglia la produzione del Kentucky in Italia, il rimedio, secondo m;, altro non può essere che quello di sollevare il contadino o agricoltore dal peso e dalla responsabilità della cura; addossan- dola invece all'industriale, il quale, sia una persona o un Ente, per su 1 natura avrà più facilmente attitudine ad un'impresa che richiede capitali, intelligenza direttiva e forza di organizzazione. In altri termini, bisogna industrializzare la produzione del tabacco. Quello che io propongo non è cosa nuova, ed io voglio semplicemente illustrare una cosa vecchia alla luce dei tempi nuovi. Ai tempi del « Sindacato Italiano per l'esportazione dei tabacchi » estesi tentativi furono fatti per eseguire industrialmente la cura in locali propri; ma, la difettosa organizzazione di quella Società fece andare tutto a male. Nella Toscana, e specialmente in provincia di Firenze, troviamo in embrione l'orga- nizzazione che io propugno: ivi i Rasponi, gli Uzielli, e tanti altri benemeriti 14(! R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI della tabacchicoltura nostra, intanto potettero in pochissimi anni sviluppare aziende tabacchistiche di parecchie diecine di ettari, in quanto tolsero ai con- tadini l'onere della cura, assumendola in vasti impianti padronali, per quanto con l'opera stessa dei contadini. Nella Valle Lagarina il passato Governo Au- striaco seguiva un tal sistema a mezzo di industriali che si chiamino « mace- ratori », ossia « curatori », sistema che è stato rispettalo dal nostro Governo. La Cooperativa di Pisa ha fatto quest'anno un largo esperimento di ritiro di tabacco verde, e pare con buoni risultati Ma, un esperimento davvero colos- sale è stato eseguito nella « Piana di Salerno », cioè nei Comuni di Eboli e Pontecagnano della Provincia di Salerno. In quella regione il compianto Dott. Angeloni da tempo vagheggiava una grande coltura di Kentucky, per le ottime condizioni naturali e demografiche: ma erano sforzi vani. Nel 1915 si fece un timido tentativo su 94 are; nel 1918 e 1919, nonostante il favore degli esoneri militari, si riusci a stento a metter su ettari 10.93, e 5-9°- Nel "1920 l' Angeloni fece una prova di ritiro del tabacco verde, adottando altresì uno speciale sistema di cura che nella'sua mente do- veva dare un assetto definitivamente industriale alla produzione del Kentucky: furono propriamente messi a coltura 39.07 ettari. La bontà del sistema si ri- velò immantinente, poiché nel 1921 la coltura raggiunse ettari 332.55 con due impianti di cura, o, come laggiù li chiamano, Stabilimenti, uno presso la Stazione di Pontecagnano della Ditta Biagi, e un altro presso quella di Batti- paglia della «Società Agricola Salernitana»; e nel 192,2 la superficie sarà quasi doppia, con quattro Stabilimenti. Fra qualche anno, rebus sic stantibus, la sola « Piana di Salerno » potrà fornire al Monopolio circa 20 mila quintali di ta- bacco secco, e cioè il io °[ del fabbisogno. Se in tutta Italia si adotterà lo stesso sistema, io credo che in pochi anni ci libereremo dalla schiavitù del dollaro, e si avvererà il sogno di quel grande Uomo, che sacrificò la sua car- riera per vedere l'Italia grande produttrice di tabacco. I vantaggi dell'organizzazione della produzione del Kentucky così come va delineandosi nella « Piana di Salerno » sono di tre ordini: i° l'agricoltore, sollevato dall'onere, dalla responsabilità e dall'alea della cura, ed allettato dal pronto incasso della vendita del prodotto, non avrà più difficoltà a coltivar tabacco invece di barbabietole, pomodoro, granturco o altra sarchiata. Il guadagno che hanno realizzato quest' anno i coltivatori di Salerno è stato notevole: gl'industriali hanno pagato il tabacco fresco a L. 70 il quintale; è un po' troppo, anzi assolutamente troppo, e per l'avvenire biso- gnerà che i coltivatori si persuadano di rilasciare all'industriale non solo le spese vive per la cura, ma anche una congrua aliquota per coprire il rischio ed un equo guadagno. Ma, anche con prezzi più modesti, se si pensa che un ettaro di Kentucky rende dai 100 ai 150 quintali di foglia verde, ci si per- suade facilmente che la coltura del Kentucky anche con la consegna a verde è un ottimo affare. Quindi, in breve tempo si svilupperanno dei centri densi di coltura, i quali per l'azione di controllo dello Stato, dovranno sorgere dove si ottengono le migliori qualità di tabacco. 2 l'industriale, potendo raccogliere gran quantità di materia grezza in breve raggio, può approntare forti impianti, dotati di tutti i mezzi tecnici mo- derni per la razionale cura ed allestimento dei prodotti, il che sarà un van- taggio notevole per la tecnica e per l'economia dell'industria. BOLLETTINO TECNICO 147 3° il servizio fiscale, che oggi, pur con una coltivazione così meschina, l'Amministrazione dei Monopoli a stento riesce ad espletare col personale di cui dispone, sarà ridotto alla più semplice espressione. Poiché al coltivatore si ritira il tabacco quando è ancora erba, lo si mette nelle condizioni più diffì- cili per esercitare il contrabbando; perciò sarà inutile eseguire quelle opera- zioni fiscali che chiamansi I a verifica (contazione delle piante), II a verìfica (con- tazione delle foglie), riscontro del carico (ricontazione delle foglie e pesatura del tabacco s.ecco): al posto di tutto ciò basterà un agente di finanza alla porta dello Stabilimento, mettiamo pure due, uno di giorno e un altro di notte. Ognuno dei due Stabilimenti della « Piana di Salerno » ha ricevuto quest'anno il prodotto di oltre 150 ettari: per tutti i lavori fiscali di 332 ettari pensate un po' quanto personale ci sarebbe voluto: a dir poco nei momenti di maggior lavoro non sarebbero bastati una quindicina tra funzionari agenti ed operai specialisti; al posto di tutta questa gente son bastate due guardie di finanza ed un Capo Verificatore! Oggigiorno, per il servizio fiscale sulle coltivazioni si spendono circa 1200 lire per ettaro, cioè qualche cosa come 100 lire per quintale secco; con l'organizzazione che io propongo si spenderà un quinto ed anche meno! Per me, adunque, l'avvenire della produzione del Kentucky è riservato alla forma e all'organizzazione adottate dalla ditta Biagi e dalla Società Agri- cola Salernitana nella « Piana di Salerno ». Non ho la benché minima pretesa di aver descritto cos'è e come funziona uno Stabilimento di cura di tabacco Kentucky; ma, mi riterrò già soddisfatto se sarò riuscito a richiamare sull'im- portante argomento l'attenzione di persone più competenti di me. SULLA PRODUZIONE DEL TABACCO KENTUCKY IN ITALIA ( a. s. ) Siamo lieti di constatare i benefici effetti della tenace propaganda dell'Am- ministrazione dei Monopoli Industriali per l'incremento della coltivazione del tabacco scuro pesante a tipo Kentucky nelle nostre terre col corrispondente graduale affrancamento del Monopolio dal mercato estero. Citiamo ad esempio l' Agricoltura Piacentina, V Agricoltura Veneta, Il Corriere del Polesine, La Sentinella Agricola, di Cremona, La Voce dei Campi e dei Cercati, di Padova, periodici tutti che esortano l'agricoltore a dedicarsi con fiducia alla coltivazione del tabacco dimostrandone la conve- nienza e la opportunità. Ci soffermiamo però particolarmente su due articoli l'uno « Il Tabacco — Per lo sviluppo della coltivazione» —pubblicato nel numero del 13 novembre del «Giornale di Agricoltura della Domenica» di Piacenza, l'altro nel numero del 18 dicembre del « Giornale d' Italia Agricolo » e intitolato « Verso un nuovo assetto della produzione del tabacco in Italia ». Quest'ultimo è di un tecnico insigne, del dott. Michele Benincasa, un vero specialista «.Iella materia ed eminente nella schiera dei tecnici della Ammini- strazione Monopolistica che si vennero formando alla scuola di Leonardo An- geloni, il grande maestro della tabacchicoltura italiana, stroncato dalla morte allorquando poteva finalmente placare l'irrequieto spirito indagatore e creatore, nella visione della sua Patria avviata alla affermazione pratica della produzione indigena. II Benincasa, in forma semplice e piana, espone le cause del lento progre- dire della coltivazione di Kentucky e la raffronta con quella dei tabacchi le- vantini ed orientali che « ha avuto uno sviluppo talmente vertiginoso che già la produzione (indigena) supera il fabbisogno pel consumo nazionale » e prosegue : « Quale è la ragione di questa, direi così, resistenza passiva che ostacola lo sviluppo della coltivazione del Kentucky in Italia ? A parte 1' aiuto multi- forme dato dall'Amministrazione, certamente oggi non è a parlare più di fi- scalismo, e nemmeno di poca convenienza economica, poiché gli stessi agri- coltori affermano che il reddito del tabacco è superiore a quello di qualsiasi pianta industriale: trattandosi di una coltura che richiede largo impiego di mano d'opera, in questo momento in cui si lamenta il malanno della disoccu- BOLLETTINO TECNICO 149 pazione, vi è pure coincidenza d' interessi con le aspirazioni delle masse lavo ratrici. Eppure, come dicevo, noi, tutto sommato, in un ventennio non abbia- mo fatto un passo decisivo in avanti ». Ora io credo che questa crisi nella coltivazione del Kentucky tragga ori- gine dal modo come sono ripartite le fasi della produzione tra i diversi fat- tori della produzione stessa ». « Ed invero, nella produzione del Kentucky, la fase più importante è la cura. Pensate un po' che per un ettaro occorre un locale di cura il quale oggi mediamente costa dalle i 5,000 alle 20.000 lire; e per l'essiccamento ci voglio- no 60 e più quintali di legna, che a dir poco importano 700 lire. A parte ciò, la cura è operazione difficilissima, che, come dicono gli americani, richiede, oltre a una grande diligenza, anche urta buona dose di intelligenza; è un la- voro complesso e fastidioso a cui il nostro contadino mal volentieri si adatta. Da ciò consegue che la coltivazione del Kentucky è rada, perché non tutti i proprietari di terre si trovano in condizioni di anticipare sì forti capitali in fabbricati, e quand'anche siano disposti a farlo, non tanto facilmente riescono a vincere la opposizione dei contadini: che la cura nelle prime prove facil- mente riesce male, e di conseguenza il tabacco non ha quel valore e quel prez- zo che il produttore si aspettava; che, essendo così sparpagliata la coltivazione, 1' industriale, ossia il raccoglitore del tabacco greggio, incontra le maggiori difficoltà ad impiantare un Magazzino per il concentramento e 1' allestimento dei prodotti, e per lo più finisce per lasciare scontenti i coltivatori, e fare magri affari egli stesso ». Molto diversamente invece vanno le cose per i tabacchi orientali. Per que- sti la cura è operazione facilissima, equivalente presso a poco all'essiccamento dei fichi al sole, che richiede, sì largo impiego di mano d'opera, ma un capi- tale irrisorio per fabbricati e materiali. Ne consegue che la coltivazione è densa, e l'industriale trova ad impiantare facilmente i suoi magazzini d'allestimento. Perciò, mentre nella sola provincia di Lecce nella campagna 1921 troviamo 300 Ditte Industriali che lavorano complessivamente 100 mila quintali di ta- bacco levantino, nel resto d'Italia, invece, abbiamo 290 Ditte fche per lo più sono gli stessi produttori) che lavorano complessivamente 28 mila quintali di tabacco Kentucky ». Vero — senonchè — a parte che secondo noi il capitale per fabbricati ed attrezzi non può propriamente dirsi irrisorio — è opportuno non dimenticare come a spingere « vertiginosamente » la coltura dei levantini nel Leccese sia- no intervenuti due fattori non trascurabili, quali la mancanza di concorrenza di altre colture ad alto reddito e lo incalzare della fillossera divoratrice di ubertosissimi vigneti, la cui ricostituzione esige non solo opera lunga e pa- ziente, ma anche una larga disponibilità di mezzi economici. Intanto, le chiare parole dell'A. ci offrono il destro per richiamare i troppo facili propagandisti ad una esatta valutazione della diffìcile industria del ta- bacco pesante. Siamo sicuri della gratitudine dell'Amministrazione finanziaria per tutti coloro che oggi, con la parola e con gli scritti eccitano gli agricol- tori alla produzione del Kentucky, ma è anche in noi la persuasione che Essa non si dissimuli i pericoli di un eccessivo allettamento allorché la coltura del tabacco pesante viene rappresentata come un Eldorado di pronti ed ingenti guadagni, quasi che l'Amministrazione si sia messa con la benda agli occhi a seminar danaro. 2 150 R. ISTITUTO SPERIMENTALI' COLTIVAZIONE TABACCHI Essa paga prezzi rimunerativi a ragion veduta, non per aver tabacco sem- plicemente, ma per aver del buon tabacco: il che è una cosa ben diversa. E il buon tabacco non viene in tutte le terre come si va affermando da qualcuno, ma esige terreni appropriati e perfezionati da una agricoltura ra- zionale ed intensiva: ed il fare del bel tabacco al campo è meno che niente, se la complessa tecnica successiva della essiccazione e della manipolazione non sia abile, diligente ed intelligente. Noi — modestissimi seguaci dell'Angeloni — siamo fautori ed assertori convinti di una tabacchicoltura italiana, ma se è fuori di dubbio che le prime basi di un ciclo completo di produzione — dalla semina all'allestimento in colli della materia — affidata al Concessionario, hanno finalmente trovato — per F avveduta lungimirante iniziativa del Direttore Generale dei Monopolii Grand. Uff. Emanuele Aliprandi --il loro consolidamento economico in un più sicuro tornaconto, non di meno noi sentiamo impellente la necessità di dire una onesta parola di avvertimento. Ed è questa: il tornaconto scompare se, pur fatta ragione di un agevole assetto agricolo, non sarà studiato con ogni amore e con sicura competenza quello industriale che ha inizio dalle cure: insomma non si creda di poter improvvisare il tabacco. Per corrispondere alle attuali esigenze del Monopolio, la piccola industria casalinga in forma, diremo così sintetica , non è certo più consigliabile ed è per questo che il Benincasa , in continuazione della parte dell' articolo sopra ricordato, così si esprime: „ Se questa è la causa della crisi che travaglia la produzione del Kentu- cky in Italia, il rimedio, secondo me, altro non può essere che quello di sol- levare il contadino o agricoltore dal peso e dalla responsabilità della cura, addossandola invece all'industriale, il quale, sia una persona o un Ente, per sua natura avrà più facilmente attitudine ad un'impresa che richiede capitali, intelligenza direttiva e forza di organizzazione. In altri termini, bisogna indu- strializzare la produzione del tabacco „. ,, Quello che io propongo, non è una cosa nuova ed io voglio semplice- mente illustrare una cosa vecchia alla luce dei tempi nuovi ,,. '• Ai tempi del " Sindacato Italiano per l'esportazione dei tabacchi „ estesi tentativi furono fatti per eseguire industrialmente la cura nei locali propri: ma la difettosa organizzazione di quella Società fece andare tutto a male. Nella Toscana, e specialmente in provincia di Firenze, troviamo, in embrione, V or- ganizzazione che io propogno: ivi i Rasponi, gli Uzielli e tanti altri beneme- riti della tabacchicoltura nostra, intanto potettero in pochissimi anni svilup- pare aziende tabacchistiche di parecchie decine di ettari, in quanto tolsero ai contadini l'onere della cura, assumendola in vasti impianti padronali, per quanto coll'opera stessa dei contadini. Nella Valle Lagarina il passato governo austriaco seguiva un tal sistema a mezzo di industriali che si chiamavano maceratori, ossia curatori, sistema che è stato rispettato dal nostro Governo. " La Cooperativa di Pisa ha fatto quest'anno un largo esperimento di ta- bacco verde, e, pare, con buoni risultati. Ma un esperimento davvero colossale è BOLLETTINO TECNICO 151 stato eseguito nella "Piana di Salerno,, cioè nei comuni di Eboli e Ponteca- gnano nella provincia di Salerno „. Dove noi vediamo affermarsi i due modi più convenienti della produzione: quella direi così aristocratica della Fattoria Autonoma che il concessionario riserva a sé nei primi terreni e quella democratica della cooperazione, nella quale anche il piccolo agricoltore può produrre: ma in entrambe le due fasi, quella agricola e quella industriale — tendono a differenziarsi nettamente e per quanto precede, le ragioni ne sono ormai intuitive e facili a comprendere. Tuttavia, non è pure da escludere che, in particolari condizioni si possa tenere conto di un terzo modo di essere della industria, quello cioè che asse- gna al coltivatore anche la cura del prodotto lino a consegnarlo allo stato sciolto e grezzo al Magazzino dell'industriale, precedentemente autorizzato a farlo coltivare e curare da ogni singolo coltivatore che per lui ha assunto l'impegno di condurre la coltivazione. E qui ne soccorrono le considerazioni dell'autore (i. n.) dell'altro articolo pubblicato nell'Agricoltura della 'Domenica. " A mezzo dei suoi tecnici, che senza risparmio si prodigano per dare a ciascun produttore istruzione nell'occasione di ogni nuova fase della produ- zione, il Monopolio consiglia, ai desiderosi di intraprendere la nuova coltura, la riunione in consorzi per la lavorazione della foglia curata „. " Certo sarebbe la forma ideale. Senonchè lo spirito di associazione, che pure ha fatto grandi passi nel Paese, per cui vediamo benemerite istituzioni, assise su basi granitiche, provvedere all'agricoltore concimi, macchine, ecc. lo spirito di associazione non è peraltro tanto sviluppato che si siano visti for- mare tanti consorzi per la produzione del tabacco „. Poi, più oltre, prosegue : " Il Monopolio, nel suo interesse, assecondi dunque piuttosto le iniziative di coloro che vogliono dedicarsi all'acquisto della foglia curata in base alla sua tariffa che garantisce agli agricoltori il loro utile, assecondi le iniziative di coloro che vogliano divenire industriali del tabacco, simili a quelli delle altre industrie dei prodotti agricoli: oleifici, pilerie di riso, filande di seta, ecc; as- secondi l'opera di chiunque dimostri con serietà di intendimenti e larghezza di vedute, accompagnate dal godimento di stima di probità personale, di vo- ler dedicarsi a questa nuova impresa con impianti adeguati ad una produzio- ne grande „. "Si svolga, se si vuole, un programma simile dopo esperite senza fortuna le possibili azioni per una produzione consorziale, avendo presente che è giu- sto farlo soltanto quando il Consorzio da formarsi abbia a sua propria com- pleta disposizione un suo tecnico: ma non si lasci l'agricoltore singolo, tanto meno lo si spinga a fare quello che non è agricoltura, quello che in America, nel paese d'origine del tabacco in parola, forma oggetto di un'industria e di un commercio a sé ,,. Abbiamo ragione di ritenere che il Monopolio non ostacoli anche questa torma dell'industria, ma, comunque si sia, è evidente l'orientarsi dei compe- tenti verso il raggruppamento di grandi quantità di prodotto ed il Monopo- lio non può che compiacersene perchè se ne avvantaggiano immensamente: e la uniformità delle categorie nelle quali il Kentucky viene poi periziato e la sorveglianza tecnica-fiscale resa più facile ed assidua dai concentramenti della materia in vasti magazzini ed infine l'economia dell'industria che usufruisce 152 R. ISTITUTO Sl'EKIMKNTALK COLTIVAZIONE TABACCHI di un progressivo risparmio delle spese generali col graduale aumento del pro- dotto in ragguardevoli unità. Ne vogliamo chiudere queste modeste righe, che hanno il solo intento di indurre coloro che si interessano alla coltura del tabacco' Kentucky ad una prudente valutazione dei mezzi necessari a raggiungere lo scopo e di indicare le vie da seguire, senza rilevare l'accenno che i. n. fa alle coltivazioni di espe- rimento in concorso con lo Stato. Forse egli è troppo pessimista in materia, ma non è possibile negare un fondo di verità alle sue parole. " ...viene (anche) consigliata la prova nella forma di "esperimento col concorso dello Stato „ cioè con l'assistenza di quelle istruzioni e consigli di cui abbiamo già fatto cenno. Ed i tecnici del Monopolio, con zelo tanto più encomiabile quanto maggiore diviene il loro disagio personale per il loro nu- mero esiguo, e le distanze grandi da superare con mezzi di trasporto quali si trovano nelle campagne, i tecnici soccorrono, per quanto loro riesce possibile, l'agricoltore della loro esperienza, delle loro indicazioni, delle loro dimostra- zioni pratiche. " Ma questa attività in gran parte si perde. L'agricoltore, che nello scor- rere di quasi due anni (dal giorno in cui ha fatto il semenzaio, a quello in cui consegna alla stazione ferroviaria le 5 o io botti del suo tabacco stagionato) è stato chiamato a fare anche l' industriale, ma in proporzioni così ristrette da non essere più agricoltore soltanto e non essere peraltro neppure industriale, l'agricoltore si stanca ! „ Ebbene, non è sempre così: gli esperimenti in concorso con lo Stato non di rad'"> hanno dato ottimi frutti, ma propendiamo a ritenere che essi rappre- sentino uno stadio, nel progresso della propaganda e nell' assaggio dei terreni e dell'ambiente, ormai sorpassato. E' facile comprendere che se noi assentiamo in gran parte nelle vedute del Benincasa per un nuovo assetto della produzione del tabacco Kentucky in Italia, deve essere già in noi la convinzione che le varie regioni della nostra Terra abbiano già dato sufficienti prove ai tecnici delle diverse Direzioni Com- partimentali perchè essi possano, con scienza e coscienza, giudicare se le di- verse plaghe del territorio sottoposto alla loro giurisdizione corrispondano o meno, per terreno, clima ed ambiente, alle condizioni necessarie per una sana produzione del Kentucky, sotto il punto di vista dell'economia e di quello della bontà della materia. Ed allora — considerato che anche i coltivatori sono ormai in possesso di sufficienti elementi di giudizio — è bene non far troppo conto dei timidi che vogliono affacciarsi alla coltura speciale attraverso 1' esperimento, per seguire invece, sorreggere ed incoraggiare quelli che, o individualmente o collettiva- mente, sentano tutta la bellezza di una larga iniziativa di produzione come fonte di un giusto ed onesto guadagno, come affermazione della indipendenza della nostra Patria dalla schiavitù del prodotto straniero. NOTIZIE SCIENTIFICHE E PRATICHE (RIVISTA DELLA STAMPA) stampa Malia usta- - L'estratto di tabacco. — Ing. C. Gramatica. Dal bollettino del Consiglio Provinciale di Agricoltura di Trento. Anno XXXIV, N. 18. 30 Settembre 1921. Nello sperimentare assieme al docente di frutticoltura Sig. Boni un nuovo preparato a base di estratto di tabacco secco confezionato dalla R. Manifattura di Sacco, abbiamo avuto occasione di fare alcune osservazioni in merito a que- sto insetticida che crediamo utile qui riassumere. Vestratto di tabacco in fusti o barattoli che da due anni mette in ven- dita la Regia tabacchi, ha dato motivo, almeno qui da noi, dove se ne fa lar- ghissimo uso nella lotta contro gli insetti nocivi degli alberi da frutto e della vite, a frequenti e gravi lagnanze da parte degli agricoltori, sia per la sua as- serita scarsa efficacia, sia per l'alta percentuale di un deposito salino che si trova nei recipiennti e che rincara sensibilmente il prezzo effettivo dell'e- stratto acquistato, sia per i frequenti casi di bruciature alle foglie osservati dopo le irrorazioni primaverili con questo preparato. Il valore dell'estratto di tabacco quale insetticida viene generalmente va- lutato in base al suo contenuto di nicotina del quale si dovrebbe tener conto nella preparazione di liquido per le irrorazioni. Le esperienze (non nostre) eseguile in proposito fanno ritenere necessaria, specialmente nei trattamenti contro le tignole dell'uva, una soluzione contenente circa 0,15 °[ di nicotina. Prendendo per base questa cifra, l'impiego di 2 kg. di estratto, come da noi si usa, in 100 litri di liquido non può dare che una soluzione scarsamente effi- cace. Da analisi eseguite presso la Stazione sperimentale su vari campioni di estratto risulta che il contenuto di nicotina è sensibilmente inferiore al 5 °[ indicato dalla R. Tabacchi. Noi abbiamo trovato: — nell'estratto di tabacco di un fusto da 100 kg. : 3,93 °[ di nicotina; — nell'estratto di tabacco di un barattolo da 5 kg. : 3,87 °[ di nicotina; — in un estratto del 1920 di un barattolo da 5 kg. : 4,04 °[ di nicotina. Arrotondando queste cifre al 4 °[ risulterebbe per 2 kg. di estratto in 100 154 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI litri di liquido solo 0,08 °[ di nicotina, un contenuto sensibilmente più basso di quello sopraindicato per una soluzione normale. Ma anche scendendo al limite minimo di 0,1 °[ di nicotina, la soluzione al 2 °[ di estratto riesce ancora troppo scarsa per avere un sicuro effetto in- setticida. Bisognerebbe impiegare almeno kg. 2,5 di estratto per raggiungere questo minimo e kg. 3,7 per avere un liquido al 0,15 °[ di nicotina. Nelle prove di irrorazione contro gli afidi delle foglie del pero e del pe- sco, per le quali abbiamo adoperato il nuovo preparato denominato « polvere di tabacco » che ha un contenuto utilizzabile di circa 3,5 °[ di nicotina, ab- biamo potuto constatare che occorrono effettivamente soluzioni più concentrate di quelle di solito indicate per conseguire un completo risultato. Le soluzioni adoperate furono: 1. Al io°[ di polvere pari ad un contenuto di circa 0,35 °[ di nicotina; 2. Al 5 °[ di polvere pari ad un contenuto di circa 0,17 °[ di nicotina; 3. Al 4 °[ di polvere pari ad un contenuto di circa 0,14 °[ di nicotina; 4. Al 2,50 °[ di polvere pari ad un contenuto di circa 0,087 °[ di nicotina; 5. Al 1 °[ di polvere pari ad un contenuto di circa 0,035 °f di nicotina. Tutti i liquidi furono divisi in tre parti; una parte venne lasciata per con- trollo, ad un'altra si aggiunse latte di calce fino a reazione fortemente basica, alla terza abbiamo aggiunto del sapone molle di soda in ragione di 1 kg. per 100 litri di liquido. I risultati delle irrorazioni furono i seguenti: solo le soluzioni ad 1 e 2 ebbero effetto insetticida buono; per i Ni. 3, 4 e sopratutto per il 5 1' effetto fu solo parziale. Questo per quanto riguarda la concentrazione dei liquidi; per le diverse aggiunte non si ebbe notevole differenza nei risultati insetticidi in confronto del controllo, ma maggiore risultò il potere adesivo, con preferenza per quello preparato colla calce. Queste esperienze confermerebbero quindi, almeno per le irrorazioni con- tro gli afidi, quanto abbiamo esposto sopra circa la concentrazione necessaria per le soluzioni di estratto di tabacco. Ma esse ci fornirono motivo anche ad altre osservazioni. Sperimentando sugli afidi del pero e del potere insetticida di soluzioni di estratto denicotiniz- zato e di nicotina ricavata dall'estratto medesimo, abbiamo potuto constatare che a parità di concentrazione (in proporzione diretta al loro contenuto nell'e- stratto) la parte denicotinizzata esercita maggior potere venefico della solu- zione di nicotina. BOLLETTINO TECNICO 155 I risultati sono riassunti nel seguente specchietto: Soluzione di nico- . Soluzione di e- stratto di tabacco denicotinizzato Grado di mortalità degli afidi tina corrisponden- te ad una concen- trazione ne 11' e- stratto del Grado di morta- lità degli afidi >o°l completa io°[ scarsa incompleta per gli 5°to afidi del pero, to- tale per quelli del pesco 5°Io scarsa 2 X h°\o scarsa 2 x h °U nessuna In base ai risultati di queste esperienze si dovrebbe concludere che la va- lutazione del potere insetticida di un estratto di tabacco in base al solo con- tenuto di nicotina non è esatta, ma che ha almeno pari valore il suo conte- nuto di sostanze estrattive espresse dal peso specifico (concentrazione). In que- sto caso la determinazione del contenuto di nicotina, pur conservando un gran valore, servirebbe contemporaneamente a stabilire la concentrazione più o meno grande dell'estratto di tabacco ed in conseguenza il suo effettivo potere inset- ticida. Esperienze più vaste che ci proponiamo di eseguire nel prossimo anno, serviranno a chiarire questa questione. Un altro lagno che viene mosso all'estratto di tabacco riguarda il suo con- tenuto di nitrati. Abbiamo avuto occasione di esaminare dei barattoli che con- tenevano non meno del 20 °[ di deposito cristallino e in un fusto comperato questa primavera dall'Istituto agrario, esso saliva oltre il 25%. Anche nell'Alto Adige, che per i trattamenti nei suoi splendidi frutteti consuma gran quantità di estratto di tabacco, ci pervennero negli ultimi 2 anni simili lagni. Da dove provenga questo sale, che nell'esame chimico si palesò per nitrato di potassa (salnitro) non siamo riusciti ad eruire, né la Manifattura Tabacchi di Sacco fu capace di fornirci un'adeguata spiegazione, pur negando qualsiasi aggiunta nella preparazione della foglia di tabacco. E difatti nel nuovo preparato « polvere di tabacco » di quella Manifattura, confezionato colle acque di lavaggio delle foglie di Virginia e coi residui dei tabacchi da sigarette, noi non abbiamo trovato che traccie di nitrati. Comun- que, la loro presenza nell'estratto liquido è più che accertata e i lagni degli agricoltori, che in questo modo devono pagare il salnitro al prezzo dell'estratto, sono più che giustificati. Ma la presenza di notevoli quantità di nitrati rappresenta anche dal lato della terapia vegetale gravissimi inconvenienti. A questo riguardo abbiamo eseguito nei mesi di aprile e maggio a. e. nu- merose esperienze, onde stabilire la causa delle fortissime bruciature alle foglie, 156 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI prodotte questa primavera, dall'estratto di tabacco nel frutteto dell'Istituto a- grario. Gli alberi maggiormente colpiti erano peri e meli trattati immediata- mente dopo la fioritura con una soluzione al 2 °[ di estratto nella poltiglia bordolese all'i °[ di rame e calce. Ora, le irrorazioni fatte con la prima parte di estratto di tabacco più vicina al coperchio del fusto e che non conteneva che circa 4,4 °[ di nitrati sciolti, non produsse che lievi e in qualche caso nes- suna bruciatura, mentre la seconda parte, più vicina al fondo e quindi ricca di salnitro in forma cristallina provocò gravi ustioni, che, su qualche albero, causarono la caduta di almeno il 50 °[ e anche più delle foglie. In base alle nostre indagini abbiamo potuto stabilire che l'alto contenuto di nitrati di quella parte di estratto più vicina al sedimento sul fondo dei recipienti, produce immancabilmente ustioni sulle foglie ancora tenere, se il liquido preparato per V'irroratone non venne sufficientemente neutrali\\ato e reso alcalino (basico) con latte di calce. Questa circostanza è importante nell'impiego dell' estratto di tabacco che ci fornisce la nostra Regia; la sua non osservanza fu la causa, specialmente nei trattamenti con estratto e sapone, dei molti danni per le ustioni alle fo- glie, verificatisi negli ultimi due anni. Consigliamo quindi nella preparazione della soluzione di tabacco con quella parte ricca di cristalli, che sta in fondo ai recipienti, di adoperare come adesivo, al posto del sapone, latte di calce, aggiungendo tanto da dare alla miscela una colorazione simile a quella di un caffè-latte. Questa aggiunta è necessaria anche se 1' estratto venne preparato assieme alla miscela cupro-calcica. Un altro mezzo molto semplice per evitare ogni danno consisterebbe nella filtrazione dell'estratto con una tela (sacco) separando la parte liquida dai cri- stalli; però anche in questo caso sarà bene adoperare nella preparazione della miscela il latte di calce al posto del sapone. Per una più estesa coltivazione di tabacco. — E. P. DaW Agricoltura Piacentina, Anno XIV, n. io — 31 ottobre 1921, Piacenza. Ricordando che attualmente la coltivazione del tabacco è la più redditiva, l'egregio autore di questa nota pratica riporta il seguente conteggio dovuto alla cortesia del Cav. Giovanni Cipelli di Fiorenzuola d' Arda e che si riferi- sce al raccolto delT anno scorso, facendolo seguire da considerazioni molto opportune ed esatte, dalle quali risulta come una più estesa coltivazione di tabacco Kentuchy in Italia rappresenti un vero tornaconto sia per i singoli agricoltori che per l'economia nazionale. Per ettaro di terreno Spese Redditi 1) Mano d'opera, complessivamente ..... L. 4,400 2) Affìtto e lavorazione del terreno, concimazione, assicurazione grandine, essiccamento, imballa- mento, tasse, ammortamento locali ecc. ...» 3,075 3) Tabacco consegnato, quintali 14, al prezzo medio di lire 900 il quintale » 12,600 4) Reddito netto » 5,125 Bilanciano » 12,600 12,600 BOLLETTINO TECNICO 157 Notiamo anzitutto che il cav. Cipelli che fu tra i primi coltivatori di tabacco nella nostra provincia, ci ha dato un conteggio molto dettagliato e molto attendibile — data la sua lunga e particolare esperienza — e che se ora lo pubblichiamo in riassunto, è solo per ragioni di spazio. Dal conteggio risulta un utile netto di circa 400 lire per pertica piacen- tina che è davvero veramente notevole. Vogliamo sperare che il cav. Cipelli ed altri fra i molti coltivatori di ta- bacco della nostra provincia ci diano le stesse notizie relative a tale coltiva- zione in questo ultimo anno e di esse daremo volentieri conto sul giornale. Ma intanto facciamo presente quanto segue: 1) I prezzi ora vigenti sono tali da consentire al coltivatore di tabacco un ricavo alquanto maggiore come risulta dal seguente elenco di prezzi per tabacchi in botte: (1) Tipo A L. 1400 per quintale » B 1 » 1200 » » B 2 » 1050 » » C 1 » 900 » » C 2 » 673 » » D "375 8 Frasami » 135 « S'intende che il miglior risultato di questa coltivazione è in diretto rap- porto, non solamente con il numero dei quintali prodotti per ettaro, ma an- cora con la perfezione dell'essiccamento, della cernita e dell' imbottamento, per le quali operazioni occorre molta diligenza ed una certa esperienza che però non è difficile ad acquistarsi, tanto più che la Direzione generale dei monopoli mette a disposizione dei coltivatori novizi un personale tecnico specializzato. 2) I risultati economici della coltivazione del tabacco si devono valutare tenendo presente anche le buone condizioni nelle quali è lasciato il terreno per la coltivazione successiva ed ancora tenendo presente che la coltivazione del tabacco, trapiantandosi le piantine in maggio, si può fare o dopo un pri- mo sfalcio di medica o dopo il raccolto di un erbaio primaverile; inoltre l'e- sperienza dimostra che dagli appezzamenti nei quali il tabacco si raccoglie presto, dalle radici delle piante rimaste in posto si hanno prontamente dei secondi e vigorosi germogli dai quali, isolati e curati, si ha ancora un discreto prodotto. 3) La coltivazione del tabacco, largamente rimunerativa per il coltiva- tore, acconsente un largo impiego di mano d'opera, ciò che è da tenere par- fi) Nei prezzi come indicati dall'autore è conglobato al prezzo di tariffa, per ogni singolo tipo, il sopraprezzo per il raccolto 1921 (300 °| ) più lo speciale «premio d'incremento di produzione » per il quinquennio 1921-925 ( 114 del valore complessivo della partita ) istituito col Decreto Ministeriale N. 11372 del 24 Novembre 1920. 158 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI ticolarmente presente ora che la disoccupazione è frequentemente lamentata nelle nostre campagne. Per tanto pensiamo che la maggior parte dei coltivatori del piano pos- sano e debbano far posto nelle loro aziende alla coltivazione del tabacco e che facendolo, lo faranno con utile loro, con utile delle loro maestranze e con utile dello stesso Stato il quale dovrà importarne tanto meno dall'estero. Vogliamo anche far presente che qualora il coltivatore volesse vendere il tabacco tosto essiccato e non imbottato, con il vantaggio di riscuotere subito l'importo del prodotto, lo può fare vendendo o allo Stato o ad industriali che s'incaricano di fare loro l'imbottamento e la cernita. Vendendo il tabacco solamente essiccato i prezzi ora praticati sono i se- guenti : Classe i a L. 875 il quintale » 2 a » 600 » » 3 a » 375 » » 4 a » 175 » Manifestamente la differenza di prezzi è tale da lasciare un notevole margine facendo la cernita e l'imbottamento; ma bisogna anche tener presente che anzitutto per queste operazioni è necessaria, come abbiamo detto, una certa esperienza e che inoltre, quando si tratti di piccole partite, la cernita e l'imbottamento riescono più stipendiose e danno risultati meno perfetti. Per questo la vendita del tabacco appena essiccato può essere conveniente ai piccoli coltivatori. Una coltivazione da prendere in seria considerazione: Il Tabacco. — E. P. — Da L'Agricoltura Piacentina, Anno XIV, N. 11, 30 Nov. 1921, Piacenza. Riferendosi alla nota pratica di cui sopra, il Prof. Parenti, continuando la sua lodevole propaganda per far prendere in seria considerazione la coltiva- zione del tabacco, ritorna a dimostrarne la convenienza economica con la e- sposizione della ragione più persuasiva, quella del tornaconto, e con tali in- tendimenti riporta il seguente: Conto colturale per un ettaro di terreno a tabacco nell'anno 1 (j2 1 : Per il semenzaio: impianto concimi e mano d'opera . . . L. 180 Lavori di preparazione del terreno (aratura, erpicatura, assolcatura, per disporre le piantine in quadro a 90 cent.) Concimi e concimazioni ....... Trapianto e innaffiamento piantine . . . . A Riportarsi L. 1 130 H 400 » 300 11 250 BOLLETTINO TECNICO 159 Riporto Rimessa piantine (dal io al 20 o[o) ..... Prima zappatura ......... Seconda zappatura con un pò di rincalzatura . Cimatura a 10-12 foglie ....... Scacchiatura . . . . . . . Raccolta delle foglie di scarto Raccolta e spaccatura dello stelo della pianta . Trasporto delle piante all'essiccatoio Stendaggio delle piante nell'essiccatoio .... Essiccazione: legna q.li 30 circa a 15 lire il quintale Sorveglianza durante l'essiccazione Per togliere le piante dagli stendaggi nell'essiccatoio a cura ulti mata Sfogliatura e prima separazione delle foglie di cima da quelle dell base ........... Ammanocchiamento e cernita definitiva delle foglie. Rivoltamento degli ammassi e pesatura .... Imbottamento: 4 botti a I. 40 l'una 160; imbott. e pressatura 100 Campionamento Piccole spese varie e impreviste. ..... Affitto terreno e quota tassa R. M. ed assicurazione incendio Manutenzione ed ammortamento fabbricati (cubatura di circa 400 me. del costo complessivo di lire 15.000) . Manutenzione ed ammortamento materiale stendaggio Assicurazione grandine ....... Interesse capitale anticipato 6 ojo (per 6 mesi). Spese direzione ed amministrazione , 1130 50 160 160 80 200 80 150 150 250 450 100 120 V 160 )( 1600 lì 100 11 260 >5 30 il 120 il 600 11 600 il 200 5? 800 11 225 11 380 L. 8.55 Raccolta quintali 15 al prezzo medio di lire 900 il quintale L. 13500 Utile netto L. 5345 L' utile netto risultante anche da questo conto colturale è, come il pre- cedente, quale nessuna altra coltivazione può oggi offrire e tale, a nostro avviso, da imporsi seriamente all'attenzione degli agricoltori. Notiamo che anche in questo conto colturale cortesemente fornitoci come il precedente, dal cav. Giovanni Cipelli di Fiorenzuola, si tratta di una col- tivazione fatta dopo il primo sfalcio del medicaio. Riferendosi alle esigenze del tabacco in fatto di terreno, l'egregio autore ri- corda che è da tener presente che il tabacco non ha particolari esigenze in fatto di terreno: dove, in genere si coltivano bietole, pomodoro e granoturco possiamo dire che si può coltivare tabacco il quale, senza avere alcun bisogno di irrigazione, dà le maggiori produzioni in terreni profondi, lavorati profondamente e con- cimati abbondantemente con letame maturo. In terreni sciolti e di medio impasfo, il tabacco, trapiantandosi in maggio, si può coltivare o dopo un erbaio primaverile, 160 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI o dopo il primo sfalcio del prato di erba medica, in terreni compatti di diffìcile lavo- razione in primavera, il tabacco si trapianta presto, tosto che la stagione lo permette e dal piede delle piante raccolte nel mese di agosto si ha prontamente lo sviluppo di nuovi germogli dai quali, isolati e ben curati, si ha un secondo prodotto benissimo utilizzabile e tutt' altro che trascurabile economicamente. Nella ro- tazione il tabacco occupa il posto delle comuni coltivazioni sarchiate e può succedere tanto al frumento come al prato di medica o di trifoglio, purché in terreno preparato con lavoro profondo. In ogni caso la coltivazione che meglio gli può seguire è quella del frumento per la quale lascia il terreno in condi- zioni veramente buone. Certamente se una coltivazione come questa del tabacco, che non ha particolari esigenze in fatto di terreno, che non presenta, tecni- camente, difficoltà alcuna e che nella rotazione si deve considerare come mi- glioratrice, non si è maggiormente diffusa prima d'ora, vuol dire che vi dovevano essere delle buone ragioni, fra le quali pensiamo che la prima e più importante sia stata quella dei prezzi finora praticati e relativamente bassi in confronto con i prezzi delle bietole da zucchero e dei pomidoro, coltivazioni queste con le quali bene spesso quella del tabacco si è trovata in concorrenza; ma questa ragione dei prezzi relativamente bassi non può più esservi oggi dopo gli aumenti concessi dalla Direzione generale dei monopoli industriali e per i quali la coltivazione del tabacco viene ad essere indiscutibilmente e di gran lunga assai più produttiva delle altre. Un'altra ragione ha potuto certamente essere molte volte quella della mancanza di locali adatti ; ma qui giova ricordare che la Direzione generale dei monopoli industriali viene ora in aiuto ai coltivatori nella costruzione o nell'adattamento dei locali per la essiccazione rimborsando gli 8/ i0 della spesa nel caso di coltivazioni di io ettari, e i 4/ 10 nel caso di coltivazioni da 1 a 3 ettari ; rimborso che viene fatto in 9 annualità nel primo caso e in 3 nel secondo caso. Certo questo contributo ha un valore economico ben maggiore nel caso di proprietari coltivatori i quali costruiscono sui loro poderi che non per gli affittuari i quali dovrebbero costruire sui poderi di altri ; ma il problema può risolversi con eguale facilità per i proprietari e per gli affittuari quando questi si riuniscano in due o più e costruiscano i locali in società con l'aiuto di un istituto di credito il quale dovrebbe anticipare tutta la spesa per l'area e pei fabbricati, avrebbe la garanzia sui fabbricati stessi, riscuoterebbe dalla Direzione generale dei monopoli i rimborsi accennati, lasciando ai costruttori 1' onere della differenza fra la somma spesa e quella rimborsata dallo Stato. Per questa via anche la difficoltà della mancanza di locali adatti può essere risolta con relativa facilità e con indiscutibile utilità economica. Risolte o risolvendo nel modo come abbiamo accennato le difficoltà relative ai locali, non crediamo che ve ne possano essere altre. Per le suddette ragioni ai nostri agricoltori non resta che una cosa : vedere fra le coltivazioni di granoturco, di bietole, di pomodoro e di tabacco quale realmente può rendere di più e se, a conti fatti, troveranno che dal tabacco si può ricavare più che dalle altre, fare posto fra le altre anche aUa coltivazione del tabacco. BOLLETTINO TECNICO 1U1 Il tabacco nel Vallo di Diana. — M. B. — Da // Picentino, anno X, N.° 11-12 Salerno, Nov. Dicembre 1921. Nella campagna 1921, la coltivazione del tabacco nel Vallo di Diana, fu sperimentata da 26 coltivatori dei comuni di Sala Consilina e Padula, per una superficie complessiva di circa io ettari. I risultati sono riassunti nel seguente prospetto: U a m O O CD IMI ORTO PAGATO 2J ti a A COLTIVATORE Z 6 u "sala « o3 -, 1- m ? a> te u co e s ° - CO -° CD « M CB Ej > « 1,-p -q So £2 pel tabacco per premio alla terra TOTALE L. 2* CONSI- L L. L. LINA Palladino Antonio ,, 72 5077 57,00 2905,30 72,- 2977,30 4136 Palladino Carmine »• 2 ! 2823 58,00 l637,35 21,— 1658,35 7503 Tafone Michele ,, 1 1 1420 57,00 809,40 11»— 820,40 7400 Civirino Vincenzo »' 2-i, 2Ó85 57> 00 1 53°,45 23 — ■55345 0759 Lamuvardo Michele 77 25 2562 57,00 1460,35 25»- ■485,35 594' Lo Vaglio Nicola 7, 3' 4420 57,00 2519,40 31»— 2550,40 8227 Menafro Giuseppe ,, '7 2994 58,00 1736,50 »7>- '753*5° 10315 Parropato Nunzio 77 là 5 ' 35 57,00 2926,95 36, 2962,95 8230 Palladino Carlo ,, '7 1946 57.°° 1 109,20 »7«- 1 1 26,20 66.14 Guida Giuseppe 55 1 1 2069 57,00 1 ''79,35 • ',— ' >9o,35 10821 Gesummaria Giov. 77 10 2878 58,00 1669,25 16,- 1685,25 '0533 Migliore Emilio 77 ■4 2420 57,00 1 379,40 •4»— ■393740 9235 Puglia Angelo 77 '3 '952 57,oo 1 1 12,65 '3 — "25,65 8659 Perropato Lorenzo 77 '5 2499 57,00 1424,45 '5, - ■439-45 9596 Colucci Angelo 7 1 47 8103 58,00 4 6 99,75 47- 4746,75 10099 Savino Angelarosa 77 '4 2963 58,90 '7' 8 ,55 14,- '732,55 l2 375 Migliori Vincenza 77 '5 2382 57,oo '357-75 '5,- '372,75 9151 Bai-rese Michele 77 '3 1946 58,00 1 1 28,70 13»— 1 141,70 8782 Petracca Nicodemo 77 18 3488 58,00 2023,05 18, 2041,05 "339 Pica Giovanni 77 '7 3950 58,00 2291 ,00 '7- 2308, — 13530 Mele Michele 77 '9 465 2 549 57,00 57,38 ■452,95 '9 — ■47 ',95 7747 Somme e medie 66281 38071,75 465.- 74,— 38536,75 8287 De Martino Giuseppe Padu.'a (i) 74 5700 52,00 2964,— 3038,— 4'°5 Moscarello Antonio >7 50 3900 56,00 ?. . 84 — 50,— 2234,- 4468 Paoli ni Cesare ,, 209 20800 56,00 r 1648,— 318,— 1 1 966, — 5677 Chiappardi Michele 77 28 2000 42,00 840,— 28,- 868,— 3100 Tepidino Vincenzo 77 So 4500 56,00 2520 — 5° — 2570 — 5140 Pinto Alfonso 77 8< booo 47,00 2820, — 8v~ 2903 — 3497 Lo Sasso Paolo '7 44 538 4400 56,00 52,14 2464,- 25440 — 44»- 2508, — 57oo Somme e medie 47,300 647,— 26087,— 4848 (\) Le coltivazioni di Padula furono tutte danneggiate dalla grandine caduta nei giorni 12, 27 e 28 luglio 1921. 162 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI A Sala Consilina la stagione fu piuttosto favorevole, poiché, se nell'epoca del trapianto le pioggie persistenti e la conseguente comparsa di numerose lumachelle fecero deperire molte piantine, obbligando i coltivatori a ripetute sostituzioni, in compenso si ebbe un settembre tiepido, che fece maturare anche le piantagioni più tardive, e consentì una raccolta nelle migliori condizioni. A Padula, invece, tre grandinate cadute il 12, il 27 e il 28 luglio, danneggia- rono talmente le foglie , che si dovettero recidere il maggior numero delle piante, ed allevare i germogli, i quali, peraltro, grazie al settembre buono, potettero maturare a perfezione, e riparare in parte al danno della grandine. Si può affermare che nel Vallo di Diana l'andamento del mese di settembre avrà sempre una influenza grandissima nella riuscita della coltivazione del tabacco. I risultati economici ottenuti dagli sperimentatori furono più che sodisfa- centi, specialmente se si deve giudicare dalle richieste di coltivare che già si hanno per la campagna 192*, e che si dovranno ridurre per proporzionarle alla potenzialità degli impianti per la cura e l'imballaggio dei prodotti. Nel pros- simo anno il maggior centro di coltura si avrà a Sala Consilina, dove la Ditta Siniscalchi & Ci si apparecchia a metter su un impianto per alcune decine di ettari; a S. Arsenio sul Tanagro si avrà un nuovo piccolo centro di produ- zione; la Fattoria di Stato di Padula raccoglierà i tabacchi provenienti dalla parte più alta del Vallo. Oramai possiamo affermare che l'introduzione della coltura del tabacco nel Vallo di Diana è un fatto compiuto. 1 benefkii che ne risenterà l'economia agraria locale saranno notevoli, come si è verificato in altre parti d'Italia. Per l'avvenire dell' industria, però, non sarà mai abbastanza raccomandato ai col- tivatori e agli industriali di non aver fretta, di avere i mezzi sufficienti per l'impresa che si vuol compiere, e di seguire una tecnica razionale. A volte a volte il « Picentino » darà consigli e istruzioni ai produttori di tabacco della provincia; ma gli agricoltori del Vallo di Diana possono liberamente rivolgersi alla Fattoria di Stato di Padula, che s.irà ben lieta di dar loro la più larga assistenza tecnica. Insistendo sulla necessita di estendere la coltivazione del tabacco. — Dott. Vittorio Ronchi. Da « // Contadino della Marca Trevisana » Treviso. Anno III, N.° 51, 24 Dicembre 1921. L'Italia nostra dopo la grande guerra combattuta e vinta per sforzo ge- neroso e valor di popolo, ha intrapreso un'altra grande lotta, meno cruenta, ma non certo meno gloriosa e difficile: la lotta per superare la profonda crisi economica, che minaccia tutti i paesi che han combattuto, sovraccarichi di debiti e con agricoltura ed industria impoverite, per la distruzione di tutte le energie dai campi fecondi della produzione, tutte tese nello sforzo supremo necessario per vincere la guerra. E per la risoluzione della crisi non vi è che una sola via di uscita: aumentare in tutti i campi la produzione, emancipare il paese fin dove è possibile dai prodotti esteri; mettersi in condizione di vin- cere la concorrenza straniera nei grandi mercati internazionali, coi prodotti che possono ottenersi dal nostro suolo e dalle nostre industrie, in condizioni migliori di quel che avvenga negli altri paesi. In altre parole perfezionare i BOLLETTINO TECNICO 163 nostri metodi produttivi, e tutto il meccanismo dello smercio dei nostri pro- dotti. Per gli agricoltori il problema non è di facile risoluzione, perchè purtroppo ovunque la tradizione li rende un po' schiavi del passato, mal si adattano alle innovazioni ed a seguire i consigli che la scienza loro prodiga, a mezzo dei suoi fervidi propagandisti. Ma in ogni modo anche gli agricoltori, dovranno ben porsi ora il problema del perfezionamento dei loro metodi produttivi, sotto la stretta di bisogni, che presto non ammetteranno altra via d'uscita. O inten- sificare le colture, adottando metodi moderni e sistemi industriali, o scompa- rire. Il periodo degli alti prezzi sta per finire, e non è lontano il giorno in cui dall'estero avremo inondati i nostri mercati di prodotti a prezzi vili, che metteranno sull'orlo del fallimento quegli agricoltori che non sapranno adat- tare le loro colture alle reali esigenze dei mercati, e migliorare i metodi pro- duttivi, abbassando i costi di produzione. L'Emilia, la regione nostra, che è tra le più progredite in agricoltura, è in crisi gravissima per il rinvilio dei prezzi della canapa, la cui cultura si era assai estesa per gli alti prezzi del periodo bellico e postbellico. Si cerca ora di studiare il rimedio per riparare alla crisi disastrosa, e numerose Commis- sioni sono state nominate dai nostri Governi. Come il solito però le Com- missioni non approderanno a nulla, e il vero rimedio lo troveranno lo stesso i bravi agricoltori bolognesi, riducendo la coltivazione della canapa, e sosti- tuendola con altre colture industriali. E l'unica via possibile.... E per questa via si preparino a camminare anche i nostri agricoltori tre- vigiani, se vogliono risparmiarsi i giorni tristi, forse non lontani, in cui saremo innondati di granoturco e di altri cereali, per opera dei paesi, che possono produrli con la minima spesa (Americhe, Australia, la Russia quando risorge- rà, ecc.) Volgano la loro attenzione alle colture che danno affidamento di alto reddito al presente ed al futuro. Tra queste primeggia oggi il tabacco il cui reddito è garantito dai bisogni impellenti del nostro popolo di fumatori, e dagli alti prezzi che lo Stato ha già stabilito per un buon numero di anni, allo scopo di emancipare l'Italia dal l'importazione dei tabacchi esteri. Non vi é oggi altra coltura, che dia maggior affidamento del tabacco. Si pensi che le nostre manifatture sono costrette ad importare annualmente dall'estero più di 20000.000 di Kg. di tabacchi, che potrebbero invece essere prodotti nel nostro Paese, e si pensi altresì che il ta- bacco prodotto in Italia, potrebbe ben mettersi in concorrenza sui mercati in- ternazionali per le sue qualità alquanto apprezzate, come è stato dimostrato dai primi esperimenti di esportazione. La coltura potrebbe oggi estendersi in Italia su ben 28.000 ettari, anziché sugli attuali 9.000 con la sicurezza che il prodotto troverebbe sicuro smercio, anche per i soli bisogni nazionali. Ed è coltura fortemente rimunerativa! Gli agricoltori pensino che in Ha. di tabacco, si possono produrre dai io ai 15 quintali di foglia secca, che viene oggi pagata con prezzi variabili da L. óoo a 1200 il quintale. Prendendo anche la media di L. 900 il quintale (1) é facile rilevare che si [i) Vedasi nota a pag. 157. — N. d. R. 164 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI possono superare senza fatica le 10.000 lire di prodotto lordo per ettaro. Per quanto possano essere rilevanti le spese di coltivazione, vi è sempre un mar- gine di guadagno ben supcriore a quello di ogni altra coltura. Il tabacco poi si presta a quasi tutti i terreni, (i) E coltivato in colle e in terreni profondi, freschi, ricchi. Così nella Val di Brenta, sulle falde del Mon- tello, come nelle ghiaie di Spilimbergo, nei terreni tenaci di Monastier, come in quelli profondi e fertili del Basso Friuli. E resiste efficacemente ad uno dei guai peggiori per le colture estive: la siccità Quest'anno chi ha coltivato ta- tabacco non si trova nelle condizioni di molti, che avendo coltivato granoturco, hanno perduto tempo, denaro e fatica. Si tengano poi presenti i vantaggi che questa coltivazione porta al terreno, per il notevole residuo di fertilità che lascia alle culture successive. Ha anche il vantaggio sul granoturco dell'anticipo della raccolta (fine agosto, principio settembre), che permette la buona preparazione del terreno per il frumento. Né si creda che ci siano grandi difficoltà di ordine tecnico per la sua colti- vazione. 11 tabacco è pianta da rinnovo e ha esigenze simili al granoturco, barba- bietole, canape ecc., che i nostri coltivatori coltivano ormai ovunque con fa- cilità e successo. Il Tabacco a Samos. — Da un rapporto del corrispondente di Samos del Museo Commerciale e Coloniale di Napoli, pubblicato nella Rivista Hermes, Bollettino del Museo, Anno III, N. 8. Napoli. Da circa io anni la coltivazione del tabacco ha avuto un grande sviluppo causa la grande richiesta di tale prodotto nei mercati della Germania, Austria, Olanda, Scandinavia. Non poche volte tanto le Privative dell'ex Impero Austro- Ungarico quanto quelle del Governo Rumeno comperarono quantitativi consi- derevoli del tabacco di Samos. Durante la guerra due Società Americane comperarono quasi la totalità della produzione, circa un milione di kg. Nel 1918 furono coltivati c/a 20Ó80 ettari con un rendimento, di c/a 1.200000 kg di tabacco, quasi totalmente venduto ed esportato. Nel 1919 fu prodotto c/a ,900.000 kg. dei quali 159.000 venduto, e nel 1920 c/a 620.000 kg. dei quali la metà venduta. Come qualità il tabacco di Samos è uguale se non superiore alla qualità di Smirne, ben lavorato e con ottimo profumo, serve benissimo alla fabbrica- zione delle sigarette di Samos rinomatissime. 11 suo prezzo varia per qualità, da 20/22 Lit. la prima qualità (Kaloupia) già lavorato e pronto per l'esporta- zione, e Lit. 12/14 ' a terza qualità (Tonghes). (1) Quest'affermazione dell'autore va presa con le dovute riserve; è vero ad ogni modo che le diverse varietà di tabacco coltivate esigono terreni molto diversi fra loro. 1 tabacchi tipo pesante, tuttavia, per poter dare una buona produzione esigono sempre terreni profondi, freschi e ricchi. N. d. R. BOLLETTINO TECNICO lft5 Il fumo del tabacco come disinfettante della bocca V. Puntoni. — Dagli Annali d'Igiene, t. XXX; agosto 1920 p. p. 469-484. Il fumo del tabacco passando su pezzi di carta filtro imbevuti di emulsioni batteriche uccide in pochi minuti (da o' a 5') il vibrione colerico, il meningo- cocco e il bacillo di Pfeiffer. Occorre un tempo maggiore per uccidere il ba- cillo tifoide (da io' a 15), il bacillo difterico e lo streptococco (da io' a 20'), lo «stafilococco » (da 20' a 35'). I tabacchi dolci sono attivi come i tabacchi forti. L'azione disinfettante del fumo del tabacco, netto in vitro lo è molto di meno negli esperimenti in vivo. Si può ammettere questa azione nella bocca solamente su microbi poco resistenti, tali i meningococchi e i vibrioni colerici. Ma, il b. tifico, il b. difterico e i piogeni certamente non sono influenzati dal fumo nella bocca dei fumatori. Furono fatti degli esperimenti su microbi sparsi alla superficie della mu- cosa dell'intestino di un coniglio, lavato bene all'acqua corrente e sospeso an- cora umido contro la parete d'un tubo di vetro. Il vibrione colerico comincia a sparire solamente dopo trentacinque minuti di fumicazione; un grammo di tabacco vien bruciato in 5 minuti. Nelle stesse condizioni, il b. tifoide, dopo due ore, tempo necessario per bruciare due sigari interi, non è ucciso. I risul- tati devono essere ancora meno favorevoli con una mucosa vivente, le secre- zioni della quale diluiscono le sostanze battericide. Queste sostanze sono per primo la nicotina: una emulsione di vibrioni co- lerici , mischiata in parti uguali con una soluzione al 2 °f di nicotina pura (il titolo della soluzione dell'alcaloide dunque risulta infine del 1 °[ ), è distrutta in 5-6 minuti. Ma il fumo di un tabacco denicotinizzato è attivo quanto quello del tabacco completo. Se si filtra su cotone il fumo del tabacco, si fer- mano, insieme con la nicotina, dei prodotti empireumatici che posseggono un certo potere battericida. Il liquido di lavaggio del fumo possiede ancora, dopo filtrazione su cotone , un potere battericida che è dovuto da una parte alla formaldeide e dall'altra al pirrolo. STAMPA ESTEEA. Tabacco. — M. Calvino. — Relazione degli anni 1918-19 e 1919-20 della Stazione Sperimentale Agronomica di Santiago De Las Vegas, Cuba, Avana, 1920. Il Dott. Mario Calvino ,~ in questa interessante relazione comunica , per quanto riguarda i lavori di selezione del tabacco, che la nuova orientazione da lui introdotta nella selezione del tabacco Var. Havanensis — che consiste nel tener conto, oltre dei caratteri botanici, anche di quelli chimici ed industriali, come: la poca affinità con i cloruri, la ricchezza in potassa, l'aroma, il pro- fumo , il colore e la combustibilità — ha dato molti buoni risultati , tanto da far sperare di ottenere nel corso di qualche altro anno, linee pure di alto valore agricolo e industriale. 166 H. ISTITUTO SPERIMENTALE CiOnTTVAZIONE TABACCHI Il tabacco in Jugoslavia. - Dal « Tobacco World» London, Aprii, 1-921. La regione che dà più tabacco in Jugoslavia è la Serbia che, nei confini del 191 2, produceva annualmente circa 2 milioni di chilogrammi, dei quali consumava soltanto 900.000 Kg. 11 rimanente veniva esportato in foglie. La totale produzione della Serbia e della Macedonia, secondo il Trgovinski Gla- snik (un giornale di commercio) è aumentata di più di 4 milioni di Kg. Da un recente rapporto dell'Incaricato Commerciale degli Stati Uniti a Belgrado appare che il tabacco è estesamente coltivato nelle seguenti regioni: Nel Dipartimento di Skoplie, Kg. 500.000; in quello di Bregalnitza (escluso il distretto di Strumitza) circa Kg. 600.000; nel Dipartimento di Prilet, circa 500.000; in Koumasovo, Kg. 600.000; in Kruchevats, Kg. 300.000 e hi Oujitse, Kg. 100.000. Prima della guerra l'Herzegovina produceva 3.500.000 Kg. di tabacco ed eccezionalmente fino a Kg. 4.600.000. Il prossimo raccolto, per le condizioni del dopo guerra, non eccede i 500.000 Kg. Le contrade più produttive sono: a Sud e ad Est, il Distretto di Mostar, Loubouchka, Stilats, Soubigne e Tre- bigne, come certi comuni dei distretti di Biletche e Kognits. In Bosnia le contrade orientali sono le più produttive, specialmente i di- stretti di Srbrnitsa, Vlasenitsa e Svoinik. Nel Nord-Est la produzione è estesa nei distretti di Belina, Brtchko, Gradatchatch, Bihatch e Sazin; nel Sud nei distretti di Prozor, Totcha e Tchainitche. La Bosnia dà annualmente circa 500.000 Kg. di tabacco. In Dalmazia la produzione del tabacco è stata in continuo aumento dal 1884; nel 1913 toc- cava quasi 3.500.000 Kg., ma dalla guerra in poi è andata diminuendo. L'e- satto ammontare del raccolto nel Banat, nel Batchka, nel Baranya in Croazia e in Slavonia non è conosciuto, ma secondo statistiche Ungheresi, l'Ungheria ha dato sei milioni di chilogrammi, dei quali approssimativamente 4 milioni sono stati prodotti in quelle provincie. Le più rinomate sezioni tabacchifere di quella porzione di Ungheria cedute alla Jugoslavia sono: Nel Banat, i distretti di Vielki, Botchkorek, Yombal e Tcheka; nel Batchka, i distretti centrali e settentrionali; nel Baranya, Boertch; in Croazia e Slavonia, Virovititsa Pogega, Pakrats e Slatina. Il raccolto annuale di tabacco nella Jugoslavia quindi ammonta approssi- mativamente a 15 milioni di chili. Di questi circa 6 milioni sono impiegati pel consumo interno, rimanendo 9 milioni di chili per la esportazione sia in fo- glia che in manufatti. La coltivazione del Tabacco in Rumania durante l'anno 1920.— E. G. — Dal Buletinul Coltura Tutunului. Bucarest. Anno XIV, N. 63 e 64, Aprile - Luglio 1921. Facciamo il riassunto seguente delle cifre relative alla coltivazione del ta- bacco in Rumania, nel 1920 Nel 1920, ci sono stati in Rumania (compresi la Bessarabia, la Transilva- nia, Banat, Crisana e Maramures) 63600 coltivatori di tabacco che hanno di- chiarato di aver coltivato una superfìcie di 23980 ettari di terreno. Dopo il trapiantamento la superficie coltivata si è riconosciuta interiore Bollettino tecnico io? di 500 ettari circa, a quella dichiarata dai coltivatori, essendo solamente di 23500 ettari. La produzione è giunta durante l'anno 1920 a Kg. 17.100.000 di tabacco del valore di 143.000.000 lei (1), con una produzione media di 725 Kg. per etraro e un prezzo di 850 lei per q. di tabacco. La produzione e il valore del tabacco in Bessarabia sono compresi nelle cifre qui sopra, ma solamente in modo approssimativo. Paragonato al raccolto del 1919, quello del 1920 è inferiore del 20 °[ quan- titativamente, ma è invece di molto superiore in qualità, non solamente a quello del 1919, ma anche a quello di questi ultimi cinque anni. Dal uc Buletin Cuìturii Tu turni li „ organo del Regio Monopolio di Stato della Rumania, Anno XIV N. 63 e 64 Aprile - Luglio 1921, riportiamo la se- guente rettifica a firma E. G. « Il "Bollettino Tecnico dell'Istituto di Scafati (Italia) pubblica nel numero 4, d'ottobre 1920, riportandole dal " Tobacco,, di Londra (numero di Settem- bre 1920) alcune indicazioni assolutamente false riguardanti la coltivazione ed il raccolto del tabacco in Rumania. Secondo questa rivista la superficie destinata alla coltivazione del tabacco in Rumania sarebbe passata da 3000 ettari, come era nel 1919, a 4500 ettari nel 1920 e la produzione annua nel 1920 è valutata da 4000 a 5000 tonnellate. La detta rivista ne conclude che se la Rumania è capace di produrre 15000 tonnellate potrebbe esportarne 10000. Queste cifre debbono essere rettificate come segue: Nel 1919 la superficie coltivata in Rumania è stata di 17338 ettari e ha dato una produzione di 14270 tonnellate. Nel 1920 sono stati coltivati 23500 ettari con una produzione di 17100 ton- nellate. 14000 tonnellate sono destinate alla consumazione interna, dimodoché 3000 tonnellate solamente sono disponibili per l'esportazione e sono in gran parte ritenute già dalla Regìa Czeco-Slovacca. » Il raccolto del tabacco in America — Dal « Tobacco >? London, Septem- ber Ist. , 1921. Il rapporto del Governo degli Stati Uniti sulla produzione indica per il tabacco un raccolto di libbre 932,000,000 in confronto con libbre 1,508,064,000 nel 1920, con libbre 1,463,325,500 nel 1919 e con una media di libbre 1,187,708,000 durante gli anni 1914-1918. Soltanto 1,337,000 acri sono a col- tura contro 1,894,400 nel 1920 e 1,920,800 nel 191 9. La diminuzione è in molti casi il risultato dei prezzi scadenti percepiti nel 1920 per cui parecchi coltivatori hanno ridotto del 30 °[ la loro superficie a tabacco. In molte contrade la stagione è anche stata avversa. Sono stati riportati esempi di coltivatori che hanno bruciato il loro tabacco perchè il prezzo era (1) L. 1 alla pari. 168 R. ISTITUTO SPEKIMKNTAI.E COLTIVAZIONE TABACCHI disceso ad un limite per cui non era più profittevole portare la merce sul mercato. Tali casi, tuttavia, riguardano foglia di qualità così scadente per la quale praticamente non vi era commercio. Le esportazioni di tabacco in foglia per gli undici mesi terminati con maggio furono di libbre 458,537,100 contro 618,639,200 nel corrispondente periodo del decorso anno. La coltivazione del tabacco in Persia. — Dal ' : Tabacco ,. September Ist. 1921. Il tabacco prospera nel sud-ovest della Persia, ovunque la vite matura il frutto. Se ne distinguono due differenti tipi: " Fars Tombaku ,, e " Ispahan- tutun ,,. Quello che cresce in Fars e del quale ve n'hanno molte eccellenti varietà coltivate nelle varie plaghe intorno ed al sud di Shiraz è consumato nel paese stesso ed esportato anche nelle contrade intorno al Golfo Persico, al Mar Rosso e all'Oceano Indiano. E conosciuto come tabacco per narghileh, dotato di pia- cevole profumo ed aroma, ed è coltivato principalmente nei distretti di Niris, Fasa, Gholar, Bebehan e Lar. E' molto in pregio nelle tende dei Persiani come in quelle dei nomadi Arabi, nei caffè dell'Egitto e dell'India e nei bazaais di Costantinopoli; ovunque insomma si fa uso di pipe narghileh. Siccome il tabacco nella regione montagnosa del Farristan è molto ricco di potassa, questo Tombaku brucia meglio del Tutun che cresce intorno a Ispahan e più a nord. In conseguenza, tuttavia, del suo delizioso aroma, il prodotto d'Ispahan è un importante articolo di commercio e se ne spedisce moltissimo al Cairo, ad Aleppo, a Beyrout ed a Costantinopoli, dove, mischiato con tabacchi di buona combustibilità, è usato nella manifatturazione delle si- garette. I tabacchi di Shiraz e d'Ispahan sono prodotti in grande quantità, ma questa potrebbe essere anche maggiore, essendovi largo campo di smercio. Si stima che circa centomila balle di 50 Kg. ognuna siano portate ogni anno sul mercato, metà delle quali raggiunge la costa per essere esportate. Lo Shiraz potrebbe servire come tabacco per sigari, per pipa e per masticare. Diverse varietà di esso a diversi prezzi sono vendute in ogni bazaar persiano come tabacco di narghileh. Le giovani piante sono dapprima poste in aiuole e poscia trapiantate al campo con un pane di terriccio intorno alle radici. A piante completamente sviluppate le costole sono spesse, le foglie grandi e i fiori bianchi. Il trapian- tamento ha luogo durante la stagione delle pioggie. La raccolta in Garmisir è in Giugno; in Sarhad in Agosto. Le foglie, una volta raccolte, sono sparse su stoie, spesso sulla nuda terra e leggermente disseccate. In 'seguito sono sottoposte ad un processo di fermen- tazione che impartisce loro un color bruno ed uno spiccato aroma. In fosse poco profonde e battute nel terreno sono ammucchiate le foglie in maniera che abbiano a fermentare; si sviluppa anche una muffa su di esse che aiuta la fermentazione. Quando questa è ultimata, le foglie dopo che sono state scio- rinate a prosciugarsi, sono pronte per l'imballamento. Questo si compie situando le foglie in istrati sovrapposti l'uno sull'altro in piccoli sacchi di cotone bianco, ciascuno dei quali conterrà 50 chilogrammi o poco meno. Intorno a questi sono cucite pelli di capra precedentemente inumidite. Le balle destinate alla espor- BOLI. LETTINO TECMCO 1G9 tazione sono di solilo ravvolte di nuovo in grossolano materiale di lana intrec- ciato. Tutto il commercio è nelle mani dei privati. Al presente non v' è Mo- nopolio del tabacco. Anni sono una Compagnia inglese, la " Tobacco Corpo- ration „ tentò di ottenere dallo Scià Nasressin il monopolio della coltivazione e della vendita del tabacco in tutta la Persia. Malgrado che lo Scià avesse fatta la concessione per la ridicola, esigua somma di Ls. 500.000, più un'annua per- centuale sui profitti, egli dovette a forza rinunciare a tutto ciò per la resistenza della popolazione e per l' influenza dei preti. I proprietarii dei villaggi che coltivano tabacco vendono i loro prodotti ai grossisti in Shiraz e Ispahan. 11 proprietario non s'ingerisce né del villaggio né delle terre, ma le dà ai "Rayjats,, (contadini) nullatenenti. Questi non ricevono danaro per il loro lavoro, ma hanno invece una parte del prodotto al campo e la concessione di lavorare un numero di campi senza pagarne l' affitto. In Ispahan, un anno prima della guerra, fu formata una grossa compagnia ; la " Société du Tobac ,, con sede centrale a Costantinopoli. Questa Compagnia compra forti quantità di tabacco Ispahan direttamente dai proprietari dei villaggi e prepara, immagazzina, im- balla e spedisce ogni anno circa 50.000 balle per via Bushire sul Golfo e per via Mohamerah sul Karun, tributario dello Shatt-el-Arab, alle sue diverse suc- cursali in Alessandria, Aleppo, Beyrout e Stamboul. Il tabacco è trasportato ai porti di spedizione attraverso difficili vie caro- vaniere (due o tre balle costituiscono il carico di un cammello) e sta in viaggio dai trenta ai quaranta giorni per giungere alla costa. Le prospettive della industria del tabacco in Manciuria. — Dal « To- bacco », London, October Ist., 1921. Un largo numero dei 18 milioni di abitanti della Manciuria, uomini, donne, ragazzi e ragazze, sono appassionati fumatori di sigarette d'ogni specie e prezzo. La Manciuria è paese produttore di tabacco e la mano d'opera vi è abbondante. Alcune Ditte estere, approfittando di questo stato di cose, hanno impiantato sul posto stabilimenti provvisti di macchine che producono sigarette di tipo inferiore fatto col tabacco cresciuto nella contrada stessa. Mescolando poi il locale tabacco con tabacchi esteri, sono fabbricate siga- rette di media qualità, delle quali vi è grandissima richiesta. Esperimenti di coltivazione di tabacco jn Inghilterra. — Dal « Tobacco », London, October, Ist. 1921. Il Signor A. J. Brandon, a Curch Crookham (Hampshire) ha iniziata la coltivazione del tabacco in questa contrada nel 1910, quando, per la prima volta dal 1660, fu autorizzata per legge questa coltura. L'industria, di conse- guenza, ebbe il suo inizio senza la locale tradizione di esperienza tanto utile nei primi stadi di organizzazione di qualsiasi impresa. Con spesa considere- vole Mr. Brandon ha fatto costruire a Curch Crookham uno stabilimento per 1' essiccazione e la cura delle foglie. Detto stabilimento comprende sei am- bienti riscaldati a mezzo tubi con vapore oltre ad una grande sala di cernita, ad una sala d'imbottamento, di pesatura, ecc. ITO B. ISTITUTO SPERIMKSTALE COLTIVAZIONI-: TABACCHI Dal 1910 al 1916 egli si è occupato della coltura del tabacco, sperimen- tando con diverse varietà e radunando dati sulla convenienza economica della coltivazione in Inghilterra Per due anni dopo il 1916, in causa della guerra di mal animo abbandonò il tabacco, sostituendolo col granturco. Nel 1919, appena proclamata la pace, un acre di terreno a Redfìelds fu rimesso a tabacco e l'anno scorso la superfìcie coltivata era di 20 acri. Quest'anno 12 acri sono stati posti a coltura e, malgrado la stagione siccitosa, si prevede un raccolto di circa 800 libbre di foglia curata per acre. Le varietà sperimentate in questa campagna sono: White Burley, 4 acri; Blue Pryer, 4 acri; Golden Queen, 1 acre; Turco, 3 acri; totale 12 acri. Il tabacco è in via di raccolta e le successive ne- cessarie operazioni daranno lavoro, per del tempo, a diversa gente. ba coltivazione del tabacco nello stato di Victoria. — Dal a Tobacco » London, November, Ist. 1921. Un bollettino pubblicato dal Dipartimento di Agricoltura di Victoria mo- stra che in quello Stato la produzione di tabacco era un tempo di libbre 35640. In anni successivi si ebbero degli alti e bassi, ma nel 1920 fu di libbre 400000. Larghi profitti sono stati ricavati da piccole partite. A Edi, 13 acri resero Ls. 750, ossia Ls. 50 per acre. Cinque acri a Whitfield resero Ls. 226. Trenta acri a Mohyu dettero un medio profitto di Ls. 700 per quattro anni consecutivi e senza concimazioni. In questi ultimi anni sono state realizzate per acre da 80 a 150 Ls. Il tabacco è venduto sul posto e recentemente i manifatturieri di Vic- toria hanno pagato da 1 s. a 4 s. per libbra di foglia. L'Australia al presente produce soltanto circa il i2°/ della domanda locale e vi è quindi largo mar- gine di espansione. Si può determinare il valore dei semi per via biochimica?. — Antonio Nemec e Francesco Duchon. Dai « Comptes Rendus des Séances de V 'Acade mie des Sciences. » Parigi, Voi. N. 173 - N. 20 (14 Novembre 1921). I suddetti autori basandosi sugli esperimenti eseguiti durante le ricerche sull'attività della glicerofosfatasi dei semi allo stato di riposo, nei quali hanno osservato che l'attività di questa diastasi varia molto a misura che i semi si alterano col tempo, hanno smdiato le relazioni che esistono fra la vitalità del seme e la sua attività diastasica, allo scopo di vedere se è possibile deter- minare il valore agricolo dei semi — prima di tutto la loro facoltà ed energia germinativa — con una rapida ed anche facile via biochimica, più vantaggiosa della prova di germinazione che è talvolta di lunga durata. Gli esperimenti sono stati eseguiti sui semi di senape, soia, fave, mais e avena con diverse diastasi: amilasi, invertasi, glicerofosfatasi, lipodiastasi, ureari, l'uricasi, fitoproteasi e la catalasi dei semi. Dai risultati dei suddetti esperimenti risulta che l'azione delle diastasi idrolizzanti può sopravvivere alla perdita del potere germinativo del seme. La catalasi si comporta in modo nettamente differente; sembra che la vi- talità perduta dell'organismo e strettamente legata con l'attività ostacolata della BOLLETTINO TECNICO 171 catalasi. Si sa che questo enzima è sensibilissimo agli joni idrogeni; e quindi è possibile che le modificazioni chimiche del seme, caratterizzate da una aci- dificazione progressiva dell'organismo, facciano scomparire gradatamente l'at- tività della catalasi: nei semi morti, questa attività sembra sparire quasi to- talmente. Il poco ossigeno emanalo in questo caso può provenire dai cataliz- zatori minerali o dalle sostanze colloidali del seme. E evidente che l'attività della catalasi, misurata in condizioni comparabili in centimetri cubi di ossigeno emanato , può rappresentare un mezzo conve- niente per valutare rapidamente e facilmente, in pochi minuti, il valore agri- colo dei semi; non rimane altro che fissare i limiti per il controllo pratico di questo indicatore vitale. Sulla ripartizione del manganese nell'organismo delle piante superiori. — M. Gabriel Bertrand e M.me M. Rosemblatt. Dai " Comptes Rendus de VAcad. des. Sciences.,, Paris. — Tomo 173. N. 22 (28 Nov. 1921) pagg. 1118-1120. L'esistenza del manganese negli organi delle piante è stata ricercata in un numero già considerevole di casi e, recentemente, noi abbiamo dimostrato che si doveva considerarla come assolutamente generale, le eccezioni segnalate non essendo dovute ad altro che all'impiego di metodi analitici non corretti o di una sensibilità insufficiente. Ci siamo preoccupati, d'allora, di determinare in maniera più completa e più precisa di quanto è stato fatto fino adesso, il modo di ripartizione del metallo negli organi delle piante e, in particolare, delle piante superiori. Ci si era accontentati di paragonare solamente pochi organi di una stessa pianta o, più abitualmente, organi appartenenti a individui di origini e anche di specie differenti. Inoltre, si era trascurato di tener conto del periodo di vegetazione, che invece ha una grande influenza sulla composizione chimica. Ci è sembrato che, per meglio valutare l'importanza fisiologica del manganese, bisognasse do- sare il metallo, non solamente nel più gran numero possibile di organi, ma anche negli organi di una stessa specie raccolta in un momento determinato della vegetazione. E quello che abbiamo fatto su di una pianta dicotiledone, il tabacco dei contadini, e su di una monocotiledone, il giglio del Giappone. I risultati così ottenuti danno una buonissima idea di quanto risulta di essen- ziale da parecchie centinaia di dosaggi e che abbiamo effettuali contempora- neamente sugli organi di altre piante. 'Tabacco coltivato {Nicotiana Rustica L.) Allevalo nel giardino de! laboratorio e raccolto al momento della fiori- tura Le capsule e i semi sono stati raccolti più tardi su altre piante M11 in mmgr. p. 100 di materia verde secca ceneri Radici 0,55 2,82 25,2 Stelo, corteccia (1(3 inferiore 0,28 3,64 15,2 Ic * no » 0,07 0,39 5,4 172 R. ISTITUTO SPKRIMENTALIC COLTIVAZIONK TABACCHI Mn in mmgr. p. 100 di materia verde Stelo, corteccia (i[3 medio) 0,22 „ legno „ 0,06 „ corteccia (1(3 superiore 0,34 „ legno „ 0,05 Rami 0,25 Foglie N. 1 (la più vecchia) , 0,55 „ „ 5 (mediana) 0,52 ,, „ 10 (la più giovane) 0,87 Fiori, calici 0,87 „ corolle 0,21 „ ovari e pistilli 0,49 „ stami 0,76 „ peduncoli 0,55 Frutti capsule ....... 4,07 „ semi 4,91 secca ceneri 2 ,4< »>,7 0,62 4,8 3.'° >9>9 0,64 6,4 2,95 '7*3 8,60 24,3 7,80 2 5>9 8,55 48,4 6,87 42,7 2,18 23 5 34 1 27,3 4,'7 40,9 4,20 25,0 5,'5 43>9 5,65 127,7 Giglio del Giappone (Lilium lancefolium rubruni) Tutti i dosaggi sono stati effettuati sugli organi riuniti di due piante rac- colte al momento della fioritura. Mn in mmgr. p. 100 di materia verde secca ceneri Radici 0,18 2,32 17,8 Bulbi 0,22 1,08 24,5 Stelo, parte interrata 0,11 0,91 13,9 ,, „ aerea (i{3 inferiore) 0,07 0,48 9.1 „ „ < 1 T3 medio) 0,04 0,24 5,4 „ „ „ O13 superiore 0,07 0,40 7,0 Foglie, insieme 0,37 2,90 25,1 Fiori, perianzi 0,15 1,59 18,1 „ ovari 0,38 3,04 23,2 „ stili e stimmi 0,25 2,13 12,6 „ antere 0,46 1,81 19,8 „ filamenti 0,04 0,57 4,8 „ peduncoli 0,1 (5 0,95 11,7 Questi risultati, ottenuti su organi i più diversi e parecchi dei quali non erano stati ancora esaminati, confermano subito la conclusione generale che abbiamo ricordato a! principio di questa nota. Mettono in evidenza, inoltre, una localizzazione interessante del manganese: è negli organi dove le trasfor- mazioni chimiche sono le più intense che si trovano le più forti proporzioni del metallo. Pichard aveva fatto osservare nel 1898 che il " manganese sembra BOLLETTINO TECNICO 1713 concentrarsi nelle parti in attività vegetativa della pianta nelle foglie, nei ger- mogli,, e, più recentemente, Jadin e Astrile avevano dedotto dalle loro ricer- che che "gli organi clorofillici sembrano, in un vegetale, essere più ricchi in manganese delle parti sotterranee,,. I risultati che veniamo a presentare mo- strano che gli organi riproduttori, dove i fenomeni di scambio sono intensis- simi, prendon posto accanto alle foglie, ai germogli e, in maniera generale, agli organi clorofillici. Al contrario, il legno, che ha una funzione passiva, ne è poverissimo. I semi, poi, contengono una forte riserva del metallo, destinata forse a servire più tardi ai primi bisogni della giovane pianta. PUBBLICAZIONI RICEVUTE R. Giardino Coloniale di Palermo — Bollettino di Studi ed informazioni. Voi. VI. Palermo. Stab. Arti Grafiche Emanuele Prillila. 1920. Alfonso Draghetti. — Contributo allo studio della « stretta » del frumento Ricerche sui caratleri fisici, chimici ed agrari delle cariossidi. Da « Le Stazioni Sperimentali Agrarie Italiane» Vo!. LIV, 1921, da pag. 257 a pag. 277 Modena. Prem. Società Tipografica Modenese. 1921. Idkm Studio comparativo della resistenza meccanica alt allettamento di al- cune razze pure di frumenti. (Idem. Idem, da pag. 145 a pag. 180). Società Anonima Tetra Veronese. — Tetrafosfato. Verona, Stab. Tip. M. Betti- nelli. 1920. Istituto Nazionale Agricoltura. — Atti del Congresso di Arboricoltura Meridio- nale. Napoli. Settembre 1921. Agr Perucci Emo. — « La diffusione dell'apicoltura nell'Italia Meridionale in rap- porto allo sviluppo della frutticoltura Relazione svolta al suddetto Congresso». Roma. Prem Stab. Tipo Litogr. V. Ferri. 1921 Annuario Stampa Agricola Italiana. — Editore Ufficio Incoraggiamento per Espe- rienze di Concimazione Milano. 1921. (Era vivamente sentita la mancanza di un elenco dei periodici che si occupano di agricoltura e che sarebbe stato molto utile a coloro che sentono il bisogno di seguire il pensiero e il movimento della varia e complessa agricoltura italiana. A questa lacuna, assai opportunamente, ha provveduto il benemerito «Ufficio d'Incoraggiamento per l'esperienze di concimazione» in Milano — Via Solferino 15 - il quale assicura che rivedrà periodicamente questa prima pubblicazione, per aggiornarla con le variazioni che si verificheranno nella stampa agraria. Ci compiacciamo vivamente per la lodevole iniziativa). IÌOLLETT1NO TECNICO 175 Repubblica del Ecuador.— Direccion General de Agricoltura. — Quito: 1921: Boletin N.i 1, % 3, 4 e 11 — Il N. 4 dal titolo « El tabacco en el Ecuador » è stato compilato dal Doti. Prof. Italo Pavioìo, consulente tecnico ad honorem della suddetta Direzione Generale dell'Agricoltura. United States Department of Agriculture. — Washington, D. C.: Erwin P. Smith e R. E. B. Me Kenney.— The present status of the tobacco bleu-mokls (peronospora) disease in the Georgia — Florida di- strici . 1921. Connecticut Agricultural Experiment Station. — New Haven, Conn.: 1921: Bulletin N. 231 (Contiene: Timothy as a Cover Crop for Tobacco Land, di By E. H. Jenhins). Kentucky Agricultural Experiment Station (University of Kentucky, Lexin- gton, Kg): 1919: Bulletin N. 222. 1920 » » 225 — H. Garman and H. H. J ew e tt. — The Broodsof the Tobacco Worms. » » » 226 e 227. New York Agricultural Experimbnt Station (Geneva, N. Y ): 1919: Tecnical Bulletin N.i G9 a 72, 74. Bulletin N.i 466, 468, 470. 1920: » » » 75 a 80. » » 471 a 479. 1921: » » » 82. » » 484-486. Agricultural Experiment Station. — Berkeley, California (University of Califor- nia Publications 1 . 1920. Bulletin N.i 319 a 325. Report July 1, 1919, to June 30, 1920. A pag. 64: Genette Investigations in Tobacco. 1921. » » 326. Segretaria de Agricoltura, Comercio y Trabajo. Republica de Cuba. Informe de los Anos 1918-1919 y 1919-1920 de la Fstacion Experi- mental Agronomica por el Prof. Dr. Mario Calvino. Santiago De Las Vegas — Cuba Habana 1920. Nella tredicesima parte v'è una relazione sulla selezione del tabacco va- rietà Havanensis, di cui riportiamo le conclusioni nella « Rivista della stampa. » 176 R. ISTITUTO SPERIMENTALI-; COLT1VAZIUNE TABACCHI Brooklyn Botanic Garden. - (The Brooklyn Institute of Arts and Sciences Brooklyn. N Y.). 1911 : Contributions N. 1, 2, 3. 1912 » » 4, 5. 1913 » » 6. 1917 » » IH, 19. 1918 » » 20, 21. 1919 » » 22. 1920: » » 23-24. Tenth Annual Report 1921 Record » 1, 3, 4. Union Of South Africa — Department of Agriculture. Pretoria 1921. Bulle- tin N. 4. Mededeelingen Van Het Besoekisch Profstation. 1921. Rubberserie N. 21. Annate of the Missouri Botanical Garden. St. Louis. Missouri. 1919 Voi. VI N. 4. 19 u 20 » VII » 1-2-3-4. Bulletin chi Jardin Botanìque de l'Etat (Ministère de T Agriculture) Bruxelles 1920. Volume VII. Fase. 1 e 2. 1919-1921 » VI » 4. Sonderabdruck aus der Zeitschrift fur incititi Uve Abstanimungsuncl Vererbnngslehre 1916 Bd. XVI Hst l l i . Verlag von Gebruder Borntraeger in Berlin. Orland E White: Studies of Teratological Phenomena in their Relation to Evolu- tion and the Problems of Heredily. II The Nature, Causes, Distribution, and Jnhiritance of Fasciation white Special Rrference to its Occur- rence in Nicotiana. Oscar Loew. — Zmn Kalkbednrfnis des. Menschen. Sonderabdruck aus der Vier- teljahrsschr. f. gerichtl. Med. u. offentl. Sanitatswesen. BOLLETTINO TECNICO 177 JQ O ■cjqueuuuop o^uo^ EÈ3 S5 £ o a w Q O W D opS uoo mqqau uoo ■euijq uoo "Bp^iSru uoo I^SIUI iuojos ISOAOld 1 1 ■sH r-^ 1 1 IO co 1 IO o SD uilui ni giSSoij < o H h- 1 cd Q > E ce p cu Fh 121UIUIUI uipoiu GLUISS-BUI o • ^ e o ed "BUIIUIUI ^ipoui ■BUI1SSBIU W ed co n W g.S ffi ci •euuuiui ■Bipoui ■euussBiu W co co t- co CO cr> CO t^ i^ l>. CD CD CD -Q a S-l &-. fi o > o CD O O fc Q iO GO CO OS lO io 7-( CO co o CO co o H CD c/2 S < tì I M . D I C ■ E VOLUME XYHI - anno 1921 FASCICOLO I. G. Lo Ppiore. Il verderame dei tabacchi occidentali La coltivazione del tabacco in Italia nell'esercizio 1917-1918: Estensione della coltivazione Spese per la coltivazione Acquisto di tabacchi indigeni . Concessioni di manifesto .... Coltivazione in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali ..... Campi dimostrativi ..... Coltivazioni per l'esportazione . Istituto Sperimentale di Scafati Notizie scientifiche e pratiche (Rivista della stampa): Studi sugli ibridi di tabacco Little Dutch X Cuban in rapporto al carattere tendenza alla formazione dei succhioni, James Johnson .......... Studi sperimentali intorno all'incompatibilità all' autoimpollina- zione nelle piante ermafrodite, Stont A. B. Fecondazione selettiva nei miscugli di polline, Jones D. F. . Apomissia ed ibridazioni difficili in Nicotiana, R. Savelli Per prevenire le ruggini del tabacco ..... Concentrazione dell'estratto di tabacco per mezzo del freddo, Ferretti U. Il raccolto di Smirne .... Il raccolto 1920 del tabacco Samsum Il tabacco del Sud Africa L'avvenire del tabacco in Palestina . La coltivazione del tabacco nella provincia di Quebec Il raccolto del tabacco nella Repubblica Domenicana Pubblicazioni ricevute . P a g- ■3 16 '7 18 23 24 26 ivi ivi » 29 » 32 » 35 » ivi » 40 » 41 » 42 » ivi » 43 » 44 » ivi » 45 » 46 BOLLKTTI>0 TECNICO 179 Riassunto dei bollettini metereologici dei mesi di gennaio, febbraio e inarco ig2i FASCICOLO II e III G. Emilio Anastasia. Leonardo Angeloni // R. Istituto sperimentale per le coltivapóni dei tabacchi intito- lato al nome di « Leonardo Angeloni » (R. D. N. 974 del 30 giugno 192 1) . . . ;■ ■ f A. Busco. Qualche osservazione statistica sui prodotti dello Xan- ti-Yakà e dell'Erzegovina in Provincia di Lecce La coltivatone del tabacco in Italia nell'esercizio 19 19- 1920: Estensione della coltivazione .... Spese per la coltivazione Compra tabacchi indigeni Concessione di Manifesto Coltivazioni in cooperazione con lo Stato Concessioni speciali Campi dimostrativi ... : Coltivazioni per l'esportazione. Istituto Sperimentale di Scafati Notizie Scientifiche e pratiche (Rivista della Stampa): Anomalie delle piantale e anomalie di germinazione iti Ni- cotianae, R. Savelli .... Studi intorno alla autcsterilità, Easte E. M. Diminuzione nel rendimento del tabacco dovuto all'azione dei fenomeni meteorici avversi negli Stati Uniti d'Ame- rica, Varren Smith .... Prove d'ibridazione con alcune linee di tabacco Deli, eseguite a Sumatra, Honing J. A. ... Coltivazione del tabacco nell'Australia occidentale Lema bilineata, coleottero nocivo al tabacco, nell'Africa del Sud, Vander Merwe C. P. Sulla concimazione del tabacco, /. Wimmer G. Coltivazione e cura del tabacco nell'isola Maurizio Peronospora Hyoscyami dannosa al tabacco, nella Florida e nella Georgia, Smith E. E. e Mickenney R. E. B. 11 miglioramento del tabacco mediante ibridazione e sele- zione all'isola di Sumatra, Jochems J. La coltivazione del tabacco di Sumatra a! Cnmeroun R Thillard La crisi del commercio del tabacco in Tessaglia Il colore e l'odore degli estratti del tabacco Applicazione del nitrato di soda a! tabacco all' atto del tra- pianto, O. Micron Pubblicazioni ricevute . . ... 'Rjassunto dei bollettini metereologici dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 792/ .' 48 pag- 5' » 73 » 75 » 81 » 83 » 85 » «7 8 90 » 92 V) 93 J> IVI 94 97 "5 » 117 » IVI » 118 » "9 » 121 » 122 » 123 )) 124 » '25 » I 27 » 128 » ivi » 129 » 132 18'J R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI FASCICOLO IV. Dr. A. Splendore. Cenni sulla coltivazione del tabacco in Val La- garina Dr. A. Benincasa. Verso un nuovo assetto della produzione del tabacco « Kentucky » in Italia A. S. Sulla produzione del tabacco Kentuchy in Italia Notizie scientifiche e pratiche. (Rivista della Stampa) Stampa Italiana: L'estratto di tabacco, Ing. C. Gramalica Per una più estesa coltivazione di tabacco, E. P. Una coltivazione da prendere in seria considerazione: Il Ta bacco, E. P. . . . , . « Il tabacco nel Vallo di Diana, M. C B- Insistendo sulla necessità di estendere la coltivazione del ta bacco, Dott. V. Ronchi Il tabacco a Samos Il fumo del tabacco come disinfettante della bocca, V. Tun toni ......... Stampa Estera: Tabacco, M. Calvino Il tabacco in Jugoslavia La coltivazione del tabacco in Rumania durante l'anno 1920, E.G. » Il raccolto del tabacco in America La coltivazione del tabacco in Persia Le prospettive della industria del tabacco in Manciuria Esperimenti di coltivazione di tabacco in Inghilterra La coltivazione del tabacco nello stato di Victoria Si può determinare il valore dei semi per via biochimica Sulla ripartizione del manganese nell'organismo delle piante superiori ........ Pubblicazioni ricevute Riassunto dei Bollettini metereologici dei mesi di ottobre, no vembre e dicembre iQ2i e riassunto anno igzi Indice annuale Pag. 135 '43 » 148 '53 156 .58 161 162 164 .65 ivi 166 ivi 167 168 169 ivi 170 ivi 171 '74 177 178 Anno XIX, Gennaio- Febbraio-Marzo 1922 N. 1 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA DEL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIVAZIONI DEI TABACCHI LEONARDO ANGELONI „ SCAFATI (Salerno) © SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1922 SOMMARIO Le forme elementari della composizione dei vegetali o l'origine della specie (Filogenesi delle Nicotianae, delle Prnnulaceae e delle Violae). (Do ir. G. Emilio Anastasia) ..... Pag. 3 Introduzione ............. 7 Famiglia delle Primulaceae » 1 1 Genere Primula, L. . . . . . . » 17 Primula acaule . . . - . . . . . . » 19 La Coltivazione del tabacco in Yugoslavia (Relazione della R. Dele- gazione IlALlANA IN BlLGRaDO) . . . . . . » 27 Modificazioni al Regolamento per la coltivazione indigena dei tabacco » 32 Consiglio Tecnico per l'Amministrazione dei tabacchi . , . * 35 Notizie scientifiche e pratiche (Rivista della Stampa): Stampa Italiana. Fra coltivatori'e concessionari di tabacco in Terra d'Otranto, Dott. Armando Valente . . . . . . . . «36 Per estendere la coltivazione del tabacco, Vincenzo Raman\ini » 37 Consorzio fra i coltivatori, di tabacco a Fano . . . » 38 La coltivazione del tabacco, E. Petrobelli .... » 39 Essiccatoi e cooperazione * . . . . . . » 40 Quanto costa la produzione ddi tabacchi orientali nel Saknto, Dott. . Armando Valente . . . . . . » ■ 41 La coltivazione del tabacco: uno dei due problemi agricoli per la rinascita del Montello » 43 Per coltivare il tabacco, Dott. Achille Sacchi .... "43 Il tabacco Kentucky "44 La disinfezione delle merci e la sua importanza sanitaria e com- merciale "47 La coltivazione del tabacco orientale in Istria, A. Ghersetich . » 48 La coltivazione del tabacco in Calabria, Giovanni Solimene . . » 50 La coltivazione del tabacco in Alessandria, Dott. ). Zannoni . » 53 Conferenza sulla coltivazione del tabacco in 'Italia ... "53 Alla ricerca di colture sarchiate, T. Poggi .... "53 11 tabacco nella Impresa Agricola del Duca degli 'Abruzzi in So- malia "54 Variazione brusca in t Nicotiana sylvestris » Spcgazzini, Roberto Savelli ........... "54 L'assicurazione obbligatoria del tabacco contro la grandine » 54 Articoli vari, E. P . . » 50 Stampa Estera. La coltivazione del tabacco nel Belgio, Bricout D. . . . * 57 (Segue) Anno XIX, Gennaio FetìSraio-IWarzo 1922 N, 1 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli Industriali 11 ritardo della pubblicazione di questo numero è stato causato dalla non consegna in tempo delle allegate tavole a colori. PUBBLICATO PER CURA DEL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIVAZIONI DEI TABACCHI ''LEONARDO ANGELONI „ SCAFATI (Salerno) SCAFATI STABILIMENTO TIPOGRAFICO RINASCIMENTO 1922 SOMMARIO Le forme elementari della composizione dei vegetali o l'origine della ' '" ' ' " AT; - '•" v.,//„ p..,, „„/.■,. .„.-,,, ,. ( y (J //,, Fra coltivatole concessionari di tabacco in iena u uuciùiu, ^i, Armando Valente . . » 36 Per estendere la coltivazione del tabacco, Vincenzo Raman\ini » 37 Consorzio fra i coltivatori, di tabacco a Fano .... » 38 La coltivazione del tabacco, E. Petrobelli .... » 39 Essiccatoi e cooperazione *........ » 40 Quanto costa la produzione dèi tabacchi orientali nel Salento, Dott. . Armando Valente . . . . . . » • 41 La coltivazione del tabacco: uno dei due problemi agricoli per la rinascita del Montello » 43 Per coltivare il tabacco, Dott. Achille Sacchi .... « 43 Il tabacco Kentucky » 44 La disinfezione delle merci e la sua importanza sanitaria e com- merciale "47 La coltivazione del tabacco orientale in Istria, A. Gherselich . o 48 La coltivazione del tabacco in Calabria, Giovanni Solimene . . » 50 La coltivazione del tabacco in Alessandria, Dott. ì. Z arnioni . » 53 Conferenza sulla coltivazione del tabacco in 'Italia . . . "53 Alla ricerca di colture sarchiate, T. Poggi .... 11 tabacco nella Impresa Agricola del Duca degli 'Abruzzi in So- malia Variazione brusca in t Nicotiana sylvestris » Spogazzihi, Roberto Savelli «54 L'assicurazione obbligatoria del tabacco contro la grandine » 54 Articoli vari, E. P . . » 56 Stampa Estera. La coltivazione del tabacco nel Belgio, Bricout D. . . . » 57 (Segue) 33 54 Anno XIX. Gennaio Febbraio-Marzo 1922 N, 1 MINISTERO DELLE FINANZE Direzione Generale dei Monopoli industriali Bollettino Tecnico PUBBLICATO PER CURA DEL R. ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTIVAZIONI DEI TABACCHI " LEONARDO RNGELONI „ ...■ * 'p. ofi:i | ! 3qmoo bIIoJ) inrn ti o^Boibni onoa oioeqg 9a89 9da 9JlBq A -noi.\i^;-iji') i ooduig ni ohn<> ! UnunH i .'e Offtoo ii'xiiiivrJJ't'ft'j xid uftt«oVdv,0 ')i ' fob 9 !iii')»[il) óìO .v.\'vV«hì\jìv^ uuio^oWIIb 9191^00X1 fiiigoaid . i; d t om9iJf di obxtendniaib iJnhru; onoa fa UBibiomrig, annoi 9llab hpftB-jBO i 9rfa i .ijBvii9b iJàQqmóo ìju Biwairq i .•nr.ii>>o'i B'iut.KVJMd bJ 'Kiois;ri9hÌ8fK):) 9lBÌ09qa nihgm sjm.jjSwmn'X slfotf d .gir) ■ » t sbnooaa BiuJBVion bJ togqa .n: [B bì ovi9fi rogo 9 ,(b) ojiwhipxjihiii é anilb ni ;(B"ii89Ìb ..'•i->jni ')fii^-ij;i(i b s F.ilyu'1 bJ mI BToaffli b .ibniiiQ .odo! nn i'.. ftih ji]io(]ino) ia tì-utitiviaa al ( «fftiBqa • fBjrisb aVUrjooji .«ùVi till'tl) silgoì Bllàb BiifibnoDoa BiuJBViép bJ sotqiT ii/d ii 1 1 i'>q ,hBbnoo98 ivi9n I .(XI .vbT ,6 §fl .Bioonfi niq r g ,o .yii b iinifig ,903 vnl piaB9 ih qJnonifibioonoo £ 9iB8H9q r.'l 9do bìv Bau iill-d» (iJn'ifiinllu»!!') il» 89hiJ Bllyn .oi'iqo'iq ,9 ,9nrg'iBrn [sb BSiiBJaib 690q • Ini ••uihlO ti) ivi'tfl Ì6 9m9Ì8nÌ — itti'lil) onOTlOO 9 ÒfIBÌV9b ,BflìmBl •'• o ni .9Ìaoqqo 9ig b ih Bsnaaé^q *teq oh oituT jtónrgiBm bnob ièri nlr.vi.'Hi ìì .n9T t Mtw«»Hio(i»»sA waw»\')v.O ih nil^u) Brfjj BJiob .0 ih 9Ìl§oi 9Ìlob .Q) Mol £j .q«9sc .0 ib '>if§o'i y!)uh.rii]i" onoa .'9 e nT •'t)fi'iqihni onoR i'ji;[i?B Binisi .iddi Ì9J 6Ì'JBbno-)9s B'iuJBtion e av\\) ì\\\»\)»hI. ih Bijgoi enn sJJoboiqh 9 i ni 9oiqB'IIfi 9)n9iioono3 iiqB ÌJììB '»tlI9TI0'i BhBbfl0098 B'IUJiiV19n B ,v.'sv-.St!)HS s\o -ti ih BÌI^o'Ì A )! r.lloh biuJbvi9A bJ 9rionB é iaoD .nBis'iej ivi'ui ,k1) b1b^9IIoo bio t idoJ (I n) v,')\V^o^l^Wo^ .*\ eflob (m) v.'ìv.u.vo- t*? fillah ibn'3qibni BÌiBbnoo9H RiniBman b .eonuM ;mmóo3o '1 rb èilgoi e ri .9iiiyi B/n Ibì. oslaJ ni/ b ;.]j i^lio') inq .i'.i\«,BDtì /ti >;lbb 9tJ -;u,/n .o Brn h •>ìti'Ht\vnv)t\ii-s. \.V.Ds->;,n S ih silgoì .3 .itngh i'»£i 4jnj;niuns) 9 bJ ^noaoa 1 «Q Primulaceae . LEGGENDA DELLA TAVOLA Vili. In a e b sono schematicamente rappresentate alcune forme fogliari che possono ottenersi da due estreme forme come a 1 e b 3 (o a 5 e b = metà a destra). Combinando variamente i caratteri di questi estremi si spiegano tutte le forme fogliari delle Primulaceae. Ho indicato come estremi della composizione delle Primulaceae due specie viventi: Coris monsp. e Cyclamen eur. A parte che esse specie sono anche composte, accolgono molti caratteri delle forme primordiali, ma non tutti. Invano, infatti, si cercherebbe di spiegare la composizione fogliare delle Primulaceae mettendo in giuoco i caratteri delle foglie del Cyclamen e del Coris. Che, mentre Cyclamen ha effettivamente foglia come a 1 , per l'altro estremo, b 3 , bisogna ricorrere alV Hpttonia palustris,. Ciò dipende dal fatto che i caratteri delle forme primordiali si sono andati distribuendo in varia misura nei composti derivati. Nelle Primulaceae merita speciale considerazione la nervatura fogliare. In alcune specie la nervatura secondaria è concorrente (fig. b = metà a destra); in altre è indipendente (a), e ogni nervo secondario termina al vertice di un lobo. Quindi, a misura che la foglia è a margine intero, o è dentata, lobata, spartita, la nervatura si comporta differentemente. Tipica la nervatura secondaria della foglia della Prim. acaulis (vedi fig. o, e, più ancora, fig. a, Tav. IX). I nervi secondari, per un buon tratto, seguono una via che fa pensare a concordamento di essi. Invece, giunti a poca distanza dal margine, e, proprio, nella linea di cucullamento della lamina, deviano e corrono diritti — insieme ai nervi di ordine inferiore — nei denti marginali. Tutto ciò per presenza di due energie opposte. In e é riprodotta una foglia di Cyclamen neapolitanum, Ten. a nervatura secon- daria concorrente. In d, d', d", sono riprodotte foglie di C. repandum, S. et Sm. In d la nervatura secondaria è concorrente, quasi come in e; in d' e d" i primi nervi secondari vanno diritti nei lobi. In e, e', sono riprodotte foglie di C. neap. fì Poli (D. Chiaj). In e la nervatura è concorrente, in e' i nervi secondari basilari sono indipendenti e corrono nei lobi. In i è riprodotta una foglia di Anagallis arv. a nervatura secondaria concorrente all'apice. f, foglia di Pr. chinensis, a nervatura secondaria corrente agli apici dei lobi, ma collegata da nervi terziari. Così è anche la nervatura della foglia della Pr. sinensis (m) della P. cortusoirìes (n), della P. Aemilia (I). h, foglia di P. obeonica, Hance. a nervatura secondaria indipendente e pur collegata a un terzo dal margine. o, margine fogliare della Pr. acaulis. g, foglia di P. auricula — superiormente a margine dentato, a nervatura secondaria pinnata e terminante nei denti. p, foglia schematica di Hottonia palustris, a nervatura pinnata. Tav. Vili. Stabilimento Tipografico Rinascimento C, E. ANAST. — dis. dal veto La composizione delie Primulaceae a traverso i caratteri fogliari. BOLLETTINO TECNICO 13 Dalla unione di queste opposte forme fogliari noi possiamo spiegarci ciò che vi è di diverso da foglia a foglia degl'individui della istessa specie e persino nelle foglie delle specie comprese nello istesso genere (1). I fiori sono bisessuali, regolari e isolati, e messi in uno stesso piano nelle forme acauli: opposti, o, meglio, verticillati, nelle forme assili. E quando in queste ultime noi incontriamo fiori sparsi , a spira, (Anagallis crassi/olia, Thoré. e Centunculus minimus, L.) , o in racemi (Samolus Valerandi , L.) dobbiamo pensare che così era veramente co- stituito l'estremo che appare raramente nelle Primulaceae e che è invece sempre presente in altre famiglie affini , che ebbero origine dalla stessa composizione elementare. Calice infero (in Samolus è supero — e questo conferma ancora la presenza di elementi di altre famiglie), con 5 sepali , ora liberi , ora sal- dati (gamosepalo) , e ciò sempre per opposte energie che, a questo ri- guardo, gli estremi dovevano essere: 1° calice a 5 (o più) sepali perfet- tamente liberi, 2° calice gamosepalo tubulare). Quando i sepali sono liberi presentano per lo più lateralmente una zona membranacea (vedi Anagal- lis, Tav. XIX, fig. i), che doveva essere zona d'attacco e non la fu, per (i) Osserviamo un po' la tavola Vili. La foglia e è di Cyclamen neapo- litanum, Ten. (così è anche quella dei C. europeaum, L.; ma il primo presenta anche foglie angolose come in d, d'). In essa, a parte una certa disposizione palminervia , impera nervatura concorrente. Nelle foglie d, d\ d" del C. re- pandum, S. et Sin. , a misura che esse si angolano, i nervi tendono verso gli angoli. In d per via, direi, spezzata; e il nervo secondario, nel mentre manda un ramo verso l'angolo, si unisce al successivo con un altro ramo. In d 1 la tendenza agli angoli è più decisa e i nervi • secondari corrono diritti , quasi, verso di essi. In d", poi , il potere delle punte è oltremodo possente. Tutto questo in individui della stessa specie. Guardiamo le due foglie e ed e'; sono di C. neap. (ì. Poli (D. Chiaj.). Una (e) è astata, ma intera: la sua nervatura è concorrente. L'altra (e') è sa- gittata e lobata alla base: i primi nervi secondari corrono diritti verso gli an- goli, i successivi sono concorrenti. Nelle Primule il potere degli angoli è elevato, come mostrano le figure f, g, fj, |, m, n, o In \j (foglia di P. obeonica, Hance. — e si avvera anche in P. acaulis, Jacqj nel mezzo della foglia impera la ner- vatura concorrente e poi, verso il margine, predomina quella angolare. Nelle foglie di P. acaulis i nervi secondari hanno prima una inclinazione (laddove impera la energia concorrente) , ma non appena si suddividono , per correre verso le punte, mutano direzione. In i ho voluto riprodurre una foglia di Anagallis arvensis , L. È intera , ma i nervi oltre ad essere imperfettamente palmati, tendono tutti verso l'apice, non sono, cioè, concorrenti. In p è riprodotta, e non dal vero, una foglia di Holtonia palustris, lobata (o laciniata), a nervatura pinnata. 14 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI intervento di elementi sprovvisti di tale facoltà. Quando è gamosepalo presenta, al sommo, cinque lobi acuti. In alcune specie il calice è quasi ade- rente al tubo corollino (Prim. acaulis), in altre è distaccato, campanulato (Primula obconica, Hance.). Qualche volta il numero dei sepali è di 7 - Q (Trientalis ; in Glaux: 4), persino in ispecie ordinariamente a calice di 5 pezzi (Anagallis). Spesso è coverto di peli corti, glanduliferi, pruinosi. La corolla è ipogina , a petali ora liberi , ora saldati (corrisponden- temente al calice e per la istessa ragione). In questo secondo caso il tubo è rigonfio alla sommità quando gli stami sono inseriti alla fauce, o è ad- dirittura , campanulato (Soldanella). La corolla è a petali ora obcordati, ora bilobi, ora quasi spartiti, ora veramente spartiti, digitati (Soldanella). Ricorrono in questo carattere elementi di altre famiglie. Questi petali sono ora revoluti e fortemente (Cyclamen) ora piani ed ora concavi (1). Sono in numero corrispondente ai sepali (raramente quando la corolla è di 7-8 pezzi il calice è di 6-7 pezzi). I colori comuni di questi petali sono il giallo , il rosso e il bleu (quest'ultimo è più raro: qualche Primula, V Anagallis Monella e, lieve- mente, il Samolus — ed è colore di altre famiglie), con tutte le combina- zioni relative. Qualcosa si vede guardando le mie tavole. Alla fauce fiorale spesso s'incontra la farinosità che si nota sul calice. Gli stami (che sono opposti ai lobi corollini) sono ora a filamenti lunghi, con antere superanti il pistillo (Anagallis), ora a filamento brevissimo, in modo che. l'antera si può considerare sessile, e sono inferi (Cyclamen). E, come in tutte le combinazioni, troviamo stami sessili inseriti a varie altezze (alla base, a metà tubo e alla fauce). Siccome presentano (benché aderenti al tubo) un anello di saldatura, quando noi li troviamo a metà e alla sommità del tubo e sono sessili, o brevemente pedicellati (Primula, Soldanella), dobbiamo non solo pensare a saldatura dei filamenti (ben pronunziata in Lysimachia), ma a spinta in alto per quella stessa energia che diede stami superi in Anagallis. Notevole il fatto (accertato in Primula e Anagallis) che individui della stessa specie, a stami superi, moltiplicati con individui a stami inferi (o viceversa) danno luogo a infecondità. Ciò, per me, vuol dire che, per determinare quelle 2 differenti strutture, si svegliarono da latenza caratteri di estremi così lontani , da mettere in istato di infecondità individui ge- nerati dalla stessa specie. (i) La Primula Kewensis ha spesso individui a petali alquanto revoluti; vedi figura g, g', Tav. XIII (come si osserva anche nei fiori della Lysimachia). BOLLETTINO TECNICO 15 L'antera è introrsa, a 4 caselle deiscenti per fessure longitudinali. Ma si nota anche deiscenza per pori terminali. (In Cyclamen è per lo più l'apice affilato dell'antera che si fende. In Anagallis è tutta l'antera che si fende). Ha ora forma cilindrica allungata, o leggermente clavata (Pri- mula), ora forma sagittata (e in questo caso è quasi sempre acuminata all' apice , ora poco (Anagallis), ora alquanto (Soldanella), ora molto (Cyclamen); un ricordo di questo acume è rappresentato , nella prima forma, dal mucrone apicale (vedi antera di P. acaulis, Tav. IX, fig. e, d'). Il colore dell'antera è per lo più giallo; s'incontrano antere a colore vio- laceo - sporco. È un po' del pigmento, così diffuso in tutti gli organi del Cyclamen (infatti l'antera, qui, sul dorso, si presenta fittamente maculata di punte violacee), che compare negli organi fiorali di tutte quasi le Pri- mulaceae; in alcune si ferma al gambo, in altre arriva al calice, in altre alla corolla , in altre agli stami e in altre insino al pistillo (Cyclamen, Anagallis). Ovario ora verdastro, ora rosso - violaceo, ad una casella (o loggia), con molti ovuli sovra una placenta centrale, libera. Gli ovuli sono gene- ralmente anfitropi; raramente anatropi. Stilo ora lungo, ora breve, diritto, cilindrico, colorato raramente alla base (qualche volta è violaceo sino in cima). Stigma, ora rappresentato dall'orlo dello stilo appena papillifero, ora da una massa rotondeggiante (a cuscinetto) papillifera , senza scultura; ora da massa papillifera sagomata (ottagonale) con nel mezzo un avvalla- mento con fessura trasversa, o con apertura circolare. Capsula ad una casella aprentesi o per rottura apicale (le valve o restano intere, o si presentano bifide), come si avvera in Cyclamen, nella maggior parte delle Primulae, in Lysimachia, Coris, Trientalis, Asteroli- num, e Glaux, o trasversalmente, ossia pissidata (come in alcuni individui di Primula, Soldanella, Anagallis, Centunculus, ecc.). Valve, ora sottili e trasparenti, ora coriacee. I semi sono immersi in cavità della placenta (vedi figura m, m', Tav. XIX), sono a guscio sottile (ora di colore oscuro , ora chiaro) , ad ilo per lo più ventrale (fa eccezione Mottonia, con ovuli anatropi ad ombellico basale), ad albume carnoso, o corneo, ad embrione cilindrico, parallelo all' ilo. Affinità riconosciuta con le Mirsinaceae e le Plumbagineae. GENERE PRIMULA, L Linneo chiamò dapprima la specie Primula veris; successivamente ne distinse tre tipi, o sottospecie: P. veris, a) acaulis, P. veris, b) elatior, P. veris, e) officinalis. Dopo di lui, lo Jacquin (insieme ad altri botanici) elevò le tre sotto- specie al grado di specie (P. acaulis; P. elatior; P. officinalis) (1). Le tre forme anzidette di Primule hanno foglie tutte caulinari in rosetta. Differiscono nella infiorescenza. La prima (P. acaulis) ha fiori ascellari, solitari, lungamente peduncolati. Le seconde (P. elatior e P. of- ficinalis) hanno fiori riuniti in una specie di ombrella , alla sommità di scapi bratteati. Perciò la prima è detta Primula acaule e le seconde sono chiamate Primule scaligere (2). Mi sono avvicinato alle Primule quasi impreparato: senza studi, senza dottrina specifica. E nessuno si meravigli della mia verginità, o ignoranza primulacea. Che la povertà del mio bagaglio scientifico mi rese più agile, (i) Dopo le specie si moltiplicarono — così come è avvenuto per tutti i generi delle altre famiglie. Le Primule europee sono più di venti. (2) Alcuni autori sogliono dividere le Primule basandosi sulla consistenza e sulla rugosità delle foglie. Divisione questa che, a mio modo di vedere, non ha ragione di esistere. La consistenza e la rugosità sono dei caratteri da te- nersi in considerazione , ma non così importanti da servire di base per una classificazione. 18 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI più pronto , capace ad afferrarne la vera essenza. La mia vista e la mia mente non avevano ricordi adombranti. In avvenire dirò quanto dubbio e quanto errore generarono conoscenze acquisite ad altre fonti che non fosser le genuine e pure dell'osservazione naturale ! E solo dopo che ne avevo indovinato l'anima, l'intima loro costituzione, io mi diedi premura di consultare e di leggere; che in dispregio non ebbi mai l'opera di tanti grandi e precedenti ricercatori. Prima di ogni altra cosa mi occorrevano piante (1) da esaminare, da studiare. Parecchie ne ebbi. Ma molte ancora me ne mancano (2). Per ora esporrò succintamente ciò che ho osservato nelle Primule. Ognuno vedrà che non le Nicotianae soltanto, ma anche le Prima- laceae e le Violae sono il frutto di una composizione primordiale. Natura creò forme elementari semplici. Dalla combinazione di queste forme semplici derivarono tutte le forme complesse viventi. Proprio com'è avvenuto in altri campi di natura. Con ben altro occhio, adunque, devono essere mirati i vegetali. Solo così noi potremo una buona volta affermare di trovarci faccia a faccia con la verità. (i) Avere molto materiale di studio è una difficile cosa.. Spesso si scrive' e non si ottiene risposta. Spesso si hanno risposte che sono nel fondo un do- loroso diniego. Non sempre s' incontra la gentilezza di U. De Vries, del Mat- tirolo, del De Toni. A questi ricercatori, oggi, invio il mio vivo senso di gra- titudine. Alla memoria e alla gentilezza del compianto Prof. Baccarini , tutto il sentimento del mio animo commosso. 0) E non mi stancherò di chiedere, nella speranza di riescire a possedere un vasto, se non completo, campionario di Primule. Molte forme, infatti, mi sono state gentilmente inviate dal T^. Botati. Garden dì Kew. : )D3J ■ ,«if6niai^l LEGGENDA DELLA TAV. IX Primule svelanti energia verticillante (come in Cyclamen). A: pianta fiorita di Primula acauli», Jacq. (dalla Flora dell'Hallier e da Natura). a: foglia, con la tipica sua nervatura. a": margine dentato della foglia; a": uno dei denti, ove sempre termina un nervo. a"': sezione trasversale del picciuolo (o, meglio, del nervo principale, o costola). h: fiore, visto di sopra (grandezza naturale), a petali spartiti superiormente. Questo carat- tere é, senza dubbio, il ricordo dei petali spartiti di famiglie affini (in i, infatti, é riprodot- to il petalo spartito della Stellaria media, L ) - Il genere Soldanella accoglie più di ogni al- tro questo carattere (vedere più oltre figura intercalata nel testo). b'. b": fiori sezionati longitudinalmente, a stilo supero in alcuni individui, a stilo infero in altri. Fatto, queste come vedremo, che si ripete in molte Primule e che non si può spiegare se non richiamando la natura composita delle specie. In b' é la struttura Cyclamen che predomina; in b" è quella Anagallis e, forse, Centunculu» e Cori»). E per questo forse, che b 1 x b", o viceversa, dà luogo a infecondità. e: fauce fiorale (essa è pentagonale con vertici corrispondenti alle suture petaline. Cosi è anche nella P. chinen»i», Auct. e nella P. Aemilia, Anast.). d, d': antera, di fronte e di dietro (a volte si nota di dietro una colorazione bruna, forse per risveglio di caraltere di altre specie). e, e': apice di antere (qualche volta, come osservasi in e', l'apice dell'antera è priva di mu- crone). f: calice, giallo pallido, o verde-glauco, a coste verde-cupo (come nella P. officinali» - Vedi: Fig. E, Tav. XIII). 11 colore dei petali è giallo-paglierino (a Cava s'incontrano individui a fiori con corolla molto ampia - perciò la P. acauli» fu detta, anche, grandiflora, (Lam.). In contrada Rotolo raccolsi individui, poi, a fiore con corolla perfettamente bianca, con stella mediana gialla). f: calice sezionato trasversalmente. 8» «'» g" : stigmi, variabili da fiore a fiore; alcune volte accennanti a una sagoma poligonale. Se si osserva bene, anche lo stigma della P. officinali», Jacq. (Tav. XIII, fig. f) si pre- senta ottagonale. E ottagonale sui generi» è lo stigma della P. Kewen»i», Jenkins (Tav. XIII. fig. n). h; brattea esistente alla base di ogni gambo fiorale. Tav. IX - Primula vulgaris, Huds. (Pr. acaulis, Jacq. PRIMULA ACAULE La Primula acaulis, Jacq. (1) fu la prima forma di Primula che mi occupò, e lungamente, e perchè molto interessante (differente com' è da tutte le altre) e perchè a mia disposizione, spontanea com'è dei boschi di Cava, di Avellino, di Lagopesole e del Vulture, luoghi che ho spesso battuti. Non starò a descrivere minutamente i caratteri di questa Primula. Mi fermerò solamente su alcuni essenziali, che furono spessissimo trascurati, e che portano a spiegare la natura composita di questa forma. È una pianta a foglie riunite in rosetta basilare, come abbiam detto e come mostra la fig. A della Tav. IX allegata. È acaule. Ma bisogna, e ben distinguere, a questo riguardo. La pianta è perennante. Fino a che è giovane si presenta come quella da me raffigurata. Ma , col passare degli anni , essa si mostra come un aggruppamento di tante piante, per polloni emessi dal breve rizoma (2). Ciò si avvera anche nella P. officinalis, nella P. cortusoides, L. (3) e in (i) Primula vulgaris, Huds.; Smith.; P. grandiflora, Lam.; P. hybrida, Schrank.; P. silvestris, Scop.; P. uniflora, Gmelin. (2) Spesso, traversando i boschi, si incontrano Primaverine a copiosa fio- ritura. Mentre poi sovra una giovane Primaverina non si contano che 15-20 fiori. Ognuno, ben osservando, s'accorge che quelle sono costituite da quattro, cinque polloni che si sono man mano sviluppati sul corto rizoma, ognuno dei quali ha portato, in quella copiosa, falsa ombrella, il contributo della pro- pria fioritura. (3) Questa Primula, anzi, è vivace. A un certo momento sembra morta. Poi, nello inverno, incominciano, all'apice dei brevi e numerosi rizomi stri- scianti, a verdeggiare le gemme. Gemme, che daranno a primavera tante piante aggruppate (come ben si vede nella Tav. X). R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI parecchie altre forme (vedi figura intercalata^ e Tav. X). E , siccome il rizoma giace quasi tutto sotterra, i polloni emettono radici avventizie. E la moltiplicazione di questa, come di altre Primule, oltre che per seme, avviene per partizione di rizoma (1). (i) A Foiano della Chiana, nel 1911 , da una pianta di P. acaule ibrida (a fiori rosei) che contava più di otto anni, per partizione, ottenni più di 15 piante, che, rapidamente, assunsero uno sviluppo rigoglioso. Qualche Primula non è perfettamente acaule, ma il rizoma si continua in una specie di fusto. Poi, dalla base, vengono fuori 3, 4 polloni, che di anno in anno allungandosi , così come ha fatto l'asse principale (perdendo foglie vecchie ed emettendone delle nuove , come certe Euforbie, le Palme, ecc.), lo raggiungono in altezza, e lo confondono. E ciò in virtù dell'altro estremo che è pianta caulinare -cespu- gliosa. Riproduco un esem- plare di P. Marginata, Curt. (coltivata nel R Orto Botanico di Torino e dal- l'illustre Prof. Mattirolo in- viatomi), che mette in evi- denza molto bene quésto fatto (nella Flora dell' Ha!- lier la P. inarginata, Curt. compare come una forma della P. auricula, L. (P. aùr, p\ aliala, Koch ; P. crenata, Lam.; P. citiate, Moretti; P. macrocalyx, Lehm). Oguno può osservare che quei rizomi un po' troppo allungati da diven- tare dei veri fusti , emet- tono anche a metà qualche gemma laterale. Così si comportano anche altre Primule (lievemente: P. auricula, L. ; P. spectubilis, Tratt.; P. pedemontana, Thom.; P. òenensis, Thom.; P. Allionii, Lois. ; P vi- scosa, Ali. (o lati/olia , Lap.); marcatamente: P. integri/olia, L. e P. mi- nima, L.), come mostreremo più oltre, nella Tav. XVIII. Si ripete nelle Primule il fenomeno che presentano molte Androsacee. La rosetta di foglie è come spinta in alto. Ed a spingerla s'incarica una energia latente. Poi che questo è un passaggio da pianta acaule a pianta assile e non un semplice fatto trascurabile, come vedremo più oltre. P. Marginata, Curt. ( dell'Orto Botanico di Torino ) Tav. X. Stabilimento Tipogralico Rinascimpnto Primula cortusoides, L (dell'Orto Botanico di Torino) Sembra una sola pianta - è, invece, un aggruppamento di polloni derivato da una primitiva isolata pianta. BOLLETTINO TECNICO 31 Il rizoma è carnoso , a polpa bianca e soda. E qualche volta è né breve, né piccolo, come si avvera nella P. Palmari, Pet. (endemica delle Calabrie: Capo Palinuri e Molpa). Ora, volendo rispettare le leggi di un vero atavismo, questo rizoma carnosetto non richiama una forma rizomata per eccellenza? Che ogni carattere che si riscontra è di forme preesistenti. Nulla , veramente , si crea. Tutto si può attenuare, o mettere in maggiore evidenza. Le foglie (1) (e più i gambi dei fiori) presentano alla base una co- lorazione porporina, che non è stata ben notata dagli AA. (vedi Tav. IX). Tale colorazione s'intravede anche in altre Primule, ed è carattere atavico, preesistente, che si mette in mostra nella P. acaalls, perchè si svegliano dalla latenza altri caratteri atavici correlativi. Se guardiamo per brevi momenti un Cyclamen , vediamo che esso è pianta acaule per eccellenza , ha un tubero carnoso e grande quanto una discreta patata, ha pronunziata, ed in tutti gli organi, la colorazione rosso -sangue che noi vediamo apparire nella P. acaalls (vedi Tav. XI). Teniamo in mente tutto questo e andiamo avanti. La fioritura della P. acaalls avviene quando la pianta non ha ancora completato lo sviluppo vegetativo. Basta seguire una pianta nel suo ciclo, per accorgersi di questo fatto. E, solo dopo fioritura, si vedono le Primule rigogliose di vegetazione. Questo fatto trascurato non richiama, forse, il carattere saliente del Cyclamen, di emettere fiori quando le foglie non sono ancora spuntate? (2). (i) La nervatura secondaria della Primaverina (come quella della altre Primule) è sui generis. Essa è il risultato della composizione di due differenti nervature, come abbiamo accennato e rappresentato nella Tav. Vili. (2) Io lo notai da bambino questo fatto, e non l'ho più dimenticato. C'è da aggiungere, però, che la fioritura di tutti i Cyclamen sembra estesa a metà dell'anno, dall'Aprile all'Ottobre, per confusione di forme. La fioritura prolungata (o, meglio, ripetuta) è del Cyclamen europeaum, L. Gli altri cicla- mini o fioriscono di primavera {C. repandum , S. et SM.) , o di Ottobre (C. neapolitanum , Ten.), senza escludere che anche questi ultimi rimettano qualche fiore in stagione non propria. 22 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI Nel Cyclamen il carattere è esagerato , mentre nella P. acaulis è attenuato. * * I fiori della P. acaulis (che, se nascono all'ascella delle foglie, por- tano alla base una brattea , come vedremo) sono solitari e formano nel loro insieme , come le foglie , una specie di rosa , o di falsa ombrella (falsa, perchè i fiori non sono contemporanei, non partono da uno stesso punto, non sono in uno stesso piano, ma sono sovra una spirale, così come le foglie). Richiameremo più in là questo fatto. Ora interessa no- tarne un altro. Avvenuta la cascula fiorale, iniziato lo sviluppo delle capsule, i gambi fiorali man mano si reclinano, fino a toccar terra; e spesso mi è occorso di rinvenire capsule di Primaverina interrate. Chi non vede anche in questo fatto la presenza di un carattere Cy- clamen? del Cyclamen che avvolge a perfetta spira i suoi gambi frutti- geni (vedi Tav. XI), interrando le capsule (1)? * La Primaverina generalmente da noi fiorisce a Febbraio. Ma non sarà sfuggito a qualcuno di vedere in mezzo ai boschi, nel mese di Di- cembre , qualche pianta fiorita. Come non gli sarà sfuggito vedere Pri- maverine ancora in fiore , allorquando la generalità degl' individui erano già sfioriti. E tutto questo nella stessa regione, nella stessa esposizione e alla stessa altitudine (2). La fioritura delle Primule non è contemporanea, non è della stessa durata e — a volte — è ripetuta in stagioni differenti. Che non sia contemporanea e della stessa durata , ognuno saprà, e tutti possono constatare allevando una discreta gamma di specie nello stesso giardino (3). Che sia, a volte, ripetuta lo ha dimostrato un esem- (i) Questo ripiegamento a spira dei gambi fruttigeni è, ora più, ora meno accentuato, in tutte le Primulacee, dall' Anagallis alle Lysimachic, perchè tutte vengono dalla stessa combinazione. Alcune forme presentano più marcati un gran numero di caratteri atavici, perchè più vicine alle forme primordiali che diedero luogo alla costituzione della famiglia. Forme primordiali che rimasero quasi sempre estinte. (2) Di alquante piante di Primaverina tenute in vasi, nello stesso luogo, ossia nelle identiche condizioni, due sole mi si presentarono pienamente fiorite in Decembre. (3) Una P. obconica , Hance , dei giardini del R. Istituto Sperimentale Tabacchi, portò scapi dall'Aprile al Novembre. (Tale Primula è riprodotta nella Tav. XII). • AT AQH3G03J »3»lui LEGGENDA DELLA TAV- XI i T no degli estremi della composizione delle PrimuUceae pianta fiorita di Cyclamen europaeum, L., il tipo spiccato di pianta acaule (dalla Flora dell'Hallier e da Natura), fiore tagliato longitudinalmente, ingrandito (e. s.). gineceo, ingrandito, a stilo di molto superante (e. s.). ovario, con relativo stilo e stigma, ingrandito (e. s.). ovario sezionato (e. s.). antera, quasi sessile, ingrandita (e. s.). gambo fiorale avvolto a spira dopo la fecondazione, nel Cyclamen neapolitanum, Ten (C. hederaefolium, Aiton.). capsula deità (con rottura apicale delle valve). Cyclamen europaeum, L. Uno degli estremi della composizione delle Primulaceae BOLLETTINO TECNICO 2'à piare di P. chinensls , Auct. (dei giardini del R. Istituto Sperimentale Tabacchi). Su di esso notai ad Aprile due scapi biflori , a Luglio uno scapo vigorosissimo pluriflore, biverticillato (1). Tutto ciò è della stessa natura e della stessa portata della formazione di piante a fiore brevistilo e di piante a fiore longistilo (2). Dipende, cioè, dalla complessità delle forme vegetali. E dice che uno degli estremi della composizione (che produsse la complessità) era a fioritura tardiva e l'altro a fioritura pre- coce ; uno era a stilo supero e uno a stilo breve e infero. Da una combi- nazione cosiffatta poterono ben derivare : forme a fioritura molto precoce, e, addirittura, primaverile; forme a fioritura molto tardiva, o autunnale; forme a breve e forme a lunga fioritura; forme, infine, a fioritura ripetuta. 11 Cyclamen è a fioritura autunnale (3). Bisogna ricercare l'altro estremo a fioritura primaverile. (i) Ad Aprile le antere erano piccole, ma capaci di impollinare. A Luglio esse erano inutili alla fecondazione. Tutto ciò è frutto della origine ibrida. Spesso nelle Primule (in quelle notoriamente ibride e in quelle di origine sospetta, come a me sembrano la P. obconica, Hance, la P. chinensis, Auct. e la P. sinensis , Sab.) la formazione dei semi è scarsissima. Incrociando però due forme sospette, sembra si ottengano individui prolifici. Così pare sia av- venuto incrociando la P. obconica con la P. chinensis; il derivato, P. Aemilia, Anast., è fertilissimo. (2) Così frequente nella P. acaulis e in molte altre Primule. (3) Qualcuno può giustamente osservare, appoggiandosi ai fatti e a quanto è dianzi ricordato, a proposito del Cyclamen , che vi sono specie a fioritura primaverile. Ma, ripeto, anche il Cyclamen è il prodotto della combinazione primordiale dei generatori della Primulaceae. Ed è chiaro che mentre il Cy- clamen possiede in molta copia, preponderanti cioè, i caratteri di uno dei ge- neratori, ha pure in sé, in latenza, i caratteri dell'altro. E la specie a fioritura precoce si è formata allorquando questa energia fiorifera primaverile si è ri- svegliata, si è messa in attività. Anzi, dobbiamo aggiungere che nel Cyclamen si sono , e per la istessa causa , formate specie a fioritura ripetuta , se non prolungata, e abbracciarne i due periodi opposti (primaverile - autunnale). Insomma, se noi chiamiamo con A e B i due generatori primordiali delle Primulaceae, dal loro accoppiamento si sono originate diverse forme composte (o complesse): Centunculus....; Anagallis ; Lysimachia ; Androsace ; Primula....; Soldanella ; Cyclamen ; (a caratteri in varia misura accoppiati). Alcune vicine ad A: Centunculus, Anagallis ; altre più vicine a B: Cy- clamen, Soldanella ; ed altre, infine, intermedie : Primula, Androsace. Queste forme complesse, di primitiva derivazione, per mutazione, o per brusco risveglio di energie latenti, a traverso lo spazio e il tempo, hanno ge- nerato tutte le forme esistenti (e tutte le altre estinte nella incessante e for- midabile lotta per l'esistenza) e che gli elencatori hanno battezzate per specie. 24 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI I fiori della P. acaulis sono generalmente indicati come solitari e ascellari alle foglie della rosetta. Mentre essi, veramente, nascono all'ascella di piccole brattee (così come si vede nella Tav. IX, fig. h, e nella foto- grafia intercalata). Che stanno a fare quelle brattee e che cosa vogliono dire quei fiori solitari bratteati? Se noi guardiamo per un istante uno scapo di una P. officinalis, o di qualsiasi altra Primula scapigera, tro- viamo che ogni fiore è all' ascella di una brattea. Quel fiore isolato con quella brat- tea, dice a noi , adunque , che faceva, o avrebbe fatto parte , di uno scapo, se una forza contraria e possente non l'obbligasse a rimanere solitario. Tanto è vero che, spesso, così come mostra la figura intercalata , da uno stesso punto , ascellare alla foglia , nascono tre , quattro , cinque , e anche dieci fiori bratteati (uno scapo ridotto, cioè, alla sola ombrella); tanto è vero che ogni tanto capita (a chi non si stanca di cercare) vedere Primaverine con scapo brevissimo di 5-6 fiori bratteati. Quella brattea è il ricordo , in- P. acaulis, Jacq. somma , dei progenitori. Ed è feno- con un fiore a sei petali, superiormente. menQ d[ atavismo, come questo della ricomparsa di brevi scapi. È il ridestarsi di una energia che non è del tutto scomparsa (1). (i) Da una Primula ibrida, da giardino, a fiori semplici, colorati in rosso porpora, a stella gialla, si sono ottenute: piante a fiori isolati gialli (una Pn- mula acaulis); piante a scapi brevi pluriflori sempre gialli, e piante a scapi brevi pluriflori rosso -porpora. Anche in questa Prìmula si è ridestata l'energia scapigera, come si è svelato l'altro dei generatori (P. acaulis). E sempre l'ata- vismo che agisce. Devo, anzi, notare che molte di queste piante prima emettono fiori solitari e poi scapi. Fra le piante a fiori rosso -sangue se ne notano alcune a fiori con fondo giallo, venati e fasciati largamente di porpora. BOLLETTINO TECNICO 25 * * * Ma allorquando si è formata da una Primula scapigera (1), per un brusco salto improvviso , la Primula acaulis , il fenomeno non è stato determinato anch'esso da una energia atavica? E , se questa energia atavica veramente esiste , noi la invocheremo, senza ricorrere a una immaginaria formazione retrograda , durante un periodo, anch'esso ipotetico, di evoluzione delle Primulaceae. Noi diremo semplicemente, che, a un determinato momento, in una Primula scapigera si misero in maggior attività le già esistenti energie verticillanti di un progenitore (i cui caratteri, oggi, troviamo accumulati in Cyclamen) e venne fuori, per mutazione, una Primula, non più a scapi, ma a fiori solitari ascellari , accompagnati da un ricordo della materna ombrella — una^bratteaj- : Primula acaulis, Jacq. Perciò , possiamo per ora concludere che uno degli estremi delle Primulaceae era a foglie tutte basilari, in rosetta, e a fiori solitari ascel- lari, come appunto è Cyclamen. (Continua) (1) Sia questa Primula scapigera la P. elatior, o la P. officir.alis, perora non importa. Ritengo però che da P. officinalis sia derivata P. acaulis, per identità di carattere delle antere. LA COLTIVAZIONE DEL TABACCO IN JUGOSLAVIA (Relazione della R. Delegazione Italiana in Belgrado) Il Ministero delle Finanze, con decisione del 22 febbraio 1922 N° 168 ha approvata la determinazione del Consiglio di Amministrazione della Direzione autonoma dei Monopoli dello Stato M. N° 261 , del io gennaio 1922, con la quale è prevista la produzione del tabacco nelle seguenti regioni: Montenegro. — Nei circondari di Podgoritza, Cettigne, Nisksic e Antivari, se in ciascun di essi si presenta tale numero di produttori da produrre per detto anno almeno 30.000 Kg. di tabacco. La semina non autorizzata del tabacco e quella per uso domestico sono severamente proibite. Il contravventore è punito, in base all'art. 142 della Legge sul monopolio dei tabacchi, con una multa fino a 1.800 din. (1) o con un anno di carcere. Il termine per la presentazione delle domande per il permesso di coltivazione è fissato al 15 aprile. Ogni domanda dev'essere munita del bollo da din. 2. Ciascun produttore è obbligato a consegnare tutto il raccolto alla Com- missione d'acquisto, a scanso di pena e della perdita del diritto alla produzione. Il prezzo d'acquisto per un chilogramma è stabilito dalla seguente tabella: Classe Prezzo di base Con l'aggiunta del 200 % per caro viveri Speciale 12 din. 36 din. I 9-8 » 27-24 » II 7-6 » 21-18 » III 5-4 » 15-12 » IV 3-2 » 9-6 » Cascami in forma 1,50 » 4,50 » Cascami non in forma 1 » 3 D (1) Lire una alla pari. 28 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI Croazia e Slavonia. — Nei circondari di Virovititza, Slatina, Nasice, Osiek, Valtoo e Pakraì, alle condizioni sovra stabilite e al prezzo fissato nella seguente tabella : Classe Prezzo di base Con l'aggiunta del i50°[ per caro viveri Speciale 8 din. 20 din. I 6-5 r> 15-12,50 » li 4.50-4 » 12,25-10 » III 3 » 7>50 » IV 2 » 5 » Cascami in forma l » 2,50 » Cascami non in forma 0,50 » 1,25 » Bregalnitza, Skoplje, Monastir (BiMje) e Tikves— Per questi quattro circondari, restano modificate le precedenti condizioni in quanto per ogni co- mune si presentino tanti coltivatori per poter seminare almeno cinque ettari. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 1 5 maggio. Il prezzo del tabacco, per Kg., è stabilito dalla seguente tabella: Classe Speciale I II III IV Cascami in forma Cascami non in forma 16 din. 13-1 1 » 10-9 » 7-6 » 5-4 » 2 » 1 » Con l'aggiunta del 200 °j per caro viveri 48 din. 39-33 » 30-27 » 21-18 » 15-12 » 6 » BOLLETTINO TECNICO 29 Kumanovo e Tetovo. — Per questi due circondari valgono le condizioni stabilite per i quattro precedenti. I prezzi sono i seguenti: Classe Prezzo di base Con l'aggiunta del 200 °[ per caro viveri Speciale '3 din. 39 din. I 10-9 » 30-27 » II ■S-7 » 24-21 » III 6-5 » 18-15 » IV 4-3 » 12-10 » Cascami in forma 2 » 6 » Cascami non in forma 1 » 3 « Serbia. — Nei circondari di Uzite , Krusèvatz, Nisch , Topola e Vraja, le condizioni sono quelle per i circondari precedenti. Il termine per la presenta- zione delle domande è fissato al 15 maggio. I prezzi d'acquisto, per ogni chi- logramma di tabacco, sono i seguenti: Classe Speciale 12 din I 9-8 » II 7-6 » III 5-4 » IV 3-2 » Cascami in forma 1,50 » Cascami non in forma 1 » Prezzo di base Con l'aggiunta del 200 °r per caro viveri 36 din. 27-24 » 21-18 » 15-12 » 9-6 » 4.50 » Banato e Backa. — Per il Banato nei distretti di Veliki-Beckeret, Kikinda, Zomboli, Zici-Falvan, Nova-Becej, Serbo-Stebej, Turca-Kanjsa e Ceneja. Per la 30 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TAEACGHI Backa, nei distretti di Novidad, Palanka, Odzag, Sombor, Apatina, Kuls, To- pola, Suboditza e Sencani. Il permesso di coltivazione sarà accordato soltanto se nei singoli comuni si produrranno in quest'anno almeno 30.000 Kg. di tabacco. I prezzi di vendita, per un chilogrammo di tabacco, sono stabiliti dalla seguente tabella: Classe Prezzo e i base Con l'aggiunta per caro del i5o°[ viveri Speciale 8 din. 20 din. I 6-5 » 15-12,50 » II 4>5o-4 » 1 1,25-10 » III 3 ;) 7>50 » IV 2 » 5 » Cascami in forma 1 » 2,50 » Cascami non in forma 0,50 » 1,25 « Slovenia e Prekmurja — Per la Slovenia, nei circondari di Celje, Ljuto- mer, Maribor, Ptui. Per la Prekmurja, in tutta la regione. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 31 marzo 1922. I prezzi d'acquisto sono i seguenti: Classe speciale 8 din. più 1 50 °[ caro viveri = 20 din. >» la 6 ?» ?? 5, 11 >? ?? = '5 >» >? I b 5 ?? » >> »» ,» »? = 12,50 ?» ?? Ha 4,5 ?» »> » l> ?? = 11,25 ?? V 11^ 4 ?? 11 5? lì ?» »? = IO ?? »> III 3 ?» Jl »» » »? ?> =2 7.50 ?? »? IV 2 » 11 », 11 ?» ?? = 5 ?> c ìscami in forma 1 ?» 11 11 1 »» ?? == 2,50 »» „ non in forma o,5 FI ?' ,, 5> »? ?? = 1,25 »? • per chilogramma. * * * Bosnia ed Erzegovina. a) Erzegovina. — Nei circondari politici di: Ljubus, Mostar, Stolac, Lju- bino, Trebigne, Bilec e Konja. b) Bosnia. — Nei circondari politici di Foca, Cajnik, Prozor, Srebreni, Vlasenica, Zvornik, Breani, Gradacac, Banja Luka e nei comuni di Vir, Zaveli e Zagorje. BOLLETTINO TECNICO 31 IO + 20 idem = 3° 9+ 18 idem = 27 8 + io idem = 2 4 7 + >4 idem = 21 6+12 idem = 18 5 + >o idem = '5 4+ 8 idem = 12 3 + 6 idem = 9 2+4 idem = 6 I + 2 idem = 3 Il permesso di coltivazione verrà concesso soltanto a coloro che s' impe- gnano di piantare almeno 2000 pianticelle. Termine per la presentazione delle domande 31 marzo 1922. I prezzi sono stabiliti per categoria: i a Categoria. — Prodotti dei circondari di Ljubus, Mostar, Stolac , Tre- bigne e Ljubino, come pure per i comuni di Vir. Zaveri a Zagorje: Classe speciale, din. 13 + 20" (200 °[ caro viveri) = 39 I „ da lì IJ II „ »> ìì HI „ «) ìì IV „ ìì }J v Y ìì il vi „ 2 a Categoria. — Prodotti dei circondari di Bilec, Conja, Focan, Cajnik e Prozor. Classe speciale, din. 12 + 24 ( 20 ° °Io C. V.) = 36 I „ da ìi >» II „ >> >» IH „ >> il IV „ ìì ìì v. ;, vi „ 3 a Categoria. — Prodotti dei circondari di Srebenik, Vlasenica, Gradacac, Banja Lucka, Zvornik e Breani: Classe speciale, din. 8+12 (150 °[ C. V.) = 20 I „ da ■>■> >» II , ìt ^ IH „ IV „ v ' ìì ìì VI „ ìì 9+ .8 idem = 27 ìì 8+16 idem = 24 ìì 7 + '4 idem = 21 ìì 6+12 idem = l8 ìì 5 + io idem = '5 ìì 4+ 8 idem = 12 lì 3+ 6 idem = 9 » 2 + 4 idem = 6 ìì 1 >50+ 3 idem = 4>5o lì 1 + 2 idem = 3 ìì 6 + 9 idem — 15 a 5 + 7>50 idem = 12,50 . 5 + 7.50 idem -= 12,50 a 4 + 6 idem = IO 3 + 4,50 idem = 7.50 a 2 + 3 idem = 5 1, 1 + 1,50 idem = 2,50 ,,0,50 + o,75 idem 1,25. 32 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI MODIFICAZIONI AL REGOLAMENTO PER LA COLTIVAZIONE INDIGENA DEL TABACCO Regio decreto 4 dicembre 1921, n. 1881, che modifica il regolamento per la coltivazione indigena del tabacco, (i) VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio e per volontà della Nazione RE D'ITALIA Visto il regolamento per la coltivazione indigena del tabacco approvato con Regi decreti n. 666 del 9 agosto 1910 e n. 1438 dell'8 dicembre 1912; Sentito il Consiglio tecnico dei tabacchi; Visto il parere favorevole del Consiglio di Stato; Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per le Finanze; Sentito il Consiglio dei ministri; Abbiamo decretato e decretiamo: Art. 1. Gli articoli 87, 88, 89, 90 e 97 del regolamento per la coltivazione indi- gena del tabacco, approvato con R. decreto n. 666 del 9 agosto 1910, e n. 1438 dell'8 dicembre 1912, vengono sostituiti dai seguenti: Art. 87. — Nelle regioni nelle quali, per ripetute prove fatte, l'Ammini- strazione ha sicurezza che si possono ottenere buoni prodotti da fumo, può essere accordata la coltura del tabacco per le Manifatture dello Stato con con- cessione della durata di 7 a 9 anni, autorizzate, durante tale periodo, da una licenza iniziale la cui scadenza preceda di un anno quella del periodo triennale di cui all'art. 43 per le concessioni di Manifesto, e da due successive licenze triennali. La rinnovazione delle licenze è fatta in seguito a domanda del concessio- nario, alle stesse condizioni stabilite per la prima licenza, salvo le modificazioni da apportarsi dall'Amministrazione alle tariffe dei prezzi di acquisto di cui alla lettera e) dell'art. 89, tenute presenti le eventuali variazioni che si fossero ve- rificate sui prezzi dei tabacchi acquistati dal Monopolio, nel triennio scaduto sui mercati esteri. Al termine della concessione, resta in facoltà dell'Amministrazione di rin- novarla. Tali concessioni sono subordinate alle condizioni che seguono: (1) Estratto dalla Gaietta Ufficiale del 13 gennaio 1922, n. io. BOLLETTINO TECNICO 33 a) superficie minima, per ciascuna concessione, non inferiore ad ettari io distribuiti in modo che, a giudizio insindacabile dell'Amministrazione, non renda difficile o soverchiamente onerosa la vigilanza; però per una stessa con- cessione industriale è permessa la presentazione di più domande di coltura, purché l'insieme di queste rappresenti una superficie non inferiore a io ettari. b) esibizione, avanti il rilascio della licenza, dei prescritti locali di cura e magazzini generali, cui devono essere annessi gli ambienti ad uso di abita- zione ed ufficio degli agenti di sorveglianza e da determinarsi con le domande di cui all'art. 89, secondo le consuetudini locali. Di regola il prodotto di una concessione dev'essere concentrato in un solo magazzino generale; ma vi possono essere più magazzini generali per una stessa concessione, purché in ognuno di essi si concentri il prodotto di almeno io ettari di superficie coltivata. e) obbligo del concessionario di consegnare il prodotto all'Amministra- zione allestito in colli. Nelle circoscrizioni dei territori autorizzati alla coltura di Manifesto, i con- cessionari di coltivazione ordinaria possono richiedere ed ottenere di trasfor- mare in concessione speciale il contingente di piante ad essi assegnato con le note di concessione, purché, quando trattasi di concessione comprendente i due periodi, colturale e industriale, risulta per ciascun richiedente una superficie non inferiore ai 2 ettari. Se questa superficie non raggiunge quella minima di cui alla lettera a), la concessione speciale viene limitata alla scadenza della licenza iniziale, dopo la quale non viene concessa la rinnovazione, se il predetto minimo non venga raggiunto mercè aggregazione di altri concessionari. Art. 88. — La domanda preliminare di concessione dev'essere presentata al Ministero delle Finanze non più tardi del mese di settembre dell'anno che pre- cede quello di coltivazione. L'Amministrazione, previe le opportune verifiche, notifica al richiedente, entro il mese di novembre successivo, se la sua domanda sia stata accolta, dopo di che il richiedente medesimo deve, in caso di accoglimento, presentare al competente ufficio regolare domanda ai sensi dell'art. 13. In caso di diniego di concessione, l'interessato potrà appellarsi al Consiglio tecnico dei tabacchi. Art. 89. — La domanda di concessione deve contenere, oltre quanto è detto all'art 13: a) la superficie minima e massima a coltivarsi; b) la varietà del tabacco; e) le norme ed i termini riguardanti le operazioni di coltura, di cura e di allestimento; d) V indicazione dei diversi tipi di classificazione del prodotto e le ca- ratteristiche relative; e) i prezzi unitari di acquisto per varietà e classe; f) le norme per la perizia ed il pagamento dei tabacchi; g) l'obbligo pel coltivatore di trasportare a propria cura e spese i pro- dotti alla stazione ferroviaria più prossima; h) la tassa di vigilanza da corrispondere all' Amministrazione nella mi- sura che da questa viene volta per volta stabilita, tenute presenti le condizioni delle località autorizzate alla coltivazione. Agli effetti dell'art. 90, questa tassa viene ripartita in due quote, e cioè, 34 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI una pel periodo colturale che ha termine col riscontro del carico, e l'altra per il periodo industriale. Art. 90 — Quando la concessione sia ripartita fra due ditte , di cui una per il periodo colturale e l'altra per il periodo industriale, la domanda di cui al precedente articolo deve essere firmata da entrambe le ditte, ciascuna per la parte che la riguarda. In ogni caso la tassa di vigilanza, come pure tutte le multe, penalità ed altre somme, dovute per qualunque titolo all'Amministrazione, vengono da questa trattenute sull'importo del tabacco. Art. 97. — li concessionario che incorra in uno dei motivi di esclusione, di cui all'art. 9, decade dalla concessione. Questa può anche essere ritirata dall'Amministrazione prima della scadenza della licenza, ove il concessionario manchi ad uno qualunque degli obblighi e patti stabiliti e convenuti con la domanda di cui all' 89, come pure nel caso che la coltivazione effettiva non raggiunga, anno per anno, i due terzi di quella dichiaratata in ordine all'ari. 91. Art. 2. Le «ottoindicate penalità sancite dagli articoli 113, 114 e 115 del suddetto regolamento per la coltivazione indigena del tabacco, vengono modificate come appresso, ferme restando tutte le altre disposizioni e le modalità di applica- zione portate dagli articoli stessi: Articolo 113 lettera e parag. i° da L. 25 a L. 50. Articolo 113 lettera e parag. 2 da L. 25 a L. 50. Articolo 113 lettera d parag. i° da L. io a L 20. Articolo 113 lettera d parag. 3 da L. 10 a L. 20. Articolo 113 lettera e da L. 5,50 a L. 30. Articolo 113 lettera g parag. i° da L. 0,10 a L. 0,50. Articolo 113 lettera g parag. 2 comma i° da L. 0,10 a L. 0,50. Articolo 113 lettera g parag. 2 comma z° da L. 0,05 a L. 0,25. Articolo 113 lettera h da L. 0,05 a L. 0,25 e da L. 0,10 a L. 0,30. Articolo 113 lettera i comma i° da L. 0,05 a L. 0,25. Articolo 113 lettera / comma 2 da L. 0,20 a L. 1. Articolo 1 14 parag. 1^ da L. 0,05 a L. 0,25. Articolo 114 parag. 2 comma i° da L. 0,01 a L. 0,05. Articolo 114 parag. 2 comma 2 da L. 0,01 a L. 0,05. Articolo 114 parag. 3 da L. 0,10 a L. 0,50. Articolo 114 parag. 4 da L. 0,25 a L. 1,25. Articolo 115 comma i° da L. 0,25 a L. 1,25. Articolo 115 comma 3 da L. 2 a L. 3. Art. 3. Il presente decreto avrà effetto dalla campagna di coltivazione dell'anno 1922. Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia in- serto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, man- dando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 4 dicembre 1921. VITTORIO EMANUELE BONOMI — SOLERI Visto, il guardasigilli: rodino. BOLLETTINO TECNICO 8B CONSIGLIO TECNICO PER L'AMMINISTRAZIONE DEI TABACCHI Con Decreto in data 5 gennaio u. s., S. E. il Ministro delle Finanze ha provveduto alla costituzione del Consiglio tecnico dei tabacchi pel triennio 1922-924. Il nuovo Consiglio risulta così composto : Presidente : Paterno di Sessa, marchese prof. gr. cord. Emanuele, senatore del Regno. Membri: Cencelli conte avv. Alberto, senatore del Regno; Passerini conte prof. Napoleone, senatore del Regno; Abozzi comm. avv. Michele, deputato al Parlamento; Codacci Pisanelli comm. avv. prof. Alfredo, deputato al Parlamento; Ancona comm. ing. Ugo, ex-deputato al Parlamento; Pellegrino avv. Giuseppe, deputato al Parlamento; Roberti conte avv. Giuseppe, deputato al Parlamento; De Caro avv. Raffaele, deputato al Parlamento; Saporito barone comm. Vincenzo, ex-deputato al Parlamento; Brizi comm. prof. dott. Alessandro, direttore generale dell'Agricoltura; Bordiga comm. prof. Oreste, professore di Economia rurale ed estimo nella R. Scuola superiore di agricoltura in Portici; Bondi gr. cord. ing. Enrico, direttore generale delle Privative a riposo; Il direttore generale dei Monopoli industriali; Il direttore capo dell'Ufficio tecnico centrale delle Coltivazioni tabacchi; Il direttore capo dell'Ufficio tecnico centrale delle Manifatture tabacchi. Segreteria : Oliva cav. Vincenzo, ispettore compartimentale Monopoli industriali; Hoffer cav. dott. Luigi, primo segretario nel Ministero delle Finanze. Il nuovo Consiglio si è adunato per la prima volta il 4 febbraio u. s., e fra V altro, ha provveduto alla elezione del vice-presidente nella persona del Direttore generale dei Monopoli industriali, gr. uff. ing. Aliprandi. NOTIZIE SCIENTIFICHE E PRATICHE (RIVISTA DELLA STAMPA) STAMPA ITALIA ITA.- - Fra coltivatori e concessionari di tabacco in Terra d'Otranto. — Dotr. Armando Valente. Da " // Villaggio ed i Campi ,, Milano-Roma. Anno XLVI, N. 5, 31 gennaio 1922. La coltivazione del tabacco per il nostro Salento è problema di primaria importanza, e deve perciò essere esaminato con serenità e tecnica, e bisogna quindi sollevare i veli che nascondono le vicende passate, mettere a nudo errori e colpe che dir si voglia, pur di raggiungere lo scopo della buona produzione mercè il pieno accordo di tutti gli elementi, terra, coltivatori, Ditte ed Amministrazione dei tabacchi, che debbono contribuire a mantenere salda questa ricchezza nostra e Nazionale che trova la conferma nei continui aumenti delle entrate, da parte del Monopolio. Curare il terreno innanzi tutto che è stanco di essere continuamente sfruttato, proporzionare la produzione e la lavorazione del tabacco alle proprie energie, per far in modo, che il coltivatore trovi il maggiore utile nel- l'impiego della sua famiglia, che il concessionario lavori e curi meglio la cernita, lo spianamento, e l'imballaggio del tabacco stesso, evitando entrambi di ricorrere alla mano d'opera avventizia le cui richieste ed il di cui impiego danno origine oggi alle ingiuste pretese sui prezzi, da parte di tutti. Le agitazioni oggi sono state calmate con le Commissioni paritetiche, ri- medio ottimo che oltre alla funzione tecnica ha quella principale della conci- liazione. Ma tale rimedio è momentaneo, perchè secondo me nel prossimo anno si ripeteranno i medesimi inconvenienti. L'Amministrazione del Monopolio, che gode di fronte all'opinione pubblica di prestigio, e meritatamente per il contributo che essa ha dato alla pubblica fi- nanza e per avere avuto sempre- un piano organico nei riguardi della coltivazione del tabacco, deve intervenire nelle controversie, nel modo migliore, con lo stabilire delle medie che moderino le pretese, o col pubblicare cifre coscienziose che rapprsentino il costo di produzione di un quintale di tabacco ed il costo di lavorazione. Così sarà facile a tutti controllare gli utili e le perdite, e con- vincersi che il ritorno al normale richiede la limitazione dei guadagni. BOLLETTINO TECNICO 37 Si sono avute agitazioni di coltivatori un pò ' da pertutto in Terra d 'O- tranto, ed in Tricase , culla del tabacco levantino, si è costituita una fede- razione di produttori della preziosa foglia, allo scopo immediato: di tutelare gli interessi singoli e collettivi e migliorare la produzione stessa, con l'uso di adatte concimazioni e opportune rotazioni agrarie. Altro scopo di un domani vicino è l'ottenere che l'imballaggio del tabacco possa essere fatto dai produttori stessi, isolati od uniti in cooperative. La cooperazione potrebbe in questo campo compiere dei miracoli, ed è problema quindi che il Monopolio dovrebbe seriamente esaminare ed agevolare. Non è il contadino che produce il tabacco ? e non sono i figli di questi instancabili lavoratori, che costituiscono le maestranze delle Ditte conces- sionarie? Il concessionario quindi non fa che prestare la sua opera di direzione ed un minimo di capitale, elementi questi che non potrebbero mancare a delle cooperative di tabacchicultori col vantaggio che queste costituendosi in fede- razione potrebbero avere una direzione tecnica unica e di primo ordine. La finalità assegnata nel passato alla coltivazione italiana del tabacco, di conquistare il mercato interno, cioè ottenere una produzione bastevole per il consumo nazionale, è ormai sorpassata; ora si dovrebbe avere da parte di tutti il miraggio di un'Italia esportatrice. Ed esportare significa produrre bene per so- stenere la concorrenza dei tabacchi offerti da altre nazioni, avere anno per anno, un prodotto medio di classe ottima per essere in condizioni di soddisfare le esigenze del consumo interno e quelle del mercato estero. Per estendere la coltivazione del tabacco. — Vincenzo Ramanzini. Da "// Contadino della Marca Trevisana,, , Anno IV, N. 2, Treviso, 8 Gennaio 1922. L'A. in questo articolo vuol citare le cause che concorrono ad ostacolare il rapido divulgarsi della coltivazione del tabacco ed i mezzi che gli sembrano opportuni per attenuarle, se non del tutto ovviarle. "Ad inceppare e rallentare il rapido diffondersi della coltivazione di questa pianta concorrono due principali cause, perchè due sono le preoccupazioni più salienti degli agricoltori iniziandi alla coltivazione: a) l'avere a disposizione l'essiccatoio vero e proprio o altro locale che si possa convenientemente adibire alla prima manipolazione del prodotto agrario che consiste appunto nell'essiccamento della foglia verde; b) che le cure di coltivazione e di essiccamento siano pratiche diffìcili e dispendiose, richiedenti personale tecnico all'uopo istruito e specializzato. Che la questione degli essiccatoi abbia fortemente ostacolato il diffondersi della coltivazione del tabacco è cosa certamente positiva, e la prova si è avuta nell'Emilia, dove la coltivazione ha dovuto arenarsi appunto per tale deficenza. Per arrivare allo scopo occorre quindi eliminare o almeno attenuare questo forte ostacolo che noi non esitiamo a considerare come il più grave. L'agricoltore capisce la grande convenienza economica della coltivazione del tabacco, desidererebbe di praticarla anche vastamente, ma il più delle volte si arresta davanti a simili difficoltà che appaiono insormontabili. Alla soluzione del problema, che certamente si presenta non poco ardua, si è occupata la Direzione Generale dei Monopoli, la qu?le viene in aiuto dei coltivatori con dei conti ibuti che possono arrivare sino agli otto dècimi delle 38 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI spese di costruzione dei fabbricati adatti. Se il contributo della Direzione dei Monopoli ci appare cospicuo, però esso non risolve completamente il problema inquantochè non può essere alla portata di tutti i coltivatori e specie di quelli piccoli ; inoltre l'ammontare di tale concorso viene ripartito in nove annualità eguali posticipate. Ad eliminare molte cause contrarie, a spianare in un certo modo la strada all'estendersi della coltivazione indigena del tabacco, potrebbe certamente con- corrervi l'istituzione di sodalizi fra coltivatori. E' nostro covincimento che la cooperazione, espressione di alto significato economico-sociale, benché purtroppo a volte grottescamente degenerata per falso uso, trova nel caso nostro una delle sue più pratiche formule di applicazione. Lo stringere i coltivatori in forti e seri sodalizi ben costituiti e ben diretti, schivi da qualunque spirito speculativo o di partigianeria politica, ma miranti solamente al fine economico, ci appare il mezzo che possa dare il più forte contributo ad avviare il problema verso la sua naturale soluzione. E invero i vantaggi che l'associazione può offrire ai singoli coltivatori ci sembrano reali e positivi da una indagine anche sommaria sull'azione di massima a cui l'asso- ciazione stessa dovrebbe essere informata: i) Concessione della coltivazione industriale del tabacco. Distribuzione ai singoli della superficie da coltivare. 2) Costruzione di essiccatoi e magazzini generali sociali per l'essiccamento e deposito di prodotti (maggior perfezione nella cura dei prodotti con mag- giore uniformità degli stessi. Il coltivatore finisce l'opera sua con la consegna delle foglie verdi. 3) Provvista ai singoli coltivatori dei semi, o meglio delle piantine nel caso di semenzaio sociale. 4) Suggerimenti tecnici e razionali sulle cure di coltivazione. (Per l'es- siccamento, cernita ed imbottamento, ove non vi sia personale istruito, la Dire- zione dei Monopolii mette a disposizione per i coltivatori novizi, un personale tecnico specializzato. Non sarà mai detto abbastanza che l'associazione deve posare su basi ben solide onde essere in grado di attingere quel credito largo, efficace, a condizioni di favore di cui necessita per il suo impianto e per la sua stessa vita economica. Ma a tutto ciò conseguire è assolutamente indispensabile che i coltivatori, che si stringono in sodalizio siano compresi e animati da un vero e sano senti- mento cooperativistico, ond'essi possano essere realmente beneficiati dei grandi vantaggi di cui la cooperazione è apportatrice. Estendere la coltivazione indigena del tabacco sino a coprire il sempre crescente fabbisogno nazionale è opera grandemente economica; dirigere la pro- duzione sino ad esportare all'estero i prodotti eccedenti è opera ancora più benemerita per il grande benefico incremento all'economia generale della nostra Nazione „. Consorzio fra i coltivatori di tabacco a Fano. La Cattedra Ambulante di Agricoltura di Fano, per impedire che la spe- culazione di coloro che acquistano il tabacco allo stato sciolto per condizio- narlo in colli fosse continuata a danno dei coltivatori, ha provveduto diretta- BOLI-KTT1NO TECNICO 39 mente, sostituendosi essa stessa all'industriale, facendo intestare a suo nome una concessione speciale. Il Consorzio Agrario di Fano a questa opportuna iniziativa mirante al progresso agrario ha dato il suo saldo appoggio, concedendo in uso alla Cat- tedra parte dei suoi vasti locali, dove si farà l'immagazzinamento del prodotto allo stato sciolto e l'imbottamento. Il tabacco così condizionato verrà venduto direttamente allo Stato e tutto l'utile verrà diviso tra i coltivatori. (L QAgricoltore Metaurense) A promuovere i Consorzi tra i coltivatori di tabacco tratta anche M. Plosa nella u Sentinella Agricola,, di Cremona ( N° 2, 16 Gennaio 1922). Premesso che la maggiore difficoltà che nella introduzione della coltivazione del tabacco s' incontra e nella quale molti agricoltori credono trovare un ostacolo insor- montabile è rappresentata dalla costruzione dei locali di cura, accenna alle varie soluzioni di questo problema, concludendo che la migliore soluzione è quella di limitare il compito dell'agricoltore alla sola coltivazione del tabacco, affidando la cura e tutte le altre pratiche di carattere industriale ad un con- sorzio di coltivatori; il quale dovrebbe in un primo tempo costruire i locali di cura, e raggiunto uno sviluppo considerevole, compiere anche la lavorazione industriale, per la consegna al Monopolio del tabacco condizionato in colli. Qualora i singoli consorzi non raggiungessero questo sviluppo, la lavora- zione industriale potrebbe essere fatta da una Federazione tra i Consorzi. La coltivazione del tabacco — E. Petrobelli. Da " // Coltivatore ,, Anno' 68, n. 7, Casale Monferrato, io Marzo 1922. Per ragioni ambientali, internazionali e per volontà d'uomini, due piante che da sole costituivano le risorse principali (così dei conduttori di fondi come dei lavoratori), vanno ora incontro a un domani incerto, tanto che compie opera patriottica chi spiana la via perchè un'altra pianta (se non per superfìcie certo per reddito lordo) possa, in parte, sostituirle. Ognuno legge, nelle due prime, barbabietola e canapa e nell'ultima, tabacco. Lasciando da parte la valle del Brenta , dove da parecchi lustri si coltiva la redditiva solanacea, qua e là anche in altre provincie d'Italia il tabacco diede in molteplici esperimenti e in relative estese coltivazioni, dei prodotti dei più elevati. Per quanto generalmente se ne apprezzassero tutti i titoli (anche come pianta da rinnovo, che nella rotazione poteva sostituire la canapa, la barbabietola ed il grano turco), uno degli ostacoli maggiori, che quasi da solo valse a trat- tenere anche i meglio disposti, era quello dei locali di cura necessari per l'es- sicazione e la conservazione del prodotto. In alcune provincie, e ultimamente in quella di Rovigo, mercè l'interes- samento di egregi cittadini, si fondarono delle società per la costruzione dei locali, così da togliere al coltivatore ogni e più lontana preoccupazione. 40 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI A Rovigo, un giovane, Benvenuto Pela , che per attività, intelligenza ed affetto al suo paese batte le orme dell'avo e del padre, l'amico carissimo Comm. Vittorio, con altri volenterosi prese l'iniziativa, ed oggi può dirsi un fatto com- piuto la " Società accomandita essiccatoi tabacco, S. A. E. T. , con sede a Rovigo „. La S. A. E. T., per facilitare l'adesione dei coltivatori, con ottimo prov- vedimente, si impegna, con appositi semenzai, a consegnare al momento op- portuno le piantine necessarie pronte al trapianto. Un'altra ragione che tratteneva i più dall' estendere la coltivazione del tabacco, era quella che, consegnando allo Stato, la liquidazione avveniva con inevitabile ritardo, ed anche per questo la Società ha pensato, anticipando lire mille all'ettaro prima del taglio e procurando il definitivo pagamento non più tardi di quindici giorni dopo la consegna della partita allo stato verde. Per tutte le pratiche e le responsabità verso la Finanza, la S. A. E. T., si impegna interamente, sollevando anche in questo il coltivatore da ogni noia ed obbligandosi esperire a proprie spese tutte le pratiche richieste per la con- cessione governativa. L'assicurazione del prodotto dai danni della grandine viene fatta dalla Società e il premio è pagato metà dal coltivatore e metà dalla Società stessa. Nella polizza del contratto, molto opportunamente, sono riassunte le norme principali per la coltivazione: terreno, concimazione, trapianto, sarchiature, cimature, scacchiature, sfrondatura, raccolto e trasporto. Il tabacco che la Società si impegna di far coltivare è il tipo Kentucky. L'A. conclude che, "di fronte ai redditi che il tabacco assicura ai produt- tori, ai benefici che il bilancio nazionale andrà a risentire per la ridotta o sop- pressa spesa per importazione, e ad una probabile e possibile esportazione, diventa dovere di buoni cittadini quello di darsi con fede ed entusiasmo alla tabacchicoltura, assecondando così l'iniziativa dei benemeriti promotori,,. Essiccatoi e cooperazione. — Dall' " Almanacco Agricolo della Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana „. Anno 1922. Dall'articolo del Dott. Vittorio Ronchi su « // tabacco e le norme di col- tivazione » riportiamo l'ultima parte e le conclusioni. La difficoltà maggiore per la cura industriale, sta nella notevole spesa, che gli agricoltori devono sostenere per la costruzione degli essiccatoi. Bisogna però tenere presente, che lo Stato quando si prende l'impegno di coltivare il tabacco per 9 anni, concorre in questa spesa per gli 8[io. Malgrado ciò, la spesa al momento dell' impianto è sempre a carico del coltivatore, e questa è una grave difficoltà, specialmente per i piccoli coltivatori. L'inconveniente però va superalo ricorrendo alla costituzione di Sindacati per la costruzione di questi essiccatoi, Sindacati che sono già fiorenti In molte zone anche di questa provincia. Questi Sindacati tra piccoli coltivatori troveranno facile cre- dito; la notra Cassa di Risparmio anticipa volentieri il capitale necessario alla costruzione degli essiccatoi (come ha già proposto per il Montello), capitale che dai Sindacati verrà rimborsato con le quote, che verserà il Governo, e per i rimanenti due decimi coi risparmi dei soci. La spesa ripartita in 9 anni tra i soci, è rappresentata da una quota assai piccola. Nell'essiccatoio cooperativo BOLLETTINO TECNICO 41 riescono più facili le varie operazioni di essiccamento, con riduzione notevole di spesa. I Sindacati poi potrebbero anche assumersi la spesa di preparazione dei se- menzai che rappresentano pure una grave difficoltà per i piccoli coltivatori. Due semenzai ben costruiti possono servire per i bisogni di un buon numero di coltivatori, con evidente notevole risparmio di spesa, con maggior facilità di riuscita nella nascita e nel primo periodo di accrescimento delle piantine. CONCLUDENDO i. - Bisogna coltivare tabacco, perchè è la coltura che dà i maggiori redditi, assicurati anche da eventuali crisi di prezzi, perchè garantiti dallo Stato per un buon periodo di anni. 2. - Non vi sono grandi difficoltà nella sua coltivazione, perchè ha le stesse esigenze delle comuni colture da rinnovo (granoturco, barbabietole, ecc. ), e si adatta a tutti i terreni, compresi i più magri, e dove la siccità è permanente. 3 - Per i semenzai e per la cura industriale, che ci rappresentano la parte più difficile della coltivazione, si ricorra alla costituzione di Sindacati. Si ot- tiene facilmene il credito, e sono facilitate le operazioni di essiccamento, con la possibilità di ottenere sorveglianza e consigli dal personale tecnico delle coltivazioni tabacchi. Quanto costa la produzione dei tabacchi orientali nel Salente. — Dorr. Armando Valente. — Da " // Bollettino Agricolo ,, Anno XLIV, N. i, Lecce 23 gennaio 1912. «Il conto culturale, che qui espongo, rappresenta il costo di produzione di un quintale di tabacco e dovrebbe servire come appunto di riferimento per far stabilire dei prezzi medi equi, da parte delle ditte e per moderare le pretese dei coltivatori. II conto si riferisce alla tomolata di terreno in Tricase che è circa mezzo ettaro (are 49,76). 1. Per aratura e traversatura di una tomolata di terreno (occorrono gior- nate n. 6 di uomini con aratro e cavallo a lire 30 L. 180 2. Zappatura ed apparecchio del terreno n. 10 giornate a L. 14 „ 140 3. Preparazione semenzaio per una tomolata, che può conte- nere 60 mila piante. (Tenendo presente che in ogni m. q. vi stanno 1000 piantine) occorrono 60 m q. il cui costo (a L. 4,50 m. q.) è rappresentato da ,, 270 4. Per concimazione (letame e concimi chimici e sovescio) ,, 200 5. Per trapianto. (Una donna mette nel terreno 10 mila piante al giorno), quindi occorrono giornate 6 che a L. 9 fanno ,, 54 A riportarsi L. 844 42 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI Riporto L. 844 ó. Per innaffiatura n. 6 giornate d'uomo a lire 15 ,,90 7. Per sarchiatura: n. io giornate di donna a L. 9 „ 90 8. Per raccolta: n. 5 donne raccolgono in due mesi 200 mila piante quindi per 60 mila ne occorrono 3, a lire 7 „ 12Ó0 9. Per spese telai per l'essiccazione del tabacco. Occorrono 15 telai per 60 mila piante, però tenendo presente che i telai durano anni cinque e costano l'uno L. 5 e tutti L. 75, si può calcolare come spesa annua „ 25 io Per corde, chiodi ed altre spese ,, 50 11. Per cure di conservazione del tabacco „ 50 12 Per affitto dei locali di conservazione lire 15 al mese per mesi 4 „ 60 13 Per trasporto dal campo di produzione alla casa di cura e da questa allo stabilimento „ 80 14. Per giornate n. 2 d'impiego nella consegna a L. io „ 20 15. Per fitto annuo di una tomolata di terreno ,, 500 L. 3069 Questo totale rappresenta la spesa che il coltivatore sopporta annualmente per coltivare a tabacco circa mezzo ettaro di terreno. Ora è a tutti noto che una tomolata, a secondo della natura del terreno, della sua esposizione, della quantità di acqua a disposizione e principalmente delle cure culturali che ai essa si prodigano, nella zona del Capo di Leuca, quando è coltivato a tabacco dà una produzione media di quintali quattro e mezzo. Quindi dividendo la spesa totale cioè L. 3069 per la produzione media si ottiene che un quintale di tabacco viene e costare L. 682. Questa ultima cifra però va leggermente modificata se si tiene presente che il quintale di tabacco, all'atto della cosegna, subisce un calo medio del 7 per cento, cioè altri 7 kg. di perdita per il coltivatore, pertanto il costo unitario sale a L. 729,74 allorché alle lire 682 bisogna aggiungere L. 47,74 che rap- presentano il costo dei sette kg. di tabacco di calo. Lavorazione di un quintale di tabacco. 1. Si tiene presente che una spianatrice può lavorare kg. 4 di tabacco al giorno. Quindi per 1 q.le occorrono giorni 25 che a L. 5 danno L 1 25 2. Per la cernita occorrono otto cernitrici, (una ogni tre spia- natrici) e quindi otto giornate a L. 5 danno ,, 40 3. Per imballaggio giornate 24 per q.le a L. 5. (Ogni balla di circa kg. 8 richiede due giorni di lavoro). ,, 1 20 4. Per maestranza, per assistenza alla lavorazione, una gior- nata per qle. „ 10 5. Per Assicurazione merce contro gli incendi, affitto locale lavorazione, e conservazione , assicurazione operai ed altre tasse per quintale „ 10 6. Trasporto del prodotto dallo stabil. alla stazione per q.le „ 1 Totale L. 306 BOLLETTINO TECNICO 43 Il calo che subisce un quintale di tabacco lavorato si può calcolare in me- dia del 3 ojo, quindi bisogna aggiungere alle lire 306 altre lire 20 per kg. 3 di perdita e si ha un totale definitivo di lire 326 che rappresenta il costo medio di lavorazione di un q.le di tabacco. Il costo medio di coltivazione in lire 729,74 ed il costo medio di lavora- zione in lire 326, sono cifre utilissime, perchè riferite al prezzo medio d'ac- quisto del tabacco da parte delle Commissioni di perizia fanno risultare il mar- gine di utili che debbono andare a favore dei coltivatori e Ditte. Difatti da quanto si è esposto sopra, un quintale di tabacco consegnato allo Stato, viene a costare L. 729,74+326= lire 1055,74 e sc ^ a media dei prezzi d'acquisto delle Commissioni si aggira intorno alle 1350 come è av- venuto negli anni passati, l'utile da ripartire fra coltivatori e concessionari sarà di lire 295. Tale margine in quale proporzioni deve essere attribuito?» L'A. si propone prossimamente di poter chiarire la situazione di contrasto d'interessi creatasi in questi giorni e che con la buona volontà di tutti va man mano tornando al normale. La coltivazione del tabacco: uno dei due problemi agricoli per la rinascita del Mondello. — Dall' t oAlmanacco aggriccio » della Cassa di Ri- sparmio della Marca Trivigiana. Anno 1922. I problemi agricoli della rinascita montelliana trovano la loro espressione riassuntiva nella ricostruzione delle case rurali e nella coltivazione del tabacco. Procedendo alla ricostruzione o alla riparazione delle case rurali , bisognerà provvederle di tre organi essenziali per l'agricoltura montelliana: la cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, la concimazione razionale, l'essiccatoio per il tabacco. Come la costruzione delle cisterne e delle concimaie, così è opportuna la costruzione degli essiccatoi, connessa con la coltivazione del tabacco, i quali, ove siano provveduti di intelaiature smontabili per il sostegno delle foglie, potranno essere adibiti ad altri usi, come a bigattiere, a magazzini, ecc. II problema delle coltivazioni sul Montello s'impernia sul tabacco, il quale in quel terreno si sviluppa meravigliosamente e può dare redditi elevati; inoltre la sua coltivazione può dare origine a razionali rotazioni in sostituzione di quelle difettose ora in uso. Gli agricoltori montelliani, se non tutti, certo i più illuminati , si sono associati nella Cooperativa per la coltivazione del tabacco. Per coltivare il tabacco. — Dott. Achille Sacchi. Da "L'Istria Agricola,, Anno II, N. 2, Parenzo 31 Gennaio 1922. «La maggior parte delle domande per coltivare tabacco in Istria si riferisce alla coltura del tabacco orientale (da sigarette) e questa preferenza accordata al tabacco biondo e leggero era da prevedersi ed è facilmente spiegabile. Infatti una delle ragioni che inducono l'agricoltore ad abbandonare la coltura consueta e facile del granoturco è la deficienza dell'acqua piovana che si fa sempre sentire 44 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI nella Provincia, alla quale deficenza devesi aggiungere la poca profondità di gran parte dei terreni istriani ; queste cause hanno come conseguenza diretta un raccolto di granoturco irrisorio. Naturalmente per questi terreni aridi e poco profondi gli agricoltori si sono facilmente persuasi al cambiamento di coltura, mentre meno facilmente si sono decisi a variarla nei terreni profondi ed irrigabili (pur troppo pochi in Istria!) nei quali la coltura del granoturco, se ben concimato è capace di prodotto lauto e sicuro. Per quest'ultimi terreni i proprietari esitano ad abbandonare un forte raccolto di granoturco per uno di tabacco che pure è loro promesso ancora più redditizio, e vogliono vedere prima i risultati ottenuti da altri più intraprendenti e fiduciosi nella parola del tecnico. Confidiamo però che l'esempio dei pochissimi che si sono accinti e che si accingono alla coltura del tabacco da sigari (Kentucky) verrà seguito il prossimo anno anche dagli esitanti a spronare i quali la Cattedra pubbli- cherà i dati relativi ai prodotti ottenuti dalle colture che si faranno». L'A. fa seguire istruzioni relative alle pratiche colturali, dalla preparazione del terreno al trapiantamento. Il Tabacco Kentucky. — Prudenza nei preventivi di ricavo: I. N. Dal * Giornale di Agricoltura della Domenica,, Anno XXXII, N. 6, Piacenza, 5 Febbraio 1922. Sotto una forma o l'altra di concessione molti agricoltori si dispongono ad esperimentare la coltivazione del tabacco Kentuchy; le località in cui verrà introdotta quest'anno si moltiplicano rispetto a quelle in cui si è svolta l'anno passato. Ci si avvicina allo scopo di cinque lustri di prove? Cominciarono per l'iniziativa lungimirante di quei capitani di industria, reggitori del Monopolio dei tabacchi, che furono il compianto comm. Sandri ed il comm. Bondi, proseguirono per l'opera alacre dell'eletta schiera dei loro collaboratori. Lusinghieri risultati dapprima, dimostrazione completa dipoi, della rispon- denza dei tre fattori della produzione: terra, clima, uomo, ai bisogni della pianta. Affrancare il Monopolio dagli acquisti all'estero, beneficiare la patria agri- coltura : questo fu, è e dovrà essere lo scopo! Per i tabacchi levantini il fabbisogno annuale è coperto e ne riprenderà l'esportazione; per il Kentuchy si è ancora ben lungi, ma: ci si avvicina? A giudicare dal grande numero di domande di concessioni, che abbiamo sentito essere state presentate al Monopolio, si direbbe di sì. Questa rapidità di espansione della coltivazione non sarà però di pregiudizio ad un solido aumento di produzione? Non sarà essa tanto rapida perchè agli agricoltori vengono additati dei prezzi unitari medi troppo alti, non raggiun- gibili che dopo tirocinio di qualche anno? Non seguiranno necessariamente i richiami alla realtà e non ne sarà conseguenza una contrazione tanto rapida quanto fu l'espansione? Prendiamo fra le cifre esposte dai vari periodici e dalle pubblicazioni del Monopolio, quelle massime e quelle minime: da un ettaro di terreno coltivato: a tabacco Kentucky si avrebbero ricavi lordi di L. 13.500, di L. 12.500, si BOLLETTINO TECNICO 45 preventivano spese di lire 8000, di L. 7.400, si presumerebbero ricavi netti di L. 5.500, di L. 5.100 ! Si comprerebbe la terra nei primi due anni e ne avanzerebbe ancora! I conteggi del ricavo lordo sono fatti prendendo per base: il prezzo di L. 900 per ql. di tabacco stagionato, nessuno scende al disotto di L. 850, ed il prezzo di L. 600 per quintale di tabacco sciolto. Per intenderci: tabacco sciolto è il tabacco in mazzi o fascicoli, di 50 foglie ciascuno, formati al momento del distacco di esse dallo stelo dopo la cura-es- siccazione, e che viene così consegnato al Magazzino generale a febbraio; ta- bacco stagionato è il tabacco che, nel magazzino generale, dopo le varie suc- cessive selezioni, è stato ridotto a manocchi, ha stagionato in massette, ha subito, o meno, altri trattamenti di essiccazione e di rinvincidimento e poi è stato messo in botti, nelle quali è rimasto almeno cinque mesi prima che ne vengano estratti i campioni e, se tutto va sollecitamente, viene consegnato al Monopolio in questo mese o nel prossimo, cioè dopo quasi due anni dal mo- mento in cui fu seminato. Non esitiamo ad affermare che tali prezzi possono essere raggiunti soltanto dopo qualche anno di tirocinio, dopo, cioè, che l'agricoltore avrà imparato a compiere con la necessaria diligenza tutte le operazioni dal semenzaio alla consegna del tabacco sciolto o del tabacco stagionato, senza di che non solo è vano sperare di realizzarli , ma anche difficile avvicinarsi ad essi , come po- trebbe essere dimostrato in base ai risultati delle perizie del Monopolio. Se, nelle pubblicazioni del Monopolio, si leggono i prezzi citati v'è anche la premessa: « si potranno raggiungere, in media, complessivamente ». Non si può negare che l'indicazione dei prezzi sia quanto mai prudente e circondata di cautele. Perchè venisse a conoscenza degli agricoltori che la coltivazione del tabacco è suscettibile di dare un reddito molto elevato, ha fatto bene il Monopolio ad enunciare tali prezzi , ma noi crediamo utile aggiungere che sono il frutto di calcoli basati sulle medie dei prezzi pagati in questi ultimi anni per i tabacchi sciolti ritirati dai vecchi coltivatori, nelle sue vecchie aziende di coltivazione: applicando alle medie di tali prezzi i nuovi sopraprezzi e il premio di incre- mento si giunge alle L. óoo per i tabacchi sciolti e quindi alle L. 850 o L. 900 pei tabacchi stagionati. Però conviene tenere anche presente e si deve dirlo e ripeterlo, che i col- tivatori per le sue Agenzie di coltivazione conoscono per tradizione famigliare la coltivazione e la cura del tabacco e che alla consegna salvo sinistri di gran- dine, di foglie rotte o concaldate, o comunque deteriorate, non se ne vedono; di tirocinio non ne devono fare quei coltivatori. Non sarà dunque fuor di luogo mostrare con un esempio tipico, quanto convenga esser molto più prudenti nei preventivi di ricavo lordo per i pro- duttori novizi. Nei primi del 1921 da uno stagionatore di tabacco venne ritirato il pro- dotto delle coltivazioni di una sessantina di agricoltori sparse nelle provincie di Novara, Alessandria, Pavia, Milano, Brescia. Era stata investita, nel 1920, a tabacco tipo Kentucky la superficie di circa 75 ettari complessivamente, ma, per essere i coltivatori novizi a tale coltura, venne raccolto un prodotto di sole 675 mila piante anziché di 900 mila, quali avrebbero dovuto allevarsi sulla detta superficie, poiché su ogni ettaro se ne piantono 12 mila, circa: come se fossero investiti soltanto 56 ettari, dunque. 46 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI In base alla tariffa applicata dal Monopolio presso le sue Agenzie di col- tivazione negli acquisti di tabacco allo stato sciolto ed in base ai corrispondenti tipi di classifica, il prodotto venne stimato e pagato, ed il pre^o medio globale risultò L. 3,18 per chilogramma di tabacco ( L. 0,98 il prezzo di tariffa, più L. 2,20 di sopraprezzo del 225 per cento stabilito dal Monopolio stesso per il 1920, in totale L. 3,18). Il calo di lavorazione e stagionatura portò il costo medio globale per chilo- gramma stagionato a L. 3,70. Il Monopolio, a mezzo dei suoi organi competenti, ha testé proceduto alla perizia d'acquisto col seguente giudizio: «Sviluppo normale, tessuto piuttosto gentile, ma danneggiato per rotture ed in parte anche per cura difettosa, con- servazione buona ed ottima, cernita normale,, e ne ha stabilito il prezzo medio globale di perizia in L. 5.07 per chilogramma (L. 1,56 di tariffa, più L. 3,31, sopraprezzo del 225 per cento come sopra). Differeza L. 1,37 al chilogramma per spese dì lavorazione, affitto magazzino generale, ammortamento adattamenti di questo alle esigenze fiscali (inferriate e ramate a tutte le finestre, soffittatura dei tetti, doppie serrature, ecc.); am- mortamento impianti; presse, essiccatoi, apparecchi a vapore, coperture dei rischi (incendi, cattiva riuscita della stagionatura in botte, ecc.); manutenzione, interessi al capitale fìsso e circolante; rimunerazione industriale. Nonché restare una remunerazione industriale, la differenza non copre le spese vive, escludendone anche quelle di direzione e di sorveglianza. Non vogliamo riferire il costo di produzione della partita in discorso perchè potrebbe essere facile addebitarne l'altezza all'essere l'industria al suo primo anno di esercizio. Prendiamo i dati di un produttore, quanto altri mai diligente e pratico che da ben 13 anni coltiva tabacco consegnandolo stagionato in botti al Mo- nopolio: il Sig. Giovanni Cipelli di Fiorcnzuola d'Arda ("Sentinella agricola,, di Cremona, 22 novembre scorso). Il Sig. Cipelli espone le spese da lui sopportate, rapportandole al prodotto medio di un ettaro di terreno, a Kg. 1500 di tabacco. Ne stralciamo le voci relative alla parte industriale: Pesatura del prodotto, rivolgimento massette Cernita, ammannocchiamento Materiale per imbottamento . . . Imbottamento e pressatura Campionamento e spese impreviste L. 21 io Aggiungendo la metà degli ammortamenti ch'egli espone in L. 800, fra essicatoi ed impianto magazzino ...... L. 400 L. IOO >i 1600 >> 160 lì IOO V '5° si trova il totale di spese in L. 2510 per kg. 1500, pari a L. 1,67 al kg. Non calcolando spese di trasporto, poiché egli ha la sua piccola produzione nella cascina, non calcolando affitto di locali poiché egli può giovarsi dell' es- sicatoio stesso anche per magazzino, appunto per la poca quantità di prodotto, non calcolando impianti per calore, per vapore, ecc., non valutando spese di sorveglianza, di direzione, di perizia d'acquisto, non calcolando infine interessi BOLLETTINO TECNICO 47 per capitale fisso circolante, non calcolando nulla di ciò, egli giunge ad una spesa unitaria di L. 1,67 per kg. Ricordiamo che la dirfernza è stata di L. [,37 per kg. Pel 1921 il sopraprezzo del 225 per cento è stato portato al 300 percento, ed è stato istituito un premio di incremento, pari al quarto del prezzo più il sopraprezzo. In altre parole: il pre\\o mediò per kg. di tabacco, stabilito in base alla tariffa, viene quintuplicato. Immaginiamoci che un complesso di coltivatori novizi ceda ad un indu- striale il prodotto di quest'annata; la partita complessiva risulterà, su per giù, come quella in parola. Applichiamo le nuove condizioni il pre\\o medio globale per kg. di tabacco curato verrebbe a L. 4,80, il costo medio globale per kg. stagionato L. 5,68, il pre^o medio globale di perizia L. 7,80, salvo che esso non risulti inferiore per la piena applicazione del dettato Decreto ministeriale che fissa il sopraprezzo e dice: "Con l'adozione di tutte indistintamente le norme tassativamente prescritte coi manifesti di coltivazione per i tabacchi sciolti e coi contratti di concessione speciale per quelli in colli,,, ciò che suona richiamo restrittivo. Dunque le L. 900 e le L. 850 per q.le di tabacco stagionato, e le L. óoo per q.le di tabacco sciolto possono essere raggiunte, ma non nei primi anni di esercizi della coltivazione. Del resto agli agricoltori basta ricavare di più che dalle altre sarchiate, occupando utilmente la soverchia mano d'opera. Su tanto volevo richiamara l'attenzione, perchè, come dicevamo in prin- cipio, alla rapida espansione della coltura del tabacco Kentuchy, non debba seguire una contrazione altrettanto rapida. La disinfezione delle merci e la sua importanza sanitaria e commer- ciale. — Dall'" A. P. I. » Anno IV, N. 2, Milano, Febbraio 1922. « Un impianto per la disinfezione delle merci si è aperto, in New York, per conto della Pan American Fumigating Co., e crediamo opportuno darne rag- guagli, per il bene del commercio e dell'importazione italiana. Tale stabilimento è sorto in ossequio al desiderio della stessa autorità federale, preposta all'applicazione delle leggi di quarantena. Esso viene a com- piere, oltre che un'indispensabile opera sanitaria, una funzione economica im- portantissima, quella, cioè, della conservazione delle derrate alimentari in ispecie, e del loro ricupero e ricondizionamento, nel caso di avaria, dovuta ad infezione. A tale intento il detto stabilimento è munito, oltre del macchinario per la disinfezione, anche di quello necessario all'eliminazione del guasto, al ripuli- mento, alla gradazione ed all'impacco della merce, così da restituirla sana e ricondizionata al cliente colla minor perdita possibile. La disinfezione, praticata , fino ad ora, con metodi imperfetti, risponde in questo stabilimento, alle più scrupolose esigenze della scienza e della tecnica moderna. Essa può farsi per fumigazione o con gas idrocianico, o con qualsiasi disin- fettante, come ad esempio, nel caso del cotone contro il verme delle capsule; per le piante contro il micidiale brown-tail motlv, nella sterilizzazione a vapore della saggina da scopa contro la tarma, ed in quella del grano contro la tignola. 48 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI In questi due ultimi casi la sterilizzazione si compie a mezzo di riscaldamento da 2io° a 230 F, con vapore, sotto pressione di 10 libbre per pollice quadrato e la disinfezione vien fatta, in ogni caso, coli' ausilio del vuoto, applicato prima e dopo il trattamento. Solo in tal modo è possibile ottenere la penetrazione completa, del mezzo sterilizzante, in masse chiuse e compatte, come le balle compresse di cotone ed i sacchi di granaglie, nonché l'estrazione perfetta dell'agente sterilizzatore o disinfettante a trattamento finito: entrambe condizioni essenziali alla con- servabilità ed all'igiene del prodotto. Il ricondizionamento, in tal modo, renderà possibile, in avvenire, la ripresa dell'importazione delle fave, da parecchi anni vietata per l'infezione del bruco, di arrestare il deterioramento delle castagne pel verme o per altri germi che le fanno tante volte marcire e sono cagione della perdita , perfino , di intere spedizioni. E parimenti , come immunizzerà il prodotto da ulteriore guasto per causa intrinseca, potrà servire ancora a quelle integrazioni di peso, la cui perdita, per eccessiva naturale essiccazione, rende, non di rado, passiva la vendita di pro- dotti che potrebbe essere, altrimenti, attiva. Vasto è il campo delle applicazioni, offrendo, allo stesso tabacco, in .foglia, di cui può essere elevata la perdita, nel maneggio, per soverchia seccherà, un me^o pratico e rapido di tinvincidimento. Il periodo di disinfezione varia a seconda dei diversi prodotti: due ore si richiedono per il cotone; circa mezz'ora per il trattamento della saggina con vapore a io libbre di pressione per pollice quadrato, equivalente ad una tem- peratura di 230 F. ». E' da augurarsi che impianti del genere destinati alla disinfettazione del tabacco sorgano nella provincia di Lecce, ove i tabacchi orientali sono molto danneggiati dal tarlo: {Xyletinus o Lasioderma serricornis, F.) La coltivazione del tabacco orientale in Istria. — A. Ghhrsetich. Da "L'Istria Agricola „ Anno II, N. 3, Parenzo, 13 Febbraio 1922. Nell'anno 1919 venne istituito a Rovigno l'ufficio coltivazione tabacchi dipendente dalla Direzione compartimentale di Verona, con lo scopo di pro- muovere la coltivazione del tabacco in Istria e, per iniziativa dell'ufficio sud- detto, vennero eseguiti, nel corso della primavera 1920, nel Rovignese diverse piccole coltivazioni con tabacco orientale (da sigarette). I risultati ottenuti furono oltremodo soddisfacenti tanto per la qualità del prodotto quanto per il reddito netto ricavato dalle stesse. Tenendo conto della siccità dell'annata e degli ottimi risultati conseguiti, pensai di sperimentare la coltivazione di questa pianta anche nel distretto di Pola. Feci del mio meglio per persuadere gli agricoltori a tentare delle piccole colture di prova nei differenti centri di questa regione e superando non poche difficoltà e diffidenze, comuni a tutti gli agricoltori verso ogni innovazione agraria, sono riuscito a convincerne quindici a tentare la prova. Ottenuta la licenza dall'ufficio coltivazione tabacchi di Rovigno, si passò, verso la fine del febbraio 1921, alla formazione dei semenzai. Al momento del trapianto, ( prima settimana di maggio ), di questi quindici BOLLLETTINO TECNICO 49 coltivatori soltanto cinque ebbero tutte le piante abbastanza sviluppate ed atte ad essere poste a dimora stabile, perchè gli altri non si attennero scrupolosa- mente alle norme prescritte per fare i semenzai sia per poca pratica che per non avere innaffiato e curato a dovere le giovani piantine e perciò le culture vennero ridotte. Dalla mia esperienza personale ho tratto la convinzione che se la coltura del tabacco presenta delle difficoltà, queste si verificano (e soltanto per gli agricoltori novizi) nel primo periodo della coltura e cioè nella formazione dei letti caldi e nelle cure da aversi alle giovani piantine che sono abbastanza delicate. Bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dai tecnici, in- naffiare sufficientemente i semenzai, estirpare tutte le erbe estranee che nasces- sero e allora si è sicuri di produrre il necessario numero di piantine. Sono perciò convinto che se i coltivatori seguiranno i consigli e le diret- tive dei tecnici, il risultato non potrà mancare e servirà da solo a fare la migliore propaganda necessaria per persuadere il nostro agricoltore a mettersi sulla via di fare dell'agricoltura sul serio per la quale bisogna scegliere quelle piante che si prestano bene al clima ed al terreno del paese. I risultati ottenuti nel 1921, eccezionalmente siccitoso, danno pieno af- fidamento a sperare che l'agricoltore più misoneista dovrà, in tempo non lontano, persuadersi che il tabacco orientale, per sigarette, è la pianta dalla quale egli potrà con certezza attendere un reddito che ricompensi equamente le sue fatiche e serva a valorizzare terreni oggi quasi abbandonati, perchè nes- suna altra coltura si presta al loro sfruttamento. Anche dal punto di vista della rotazione noi abbiamo nel tabacco la pianta ideale perchè questa, essendo pianta sarchiata ed abbastanza esigente, deve venir ben concimata e durante la vegetazione zappata due volte almeno. Dunque il terreno, lasciato da questa coltura in buone condizioni chimiche ed in ottime condizioni fisiche, sarà pronto per la semina del frumento che con corrispondente concimazione fosfatica ed eventualmente azotata renderà un prodotto di gran lunga superiore all'usuale di 7-8 q.l all'ettaro. Perchè il lettore sia informato quanto costa e quanto può rendere la col- tura del tabacco orientale in questa regione, espongo i seguenti dati, riflettenti una coltivazione di 16.533 piante su una superficie di m 2 1800 (una giornata d'aratro circa ) fatta dal sottoscritto in comune di Pola nel fondo dell'Istituto di prestiti e beneficenza « Pietas Julia ». Devo premettere che i dati delle spese sono piuttosto alti ed è cosa del resto naturale , trattandosi di una coltura del tutto sconosciuta alla nostra mano d'opera. Anche questo fatto parla a tutto favore del tabacco perchè col perfezionarsi della maestranza agraria diminuiranno le spese e di conseguenza aumenterà il reddito netto. SPESE. preparazione e cura al semenzaio .... I. aratura in dicembre (cm. 30 circa) II. „ fine febbraio (cm. 20) .... concimazione : 90 kg. perf. min. 27 kg. solf. potas.. erpicatura e ragguaglio terreno prima del trapianto trapianto . L. 150. — . 5> 50 — . » 50.— . >5 80.— . 11 60.— . » 250.— A riportarsi L. 640. — 4 Riporto L. 640.— . >> 115.- • >> 720. — alore ìì 80.— telai . » 250. — • '? 48.60 • » 100. — 50 R. ISTITUTO SPERIMENTALE COLTIVAZIONE TABACCHI I. zappatura e II. zappatura raccolta, infilzamento della foglia, spago ed aghi . quota annua d' ammortamento per 65 telai calcolando il valore di questi con 650 L. e la durata di 8 anni spese per ultimare 1' essicazione della foglia, trasporto dei telai mattina e sera nei locali e dai locali di cura Interesse del 6o[o sul valore del terreno di L. 4500 l'Ett. Spese d'amministrzione Totale L. 1953.60 Di fronte a questa spesa sta il prodotto di kg. 440 di foglia secca, pesata dall'organo del monopolio, che al prezzo di 750 L. il q.le rappresenta una rendita lorda di L. 3300. Da ciò deriva che questa coltura di tabacco rende come utile netto L. 1 346 su m 2 1800 di terreno, pari a L. 7400 per ettaro. Lascio giudicare al lettore quale altra coltura agraria nella nostra provincia può assicurare un reddito paragonabile a quello del tabacco e quale convenienza possono trarre da questa coltura i nostri agricoltori che hanno veduto, causa la siccità, ridotti di molto i loro raccolti e che come quest'anno non hanno ven- duto il vino né sanno quando e come potranno smerciarlo. La coltivazione del tabacco in Calabria. — Giovanni Solimene. Dal " Giornale della Sera,, Napoli, Anno VI, N. 53, 6-7 marzo 1922. Mancano, fa rilevare l'A. , congrui dati di esperimenti regionali di coltiva- zione del tabacco per istabilire utili confronti dimostrativi e per autorizzare ad ammettere od escludere, in via definitiva, se convenga o meno adottare in Calabria la cultura del tabacco su larga scala; se tale cultura possa utilmente sostituirsi ad altre che si praticano «ab immemorabile» specie quelle cereali- che, a quali condizioni sia utile ciò fare e quali debbano essere i provvedimenti da adottare in ordine agli esperimenti, alla coltivazione e simili. «Debbo perciò, continua l'autore, servirmi, allo stato attuale delle cose, di altri elementi e di altri argomenti, tra similari e induttivi, che abbiano suf- ficiente valore di persuasione. La prima dimanda che io mi faccio è questa : il territorio della regione calabrese si presta all'utile impianto della coltura tabagica? In generale la scienza agraria, come già si è detto, assicura che, nel mez- zogiorno in genere, isole comprese, è possibile la coltivazione di determinate varietà tabagiche, senz'aggiungere che, secondo l'opinione dei tecnici, ribadita di recente dal Maggi su le orme dell' Angeloni, il tabacco in massima può utilmente collocarsi in molte regioni d'Italia, nella cui totalità, si può dire, trova tutti i caratteri della terra di cui origina. Non solo, ma da una recente intervista del collega Pinzanti del «Giornale d'Italia » col direttore della Cattedra ambulante di agricoltura di Monteleone e con l'ing. Bisogni, direttore del consorzio agrario, aventi scienza e pratica di coltivatori, risulta che gran parte di terra nostra si presta ottimamente alla coltivazione dei tabacchi più fini. BOLLETTINO TECNICO 51 Del resto anche il profano, sulle orme della scienza, deriva il proprio con- vincimento affermativo dalle condizioni telluriche, climatiche, metereologiche delle regione. Dalla tuttora inedita monografia del giovane amico dott. Franco Ottaviano Palermo su « Le risorse economiche e l'avvenire della regione calabrese » trag- go non poche osservazioni utili alla bisogna. Dall'alta montagna alla collina e alla bassa collina, dalla vallata alla pia- nura e alla bassa pianura, la regione calabrese si può dire unica nel presentare quelle gradazioni geologiche e quella varietà di suolo in cui è dato appunto di «fissare» le località più adatte alla coltivazione del tabacco in genere e di certi tipi in ispecie. Si deve infatti all'anzicennata conformazione geologica se le zone di col- tura in Calabria risultano le più complesse e le più varie: da quella dell'a- grume, che si eleva sino a 250 metri, quasi tutta adiacente alla costa, si sale alla zona dell'olivo e della vite, dai 200 agli 800 metri, e da questa si sale an- cora alla zona del castagno (800-1200) metri e alla zona dell'alta montagna ossia